Ian Holm: la toccante lettera di addio di Peter Jackson

Dopo la morte di Ian Holm, Peter Jackson ha postato sul suo profilo Facebook una commovente lettera di addio all’amico e collega, che ha diretto nella trilogia de Il Signore degli Anelli e in qualche ripresa de Lo Hobbit. Da questo struggente scritto, emerge tutta la gratitudine di Jackson nei confronti dell’interprete e dell’uomo, ma anche il gioviale e generoso carattere di Ian Holm. Ecco la traduzione integrale della lettera.

L’addio di Peter Jackson a Ian Holm

Ian Holm

Sono molto triste per la scomparsa di Sir Ian Holm.

Ian era un uomo così delizioso e generoso. Silenzioso, ma sfacciato, con un adorabile luccichio negli occhi.

All’inizio del 2000, prima di iniziare a girare le nostre scene di Bilbo per La Compagnia dell’Anello, ero nervoso perché avrei lavorato con un attore così stimato, ma lui mi ha subito messo a mio agio. Mentre eravamo in piedi a Casa Baggins il primo giorno, prima che le telecamere iniziassero a girare, mi prese da una parte e disse che avrebbe provato cose diverse in ogni ripresa, ma non avrei dovuto allarmarmi. Se, dopo cinque o sei riprese, non mi avesse dato ciò di cui avevo bisogno, allora avrei dovuto dargli una direzione specifica.

Ed è esattamente quello che abbiamo fatto. Ma, incredibilmente, le sue variegate letture e interpretazioni sono state tutte meravigliose. Raramente aveva bisogno di indicazioni. Ci ha dato una vasta gamma di possibilità fra cui scegliere in fase di montaggio.

Abbiamo trascorso quattro settimane molto piacevoli, mentre giravamo i primi 30 minuti della Compagnia.

Un giorno avevamo Bilbo che raccontava le sue prime avventure a un pubblico di bambini di tre e quattro anni, che stavano ai suoi piedi, incantati e seduti a gambe incrociate, nella zona della festa. Abbiamo iniziato filmando la performance di Ian che raccontava la storia, ma avevamo anche bisogno che i bambini reagissero a vari momenti drammatici. Ma i ragazzini si annoiano molto rapidamente, e Ian e io abbiamo capito subito che non potevano ascoltare la stessa storia più e più volte, mentre noi catturavamo i vari angoli di cui avevamo bisogno.

Ho suggerito che, per mantenere l’attenzione dei bambini, avrebbe dovuto rendere la storia leggermente diversa a ogni ripresa, aggiungendo pezzi extra, inventando cose… finché ci avrebbe dato l’essenza di ciò che era nella sceneggiatura. Gli dissi di non preoccuparsi, perché avrei poi aggiustato tutto in sala di montaggio.

Comunque, avevamo bisogno anche che i bambini rimanessero al loro posto, mentre noi spostavamo rapidamente le telecamere, da un angolo all’altro. Sul set di un film, “rapidamente” significa 15-20 minuti. Quindi, mentre questo accadeva, e nessuna telecamera stava girando, sussurrai a Ian che avrebbe dovuto intrattenere i bambini. Ho suggerito utilmente che potesse “raccontargli altre storie fra le riprese”. Ed è esattamente quello che ha fatto. Dopo un paio d’ore, abbiamo girato tutto ciò di cui avevamo bisogno.

Mentre i bambini venivano fatti uscire dal set e la troupe passava alla ripresa successiva, Ian disse che non aveva mai lavorato così duramente in vita sua!

Oltre un decennio più tardi, speravamo che Ian potesse interpretare di nuovo Bilbo per le scene di apertura di Lo Hobbit. Fran e io cenammo con Ian e sua moglie Sophie a Londra, e ci disse che gli dispiaceva molto, ma non poteva farlo. In aggiunta a questo shock, ci confidò che gli era stato diagnosticato il morbo di Parkinson, e non riusciva più a ricordare le battute. Aveva difficoltà a camminare e non poteva assolutamente viaggiare in Nuova Zelanda. Da uomo riservato, ci aveva detto che sostanzialmente si era ritirato, senza annunciarlo.

Questo è stato un duro colpo, perché avevamo escogitato un bel modo per passare il ruolo da Ian, come vecchio Bilbo, a Martin Freeman, come giovane Bilbo. Gliel’ho descritto e gli è piaciuto. Gli ho anche detto che mia madre e mio zio avevano entrambi sofferto di Parkinson per anni, e conoscevo molto bene gli effetti della malattia.

A questo punto, la nostra cena, che pensavamo sarebbe stata incentrata su noi che avremmo descritto le nuove scene che avremmo voluto che lui facesse, mentre Ian pensava che sarebbe stato  lui a spiegare perché non avrebbe potuto farle, improvvisamente si è trasformata in una sorta di laboratorio d‘idee, con me, Ian, Sophie e Fran che cercavamo di trovare una modalità che consentisse a Ian di interpretare Bilbo un’ultima volta.

Stavamo girando i film in Nuova Zelanda, ma se fossimo andati a Londra, girando le sua scene vicino alla sua casa?

Alla fine della cena, lui annuì lentamente e disse: “Sì, penso di poterlo fare”. Ma sapevo che lo stava facendo solo come un favore per me, e gli ho tenuto le mani e l’ho ringraziato con le lacrime agli occhi.

Abbiamo iniziato a girare in Nuova Zelanda con Martin Freeman, nel ruolo del nostro giovane Bilbo. Martin ammirava profondamente Ian Holm, ma non l’aveva mai incontrato. Tuttavia, Martin ha accettato molto generosamente di indossare un trucco protesico per interpretare Sir Ian Holm nel ruolo del vecchio Bilbo, per alcuni riprese ampie ambientate in Nuova Zelanda, di cui avevamo bisogno, e ha catturato molto bene i suoi modi.

Un paio di mesi dopo siamo tornati a Londra, portando con noi il nostro set di Casa Baggins, e abbiamo filmato le riprese di Ian con una piccola troupe, come promesso. L’amabile moglie di Ian, Sophie, era al suo fianco ogni giorno, aiutando sia lui che noi.

 

Nel corso di quattro giorni, abbiamo filmato tutto ciò di cui avevamo bisogno. Elijah Wood e Ian erano diventati amici da Il Signore degli Anelli, ed Elija era sul set a Londra ogni giorno, dando a Ian un ulteriore supporto.

Nel film finito, spero che il pubblico veda Ian Holm riprendere Bilbo. Ma quello che ho vissuto sul set è stato un attore meraviglioso che ha recitato nella sua ultima interpretazione. È stato incredibilmente coraggioso da parte sua farlo ed è stato molto emozionante per coloro che hanno assistito.

Saremo sempre enormemente grati a Ian per averlo fatto. Durante il nostro tempo insieme, Fran e io ci siamo così innamorati di lui, e abbiamo apprezzato molto la sua compagnia.

Per celebrare il completamento delle riprese, Ian e Sophie hanno invitato me e Fran a cena a casa loro. È stata una serata incantevole, piena di umorismo e divertimento. Ian e io ci siamo resi conto che entrambi avevamo un forte interesse per Napoleone, e abbiamo parlato di lui per ore.

Un anno dopo, quando il primo film de Lo Hobbit è stato presentato in anteprima a Londra, un intimidito Martin Freeman ha finalmente incontrato Ian Holm.

Guardare Ian Holm recitare mi ha insegnato così tanto (mentre Ian era tranquillo come al solito), in qualche modo è successo. È stato un privilegio lavorare con lui, e una benedizione conoscerlo.

Ho sempre amato la performance di Ian nelle scene finali de Il ritorno del re.

“Credo di essere, ma sì, pronto per un’altra avventura.”


Addio, caro Bilbo. Buon viaggio, caro Ian.

Marco Paiano

Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per N3rdcore. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.