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La vita è meravigliosa: curiosità, aneddoti e teorie sul film di Frank Capra

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La vita è meravigliosa è senza dubbio uno dei più celebri e amati film di Natale, capace di conquistare spettatori di tutte le età e di ogni epoca grazie alla sua miscela unica di dramma, commedia, favola e analisi sociale. Dopo avervi proposto la nostra recensione del film di Frank Capra, ci addentriamo fra le pieghe di questa pietra miliare della settima arte, concentrandoci sulle curiosità che hanno segnato la sua realizzazione, sugli aneddoti che testimoniano il formidabile lavoro svolto dal cast artistico e tecnico e sulle teorie dei fan a proposito della parabola di George Bailey, impersonato da un sensazionale James Stewart. Un atto dovuto nei confronti di un’opera indimenticabile, che nel tempo è diventata un vero e proprio classico natalizio.

The Greatest Gift, Canto di Natale e La vita è meravigliosa

La vita è meravigliosa è basato su The Greatest Gift, un racconto di Philip Van Doren Stern, che in un primo momento non riuscì ad avere una pubblicazione. L’autore decise quindi di stamparlo come cartolina natalizia per amici e parenti, nel 1943. La RKO Pictures acquistò i diritti su consiglio di Cary Grant, che avrebbe dovuto recitare nel film insieme a Gary Cooper. Dopo una serie di sceneggiature non soddisfacenti, a cui parteciparono anche Dalton Trumbo, Dorothy Parker, Marc Connelly e Clifford Odets, lo studio cedette i diritti alla Liberty Films di Frank Capra, che apportò importanti modifiche alla storia, cucendo il personaggio di George su misura per James Stewart. Nel film arrivato in sala nel 1946 c’è comunque un piccolo riferimento al racconto originale, quando il capo dell’angelo Clarence descrive la vita proprio come “the greatest gift”, il regalo più grande.

Sono comunque evidenti le similitudini con il classico letterario di Charles Dickens Canto di Natale, con cui La vita è meravigliosa condivide l’elemento narrativo di un’entità soprannaturale che porta a riflettere sulla sua esistenza il protagonista, che però in questo caso è totalmente positivo. Il personaggio dickensiano di Ebenezer Scrooge viene quindi traslato sul nemico di George, lo spietato affarista Henry F. Potter. Non a caso, l’interprete del personaggio Lionel Barrymore fu scelto proprio perché aveva già interpretato Scrooge in un adattamento radiofonico del racconto.

Bedford Falls: il gigantesco set de La vita è meravigliosa

La vita è meravigliosa

Il set de La vita è meravigliosa è stato uno dei più imponenti mai utilizzati all’epoca dell’uscita del film. La fittizia cittadina di Bedford Falls è stata costruita in due mesi, su un’area di oltre 16 chilometri quadrati. Il set includeva 75 negozi ed edifici, un viale alberato arricchito da 20 querce adulte, un distretto industriale, alcune zone residenziali e una via principale lunga circa 300 metri. Il set fu costruito nell’RKO Ranch di Encino, nella San Fernando Valley in California, ed è stato raso al suolo nel 1954.

Il successo tardivo de La vita è meravigliosa

La vita è meravigliosa

Anche se oggi è considerato all’unanimità una pietra miliare della storia del cinema, all’uscita in sala nel 1946 La vita è meravigliosa non fece sfracelli al botteghino, rivelandosi anzi un flop dal punto di vista commerciale. Nonostante critiche abbastanza positive e cinque nomination agli Oscar (tutte perse), il saldo fra guadagni e spese fu negativo, per circa mezzo milione di dollari. Oltre al danno, ci fu un’apparente beffa. I titolari dei diritti fecero decadere il film nel pubblico dominio. Le reti televisive ebbero così la possibilità di mandare in onda La vita è meravigliosa a prezzi stracciati, che consistevano praticamente solo nelle royalties all’autore del racconto Philip Van Doren Stern, che invece aveva correttamente rinnovato i suoi diritti. Questa catastrofe burocratica fu l’inizio della rinascita de La vita è meravigliosa, che cominciò a macinare passaggi televisivi e a guadagnare consensi, diventando ben presto un classico natalizio in tutto il mondo.

La vita è meravigliosa: neve o sole?

La vita è meravigliosa

Prima dell’uscita de La vita è meravigliosa, la neve nei film veniva ricreata prevalentemente con l’utilizzo di fiocchi di mais, che tuttavia erano abbastanza rumorosi e costringevano quindi a doppiare i dialoghi successivamente. Avendo l’esigenza di un audio in presa diretta, Capra utilizzò per la neve un composto di foamite per estintori, acqua e sapone, pompandolo con delle macchine per il vento. Il risultato fu una silenziosissima e incredibilmente realistica neve, che tuttavia non corrispondeva affatto alla realtà sul set. Le riprese furono infatti afflitte da ondate di caldo superiore ai 30 °C, che spossò il cast e la troupe a livelli tali da spingere il regista a concedere un giorno di riposo per recuperare. Prestando attenzione, si può vedere che in alcune sequenze il volto di James Stewart è bagnato: non si tratta di trucco, ma del sudore dell’attore, causato dalle elevate temperature e dai suoi costumi pesanti.

Seneca Falls e Bedford Falls

Seneca Falls

Secondo gli abitanti di Seneca Falls, una comunità della contea di Seneca nello stato di New York, la loro cittadina ha ispirato Frank Capra per la creazione di Bedford Falls. Gli abitanti del luogo portano diverse prove a sostegno della loro tesi, che vanno dalla somiglianza architettonica dei due luoghi all’ampia comunità italiana presente in entrambe le cittadine. Pare inoltre che il regista de La vita è meravigliosa abbia visitato Seneca Falls poco dopo aver firmato il contratto per la realizzazione del film, e che si sia imbattuto in un ponte della città, su cui si trova una placca che celebra il cittadino Antonio Varacalli, che nel 1917 si buttò nelle acque ghiacciate del canale sottostante per salvare una ragazza che aveva tentato il suicidio gettandosi dal ponte.

Ogni anno, a Seneca Falls ha luogo un vero e proprio festival, durante il quale si celebra La vita è meravigliosa. Nella cittadina sono inoltre presenti un museo dedicato al film e un hotel chiamato Clarence, in onore dell’angelo che salva la vita di George.

La madre di George

Beulah Bondi

Fra i tanti ruoli che Frank Capra ha dovuto assegnare per La vita è meravigliosa, ce n’è uno che gli ha sicuramente richiesto poco sforzo in termini di fantasia, quello della madre di George Bailey. A interpretare il personaggio, sia nella realtà che nella più cupa dimensione alternativa, è infatti Beulah Bondi, che precedentemente aveva già impersonato la madre di James Stewart in Mr. Smith va a Washington (diretto dallo stesso Capra), Cuori umani e Una donna vivace. Nel 1971, Beulah Bondi interpretò poi la madre di James Stewart per una quinta volta, nella puntata The Identity Crisis del The Jimmy Stewart Show.

La palestra-piscina de La vita è meravigliosa

Uno dei momenti chiave della storia d’amore fra George e Mary è il loro sfrenato ballo, che termina in un comico scivolone nella piscina che si apre sotto i loro piedi. Questa palestra-piscina esiste realmente, viene regolarmente utilizzata e si trova nella Beverly Hills High School di Beverly Hills, in California. Nel 2000, questo impianto è nuovamente stato immortalato nel film Costi quel che costi, in un’analoga sequenza di ballo. Nel video sottostante, potete vedere in funzione il meccanismo che trasforma la palestra in piscina.

Donna Reed e il baseball

La vita è meravigliosa

Fra le tante scene de La vita è meravigliosa entrate nell’immaginario collettivo, c’è sicuramente il momento in cui i giovani George e Mary tirano sassi contro la vecchia casa abbandonata, che poi diventerà la loro abitazione, esprimendo un desiderio per il loro futuro. Per questa sequenza, Frank Capra aveva assunto una controfigura per Donna Reed, in quanto scettico sulle capacità dell’attrice di centrare la finestra dell’abitazione. Una volta sul set, Donna Reed sorprese invece il regista con dei lanci perfetti, favoriti anche dal fatto che l’attrice in gioventù era stata una giocatrice di baseball di buon livello.

Frank Capra e La vita è meravigliosa

La vita è meravigliosa

È bene non scordarsi mai che un tempo anche gli italiani sono stati un popolo di migranti, e sono partiti in massa dalla loro terra in cerca di un futuro migliore e di qualcuno pronto ad accoglierli. Frank Capra e la sua famiglia facevano parte di queste persone. Nato a Bisacquino, in provincia di Palermo, nel 1897, Francesco Rosario Capra (questo il vero nome del regista) ha lasciato la Sicilia all’età di 6 anni, stabilendosi a Los Angeles, il centro della fabbrica dei sogni hollywoodiana. Con costanza, fatica e un pizzico di fortuna si è fatto strada nell’industria cinematografica, senza però mai dimenticare le proprie origini e mantenendo un occhio di riguardo nella rappresentazione degli immigrati negli Stati Uniti.

Ne La vita è meravigliosa, ci sono diversi spunti legati all’esperienza personale di Capra. Per esempio, i personaggi di Sam e Harry fanno fortuna rispettivamente nel ramo della plastica e del vetro, campi connessi agli studi di Capra in ingegneria chimica. Ma soprattutto, la vita di Capra si riflette in quella della famiglia italiana dei Martini, che grazie anche all’aiuto di George riescono ad acquistare una casa e ad aprire un’attività. Un ulteriore legame fra i Martini e il regista si può riscontrare nella scena in cui gli immigrati entrano per la prima volta nella loro nuova abitazione. In macchina con loro verso un futuro più sereno sale proprio una capra, esplicito omaggio al cognome del regista.

L’ispirazione per George Bailey

George Bailey

L’Italia ha ispirato Frank Capra anche per la creazione del cuore pulsante de La vita è meravigliosa, il protagonista George Bailey. Il personaggio è infatti basato su Amadeo Giannini, figlio di immigrati italiani e fondatore della Bank of Italy a San Francisco, che in seguito confluì nella celeberrima Bank of America. Giannini fu uno dei primi a concedere prestiti a umili artigiani e a piccoli commercianti, che faticavano a ottenere credito. Con la sua gestione etica del credito contribuì alla ricostruzione di San Francisco dopo il terremoto del 1906 e ispirò molte delle moderne pratiche bancarie. Fu personale amico di Capra, che lo omaggiò non solo con La vita è meravigliosa, ma anche con il precedente La follia della metropoli.

La vita è meravigliosa e Zuzu

La vita è meravigliosa

Fra i personaggi più memorabili de La vita è meravigliosa c’è sicuramente quello della figlia di George, Zuzu. La bambina è fondamentale in almeno due occasioni. La prima è quando chiede al padre di sistemare il suo mazzo di fiori, portandolo a nascondere nella sua giacca alcuni petali, che gli serviranno successivamente per capire se si trova nella realtà o nella timeline alternativa. La seconda è nel commovente finale, quando ricorda a George che ogni volta che una campanella suona significa che un angelo ha messo le ali, facendo quindi comprendere al padre, e a noi spettatori, che Clarence è riuscito nella sua impresa di diventare un angelo di prima classe.

L’interprete della figlia di George, Karolyn Grimes, ha dichiarato che il nome del suo personaggio deriva da un dolcetto dell’epoca, chiamato Zu Zu Ginger Snaps. Una rivelazione che trova supporto da una battuta de La vita è meravigliosa, in cui George si rivolge alla figlia chiamandola “Zuzu, my little ginger snap!“. Sorprendentemente, Karolyn Grimes ha dichiarato anche che non ha mai rivisto il film che l’ha consegnata alla leggenda fino all’età di 40 anni. Solo allora ha realizzato la sua grande fortuna, e ha cominciato a partecipare ad eventi volti a ricordare il film, mostrandosi sempre disponibile e generosa nei confronti dei fan. Sul suo sito ufficiale è possibile acquistare diversi oggetti connessi a La vita è meravigliosa, da lei autografati.

Le lacrime di James Stewart

James Stewart

Una delle scene più intense de La vita è meravigliosa è quella in cui George, disperato per la sua situazione, in lacrime prega Dio, supplicandolo di aiutarlo. Una scena incredibilmente autentica, che non era prevista dalla sceneggiatura, ma è frutto dell’emozione di James Stewart in quel preciso momento. In un’intervista, l’attore ha dichiarato che all’epoca era ancora emotivamente scosso per la seconda guerra mondiale a cui aveva partecipato, e quando la storia di George si è mescolata col dolore che aveva vissuto non ha potuto fare altro che lasciarsi andare alla commozione. Queste le sue parole in merito:

Quando ho pronunciato quelle parole, ho sentito la solitudine e la disperazione di persone che non avevano alternative, e gli occhi si sono riempiti di lacrime. Sono scoppiato a piangere. Non era affatto pianificato.

Purtroppo, Capra non aveva impostato la scena per un primo piano, ma non voleva assolutamente perdere quella genuina emozione. Il regista ha quindi chiesto a Stewart di ripetere la scena, ma l’attore, moralmente devastato, non era in grado di replicarla. Capra ha quindi ricreato l’illusione di uno zoom in post-produzione, con un risultato a dir poco stupefacente. Ciononostante, prestando particolare attenzione alla scena in questione, si può vedere che in quel momento la fotografia è leggermente più granulosa. Un compromesso più che accettabile per una scena che Carol Burnett ha descritto come «uno dei migliori momenti di recitazione che qualcuno abbia mai fatto sullo schermo».

La vita è meravigliosa: il film preferito da molti

La vita è meravigliosa

A oltre 70 anni dalla sua uscita, La vita è meravigliosa gode di un’imperitura fama fra gli appassionati e gli addetti ai lavori in ambito cinematografico. L’American Film Institute lo inserisce al primo posto della sua speciale classifica sui film più stimolanti della storia. In un sondaggio commissionato dalla stessa AFI, Rob Reiner ha votato il film di Capra come il suo preferito in assoluto, e anche Steven Spielberg l’ha inserito nella lista delle pellicole che ama di più.

Ma ad amare La vita è meravigliosa sono anche e soprattutto coloro che l’hanno realizzato. Frank Capra lo considera il suo film preferito fra quelli che lui ha girato, mentre James Stewart riteneva quello di George Bailey il suo ruolo prediletto. A proposito de La vita è meravigliosa, Frank Capra ha inoltre dichiarato: «Il film ha una vita propria adesso e posso guardarlo come se non avessi niente a che fare con esso. Sono come un genitore il cui figlio cresce fino a diventare presidente. Sono orgoglioso, ma è il ragazzo che ha fatto il lavoro». Queste invece le parole di Stewart a proposito del tardivo successo del film: «Il film si è semplicemente rifiutato di rimanere sullo scaffale. Coloro che l’hanno amato, l’hanno amato molto e devono averlo detto agli altri. Non l’avrebbero lasciato morire, come l’angelo Clarence non avrebbe mai lasciato morire George Bailey».

La vita è meravigliosa: le citazioni e gli omaggi

Ritorno al futuro - Parte II

La vita è meravigliosa ha ricevuto negli anni molteplici citazioni, nonché numerosi maldestri tentativi di imitazione. Uno dei più riusciti omaggi è sicuramente quello che vediamo in Ritorno al futuro – Parte II, nella realtà alternativa in cui il villain della saga di Robert Zemeckis Biff Tannen è un milionario. La città che Biff si è costruito su misura è un inno al malaffare, al vizio e al gioco d’azzardo, esattamente come Pottersville, che avrebbe sostituito Bedford Falls se George non fosse mai esistito.

Anche Quentin Tarantino ha preso in prestito qualcosa da Capra. Come vediamo in questo video, la sequenza del ritorno a casa di Mia e Vincent in Pulp Fiction ne riprende una analoga de La vita è meravigliosa, con protagonisti George e Mary. Merita certamente una menzione anche Una settimana da Dio, in cui Jim Carrey avvicina la Luna a sé prendendola col laccio, proprio come George promette a Mary. Passando invece alla TV, nell’episodio L’estrazione di Cooper, l’undicesimo della settima stagione, i protagonisti di The Big Bang Theory immaginano come sarebbe stata la loro vita se non avessero incontrato Sheldon Cooper, riprendendo così le dinamiche de La vita è meravigliosa. Lo stesso artificio viene usato in Intrigo senza fine, episodio finale di Dallas.

Infine, doveroso menzionare Mr. Destiny e The Family Man, che riprendono ampie porzioni del canovaccio de La vita è meravigliosa. Passando ai giorni nostri, nella recente commedia natalizia Non ti presento i miei i protagonisti si recano al cinema a vedere proprio il film di Capra.

La vita è meravigliosa: le teorie sul finale

La vita è meravigliosa

Il finale de La vita è meravigliosa è apparentemente semplice e scevro da distorsioni. Certo, il fatto che Potter non venga punito per aver sottratto gli 8000 dollari a George e che sia ancora libero di mettere le sue mani sull’economia di Bedford Falls lascia la porta aperta a qualche difficoltà per il protagonista nel futuro, ma il quadro finale è comunque all’insegna della positività e dell’ottimismo. La fantasia dei fan però non conosce confini e per opere che sono penetrate nell’immaginario collettivo non è raro imbattersi in teorie anche abbastanza bizzarre. Di seguito, vediamo alcune ipotesi che potrebbero farvi vedere La vita è meravigliosa sotto un’altra luce.

Il desiderio di Mary ha creato la Grande Depressione

La vita è meravigliosa

Nella già citata scena dei sassi tirati verso la casa abbandonata, Mary esprime un desiderio. Anni dopo, quando Mary e George abitano nella casa abbandonata, capiamo che il desiderio che Mary aveva espresso consisteva proprio nell’andare a vivere in quella casa con il suo amato. Un utente Reddit fa però notare che il desiderio si è avverato perché i due, novelli sposi, sono forzatamente rimasti a Bedford Falls a causa del crollo del mercato finanziario, e hanno dovuto utilizzare i soldi della luna di miele per ripianare i debiti dell’azienda di George, accontentandosi poi di ristrutturare quella vecchia casa. In questa teoria, La vita è meravigliosa nasconde quindi una svolta particolarmente cupa: per realizzare il sogno d’amore di Mary con George, ha avuto luogo una delle più grandi catastrofi della storia americana.

George è nel Purgatorio dopo essersi suicidato

La vita è meravigliosa

Fra le tante teorie, non poteva mancare un grande classico, che vede il protagonista morto e bloccato in una dimensione ultraterrena. In base a questa ipotesi, George si sarebbe davvero suicidato la sera della vigilia di Natale, senza essere salvato da nessuno, e si troverebbe nel Purgatorio. Ciò che accade successivamente al protagonista sarebbe solo una sorta di contrappasso dantesco, in cui viene punito per il suo peccato prima con una proiezione della vita a Bedford Falls se lui non fosse mai esistito, poi con la falsa illusione di avere una seconda possibilità per sistemare le cose.

Senza George, Bedford Falls sarebbe un posto migliore

La vita è meravigliosa

Nel 2008, il New York Times ha pubblicato un articolo di Wendell Jamieson che cerca di smontare il lieto fine de La vita è meravigliosa. Fra le altre considerazioni, nel suo saggio il giornalista sostiene che Pottersville sia in realtà una città dall’economia florida e ricca di vita, al contrario della noiosa Bedford Falls, in cui George sembra quasi condannato a rimanere. L’insoddisfazione del protagonista emergerebbe soprattutto nel momento in cui lo zio Billy perde gli 8000 dollari, provocandogli rabbia e la scomparsa di tutta la sua empatia. Jamieson si è poi spinto oltre, contattando il procuratore distrettuale Frank J. Clark, secondo cui, nonostante l’atto di generosità dei suoi concittadini, George rischia comunque il carcere per la sparizione degli 8000 dollari dai conti della sua azienda. Un finale ben più pessimista di quanto abbiamo sempre creduto.

La vita è meravigliosa è un incubo a occhi aperti

Sulla scia della teoria precedente, si inserisce quella del canale YouTube That Film Theory, che in un video propone un’interpretazione particolarmente cinica, quasi raggelante, sul finale de La vita è meravigliosa. Secondo questa lettura, George ha sempre voluto un’unica cosa: andare via da Bedford Falls. Effettivamente, tutto ciò che gli capita nella vita, dalla morte del padre al sacrificio in favore del fratello, dal crollo della borsa al suo ritorno alla vita, va in direzione diametralmente opposta. Secondo gli autori del video, le espressioni di James Stewart nel finale del film rivelerebbero un misto fra delusione e terrore, nonché un epilogo tragico: George è bloccato in una prigione senza sbarre, una piccola cittadina da cui, nonostante i suoi sforzi, non riuscirà mai a fuggire.

La vita è meravigliosa: la nostra interpretazione

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Noi in questo caso preferiamo credere a un più convenzionale lieto fine, che tenga però conto dei desideri del protagonista e si spinga oltre gli eventi narrati nel film. George è ancora molto giovane, sulla quarantina, mentre Potter è molto più anziano di lui. Nel giro di pochi anni, lo spietato affarista potrebbe morire, lasciando spazio a eredi o investitori non altrettanto scaltri. Al contrario, George potrebbe continuare a riscuotere credito per le sue buone azioni, diventando “l’uomo più ricco della città” non solo dal punto di vista morale, ma anche da quello economico.

In una situazione di totale controllo finanziario, George avrebbe quindi tutte le possibilità per soddisfare il suo sogno di viaggiare per il mondo, insieme all’amata Mary e ai suoi figli, nel frattempo cresciuti. Il tutto con il sostegno di amici, parenti e dei suoi concittadini, in una situazione di idilliaca armonia. Per lui, la vita sarebbe quindi davvero meravigliosa.

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Memorie di un assassino: la storia vera che ha ispirato il film di Bong Joon-ho

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Memorie di un assassino non è solo il primo capolavoro del regista sudcoreano Bong Joon-ho, ma è anche un film capace di influenzare il genere crime degli anni successivi, come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione. Non tutti sanno però che Memorie di un assassino è basato su un’altrettanto raggelante storia vera, che fra il 1986 e il 1991 ha fatto sprofondare nella paura e nell’orrore non solo la zona di Hwaseong, dov’è ambientato il film, ma tutta la Corea del Sud, per la prima volta alle prese con un assassino seriale.

Il film di Bong Joon-ho, uscito nel 2003, verte proprio sulle indagini volte a catturare questo misterioso serial killer, responsabile dello stupro e dell’assassinio di diverse donne. Brancolando nel buio e con mezzi tecnici e scientifici del tutto insufficienti, gli investigatori (fra cui il personaggio di Song Kang-ho, futuro protagonista del dominatore degli Oscar 2020 Parasite) commettono numerosi errori, seguendo piste deboli o del tutto false, maltrattando e torturando sospetti fino a estorcere confessioni false e organizzando trappole del tutto inefficaci. Memorie di un assassino si conclude con uno splendido sguardo in macchina del detective Park Du-man, che ad anni di distanza dalle indagini sul caso, rimasto irrisolto, comprende di essere stato più volte a un soffio dalla cattura del criminale, senza però mai riuscire nell’impresa.

Pur con inevitabili modifiche per fini narrativi e rendendosi protagonista di veri e propri virtuosismi cinematografici, Bong Joon-ho rimane fedele alla situazione dell’epoca dell’uscita del film, con i crimini del serial killer di Hwaseong ridotti sostanzialmente a un cold case. Nel 2019, l’indagine ha però subito una svolta improvvisa quanto inaspettata, attribuendo all’assassino un volto e un nome, Lee Chun-jae.

Memorie di un assassino: dalla storia vera al film

Memorie di un assassino

All’epoca in cui è stato identificato come il serial killer di Hwaseong, Lee Chun-jae si trovava già in carcere a Busan per lo stupro e l’assassinio della cognata, avvenuto nel 1994. Decisiva per la sua identificazione è stato l’esame di alcuni indumenti intimi di una vittima delle serial killer, su cui sono state rinvenute tracce del DNA di Lee Chun-jae. Gli esami successivi hanno collegato l’uomo ad almeno tre dei nove omicidi, delineando ancora di più la situazione. In un primo momento, Lee Chun-jae ha negato il suo coinvolgimento in queste morti, salvo poi ritrattare e confessare di essere l’autore di ben 14 omicidi, incluse le 10 persone vittime dell’assassino seriale, di un’età compresa fra i 13 e i 71 anni.

L’assassino ha poi concesso qualche dichiarazione alla stampa, dichiarandosi sorpreso del fatto di non essere stato catturato prima. «Non pensavo che i crimini sarebbero stati sepolti per sempre. Ancora non capisco (perché non sono stato sospettato, ndr). I crimini sono accaduti intorno a me e non ho cercato di nascondere le cose, quindi ho pensato che sarei stato catturato facilmente. C’erano centinaia di forze di polizia. Incontravo continuamente investigatori, ma mi chiedevano sempre delle persone intorno a me», ha detto l’uomo. Un risvolto ancora più incredibile se si considera il fatto che nel corso degli anni sono state interrogate 21280 persone fra sospetti e testimoni e sono state rilevate 40116 impronte digitali, 570 tracce di DNA e 180 campioni di capelli.

Memorie di un assassino: la brutalità della polizia

Memorie di un assassino

Come vediamo in Memorie di un assassino, una persona con disabilità, identificata pubblicamente solo come Yoon, è stata in prigione dal 1988 al 2008 con l’accusa di avere stuprato e ucciso una ragazza di 13 anni, una delle vittime del serial killer. Decisiva per la sua detenzione una falsa confessione, estorta dopo pressioni e inaccettabili torture. Azioni mostrate con dovizia di particolari da Bong Joon-ho, che hanno portato a formali scuse del capo di polizia Bae Yong-ju: «Ci inchiniamo e ci scusiamo con tutte le vittime dei crimini di Lee Chun-jae, con le famiglie delle vittime e con le vittime delle indagini della polizia, incluso Yoon». Nel dicembre del 2019, otto degli investigatori sono stati accusati per abuso di potere e detenzione illegale.

Anche il vero assassino Lee Chun-jae ha commentato la vicenda: «Ho sentito da qualcuno che una persona con disabilità è stata arrestata, ma non sapevo per quale persona fosse stata arrestata poiché ho commesso molti reati. Ho sentito che molte persone sono state indagate e hanno subito ingiustamente. Vorrei scusarmi con tutte quelle persone. Sono venuto, ho testimoniato e descritto i crimini nella speranza che le vittime e le loro famiglie trovino conforto quando la verità verrà rivelata. Vivrò la mia vita pentendomi».

La ragazza tredicenne è stata una delle vittime di Lee Chun-jae, che in proposito ha commentato semplicemente con un «È stato un atto impulsivo».

I crimini di Lee Chun-jae

Fra il 15 settembre 1986 e il 3 aprile 1991, Lee Chun-jae ha commesso i crimini di Hwaseong. Nel mentre, l’uomo ha lavorato come operatore di gru ed è stato arrestato per essersi introdotto illegalmente in un’abitazione, per poi essere rilasciato in libertà vigilata. I crimini si sono interrotti in corrispondenza del matrimonio dell’uomo con una donna, avvenuto nell’aprile del 1992 e concluso nel dicembre del 1993, anche a causa del suo alcolismo e dei ripetuti maltrattamenti ai danni della moglie e del loro figlio. Il 13 gennaio 1994 ha drogato, stuprato e ucciso la cognata, ed è stato condannato a morte in primo grado, pena poi ridotta all’ergastolo con possibile libertà condizionata dopo 20 anni.

Memorie di un assassino: la reazione dell’assassino alla visione del film

Memorie di un assassino

Per Memorie di un assassino, Bong Joon-ho ha tratto ovviamente ispirazione dalla vicenda reale, ma anche dall’opera teatrale di Kim Kwang-lim Come to See Me, che per la prima volta ha adattato gli eventi. Il regista ha inoltre più volte ammesso l’influenza della miniserie a fumetti di Alan Moore ed Eddie Campbell From Hell, fondamentale anche per la prima memorabile stagione di True Detective.

Per sua stessa ammissione, Bong Joon-ho è stato letteralmente “ossessionato” dal caso per anni. «Volevo davvero vedere il suo volto, ho anche provato a immaginarlo e a disegnarlo per me stesso», ha detto. «Avevo un elenco di domande che ero pronto a fargli nel caso in cui in qualche modo lo avessi incontrato». Una volta scoperta la sua identità, «Finalmente ho potuto vedere il suo volto pubblicato sui giornali. Guardarlo mi ha fatto provare sentimenti complicati».

Nel già citato finale di Memorie di un assassino, il detective protagonista guarda direttamente in macchina. Il regista ha ammesso che la scena era anche un modo per guardare dritto in faccia l’assassino, che in cuor suo sperava vedesse il film prima o poi.

Lee Chun-jae non potrà essere processato per i crimini del serial killer di Hwaseong, che nel frattempo sono caduti in prescrizione. L’uomo ha effettivamente visto Memorie di un assassino e questa è stata la sua reazione: «L’ho visto come un film e non ho provato alcun sentimento o emozione nei confronti del film».

Memorie di un assassino in Home Video

Dove vedere Memorie di un assassino in streaming

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Monica Vitti è morta: addio a una colonna portante del cinema italiano

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Monica Vitti

Non esiste un’interprete senza una voce. Un adagio che sintetizza il mestiere della recitazione, ma che si adatta perfettamente anche a una delle più grandi attrici della storia del cinema italiano, ovvero Monica Vitti. La sua inconfondibile voce roca, che sapeva modulare in infinite sfumature caratteriali e interpretative, è stata, insieme al suo indimenticabile volto, la prima cosa a cui abbiamo pensato una volta appresa la notizia della sua morte, giunta a oltre 90 anni di età, di cui 30 passati lontani dalle scene a causa di una malattia degenerativa che ha progressivamente eroso la sua mente e la sua memoria. Una voce protagonista di alcune delle più celebri battute della storia del cinema italiano (come dimenticare “Mi fanno male i capelli” in Deserto rosso?), grazie alla quale rimarrà per sempre scolpita nei ricordi di tutti, prendendosi la rivincita sul triste destino che ha segnato l’ultima parte della sua esistenza.

Il lascito di Monica Vitti non si ferma però al suo timbro vocale, al suo malinconico broncio capace di trasformarsi in abbagliante sorriso e all’ironia che l’ha sempre accompagnata, in scena e nella vita reale. Monica Vitti è infatti stata il volto per eccellenza di due floride stagioni del nostro cinema: da una parte la produzione più autoriale, a cui ha contribuito grazie al sodalizio artistico e umano con Michelangelo Antonioni, consegnandoci capolavori del calibro di L’avventura, La notte, L’eclisse e il già citato Deserto rosso. Dall’altra, la grande commedia all’italiana, nella quale si è confrontata con giganti come Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni, tratteggiando sempre personaggi unici e incredibilmente vitali, e diventando di fatto il valore aggiunto di film memorabili, fra i quali citiamo La ragazza con la pistolaDramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) e Polvere di stelle.

Monica Vitti: molto più che diva

Monica Vitti

In un’epoca in cui la donna nel cinema italiano era spesso limitata al ruolo di madre o a quello di mero oggetto del desiderio, Monica Vitti è stata molto più che diva, ha cambiato le regole del gioco: prima è diventata emblema dell’incomunicabilità e del disagio esistenziale, poi il volto per eccellenza dell’anticonformismo e della risata italiana, senza mai rinunciare alla propria unicità e a una sensualità mai volgare, sempre accompagnata da tempi comici perfetti e da un’intensità recitativa ineguagliabile. Un talento che l’ha portata a distinguersi con gli stessi eccellenti risultati anche al cinema e al teatro, senza dimenticare qualche sporadica ma esaltante performance all’estero, fra le quali merita certamente una menzione Modesty Blaise – La bellissima che uccide di Joseph Losey, uno dei primi cinecomic della storia del cinema.

L’abbiamo ammirata nell’interpretazione di donne indipendenti e profondamente ribelli, mogli annoiate in cerca di un’esistenza migliore, ragazze in cerca di rivincita e riappropriazione di se stesse. L’abbiamo vista arrabbiata, divertita, innamorata e tradita, vittima e carnefice, libera e prigioniera, amandola ogni volta. Il suo profondo e magnetico sguardo come finestra sull’anima dei suoi personaggi, la sua strepitosa verve comica come strumento per tratteggiare spaccati umani mai banali, scolpiti indelebilmente nella storia del cinema.

Da semplici spettatori e amanti dell’arte, l’abbiamo accompagnata a distanza negli ultimi decenni di dolorosa malattia, illudendoci di farle arrivare il nostro affetto e il nostro calore e di farle trovare una via d’uscita dal labirinto in cui la sua mente era intrappolata. Oggi infine piangiamo la sua scomparsa, certi però del fatto che la sua eredità nell’immaginario collettivo non svanirà, e che il suo sorriso, capace di demolire qualsiasi canone di bellezza, entrerà a fare parte del mito.

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Netflix: tutte le nuove uscite che vedremo a febbraio 2022

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Netflix

Anche a febbraio, Netflix ha in serbo tante novità per i propri abbonati, a cominciare dal ritorno di due serie particolarmente amate come Disincanto e Space Force. Non mancano i film originali, come Dalla mia finestra, Il mese degli deiAmore e guinzagli. Spazio come sempre anche a documentari e reality show, come Il truffatore di Tinder e L’amore è cieco. Di seguito, l’elenco completo di quello che vedremo il prossimo mese su Netflix.

Cosa vedremo su Netflix a febbraio 2022

Netflix

1 febbraio

  • Dion (serie originale, stagione 2)
  • Finding Ola (serie originale, stagione 1)
  • John Wick (film non originale)
  • Riverdale (serie non originale, stagione 5)
  • Conan il ragazzo del futuro (serie non originale, stagione 1)

2 febbraio

  • Oscuro desiderio (serie originale, stagione 2)
  • Me Contro Te – Il Film – La Vendetta del Sig. S (film non originale)
  • Il truffatore di Tinder (documentario originale)

3 febbraio

  • Murderville (serie originale, stagione 1)

4 febbraio

  • Dalla mia finestra (film originale)
  • Il colore delle magnolie (serie originale, stagione 2)

6 febbraio

  • Brooklyn 99 (serie non originale, stagione 7)

8 febbraio

  • Il mese degli dei (film originale)
  • Ms. Pat: Y’All Wanna Hear Something Crazy? (stand-up comedy originale)
  • L’amore è cieco: Giappone (reality show originale)

9 febbraio

  • Disincanto (serie originale, stagione 4)
  • Idee da vendere (reality show originale, stagione 1)

11 febbraio

  • Amore e guinzagli (film originale)
  • Tallgirl 2 (film originale)
  • Bigbug (film originale)
  • Jeen-Yuhs: A Kanye Trilogy (film originale)
  • Love Tactics (film originale)
  • Inventing Anna (serie originale, stagione 1)
  • Toy Boy (serie originale, stagione 2)
  • L’amore è cieco (reality show originale, stagione 2)

14 febbraio

  • Fedeltà (serie originale, stagione 1)

16 febbraio

  • Secrets of Summer (Cielo Grande) (serie originale, stagione 1)

17 febbraio

  • Perdonaci i nostri peccati (film originale)
  • Erax (film originale)
  • Heart Shot – Dritto al cuore (film originale)
  • Il giovane Wallander (serie originale, stagione 2)
  • Al passo con i Kardashians (reality show non originale, stagione 17)

18 febbraio

  • Non aprite quella porta (film originale)
  • La serie di Cuphead! (serie originale, stagione 1)
  • Space Force (serie originale, stagione 2)
  • Uno di noi sta mentendo (serie originale, stagione 1)
  • Downfall: Il caso Boeing (documentario originale)

19 febbraio

22 febbraio

  • Bubba Wallace: in gara contro ogni limite (serie originale, stagione 1)

25 febbraio

  • Vikings: Valhalla (serie originale, stagione 1)
  • La giudice (serie originale, stagione 1)
  • Madea: Il ritorno (film non originale)

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