Star Wars: L’ascesa di Skywalker: easter egg, riferimenti e curiosità

Star Wars: L’ascesa di Skywalker: easter egg, riferimenti e curiosità

Star Wars: L’ascesa di Skywalker è nelle sale di tutto il mondo da qualche giorno, e ha già scatenato le reazioni più disparate da parte del pubblico e degli addetti ai lavori. Dopo avervi proposto la nostra recensione del nono capitolo della saga, ci concentriamo adesso su un altro risvolto del film, cioè la moltitudine di easter egg, riferimenti e curiosità in esso contenuti. Ovviamente, da qui in poi parleremo liberamente di tutti gli eventi principali di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, facendo perciò numerosi spoiler. Vi raccomandiamo di non proseguire con la lettura se non avete ancora visto il film e non volte conoscerne anzitempo i principali sviluppi.

Mustafar in Star Wars: L’ascesa di SkywalkerStar Wars: L’ascesa di Skywalker

La prima scena di Star Wars: L’ascesa di Skywalker ci mostra la furia di Kylo Ren, che compie una strage di avversari per ottenere il dispositivo in grado di fargli raggiungere Exegol, pianeta delle Regioni Ignote dove si nasconde Palpatine. Come ci conferma The Visual Dictionary di Pablo Hidalgo, il pianeta in cui si trova Kylo è Mustafar, vecchia conoscenza dei fan della saga. Mustafar è infatti il teatro dello scontro fra Anakin Skywalker e Obi-Wan Kenobi nel finale di Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith, che si conclude l’allievo ridotto in fin di vita dal maestro. Come abbiamo visto in Rogue One: A Star Wars Story, il pianeta vulcanico è poi diventato la sede del castello di Darth Vader, a sottolineare il legame fra questa location e il Lato Oscuro della Forza.

Ti hanno mai detto della tragica fine di Darth Plagueis il Saggio?

Un altro collegamento a Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith arriva proprio dall’incontro fra Kylo Ren e Palpatine, che avviene nei primi minuti di Star Wars: L’ascesa di Skywalker. Il redivivo Imperatore spiega al fu Ben Solo il suo ritorno con una frase tanto elusiva quanto familiare: «Il Lato Oscuro della Forza è la via per acquistare molte capacità da alcuni ritenute ingiustamente non naturali». Si tratta della stessa battuta che Palpatine dice al giovane Anakin Skywalker nel corso del capitolo conclusivo della trilogia prequel, quando, per convertirlo al Lato Oscuro, gli racconta la storia del Maestro Sith Darth Plagueis, capace di salvare le persone dalla morte. Rivelazione che, grazie anche al timore di Anakin di perdere l’amata Padmé, sortisce l’effetto desiderato.

Il trono di Palpatine in Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Fra gli aspetti più inquietanti di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, c’è sicuramente l’antico trono Sith su cui siede Palpatine, che avevamo già visto nei vari trailer. Il sinistro design di questo trono è opera dell’artista e illustratore Ralph McQuarrie, concepito inizialmente per Il ritorno dello Jedi. Questa prima bozza del trono era stata scartata in favore di quella che è stata poi inserita nel film del 1983.

Il Leader Supremo Snoke

Come era stato ipotizzato in numerose teorie, il Leader Supremo Snoke si è rivelato essere niente di più che un burattino guidato da Palpatine. La rivelazione arriva dalla stessa voce dell’Imperatore nei primi minuti di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, dove all’interno di una vasca vediamo quelli che sembrano dei cloni di questo inquietante personaggio. Per rimarcare il suo potere, Palpatine pronuncia velocemente tre frasi diverse, passando dalla voce dell’interprete Ian McDiarmid a quella di Andy Serkis (che interpreta proprio Snoke), e infine a quella di James Earl Jones, storico doppiatore di Darth Vader. Palpatine chiarisce così al disorientato Kylo che tutte le voci che ha sentito nella sua testa, e che l’hanno spinto verso il Lato Oscuro, erano in realtà emanazioni del Maestro Sith.

Il Dejarik in Star Wars: L’ascesa di Skywalker

In un momento di Star Wars: L’ascesa di Skywalker decisamente più leggero rispetto ai precedenti, assistiamo a una sfida fra Poe, Finn e Chewbecca al Dejarik, una sorta scacchiera a ologrammi di cui è munito il Millennium Falcon. Si tratta di un evidente riferimento al primo Guerre Stellari, in cui i droidi R2-D2 e C-3PO sconfiggevano al medesimo gioco il Wookie, mandandolo su tutte le furie. Come suggerito dagli stessi Poe e Finn, Chewbecca nel frattempo ha fatto dei progressi in questo gioco, visto che stavolta riesce a vincere la partita.

Rey e le rocce

Nelle prime battute di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, vediamo Rey impegnata nell’addestramento Jedi, sulla scia di quanto fatto da Luke in Guerre Stellari e L’Impero colpisce ancora. Una delle prove in cui Rey si sta esercitando è quella di sollevare delle rocce attraverso l’uso della Forza. Questo dettaglio è un riferimento al precedente capitolo Star Wars: Gli ultimi Jedi, in cui Rey viene prima ammonita da Luke sul fatto che la Forza non consiste nel sollevare rocce, per poi salvare la Resistenza nel finale proprio sollevando dei massi.

Le festività di Pasaana
Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Quando i nostri eroi si recano nel pianeta di Paasana, vengono coinvolti in dei bizzarri festeggiamenti. Ci viene spiegato che questa festa avviene ogni 42 anni. Un numero di certo non casuale, perché coincide con l’uscita del primo Guerre stellari, datato appunto 1977. Lo stesso numero è inoltre caro all’universo geek per un altro motivo: 42 è infatti la celeberrima risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto, contenuta nell’indispensabile Guida galattica per gli autostoppisti di Douglas Adams.

Rey conta i giorni

Poco prima che Rey venga a conoscenza del fatto che è la nipote di Palpatine, c’è uno scambio fra lei e Kylo che rimanda a Star Wars: Il risveglio della Forza. Kylo mette infatti in difficoltà Rey chiedendole se conta ancora i giorni da quando è stata abbandonata su Jakku dai genitori. Nel primo capitolo di questa trilogia, anch’esso diretto da J. J. Abrams, vediamo Rey tenere questo triste conteggio attraverso delle incisioni. Con questa frase, Kylo ricorda a Rey di essere a conoscenza delle sue più intime fragilità.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker e i poteri della ForzaStar Wars: L’ascesa di Skywalker

Nel corso di Star Wars: L’ascesa di Skywalker assistiamo a un potere della Forza non ancora mostrato nei capitoli precedenti della saga, il cosiddetto force healing. Questo potere, che ha fatto inalberare alcuni sedicenti puristi della mitologia di Star Wars (non abbastanza puristi da ricordare che è già stato mostrato più volte nell’Universo Espanso), consiste in una sorta di trasferimento vitale, che permette a un force sensitive di curare una persona gravemente ferita. Nel nono capitolo della saga, questo potere viene utilizzato due volte da Rey e una da Kylo, nello struggente atto conclusivo, creando di fatto anche un collegamento con il settimo episodio di The Mandalorian, in cui Baby Yoda fa sfoggio della medesima abilità.

L’utilizzo di questo potere ci porta a un’amara considerazione sul già citato Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith. Se Anakin non avesse ceduto alle lusinghe e alle menzogne di Palpatine, con ogni probabilità avrebbe potuto sfruttare questa abilità, salvando così Padmé dalla morte.

I camei di Star Wars: L’ascesa di SkywalkerStar Wars: L'ascesa di Skywalker

Oltre all’annunciato ritorno di Billy Dee Williams nei panni di Lando Calrissian e a quello (tenuto invece segreto) di Harrison Ford nel ruolo di Han Solo, protagonista di un toccante momento con suo figlio, Star Wars: L’ascesa di Skywalker contiene altri camei più o meno evidenti. Per esempio, il celeberrimo compositore John Williams appare per la prima volta nella saga a cui ha dato un fondamentale contributo nel ruolo di un barista sul pianeta Kijimi. Il nome del suo personaggio è tutto un programma: Oma Tres, anagramma di Maestro.

Anche Abrams e il suo co-sceneggiatore Chris Terrio compaiono nel film, anche se solo con la loro voce. Il regista è il doppiatore del nuovo droide D-O, mentre lo sceneggiatore presta la voce ad Aftab Ackbar, figlio dell’indimenticabile Ammiraglio Ackbar. C’è inoltre spazio anche per Denis Lawson, che torna a interpretare il pilota Wedge Antilles, presente in tutti i film della trilogia classica, e per Warwick Davis, che impersona nuovamente il leader degli Ewok Wicket, personaggio fondamentale ne Il ritorno dello Jedi che vediamo festeggiare anche in Star Wars: L’ascesa di Skywalker, dopo la sconfitta del Primo Ordine.

Impossibile poi non menzionare l’apparizione della figlia di Carrie Fisher Billie Lourd, che riprende il personaggio di Kaydel Ko Connix, omaggiando la memoria della madre sia con la sua inconfondibile acconciatura, sia interagendo virtualmente con il suo personaggio.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker e il rispetto per le spade laserStar Wars: L’ascesa di Skywalker

Durante Star Wars: L’ascesa di Skywalker, Abrams si prende tante piccole rivincite su Rian Johnson e il suo Star Wars: Gli ultimi Jedi, apportando significativi cambiamenti rispetto alla rotta intrapresa dal collega nell’ottavo discusso capitolo della saga. Ci riferiamo alla storia fra Finn e Rose messa da parte, al ritorno degli elmi di Darth Vader e Kylo Ren, alla correzione sui genitori di Rey (che non erano realmente nessuno, ma per una specifica scelta dovuta alla necessità di proteggerla da Palpatine) ma soprattutto all’apparizione di Luke Skywalker come Fantasma di Forza.

Nella scena in questione, Luke appare afferrando la spada laser gettata via da Rey, ammonendola sul fatto che bisogna trattare la storica arma dei Jedi con più rispetto. Questa è una chiara frecciata a Johnson, che nel precedente capitolo ci aveva presentato invece un Luke cinico e sfiduciato, che non aveva esitato a gettare via la spada laser a lui riportata da Rey.

Star Wars:L’ascesa di Skywalker e la manovra di HoldoStar Wars: L’ascesa di Skywalker

Un altro riferimento al capitolo precedente contenuto in Star Wars: L’ascesa di Skywalker è la menzione della cosiddetta manovra di Holdo, cioè la manovra suicida effettuata ai danni del Primo Ordine dal Viceammiraglio Amilyn Holdo, interpretato da Laura Dern. Una manovra che è a suo modo diventata leggendaria nella Galassia, ma che nel nono capitolo della saga viene sconsigliata, perché funziona soltanto una volta su un milione. Il sacrificio di Holdo viene così ridimensionato a clamoroso colpo di fortuna.

L’X Wing di Luke

Il già citato confronto fra Luke e Rey termina con un altro memorabile momento di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, cioè la riemersione dello storico X-Wing di Luke (in italiano pietosamente adattato come “Ala X”), che il Maestro Jedi consegna a Rey per la sua ultima grande missione. Questa scena è un chiaro collegamento a una analoga contenuta ne L’Impero colpisce ancora, in cui Yoda estrae l’astronave inabissata, sotto gli occhi di uno stupefatto Skywalker. A distanza di anni, Luke riesce così in ciò che il suo maestro gli aveva insegnato.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker e le frasi ripetuteStar Wars: L’ascesa di Skywalker

Oltre a quella di Palpatine citata in precedenza, Star Wars: L’ascesa di Skywalker riprende altre frasi storiche della saga. Lo stesso Imperatore, durante il confronto finale con sua nipote Rey, fa riecheggiare il suo maligno “Bene”, già sentito ne Il ritorno dello Jedi.

Ma le due citazioni più commoventi sono certamente quelle contenute nel dialogo fra Han Solo e il suo figlio ritrovato Ben, che rivolge al padre la stessa battuta da lui pronunciata in Star Wars: Il risveglio della Forza prima di ucciderlo: «Io so ciò che devo fare, ma non so se ho la forza di farlo». Nel momento in cui cerca di esplicitare il proprio amore al padre, Ben viene poi interrotto da Han, che gli dice «Lo so», cioè la risposta che dà a Leia quando lei gli dice «Ti amo» nel finale de L’impero colpisce ancora (battuta ripresa poi a parte invertite ne Il ritorno dello Jedi).

Non poteva infine mancare la frase “Ho un brutto presentimento”, presente in tutti i capitoli della saga. Stavolta a pronunciarla è Lando Calrissian, poco dopo aver incontrato Rey e compagni.

La medaglia di Chewbe

Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Star Wars: L’ascesa di Skywalker pone rimedio a una delle più gravi ingiustizie della saga: la medaglia non tributata a Chewbecca nel finale di Guerre stellari, onore che invece, come potere vedere nell’immagine sottostante, è stato tributato ai suoi amici Han e Luke.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker

Anche se la miniserie a fumetti Star Wars: Chewbacca aveva già messo una pezza su questo incidente diplomatico, rivelando che Chewbe aveva ottenuto una medaglia, ma non l’aveva indossata perché poco consona allo spirito dei Wookie, nel corso di Star Wars: L’ascesa di Skywalker Maz Kanata consegna l’oggetto al nostro co-pilota preferito, specificando che il dono arriva da Leia. Un omaggio che in qualche modo ripara anche una discussa scena di Star Wars: Il risveglio della Forza, in cui la stessa Leia, poco dopo la morte di Han Solo, abbraccia Rey invece del suo vecchio amico Chewbecca.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker e il segreto di FinnStar Wars: L’ascesa di Skywalker

Nel corso di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, si fa più volte riferimento a un segreto che Finn vorrebbe rivelare a Rey, senza però mai riuscirci. Come intuibile dalle frequenti intuizioni di Finn e confermato dallo stesso Abrams, il segreto che Finn vuole rivelare a Rey è che anche lui è force sensitive. Ecco quindi spiegata anche l’abilità nell’uso della spada laser sfoggiata da Finn durante Star Wars: Il risveglio della Forza, decisamente insolita per una persona comune.

Le voci di Star Wars: L’ascesa di Skywalker

«I morti parlano!», leggiamo nei titoli di testa di Star Wars: L’ascesa di Skywalker. Frase altisonante, ma confermata da ciò che avviene nel finale del film, in cui Rey riesce a sconfiggere Palpatine grazie al supporto dei Jedi esistiti prima di lei, che le fanno sentire la loro voce, unendosi idealmente all’ultima speranza per il Lato Chiaro. Mentre Rey guarda il cielo, ascoltiamo le seguenti voci, appartenenti non solo alla saga ufficiale, ma anche a Star Wars RebelsThe Clone Wars.

  • Mark Hamill (Luke Skywalker)
  • Hayden Christensen (Anakin Skywalker)
  • Olivia D’Abo (Luminara Unduli)
  • Ashley Eckstein (Ahsoka Tano)
  • Jennifer Hale (Aayla Secura)
  • Samuel L. Jackson (Mace Windu)
  • Ewan McGregor e Alec Guinness (Obi-Wan Kenobi)
  • Frank Oz (Yoda)
  • Angelique Perrin (Adi Galia)
  • Freddie Prinze Jr. (Kanan Jarrus)
  • Liam Neeson (Qui-Gon Jinn)

Star Wars: L’ascesa di Skywalker e la tattica di Mace WinduStar Wars: L’ascesa di Skywalker

Il personaggio di Mace Windu, interpretato da Samuel L. Jackson nella trilogia prequel, viene implicitamente omaggiato anche nella battaglia finale fra Rey e Palpatine. Come ricorderete, in Star Wars: Episodio III – La vendetta dei Sith, Windu cercava di sconfiggere Palpatine deviando contro di lui i suoi stessi fulmini di Forza. Tattica che stava avendo successo, prima di essere fermata dall’intervento di Anakin Skywalker, ormai convertito al Lato Oscuro. Rey utilizza la stessa tattica di Windu, fermando prima i suoi fulmini con due spade laser e poi deviandoli verso di lui. Stavolta però non arriva nessuno a salvare Palpatine.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker e i due soliStar Wars: L’ascesa di Skywalker

Lo splendido finale di Star Wars: L’ascesa di Skywalker chiude perfettamente il cerchio della saga, omaggiando l’intera storia degli Skywalker. Finisce tutto dov’è cominciato, ovvero su Tatooine, dove Luke sognava una vita da eroe osservando il caratteristico tramonto binario. Rey usa nuovamente un improvvisato slittino, su cui l’avevamo già vista in Star Wars: Il risveglio della Forza, e seppellisce vicino alla casa in cui Luke è cresciuto le spade laser di Anakin e Leia, accendendo poi la sua, di colore giallo. A un’anziana donna che le chiede il suo cognome, Rey risponde, sotto lo sguardo soddisfatto di Luke e Leia, “Skywalker”. La parola che chiude il film e l’intera storia di questa famiglia, lasciandoci alla commovente immagine di Rey sotto i due soli di Tatooine.

Marco Paiano

Marco Paiano