Agente 007 – Licenza di uccidere: curiosità e retroscena del film

Agente 007 – Licenza di uccidere: curiosità e retroscena del film

Dopo avervi parlato di Agente 007 – Licenza di uccidere nella nostra recensione, ci concentriamo sulla genesi e sulle curiosità legate al debutto cinematografico di James Bond. Dalla scelta degli attori alla celeberrima colonna sonora, fino ad arrivare alle reazioni da parte di illustri personaggi alla prima avventura di 007 e agli spassosi retroscena dietro le quinte: un ritratto a 360° del film capostipite di una longeva e amata saga, che dal 1962 intrattiene e fa sognare milioni di spettatori.

James Bond: dalla carta allo schermo

Agente 007 - Licenza di uccidere

Come accennavamo nella nostra recensione di Agente 007 – Licenza di uccidere, James Bond aveva già debuttato sul piccolo schermo nel 1954, in un episodio della serie antologica Climax intitolato Casino Royale. In questo episodio, basato sull’omonimo romanzo di Ian Fleming, l’Agente 007 era interpretato da Barry Nelson, mentre il malvagio Le Chiffre, impersonato da Mads Mikkelsen nel film del 2006, era interpretato da Peter Lorre. Casino Royale è anche il primo romanzo di Fleming con protagonista James Bond. Quest’opera è stata però esclusa fin da subito dalle opzioni per il debutto di 007 sul grande schermo, in quanto i diritti non erano di proprietà di Albert R. Broccoli e Harry Saltzman, ma di Michael Garrison, che li aveva acquistati appena un anno dopo l’uscita in libreria.

Anche la seconda scelta Agente 007 – Thunderball (Operazione tuono) era bloccata, per via di una causa legale fra Fleming e Kevin McClory, autore della sceneggiatura originale. La scelta per la nascita del James Bond cinematografico ricadde quindi sul sesto romanzo di Fleming Doctor No, per motivi pratici: il budget per questo primo film non era alto, e il romanzo in questione era quello più economico da trasporre, per via di un limitato numero di location e dei pochi effetti speciali richiesti.

Il casting di James Bond

Non è certo un mistero che il modello per Agente 007 – Licenza di uccidere e per tutti i primi film di James Bond (nel successivo A 007, dalla Russia con amore ci sarà una citazione esplicita) sia Intrigo internazionale di Alfred Hitchcock, uscito appena tre anni prima. Pare addirittura che lo stesso Hitchcock abbia preso in considerazione l’idea di dirigere Thunderball, che in un primo momento era in lizza per essere il primo capitolo della serie. L’ammirazione dei produttori Albert R. Broccoli e Harry Saltzman per Intrigo internazionale li ha portati a pensare a Cary Grant per la parte di James Bond. Il celebre attore, già 58enne, avrebbe però voluto impegnarsi solo per un film, mentre i produttori avevano già in mente di proseguire per diversi episodi.

I due pensarono quindi di ripiegare sull’avversario di Grant nel film di Hitchcock, cioè James Mason, che a sua volta avrebbe però voluto impegnarsi per al massimo due film. Furono considerati per la parte molti nomi, fra cui Richard Burton, Richard Todd, Rex Harrison e Richard Johnson. Il protagonista de Il prigioniero Patrick McGoohan rifiutò il ruolo perché ambiguo moralmente, mentre David Niven fu scartato, rifacendosi però qualche anno dopo nella parodia James Bond 007 – Casino Royale. Fu preso in considerazione anche un giovane Roger Moore, successivamente James Bond per ben sette volte, allora impegnato con la serie televisiva Il Santo. Ci fu addirittura un concorso per la parte, vinto dal modello Peter Anthony, rivelatosi però totalmente inadatto alla recitazione.

A indurre Broccoli alla scelta di Sean Connery fu la sua prova in Darby O’Gill e il re dei folletti, particolarmente apprezzata dalla moglie Dana. Connery era inoltre gradito al regista Terence Young, che lo aveva già diretto ne Il bandito dell’Epiro.

Il casting di Honey Ryder per Agente 007 – Licenza di uccidere

Ursula Andress

A due settimane dall’inizio delle riprese di Agente 007 – Licenza di uccidere, la parte della cercatrice di conchiglie Honey Ryder doveva ancora essere assegnata. L’identikit dell’interprete del ruolo per Broccoli era “Una sconosciuta con una faccia nuova, che non chieda uno stipendio oltraggioso“. La scelta ricadde su Ursula Andress quando il produttore vide una sua foto, scattale dal marito John Derek, con addosso una maglietta bagnata. Broccoli scelse la Andress ancora prima di parlarle. Dal canto suo, l’attrice svizzera, in pausa dalla recitazione da diversi anni, dopo aver partecipato a Un americano a Roma e Le avventure di Giacomo Casanova di Steno, accettò la parte su insistenza dell’amico di famiglia Kirk Douglas.

Ursula Andress fu effettivamente una scelta economica, dal momento che il suo compenso fu di circa 6.000 dollari. Il bikini da lei indossato fu invece acquistato nel 2001 da Robert Earl di Planet Hollywood, per circa 35.000 sterline. A causa del suo forte accento, l’attrice fu doppiata da Nikki Van der Zyl, ma conquistò comunque un Golden Globe come migliore attrice debuttante nel 1964.

Il casting del Dr. No

Agente 007 - Licenza di uccidere

Uno dei ruoli più importanti da assegnare era certamente quello del malvagio Dr. No, il primo villain con cui si scontra James Bond. Come confermato da Christopher Lee, lui era la prima scelta per Ian Fleming, che era anche suo cugino. L’attore britannico ebbe però modo di rifarsi, interpretando Francisco Scaramanga in Agente 007 – L’uomo dalla pistola d’oro. Fleming chiese anche a Noël Coward, che rifiutò la parte con uno spassoso telegramma (“Dr. No? No! No! No!“). Un altro rifiuto arrivò da Max von Sydow, che declinò l’offerta in quanto già impegnato nella parte di Gesù ne La più grande storia mai raccontata. Anche l’interprete svedese ebbe una seconda occasione, slegata dalla saga ufficiale, interpretando Ernst Stavro Blofeld in Mai dire mai.

La parte del Dr. No andò infine a Joseph Wiseman, scelto dal produttore Harry Saltzman per la sua prova in Pietà per i giusti. All’attore fu applicato un trucco particolare, volto a esaltare i suoi tratti orientaleggianti, in quando il suo personaggio aveva origine cinese.

La sequenza gunbarrel

Sequenza gunbarrel

Insieme a James Bond, in Agente 007 – Licenza di uccidere fa il suo debutto anche la caratteristica sequenza gunbarrel, cioè l’inquadratura, presente in tutti i film della saga, di James Bond attraverso la canna di una pistola. La scena fu creata dal designer dei titoli Maurice Binder all’ultimo momento, semplicemente puntando una camera a foro stenopeico nella canna di una vera pistola. L’attore protagonista della scena non è Sean Connery, ma lo stunt-man Bob Simmons.

Le prime volte di James Bond

Sean Connery

Molti ritengono erroneamente che la prima frase pronunciata dall’Agente 007 sia “Bond. James Bond“. In realtà, 007 esordisce sul grande schermo con le parole, rivolte a Sylvia Trench e pronunciate poco prima di quelle più celebri, “I admire your courage, miss…“, tradotte letteralmente in italiano con “Ammiro il suo coraggio, miss…“. A proposito di prime volte, in Agente 007 – Licenza di uccidere c’è anche la prima, e per ora ultima, interpretazione canora di James Bond. Il pezzo eseguito è Under The Mango Tree, simpaticamente rivolto a Honey Ryder, uscita dalle acque pochi secondi prima cantando proprio questa canzone. La prima scena girata da Sean Connery nei panni di James Bond è invece quella all’aeroporto di Kingston, datata 16 gennaio 1962.

Le prime volte di Agente 007 – Licenza di uccidere non si esauriscono però con James Bond. Nel primo capitolo della saga, facciamo infatti la conoscenza di alcuni personaggi ricorrenti, come il superiore M (impersonato da Bernard Lee), l’agente della CIA Felix Leiter (interpretato da Jack Lord) e la segretaria di M Miss Moneypenny (Lois Maxwell), coinvolta con Bond in un rapporto di reciproca attrazione, mai concretizzatasi. Secondo i piani originali, la Maxwell avrebbe dovuto interpretare la prima Bond girl in ordine cronologico, Sylvia Trench. Una parte andata poi a Eunice Gayson, che invece avrebbe dovuto impersonare Miss Moneypenny. A pretendere l’inversione dei ruoli fu Young, che motivò la scelta con il fatto che a suo giudizio la Gayson sembrava odorare sesso, mentre la Maxwell dava l’idea di profumare di sapone.

Il parrucchino di Sean Connery

È convinzione diffusa che Sean Connery indossasse un parrucchino in tutte le sue performance nei panni di James Bond. In realtà, pur soffrendo di calvizie precoce, ai tempi di Agente 007 – Licenza di uccidere l’attore scozzese aveva una quantità sufficiente di capelli. I truccatori e i parrucchieri si sono così accontentati solo di qualche piccolo ritocco per gestire al meglio i capelli residui.

Ken Adam: da Agente 007 – Licenza di uccidere a Stanley Kubrick

Agente 007 - Licenza di uccidere

Uno dei punti di forza di Agente 007 – Licenza di uccidere è sicuramente l’operato dello scenografo Ken Adam. Un lavoro certosino sia per quanto riguarda i dettagli, come la creazione di oggetti di scena più piccoli del normale, in modo da fare risaltare la figura di James Bond. A rimanere scolpito nell’immaginario collettivo è però il futuristico nascondiglio del Dr. No, che emerge con tutta la sua forza nell’atto conclusivo del film. L’impatto dell’opera di Adam fu tale da attirare l’attenzione di Stanley Kubrick, che lo volle al suo fianco l’anno successivo per il suo Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba.

The James Bond Theme

Agente 007 - Licenza di uccidere

Un’altra errata concezione relativa ad Agente 007 – Licenza di uccidere è che la celeberrima The James Bond Theme, vera e propria impronta sonora della saga, sia opera di John Barry, autore delle musiche del film. In realtà, Barry ha solo arrangiato e orchestrato un brano di Monty Norman, ottenuto dalla sua canzone Good Sign, Bad Sign, scritta per il musical abortito The House of Mr. Biswas. Norman è regolarmente accreditato come autore del pezzo, e alla fine del 1999 aveva guadagnato poco meno di 500.000 sterline di sole royalties.

Il trucco di Ursula Andress per Agente 007 – Licenza di uccidere

Agente 007 - Licenza di uccidere

Nel documentario sui retroscena del film, presente nelle edizioni Home Video di Agente 007 – Licenza di uccidere, Ursula Andress racconta un divertente aneddoto. Dal momento che Honey Ryder doveva essere una ragazza abbronzata, mentre la Andress all’epoca delle riprese era di carnagione particolarmente chiara, l’attrice ha dovuto prestarsi a lunghe sessioni di trucco, volte a scurire la sua pelle. Il responsabile del trucco John O’Gorman chiese alla Andress di spogliarsi durante queste sessioni, che erano però particolarmente movimentate, a causa delle molte persone che entravano nella stanza con varie motivazioni più o meno plausibili, fra cui quella di portare la colazione. Al termine di una di queste sessioni, nella stanza in cui O’Gorman truccava la Andress si erano accumulati ben 20 vassoi per la colazione, portati da inservienti particolarmente invadenti.

Le reazioni negative ad Agente 007 – Licenza di uccidere

Agente 007 - Licenza di uccidere

Agente 007 – Licenza di uccidere si rivelò un clamoroso successo al botteghino, incassando in tutto il mondo poco meno di 60 milioni di dollari, a fronte di un budget stimato in circa 1 milione. La calorosa accoglienza del pubblico non è però stata condivisa da tutti. La bocciatura più importante è quella dello stesso Ian Fleming, che dopo una proiezione del film si lasciò scappare un «Terribile. Semplicemente terribile». Giudizio negativo anche per il Vaticano, che in concomitanza con l’uscita italiana del debutto di James Bond dichiarò che si era davanti a una pericolosa miscela di violenza, volgarità, sadismo e sesso.

Marco Paiano

Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per N3rdcore. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.