Breaking Bad: la lettera di Anthony Hopkins a Bryan Cranston

Breaking Bad: la lettera di Anthony Hopkins a Bryan Cranston

Grazie anche allo spin-off/prequel Better Call Saul e al film sequel El Camino, dopo sette anni dalla conclusione Breaking Bad è ancora nei ricordi e nel cuore di milioni di appassionati in tutti il mondo. Il successo dello show creato da Vince Gilligan è trasversale: pubblico, critica e addetti ai lavori si sono schierati fin da subito dalla stessa parte, contribuendo a un’impressionate serie di riconoscimenti, fra cui ben 16 Emmy Awards. Fra le svariate manifestazioni di affetto nei confronti di Breaking Bad è giusto ricordare la toccante lettera scritta da Anthony Hopkins a Bryan Cranston nel 2013, pubblicata da Vanity Fair. Un memorabile attestato di stima da parte di una vera e propria leggenda della recitazione, nonché premio Oscar, che certifica il superbo lavoro di Cranston nella serie. Di seguito trovate il testo integrale della lettera.

Breaking Bad: la lettera a Bryan Cranston firmata da Anthony Hopkins

Breaking Bad
Bryan Cranston in Breaking Bad

Caro signor Cranston,

Ho voluto scriverle questa e-mail – contattandola tramite Jeremy Barber – visto che siamo entrambi rappresentati da UTA. Ottima agenzia.

Ho appena finito una maratona di visione di Breaking Bad, dall’episodio uno della prima stagione agli ultimi otto episodi della sesta stagione (ho scaricato l’ultima stagione da Amazon), per un totale di due settimane di avvincente visione.

Non ho mai visto niente del genere. Eccezionale!

La sua interpretazione di Walter White è stata la migliore recitazione che io abbia mai visto.

Ci sono così tante esalazioni e schifose cazzate in questo business, ho davvero perso la speranza in ogni cosa.
Ma questo suo lavoro è spettacolare, assolutamente incredibile. Ciò che è straordinario, è la potenza di tutti nell’intera produzione. Che cosa è stato? Cinque o sei anni di lavoro? Il modo in cui i produttori (e lei è fra essi), gli scrittori, i registi, i direttori della fotografia, tutti i reparti e il casting sono riusciti a mantenere la disciplina e il controllo dall’inizio alla fine è (termine inflazionato) meraviglioso.

Quella che è iniziata come una commedia nera si è trasformata in un labirinto di sangue, distruzione e inferno. È stata come una grande tragedia giacobina, shakespeariana o greca.

Se ne avesse la possibilità, presenti la mia ammirazione a tutti: Anna Gunn, Dean Norris, Aaron Paul, Betsy Brandt, R.J. Mitte, Bob Odenkirk, Jonathan Banks, Steven Michael Quezada e tutti gli altri. Tutti hanno dato prove magistrali di recitazione. L’elenco è infinito.

Grazie. Questo tipo di lavoro/arte è raro, e quando, di tanto in tanto, si verifica, come in questa opera epica, ripristina la fiducia.
Lei e tutto il cast siete i migliori attori che io abbia mai visto.
Potrebbe sembrare solo fiato sprecato, ma non lo è. È quasi mezzanotte qui a Malibù, e mi sono sentito in dovere di scrivere questa e-mail.
Congratulazioni e il mio più profondo rispetto. Lei è davvero un grande, grande attore.

Cordiali saluti,
Tony Hopkins

 

Marco Paiano

Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per N3rdcore. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.