A 007, dalla Russia con amore: curiosità del secondo film della saga

A 007, dalla Russia con amore: curiosità del secondo film della saga

Dopo la nostra recensione, approfondiamo il secondo capitolo della saga di James Bond A 007, dalla Russia con amore, addentrandoci nei retroscena e nelle più interessanti curiosità di uno degli episodi più amati della serie. Nel proseguimento dell’articolo ci concentreremo sulle influenze, sui collegamenti ad altre pellicole e sui tanti aneddoti delle riprese, che hanno contribuito alla fortuna di uno dei film ancora oggi più amati dagli appassionati delle avventure dell’Agente 007.

Le prime volte di A 007, dalla Russia con amore

A 007, dalla Russia con amore introduce nella saga di James Bond diverse novità. La prima in ordine cronologico è la sequenza prima dei titoli di testa (che in seguito diventerà un vero e proprio marchio di fabbrica della serie), in cui viene ucciso un uomo mascherato da 007. Fra i nuovi ingressi c’è anche quello di Desmond Llewelyn, nella sua prima di ben 17 interpretazioni nei panni di Q, fedele alleato e procacciatore di gadget tecnologici per Bond. Non è invece una prima volta per Q, che avevamo già visto brevemente in Agente 007 – Licenza di uccidere, impersonato da Peter Burton.

Un altro personaggio che fa il suo esordio in A 007, dalla Russia con amore è il leggendario Ernst Stavro Blofeld, che vediamo inquadrato soltanto dal petto in giù, mentre accarezza in modo sinistro un gatto. A interpretare il ruolo, non accreditato, è Anthony Dawson, che avevamo già visto nel precedente episodio, nella parte del Professor Dent.

In A 007, dalla Russia con amore, John Barry è per la prima volta il principale compositore di un film dell’Agente 007. Le musiche, tuttavia, risentono ancora dell’influenza di Monty Norman, e la title song è affidata a Lionel Bart. Barry perciò si sentirà in pieno controllo creativo della musica solo dal successivo Agente 007 – Missione Goldfinger. Proprio la title song, cantata da Matt Monro e intitolata From Russia with Love, è un’altra novità di questo secondo capitolo del franchise.

Un’ulteriore prima volta della serie arriva nei titoli di coda, con l’inconfondibile dicitura “James Bond tornerà”, seguita dal titolo del film successivo, che sarà sfruttata più volte sia nella saga di 007, sia, in tempi più recenti, nel Marvel Cinematic Universe.

… E le ultime volte

Pedro Armendáriz

Purtroppo, A 007, dalla Russia con amore è coinciso anche con alcune ultime volte di persone collegate in maniere diverse al film. Il secondo capitolo della saga è stato infatti l’ultimo visto da Ian Fleming, colui che diede vita al personaggio di James Bond sulle pagine dei suoi libri. Il romanziere britannico morì improvvisamente di infarto a poche settimane di distanza dall’uscita del successivo episodio, Agente 007 – Missione Goldfinger.

Secondo alcune fonti, A 007, dalla Russia con amore è anche l’ultimo film visto prima di morire da John Fitzgerald Kennedy. Il 35º Presidente degli Stati Uniti d’America fu anche determinante per l’uscita di questo capitolo, dal momento che inserì il romanzo di Ian Fleming nell’elenco dei suoi libri preferiti, spingendo così i produttori a sceglierlo come materiale di partenza per il secondo episodio della serie.

L’interprete di Ali Kerim Bey Pedro Armendáriz concluse la sua carriera e la sua esistenza con questo film. Come i suoi colleghi ne Il conquistatore John Wayne, Dick Powell e Susan Hayward, l’attore messicano si ammalò di cancro, causato con ogni probabilità dalle radiazioni nucleari scaturite dai test che l’esercito americano stava conducendo in un’area adiacente a quella delle riprese. Armendáriz recitò in A 007, dalla Russia con amore sopportando dolori lancinanti e a tratti insopportabili. Per alcune sequenze, il regista Terence Young si prestò a fargli da controfigura. Al termine delle riprese, mentre si trovava ricoverato in fin di vita in un ospedale di Los Angeles, Pedro Armendáriz pose fine anticipatamente alle sue sofferenze, uccidendosi con un colpo di pistola.

A 007, dalla Russia con amore segna anche l’ultima breve apparizione nella saga di Eunice Gayson e della sua Sylvia Trench, scelta inizialmente come fidanzata regolare di Bond, ma messa poi da parte in nome di uno stile di vita più libertino dell’Agente 007.

Tatiana Romanova

L’italiana Daniela Bianchi, grazie anche alla visibilità garantita dal secondo posto a a Miss Universo 1960, ha interpretato con successo la parte della sovietica Tatiana Romanova, entrando subito nell’immaginario collettivo come una delle migliori Bond girl di sempre. Nonostante l’impegno profuso dalla Bianchi in lezioni di inglese, fu comunque necessario il doppiaggio, ad opera di Barbara Jefford. Fra le altre attrici prese in considerazione per la parte della Romanova, ci furono Pia Lindström, Sally Douglas, Magda Konopka, Margaret Lee, Sylva Koscina, Tania Mallet e altre due italiane: Lucia Modugno e Virna Lisi. Tania Mallet fu comunque ripescata per la parte di Tilly Masterson nel successivo Agente 007 – Missione Goldfinger.

Daniela Bianchi è stata un punto di riferimento per le Bond girl degli anni successivi. Come rivelato nel documentario sul dietro le quinte di Octopussy – Operazione piovra, la scena in cui James Bond e Tatiana Romanova si incontrano nella suite dell’hotel è stata utilizzata più volte per fare i provini alle aspiranti Bond girl e agli aspiranti Agente 007.

A 007, dalla Russia con amore: James Bond e Miss Moneypenny

A 007, dalla Russia con amore

Il secondo film della serie porta avanti il flirt platonico fra l’Agente 007 e Miss Moneypenny, la segretaria di M impersonata da Lois Maxwell fino a 007 – Bersaglio mobile (1985). L’attrice canadese e il suo collega Sean Connery hanno dichiarato che A 007, dalla Russia con amore è il loro episodio della saga preferito, fra quelli da loro girati. Un ulteriore attestato di stima da parte degli addetti ai lavori per questo capitolo della serie.

Gli incidenti sul set di A 007, dalla Russia con amore

A 007, dalla Russia con amore

Le riprese di A 007, dalla Russia con amore hanno subito diversi contrattempi. Ci furono diversi incidenti legati agli elicotteri utilizzati durante le riprese. Terence Young rischiò di morire quando l’elicottero su cui si trovava insieme all’art director Michael White si schiantò in acqua. Come avviene nei migliori film d’azione, il regista rimase intrappolato nel mezzo sott’acqua e riuscì miracolosamente a fuggire insieme al suo collega. Non contento, pretese di tornare sul set in meno di un’ora, dove riprese a girare come se niente fosse successo. Le scene dell’inseguimento con l’elicottero e fra motoscafi, originariamente fissate a Istanbul, furono spostate in Scozia a causa di diversi problemi logistici. Durante le riprese della sequenza con l’elicottero, lo stesso Sean Connery fu in pericolo, dal momento che il velivolo passò molto vicino alla sua testa, rischiando di ucciderlo.

L’inseguimento fra motoscafi provocò diversi feriti. Tre stunt-man riportarono infortuni, mentre l’attore Walter Gotell subì un’ustione alle palpebre. Un altro grave incidente vide coinvolta Daniela Bianchi, che si addormentò alla guida di un’auto, schiantandosi e riportando vistosi lividi sul volto, costringendola a posticipare le sue riprese di due settimane. I continui cambiamenti alla sceneggiatura costrinsero la troupe a diverse riprese aggiuntive, che fecero lievitare il budget e ritardare la produzione. Gran parte del merito della riuscita del film è del montatore Peter Roger Hunt (successivamente regista di Agente 007 – Al servizio segreto di Sua Maestà), che con delle innovative tecniche di montaggio velocizzò notevolmente i tempi di questa fase, senza privare il racconto di coerenza ed efficacia.

Steven Spielberg e James Bond

Fra i più celebri fan della saga dell’Agente 007, c’è sicuramente Steven Spielberg. Almeno tre film del regista americano risentono dell’influenza di questa serie, e in particolare di A 007, dalla Russia con amore. Non è un mistero che la saga di Indiana Jones nasce proprio dal desiderio di Spielberg di avere una propria versione di James Bond, che nel suo caso è un archeologo con il volto e il corpo di Harrison Ford. La sequenza iniziale di Indiana Jones e il tempio maledetto è un chiaro omaggio all’Agente 007 (Ford indossa un vestito identico a uno di Sean Connery in Agente 007 – Missione Goldfinger), ma le maggiori somiglianze sono quelle che accomunano Indiana Jones e l’ultima crociata e il secondo episodio della serie di James Bond.

Nel terzo capitolo della saga di Spielberg, Indiana Jones si cimenta, in ordine sparso, in una scena piena di topi, in un inseguimento fra motoscafi e in sequenze di azione e passione nella suggestiva cornice di Venezia, tutte cose che accadono anche a James Bond in A 007, dalla Russia con amore. Un ulteriore esplicito collegamento è l’interprete del padre di Indiana, cioè Sean Connery. L’amore di Spielberg per questo film lo portò anche a scritturare per il suo Lo squalo Robert Shaw, memore della sua performance nei panni di Grant. Lo stesso Shaw sarà poi nuovamente il rivale di Sean Connery in Robin e Marian (1976), in cui lo scozzese interpreterà il leggendario Robin Hood, mentre l’attore britannico impersonerà lo spietato Sceriffo di Nottingham.

A 007, dalla Russia con amore e Alfred Hitchcock

A 007, dalla Russia con amore

Un altro celeberrimo cineasta in qualche modo collegato alla serie di James Bond e in particolare ad A 007, dalla Russia con amore è Alfred Hitchcock. L’ispirazione della saga dal suo Intrigo internazionale non è mai stata un mistero, ma in questo secondo episodio il rapporto con quest’opera si fa ancora più intenso. Assistiamo infatti a una lunga fase ambientata in treno (l’Orient Express) e soprattutto a un inseguimento fra Bond e un elicottero che ricorda un’analoga sequenza del capolavoro del regista britannico, con protagonista Cary Grant.

Ma i collegamenti fra Hitchcock e A 007, dalla Russia con amore non finiscono qui. Alcuni anni prima dell’uscita, il maestro del brivido si era infatti interessato alla regia di questo film, che avrebbe dovuto avere per protagonisti proprio Cary Grant e la rientrante nel mondo del cinema Grace Kelly, nella parte di Tatiana Romanova. Nonostante le ottime premesse, l’incrocio fra Hitchcock e 007 andò in fumo, principalmente a causa del fallimento al botteghino de La donna che visse due volte, che costrinse il regista a rivedere i suoi piani.

Le scarpe di Rosa Klebb

A 007, dalla Russia con amore

Le memorabili scarpe con lama incorporata di Rosa Klebb, con cui Bond deve confrontarsi negli ultimi minuti di A 007, dalla Russia con amore, erano un’arma realmente in uso dal KGB, utilizzata principalmente per scontri ravvicinati. Possiamo vedere nuovamente queste particolari calzature ne La morte può attendere, quando Q mostra a James Bond la sua collezione di gadget.

A 007, dalla Russia con amore: dal film al videogioco

A oltre 40 anni dall’uscita in sala, A 007, dalla Russia con amore ha avuto nel 2005 l’onore di una trasposizione videoludica, targata EA Games e disponibile per PlayStation 2, Xbox, PlayStation Portable e GameCube. Questo videogame ha il merito di essere l’ultima performance, anche se virtuale, di Sean Connery nei panni di James Bond. Il protagonista del videogioco Dalla Russia con amore non ha infatti solo le sembianze dell’attore scozzese, ma anche la sua voce, registrata ben 22 anni dopo l’ultima apparizione di Connery nella parte sul grande schermo, nell’apocrifo Mai dire mai.

Marco Paiano

Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per N3rdcore. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.