Parasite: curiosità e ispirazioni del film di Bong Joon-ho

Parasite: curiosità e ispirazioni del film di Bong Joon-ho

Dopo avervi parlato di Parasite nella nostra recensione, ci addentriamo nel dietro le quinte dell’opera di Bong Joon-ho, vincitrice di ben quattro premi Oscar. Nel proseguimento dell’articolo, vi raccontiamo le più interessanti curiosità di questo magnifico film e svisceriamo le più importanti influenze del regista sudcoreano, soffermandoci sull’interpretazione data dal cast ad alcuni specifici risvolti del racconto.

Il titolo originale

Parasite

In un primo momento, il titolo del film era The Décalcomanie. Lo ha rivelato lo stesso Bong Joon-ho in un’intervista all’Hollywood Reporter, con queste parole:

Si tratta di due famiglie. Ogni famiglia ha quattro membri. Una famiglia è ricca e l’altra è povera. Sono stato ispirato da questa tecnica, o forma d’arte, chiamata decalcomania. In Corea, la apprendiamo a scuola. Décalcomanie significa creare un’immagine con inchiostro o altro sulla carta, poi piegare la carta, in modo che l’immagine si rifletta sull’altro lato. Questo concetto mi ha ispirato. Il titolo iniziale del film era in realtà The Décalcomanie. Quando si osservano i risultati finali di una decalcomania, entrambe le parti sembrano identiche a prima vista. Ma se guardi più da vicino, non sono esattamente lo stesso. Ciò spiega qualcosa su queste due famiglie. Sembrano simili e forse anche identiche, ma non lo sono.

Parasite è ispirato a un’esperienza reale di Bong Joon-ho

Parasite

Come riportato dall’Insider, a margine di una proiezione a Londra di Parasite Bong Joon-ho ha rivelato che una parte del soggetto è ispirata alla sua vita vera. Molti anni fa, la ragazza del regista stava insegnando l’inglese a un bambino di una famiglia ricca, che aveva bisogno anche di ripetizioni di matematica. La ragazza presentò così Bong Joon-ho alla famiglia. Fortunatamente, le similitudini con Parasite finiscono qui. Il futuro regista premio Oscar fu licenziato dopo due mesi e la ragazza nel frattempo è diventata sua moglie.

La roccia

Nel corso di un’altra intervista all’Hollywood Reporter, Bong Joon-ho si è soffermato sulla roccia che vediamo più volte in Parasite, inizialmente come oggetto porta fortuna e nel finale come oggetto contundente. Il tipo di roccia utilizzata nel film in Corea del Sud è nota come suseok, e ha una lunga storia alle spalle. La pratica di collezionare queste rocce risale a migliaia di anni fa, ma è esplosa definitivamente durante la dinastia Joseun (1392 – 1897), durante la quale cominciarono addirittura a essere esposte sulle scrivanie degli studenti di Confucio, fino a essere chiamate scholars rocks. Le più preziose di queste rocce possono raggiungere prezzi stellari nel corso delle aste organizzate in Corea del Sud.

Bong Joon-ho ha rivelato che l’inserimento della roccia è stata una scelta deliberatamente strana, che ha voluto sottolineare con l’esclamazione di Ki-woo «È così metaforico». Bong ha aggiunto che «Il pubblico coreano è molto perspicace nell’interpretare e analizzare tutti i simboli nei film, quindi ho voluto divertirmi un po’. È ancora un simbolo se un personaggio ti dice chiaramente che lo è? Cosa significa?»

Sul tema si è espresso anche Choi Woo-shik, che in Parasite interpreta proprio Ki-woo. Inizialmente l’attore considerava la roccia un simbolo della forte pressione che Ki-woo sentiva per prendersi cura della sua famiglia e trovare un modo di andare avanti. Nel corso della lavorazione del film, Choi Woo-shik ha però cambiato idea e ha iniziato a pensare che la pietra rappresenti invece il desiderio della famiglia di una scorciatoia, in quanto iniziano a usare le frodi per cercare di passare a un livello socioeconomico più elevato. L’attore ha inoltre aggiunto che nella sceneggiatura non era previsto che la roccia galleggiasse all’interno della casa dei Kim durante il diluvio. Durante le riprese, è stato il regista ad avere questa idea e a metterla in pratica, nello stupore generale della troupe e del cast.

Ha detto la sua sulla roccia anche Song Kang-ho, che in Parasite interpreta Kim Ki-taek:

In sostanza, penso che rappresenti il desiderio nel cuore di Ki-woo di non rinunciare all’idea di poter diventare il tipo di uomo che può trovare un modo per dare alla sua famiglia una vita migliore. Ma alla fine, la roccia che Ki-woo interpretava come metafora è simbolica solo alla maniera di Sisifo, cioè nel suo significato letterale di essere “dura come una roccia”. Tutto ciò che la roccia fa per Ki-woo è colpirlo al cranio.

La canzone

La canzoncina che Ki-jung e Ki-woo cantano davanti alla casa dei Park prima di suonare il campanello, in modo da memorizzare ciò che la ragazza dovrà dire, è una canzone realmente utilizzata dai bambini in Corea del Sud per imparare le più disparate nozioni. Di seguito potete vedere l’interprete Park So-dam replicare questa simpatica sequenza.

Bong Joon-ho e le pesche

Le pesche rivestono un ruolo importante in Parasite, in quanto causa di grave allergia per la governante dei Park Moon-gwang, che viene rimpiazzata con l’inganno da Chung-sook. Nel corso di un’intervista a Polygon, Bong Joon-ho ha rivelato un collegamento fra le pesche e la sua esperienza personale:

Quando ero al college, ho partecipato a un viaggio di allenamento – in realtà con l’intenzione di bere – e uno dei miei compagni ha rivelato di essere gravemente allergico alle pesche. Pensavo stesse scherzando. Poi un altro ragazzo è andato in un negozio di alimentari vicino e gliene ha lanciata una come uno scherzo. Anche se non lo ha colpito direttamente, il mio compagno è diventato di un rosso vivo e ha avuto una reazione allergica. È stato un evento davvero traumatico. Questi tipi di ricordi spuntano sempre fuori quando scrivi una sceneggiatura. Le pesche sono così belle da vedere, ma puoi attaccare qualcuno con esse. Ho sentito che era molto cinematografico.

Parasite e Alfred Hitchcock

Parasite

Nel corso di un’intervista a Vanity Fair, ha ammesso che la cinematografia di Alfred Hitchcock è stata una delle maggiori influenze per Parasite. «Hitchcock mi fornisce sempre una strana ispirazione. Ho guardato nuovamente Psycho perché la casa dei Bates, non il motel, ha una struttura molto interessante», ha detto il regista. In Parasite emergono evidentemente molti dei temi di Hitchcock, come il ricorso continuo alle scale e una forte componente di voyeurismo, che possiamo notare soprattutto nelle molte inquadrature attraverso una finestra.

Parasite e gli Oscar

Durante la scorsa notte degli Oscar, Parasite ha infranto numerosi record. Prima di tutto, Bong Joon-ho è riuscito in un’impresa che neanche suoi illustri connazionali come Kim Ki-duk e Lee Chang-dong erano riusciti a compiere: Parasite è stato infatti il primo film sudcoreano a ricevere una nomination all’Oscar, inclusa la categoria riservata al miglior film internazionale. Di conseguenza, l’ultimo lavoro di Bong Joon-ho è stato anche il primo a portare una statuetta, più precisamente quattro, in Corea del Sud.

Escludendo The Artist (che è però un film muto), Parasite è inoltre stato il primo lavoro in lingua straniera a vincere l’Oscar riservato al miglior film, condividendo inoltre con Fanny e Alexander e La tigre e il dragone il record di quattro statuette conquistate da un’opera non in lingua inglese. Bong Joon-ho ha infine eguagliato il record di Walt Disney, accettando ben quattro Oscar nella stessa sera. Per riuscire nell’impresa, il papà di Topolino vinse con quattro film diversi in altrettante differenti categorie, mentre il regista sudcoreano l’ha fatto con una sola opera, accettando però anche l’Oscar per il miglior film internazionale, che per tradizione è assegnato alla nazione e non al regista.

Parasite e Gianni MorandiParasite

Per gli italiani, uno dei momenti più emozionanti e divertenti di Parasite è la sequenza in cui, durante una colluttazione dei Kim con l’ex governante e il marito, risuona In ginocchio da te di Gianni Morandi. Come riportato da Movieplayer, Bong Joon-ho ha scelto quella specifica canzone solo per il titolo, in quanto i personaggi in quel momento si ritrovano davvero in ginocchio. Informato sul significato del testo, il regista ha dichiarato fra le risate: «È una canzone d’amore? Ma è geniale! Così nel contesto del film è ancora più divertente».

Una miniserie su Parasite

Parasite

Sull’onda del successo di Parasite, Bong Joon-ho è in trattativa per sviluppare insieme ad Adam McKay un adattamento televisivo del film, più precisamente una miniserie targata HBO. Lo stesso regista ha rivelato a The Wrap che il progetto potrebbe essere una sorta di lungo film da sei ore, che esplorerebbe molti risvolti e retroscena rimasti fuori per motivi di tempo dal lavoro che ha trionfato agli Oscar.

Il finale

Parasite

Durante un’intervista con Vulture, Bong Joon-ho ha chiarito il senso del finale di Parasite. Il regista ha paragonato l’ultima inquadratura al colpo di pistola finale che si dà a una persona gravemente ferita, ponendo fine alle sue sofferenze. Nonostante la sua struggente e speranzosa lettera, Ki-woo non riuscirà mai a comprare la casa in cui il padre vive il proprio esilio. Bong Joon-ho lo ha spiegato con queste parole: «Forse se il film fosse finito con l’abbraccio e la dissolvenza, il pubblico avrebbe potuto pensare “Oh, è impossibile comprare quella casa”, ma la telecamera scende in quel seminterrato. È abbastanza crudele e triste, ma ho pensato che fosse reale e onesto con il pubblico. Voi sapete, io so e tutti sappiamo che questo ragazzo non sarà mai in grado di comprare quella casa. Ho pensato che la franchezza fosse la cosa giusta per il film, anche se è triste».

Marco Paiano

Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per N3rdcore. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.