Trieste Science+Fiction Festival 2020 Trieste Science+Fiction Festival 2020

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Trieste Science+Fiction Festival 2020: il programma dell’evento online

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Contrariamente a quanto annunciato in precedenza, il Trieste Science+Fiction Festival 2020 si svolgerà interamente online. Una decisione inevitabile a causa dell’ultimo DPCM, che ha decretato la chiusura delle sale cinematografiche fino al 24 novembre, ma che non ha fermato una manifestazione che, in collaborazione con la sala web di MyMovies.it, aveva già deciso di rendere l’intero programma disponibile anche in streaming. Il più celebre e apprezzato festival cinematografico italiano dedicato alla fantascienza si svolgerà dal 29 ottobre al 3 novembre. Quattro le modalità di accredito:il pass Raggi Fotonici (il motto del festival urlato sempre prima delle proiezioni dai fan del TS+FF) per vedere tutti i film su MYmovies.it (costo: 9,90 euro), il pass Alabarda Spaziale che include anche i gadget del festival (costo: 30 euro), l’accredito Asteroide per i sostenitori (costo: 150 euro), e l’accredito Visioni dal Futuro dedicato agli studenti universitari (costo: 25 euro).

Trieste Science+Fiction Festival 2020: il programma

Il Trieste Science+Fiction Festival 2020 vuole sollecitare un autentico binge-watching agli appassionati di fantascienza con proposte inedite provenienti da Australia, Gran Bretagna, Irlanda, Russia, Italia, Argentina, Francia, Norvegia, Ungheria, Austria, Lussemburgo, Belgio, Lituania, Spagna e naturalmente USA.

Dalla Corea, in esclusiva assoluta per il pubblico del Trieste Science+Fiction Festival 2020, arriva la serie SF8, già definita la risposta asiatica a Black Mirror, con otto episodi girati dai migliori registi di genere coreani, tra cui Jang Cheol-soo (Bedeviled) e Min Kyu-dong (Memento Mori). I temi spaziano dall’intelligenza artificiale alla realtà aumentata, dalla realtà virtuale al mondo dei robot.

Vedremo anche Yummy di Lars Damoiseaux, splatter ispirato alla saga de La casa di Sam Raimi e alle commedie horror di Peter Jackson, il lisergico sci-fi russo Coma di Nikita Argunov, l’horror di Natalie Erika James Relic. Spazio anche alla sci-fi eco-futurista con 2067 di Seth Larney e a Skylin3s di Liam O’Donnell, terzo capitolo della fortunata saga sci-fi e a Jumbo di Zoé Wittock, con protagonista Noémi Merlant.

Questo l’elenco completo dei film in programma nelle varie sezioni del Trieste Science+Fiction Festival 2020:

Neon (selezione ufficiale)

European Fantastic Shorts – Méliès d’argent competition

  • Crawler di Ivan Radovic
  • Cycle 2217 di Evgeny Kalachikhin e Ruben Dauenhauer
  • Frank & Mary di Paul Williams
  • Gabriel di Pierfrancesco Artini
  • Hospital Dumpster Divers di Anders Elsrud Hultgreen
  • Human Trash di Aitor Almuedo Esteban
  • Imago di Remy Blaser
  • Krim di Manuel Hüttner
  • The Lonely Orbit di Frederic Siegel e Benjamin Morard
  • The Memory Shop di Christiaan Neu
  • Néo Kósmo – Nuovo Mondo di Adelmo Togliani
  • The Recycling Man di Carlo Ballauri
  • Routine: the Prohibition di Sam Orti
  • Survivers di Carlos Gómez-Trigo
  • Transfert di Jonathan Degrelle
  • Verdict 30.001: the Cookies di Samuel Häkkinen e Henna Välkky
  • Witch Trilogy 13+ di Ceylan Özgün Özçelik

Fantastic Shorts – Out of Competition

  • Cargo di Abhilash Chandra
  • Consume di Bruno Gradaschi
  • The Haunted Swordsman di Kevin McTurk
  • The Purple Iris di Arif Khan
  • Raze of the Cyborg di Young-H. Lee
  • Tooth Fairy di Alice Bédard

Spazio Italia

  • Come in cielo, così in terra di Francesco Erba

Spazio Corto

  • The 21st Sense di Christian Battiferro
  • Le abiuratrici di Antonio De Palo
  • Anemone di Alessandro Marcon
  • Apollo 18 di Marco Renda
  • Cosmic Girl di Lorenzo Corvino
  • Cracolice di Fabio Serpa
  • L’elemosina di Gianni De Blasi
  • Guinea Pig di Giulia Grandinetti e Andrea Benjamin Manenti
  • Horizon di Daniele De Muro

Mondofuturo

  • Coded Bias di Shalini Kantayya
  • Tune Into the Future di Eric Shockmel

Extra

  • SF8

Queste le aggiunte al programma del 4 novembre:

  • 15.30: Spaceship Earth di Matt Wolf. Documentario che racconta un evento reale accaduto nel 1991, quando otto visionari passarono due anni confinati all’interno di una replica dell’ecosistema terrestre da loro progettata e chiamata Biosphere 2. L’esperimento ebbe una risonanza mondiale e registrò giorno per giorno un’esistenza vissuta sotto la minaccia di un disastro ecologico potenzialmente letale, e le sempre più numerose critiche di chi non vi vedeva che l’operato di una setta.
  • 18:00: Meander di Mathieu Turi. Thriller fantascientifico del regista dell’intrigante survival-horror post-apocalittico Hostile. Lisa si risveglia in un cunicolo. Al polso ha un braccialetto con un conto alla rovescia. Trappole mortali si annidano ad ogni svolta e Lisa non ha altra scelta che strisciare lungo il cunicolo per cercare di salvarsi.
  • 20:00: Sputnik di Egor Abramenko. Horror fantascientifico russo in anteprima italiana ambientato durante la Guerra Fredda, quando una navetta spaziale sovietica si schianta durante un atterraggio di fortuna e uno solo dei due cosmonauti viene ritrovato in vita. Assieme a lui, un vero “sputnik”, un “compagno” indesiderato.
  • 22.00: Peninsula di Yeon Sang-ho. Il film sarà disponibile unicamente in diretta streaming all’orario di programmazione. Quattro anni dopo l’apocalisse zombie raccontata da Train to Busan, la penisola coreana è completamente devastata e isolata dal resto del mondo. È una terra dimenticata da Dio e dagli uomini. Jung-seok, un ex militare che era miracolosamente riuscito a fuggire a Hong Kong, s’imbatte in un delinquente americano che gli affida un allettante quanto pericolosissimo incarico: dovrà recuperare un camion abbandonato nel centro di Seoul…
  • 24:00: Come True di Anthony Scott Burns. Sogni oscuri perseguitano Sarah, un’adolescente intelligente, premurosa e ribelle. Tutte cose difficili a 18 anni e che le hanno causato problemi a scuola e a casa, dove non può tornare. Non sapendo dove andare, sul muro del bar del suo quartiere legge un annuncio per la ricerca di volontari per uno studio sul sonno. Dopo una sola seduta sotto l’occhio vigile di un gruppetto di scienziati, Sarah comincia a vedere nel periodo di veglia cose che appartengono ai suoi sogni. Le visioni peggiorano e prima che lei, o qualcuno degli scienziati, riesca ad agire… diventa l’inconsapevole tramite verso una nuova e terrificante scoperta.
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Festival di Cannes 2024: Palma d’oro ad Anora, tutti i premi

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Festival di Cannes 2024

Il Festival di Cannes 2024 è giunto alla conclusione. La giuria, presieduta da Greta Gerwig e formata da Juan Antonio Bayona, Ebru Ceylan, Pierfrancesco Favino, Lily Gladstone, Eva Green, Hirokazu Kore-eda, Nadine Labaki e Omar Sy, ha decretato i premi del Concorso ufficiale della manifestazione. L’ambitissima Palma d’oro, assegnata l’anno scorso ad Anatomia di una caduta, è andata ad Anora di Sean Baker, regista statunitense già noto per Tangerine, Un sogno chiamato Florida e Red Rocket. Emilia Pérez di Jacques Audiard, dato fra i favoriti, si accontenta invece del Premio della giuria e del premio alla migliore interpretazione femminile, assegnato ex-aequo alle quatto protagoniste Karla Sofía Gascón, Selena Gomez, Adriana Paz e Zoe Saldana.

Kinds of Kindness di Yorgos Lanthimos conquista il premio per la migliore interpretazione maschile (Jesse Plemons), mentre l’iraniano Mohammad Rasoulof riceve la menzione speciale per il suo The Seed of the Sacred Fig. Soddisfazioni anche per Payal Kapadiya (Grand Prix Speciale della Giuria per All We Imagine as Light), Miguel Gomes (Prix de la mise en scène per Grand Tour) e Coralie Fargeat (Prix du scénario per The Substance). Restano invece a bocca asciutta Francis Ford Coppola con il suo titanico Megalopolis, David Cronenberg con The Shrouds, Paul Schrader con Oh, Canada e il nostro Paolo Sorrentino con la sua ultima fatica Parthenope.

Tutti i premi del Festival di Cannes 2024

  • Palma d’oro: Anora di Sean Baker
  • Grand Prix Speciale della Giuria: All We Imagine as Light di Payal Kapadiya
  • Prix de la mise en scène: Miguel Gomes per Grand Tour
  • Prix du scénario: Coralie Fargeat per The Substance
  • Menzione speciale: Mohammad Rasoulof per The Seed of the Sacred Fig
  • Prix d’interprétation féminine: Karla Sofía Gascón, Selena Gomez, Adriana Paz e Zoe Saldana per Emilia Pérez
  • Prix d’interprétation masculine: Jesse Plemons per Kinds of Kindness
  • Premio della giuria: Emilia Pérez di Jacques Audiard
  • Palma d’oro onoraria: George Lucas, Meryl Streep e lo Studio Ghibli
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Venezia 2024: Sveva Alviti madrina dell’81ª Mostra del Cinema

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Sveva Alviti

L’attrice Sveva Alviti condurrà le serate di apertura e di chiusura dell’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, diretta da Alberto Barbera. Sarà lei ad aprire l’81. Mostra nella serata di mercoledì 28 agosto 2024 in occasione della cerimonia di inaugurazione e a guidare la cerimonia di chiusura sabato 7 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali.

Nata a Roma, Sveva Alviti inizia precocemente a studiare recitazione, portando avanti in parallelo la carriera da modella, che la porta presto a New York. Nel 2009 debutta a Broadway come protagonista dello spettacolo teatrale The Interrogation e nel 2011 partecipa alla 68. edizione della Mostra di Venezia con il cortometraggio Alice, diretto da Roberto de Paolis. Nel 2012 recita in Niente può fermarci di Luigi Cecinelli e Buongiorno Papà di Edoardo Leo. L’anno successivo è in Cam Girls di Mirca Viola e porta al Teatro Quirino di Roma uno spettacolo interamente dedicato a Monica Vitti, ispirato al film Dramma della gelosia.


Nel 2017 è protagonista di Dalida, biopic di Lisa Azuelos sulla celebre icona francese, ruolo che le è valso la nomination come miglior attrice emergente ai Cesar 2018. Nel 2018 Sveva Alviti è invece la protagonista femminile del film Lukas, accanto a Jean Claude Van Damme. Recita poi in Love Addict con Michael Madsen, in Tra le onde di Marco Amenta e in Entres les Vagues di Anaïs Volpé. Dopo il debutto alla regia con il cortometraggio Les jour d’après, è nel film Netflix AKA, in cui interpreta la protagonista femminile.

Sveva Alviti condurrà le serate di apertura e di chiusura di Venezia 2024

La madrina dell’81ª Mostra del Cinema Sveva Alviti. Credits: Raffaele Mariniello.
La madrina dell’81ª Mostra del Cinema Sveva Alviti. Credits: Raffaele Mariniello

Questa la dichiarazione di Sveva Alviti:

«Il cinema per me è quanto di più vero possa esistere per raccontare le persone, le loro storie e per aiutarci a guardare nel profondo la quotidianità che stiamo vivendo. Sono sinceramente onorata di poter essere la madrina dell’81ª Mostra del Cinema e vorrei ringraziare la Biennale di Venezia il Direttore Alberto Barbera con il Presidente Pierangelo Buttafuoco per avermi voluto al loro fianco».

Dal 15 settembre sarà nella seconda stagione di Nudes, prodotta da Rai Fiction, e nell’autunno 2024 prenderà parte a un progetto americano sul MeToo, intitolato The other side of Fame. L’attrice si appresta inoltre a dirigere Walking Through the fire, documentario nel quale si parlerà di donne, di dipendenze e di depressione.

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Mostra del Cinema di Venezia: Alberto Barbera confermato direttore fino al 2026

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Il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco, ha confermato Alberto Barbera Direttore Artistico del Settore Cinema per gli anni 2025 e 2026. Si rinnova così un sodalizio che continua ininterrottamente dal 2012, impreziosito da un ulteriore triennio di direzione fra il 1999 e il 2001. Un riconoscimento che certifica l’ottimo lavoro svolto da Alberto Barbera negli ultimi anni, grazie a cui la Mostra del Cinema di Venezia è diventata un punto fermo per la stagione cinematografica e per la corsa ai principali premi, arrivando a battagliare alla pari con il Festival di Cannes.

Alberto Barbera direttore artistico per altri due anni

Alberto Barbera
Alberto Barbera sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia

Il Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha così commentato la notizia:

«Ho provato immediata sintonia con Alberto Barbera e ho grande rispetto per la competenza, la professionalità e la passione da lui dimostrate negli anni alla conduzione della Mostra d’Arte Cinematografica tali da riuscire ad accrescere il prestigio del più antico festival al mondo. Sono vivamente lieto che La Biennale di Venezia possa proseguire con lui questo percorso».

Alberto Barbera nel 2022 ha ottenuto il Tributo speciale dai Gotham Awards di New York. Nel 2021 gli è stato invece conferito dalla storica rivista Variety l’International Achievement in Film Award. Entrambi i riconoscimenti sono stati attribuiti allo stesso tempo a La Biennale di Venezia. Dal 2020 fa inoltre parte dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, che attribuisce i premi Oscar. Dal 2019 è stato inserito da Variety fra le 500 persone più influenti al mondo dell’industria dello spettacolo. Nel 2000 è stato insignito del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres, riconoscimento culturale della Repubblica Francese. A partire dal 1982 ha iniziato la collaborazione con il Festival Internazionale Cinema Giovani (oggi Torino Film Festival), diventandone poi Direttore dal 1989 al 1998. Nel 2002 è divenuto consulente per il Museo Nazionale del Cinema di Torino e da giugno 2004 sino a dicembre 2016 ne è stato il Direttore.

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