Belli e dannati: curiosità e retroscena del film di Gus Van Sant

Belli e dannati: curiosità e retroscena del film di Gus Van Sant

Dopo la nostra recensione, ci concentriamo nuovamente su Belli e dannati, il film del 1991 che ha definitivamente lanciato la carriera di Gus Van Sant e quella, purtroppo troppo breve, del compianto River Phoenix. Nel proseguimento dell’articolo, ci concentreremo sulle tante curiosità e sui più interessanti retroscena che hanno contribuito a scolpire nell’immaginario collettivo questo road movie dall’anima queer.

Belli e dannati e Shakespeare
Belli e dannati

Belli e dannati è chiaramente influenzato da Enrico IV ed Enrico V di William Shakespeare. I principali punti di contatto sono con il personaggio di Keanu Reeves e con il suo percorso esistenziale, alimentato inizialmente dal rifiuto di seguire le orme paterne. Orme che poi invece abbraccia, rinnegando parzialmente il suo turbolento passato. In una sequenza, il personaggio di Bob, interpretato da William Richert, cita inoltre testualmente una battuta contenuta in Enrico IV, parte seconda, cioè “We have heard the chimes at midnight“. Nell’opera di Shakespeare, questa battuta viene pronunciata dal personaggio di Falstaff, che non a caso è anche il nome della marca di birra che beve Keanu Reeves in una scena successiva.

Il titolo e… i titoli

Anche se noi conosciamo il film con il discutibile adattamento italiano Belli e dannati, il titolo originale è My Own Private Idaho. Il ringraziamento all’interno dei titoli di coda per il gruppo dei The B-52 porta a pensare che questo sia un collegamento alla loro canzone Private Idaho. Un altro collegamento con la canzone è il fatto che Mike viva in un mondo di fantasia, una sorta di suo Idaho privato. Nonostante tutto questo, la canzone dei The B-52 non è stata inserita né nell’accompagnamento sonoro del film, né nell’album della colonna sonora.

Belli e dannati ha conquistato alcuni importanti riconoscimenti nei più prestigiosi eventi cinematografici. Fra i tanti spiccano i tre premi ai Film Independent Spirit Awards (miglior attore protagonista River Phoenix, migliore sceneggiatura a Gus Van Sant e miglior colonna sonora a Bill Stafford), l’International Critics’ Award del Toronto International Film Festival e soprattutto la Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile del Festival di Venezia, andata anche in questo caso a River Phoenix.

La scena delle riviste per adulti

A dispetto di quanto si potrebbe pensare, la sequenza in cui tutti gli hustler prendono vita all’interno delle copertine delle riviste per adulti non è stata realizzata con la CGI, che all’epoca era molto costosa. Ognuno degli interpreti ha girato la propria scena dietro a un pannello di plexiglass. In post-produzione, tutte queste interpretazioni sono state unite, in modo da creare l’effetto che vediamo in Belli e dannati.

La statua Elk a Portland

Belli e dannati

A Portland, Mike e Scott si siedono ai piedi di una statua raffigurante un alce. Questa statua è nota come Elk o David P. Thompson Fountain, e si trova realmente nella cittadina dell’Oregon. Gus Van Sant ha però apportato una sostanziale modifica. La persona che cavalca l’alce era infatti un assistente di produzione seduto sulla statua, pitturato in modo da sembrare parte di essa.

I Simpson in Belli e dannati

My Own Private Idaho Simpson

River Phoenix era un ammiratore de I Simpson e suggerì di includere in qualche modo questo show in Belli e dannati. In una scena, Mike guarda Treehouse of Horror, il secondo episodio della terza stagione dello show. Il creatore della serie Matt Groening, originario di Portland, concesse gratuitamente questo estratto.

Belli e dannati: la scena del falò

Belli e dannati

Una delle scene più intense di Belli e dannati è indubbiamente quella del falò, durante la quale Mike confessa i suoi sentimenti a Scott. Come dichiarato da Van Sant a Grantland, questa scena è stata interamente riscritta da River Phoenix, e su sua esplicita richiesta è stata girata nel corso dell’ultimo giorno di riprese. Nella sceneggiatura di Van Sant il rapporto tra i due protagonisti era più ambiguo, mentre Phoenix voleva fortemente qualcosa di più lirico. In proposito, l’attore dichiarò: «Io ti amo e tu non mi paghi. Sono così felice di aver scritto questa battuta. Credo che nella sua vita privata Mike sia probabilmente vergine, quindi l’unico modo con cui si approccia al sesso è attraverso il lavoro».

In un’intervista per Criterion Collection, il regista Todd Haynes disse a Gus Van Sant che questa scena fu la chiave per il successo di Belli e dannati, esprimendosi con queste parole: «Prima di questa sequenza, sembra che tutti i ragazzi siano vittime dell’omosessualità. C’è la scena in cui si siedono in cerchio, raccontando le loro storie di stupri e abusi. Quando River Phoenix e Keanu Reeves si siedono vicino al falò, possiamo vedere uno di questi imbroglioni essere gay in un modo del tutto naturale, senza scambio di soldi».

Belli e dannati

Come riportato nel già citato articolo di Grantland, durante le riprese Gus Van Sant ospitò nella sua casa di Portland River Phoenix, Keanu Reeves, Flea e Michael Parker. Lo stile di vita degli ospiti, fatto di ore piccole, feste ad alto tasso alcolico e lunghe sessioni musicali, costrinse però ben presto il regista ad abbandonare la sua stessa casa. Van Sant trovò ospitalità a casa di un amico, in cui riuscì a dormire in maniera accettabile.

Massimo Di Cataldo in Belli e dannati

Belli e dannati a Roma

Quando i due protagonisti si recano a Roma, possiamo scorgere in un breve cameo Massimo Di Cataldo, cantautore italiano noto soprattutto per i brani Se adesso te ne vai, Con il cuore e Come sei bella. Nel corso di un’intervista per The Way Magazine, lo stesso Di Cataldo ha raccontato la sua esperienza sul set di Belli e dannati.

Le storie vere dietro a Belli e dannati

Belli e dannati

I personaggi di Mike e Scott sono ispirati a due loro omonimi, veri ragazzi di strada conosciuti da Van Sant durante la stesura della sceneggiatura. Il vero Mike, il cui vero nome è Mike Parker, è protagonista di un cameo in una scena ambientata al bar. Anche il personaggio di Bob è basato su un reale spacciatore di Portland, conosciuto da tutti i ragazzi di strada.

River Phoenix e Keanu Reeves hanno fatto numerose ricerche per calarsi nei rispettivi ruoli. Phoenix in particolare ha intervistato personalmente (qui trovate i video) e frequentato numerosi ragazzi di strada. Secondo quanto riportato da Grantland, l’attore ha passato molto tempo con un amico narcolettico di Van Sant, in modo da comprendere questo disturbo, e ha inoltre vissuto alcune delle torbide esperienze degli hustler.

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Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per Cinematographe - Film Is Now ed Empire Italia. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.