Star Wars: L'ascesa di Skywalker Star Wars: L'ascesa di Skywalker

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Star Wars: L’ascesa di Skywalker: le migliori teorie sul nono film della saga

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A pochi giorni dall’uscita del nono episodio della saga di Star Wars, che si intitolerà Star Wars: L’ascesa di Skywalker, è definitivamente aperta la stagione delle speculazioni da parte di fan e addetti ai lavori, che hanno avuto a disposizione diversi mesi per elaborare teorie su ciò che ci aspetta nel film.

A destare particolare scalpore è stato l’ingresso in scena del leggendario Imperatore Palpatine, che ha chiuso la pubblicazione del primo trailer con la sua inconfondibile risata, manifestandosi fisicamente nel corso della Star Wars Celebration di Chicago, nella persona dell’interprete Ian McDiarmid. L’attore ha chiamato una seconda proiezione del filmato, confermando di fatto la sua presenza nel film. Il ritorno di Darth Sidious nella saga, insieme alle insistenti dichiarazioni da parte del cast, che indicano in Star Wars: L’ascesa di Skywalker la fine della saga degli Skywalker e la chiusura di un ciclo di ben nove film, ha ulteriormente alimentato la fantasia degli appassionati, stimolando la formulazione di teorie che abbracciano un arco narrativo lungo ben 42 anni.

Di seguito abbiamo raccolto quelle più intriganti, con la certezza di mettere nero su bianco solo la punta di un iceberg che si è esteso a dismisura negli scorsi mesi. Purtroppo, non abbiamo ancora visto Star Wars: L’ascesa di Skywalker, per cui tutto ciò che segue non è tecnicamente uno spoiler. Tuttavia, se volete arrivare alla visione del film con la mente totalmente sgombra da ipotesi e suggestioni, vi invitiamo a non proseguire con la lettura.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker indica la (ri)salita dello Skywalker che è in Kylo RenKylo Ren

Gli episodi che compongono la trilogia sequel richiamano i rispettivi capitoli dei primi tre film della saga. Il risveglio della Forza introduceva la nuova eroina Rey in maniera simile a quanto visto con Luke nel primo Star Wars, mentre Gli ultimi Jedi rappresentava la tentazione della giovane nei confronti di un Primo Ordine sempre più potente con un approccio che per certi versi ricordava quello de L’impero colpisce ancora.

In quest’ottica, lo Skywalker che sorgerà nel prossimo film potrebbe non essere né Luke, né Rey, né tantomeno Anakin, bensì l’ultimo della famiglia ancora in vita insieme a Leia, ovvero Kylo Ren/Ben Solo. Questa scelta richiamerebbe l’ultimo film della trilogia classica Il ritorno dello Jedi, il cui titolo alludeva in maniera neanche troppo velata al passaggio di Darth Vader al lato chiaro della Forza per proteggere dall’Imperatore suo figlio Luke: Kylo potrebbe infatti compiere lo stesso percorso di suo nonno e riconnettersi con la sua parte buona, magari per proteggere proprio Rey con un altro estremo sacrificio.

Una teoria abbastanza plausibile e perfettamente in sintonia con il resto della saga, che condurrebbe a una definitiva coalizione fra Kylo e Rey contro una minaccia più grande di entrambi, che potrebbe essere un redivivo Imperatore Palpatine o una sua estensione.

Lo Skywalker che sorgerà è il bambino che vediamo nel finale de Gli ultimi JediGli ultimi Jedi Broom Boy

Uno dei momenti più emozionanti de Gli ultimi Jedi è la scena finale del film, in cui vediamo un bambino (il cosiddetto Broom Boy) che sul pianeta di Cantonica afferra una scopa usando la Forza e osserva poi il cielo con sguardo sognante e fiducioso. Secondo alcuni, questa non sarebbe una scena soltanto simbolica, ma sarebbe invece l’introduzione di un nuovo eroe, determinante per il presente e per il futuro della saga. La frase “Ogni generazione ha una leggenda“, che leggiamo nel corso del trailer di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, troverebbe così concretezza con l’inserimento nella trama di un nuovo giovanissimo personaggio, che potrebbe ripercorrere il cammino di Anakin. Il bambino potrebbe inoltre essere uno Skywalker, anche se questo risvolto entrerebbe in contraddizione con l’obiettivo dichiarato da parte della produzione, ovvero porre fine alla storia della dinastia che abbiamo imparato a conoscere negli ultimi 42 anni.

Skywalker diventerà un appellativo per i seguaci del lato chiaro della ForzaStar Wars: L'ascesa di Skywalker

Una spiegazione a quel “Rise” nel titolo originale del prossimo film potrebbe essere la nascita di una sorta di ordine collegato al lato chiaro della Forza che superi gli stessi Jedi, forse definitivamente scomparsi dopo la dipartita di Luke. Questo nuovo ordine, forse capeggiato dalla stessa Rey, potrebbe prendere proprio il nome di Skywalker, giocando con il nome della dinastia alla base di Star Wars, che letteralmente significa “camminatore del cielo”. Gli Skywalker diventerebbero così tutti coloro sensibili alla Forza e intenzionati a usare i loro poteri a fin di bene. Conclusione che rispetterebbe sia l’obiettivo dichiarato di concludere il percorso della famiglia Skywalker, sia il già citato finale de Gli ultimi Jedi, che attraverso il Broom Boy comunicava appunto l’idea di un nuovo corso della Forza, slegato da Anakin e discendenti.

Snoke è solo il corpo di PalpatineStar Wars: L'ascesa di Skywalker

Il ritorno di Palpatine nella saga apre a diversi scenari e alle più disparate ipotesi. Una di queste vede il malvagio Imperatore accostato direttamente a quello che per molti avrebbe dovuto essere il suo erede nella trilogia sequel, ovvero il Leader Supremo Snoke. Prima dell’uccisione di questo personaggio ad opera del suo allievo Kylo Ren ne Gli ultimi Jedi, alcuni ipotizzavano che questa misteriosa figura potesse essere addirittura Darth Plagueis, maestro di Palpatine e da lui brevemente menzionato ne La vendetta dei Sith. Alla luce di quanto visto nel trailer, si fa strada un’altra ipotesi, cioè che Snoke sia così potente e abbia scalato così rapidamente le gerarchie del lato oscuro della Forza proprio perché controllato da Palpatine, che tramite i propri formidabili poteri avrebbe sconfitto la morte, però con l’urgente necessità di un corpo adatto a ospitarlo.

Questa ipotesi incentrata su Palpatine è stata già sviluppata nella serie di fumetti Dark Empire, parte dell’universo espanso di Star Wars, e sarebbe inoltre coerente con il già citato discorso dell’Imperatore ad Anakin durante La vendetta dei Sith, in cui si accennava alla possibilità di sconfiggere la morte per i più potenti Sith. Nel corso del trailer di Star Wars: L’ascesa di Skywalker vediamo inoltre i protagonisti fare delle ricerche nei pressi dei resti della Morte Nera, forse proprio nell’ottica di indagare fino alla radici del male puro che dopo tanti anni continua a condizionare la pace e la stabilità della galassia. Idea che si collega anche alla teoria successiva.

Snoke è direttamente collegato a Palpatine

Star Wars: L'ascesa di Skywalker

Il discorso di Plagueis fa tornare in auge un’altra teoria, che circola fin dai mesi dell’uscita de Il risveglio della Forza, cioè che l’identità di questo personaggio coincida con quella di Snoke. Un’ipotesi che l’apparente banale morte di quest’ultimo personaggio, unita al sicuro ritorno in qualche forma di Palpatine, rende più improbabile, ma non impossibile. In questo modo ci potrebbe essere uno scontro finale, o un’alleanza, anche fra due veri e propri signori del Male, che aprirebbe a molteplici scenari.

Snoke potrebbe però essere legato a Palpatine anche in altri modi. Questo enigmatico personaggio potrebbe infatti essere un altro allievo di Palpatine, addestrato nell’eventualità, poi avveratasi, che Darth Vader si ribellasse, o addirittura il fratello del Signore dei Sith, in modo da generare nel Lato Oscuro un albero di discendenze e fratellanze analogo a quello del Lato Chiaro della Forza. In ogni caso, siamo convinti che nel corso di Star Wars: L’ascesa di Skywalker scopriremo di più sulla storia e sul destino di Snoke.

Ciò che stiamo vedendo fa parte di un piano di Palpatine

Star Wars: L'ascesa di Skywalker

I poteri di Palpatine sono straordinari, ma forse non al punto da permettergli di vincere la morte. L’Imperatore però, consapevole dell’avvicinarsi della propria fine, potrebbe aver architettato un elaborato piano per sconfiggere i Jedi anche dopo la fine dei suoi giorni terreni. Non ci sarebbe certo da stupirsi: abbiamo infatti imparato a temere Darth Sidious sia per la sua pazienza, che gli ha permesso di inserirsi lentamente fra le pieghe della Repubblica e distruggerla dal suo interno insieme alla stragrande maggioranza dei Jedi, sia per la sua diabolica lungimiranza, che gli ha consentito di intuire con largo anticipo i piani dei ribelli e la minaccia portata da Luke nei suoi confronti.

In alternativa a quest’ultima ipotesi, nulla vieta che Palpatine sia veramente ancora vivo, nonostante la sua apparente esplosione nel finale de Il ritorno dello Jedi, e che abbia tramato per tutti questi anni, forse in precarie condizioni di salute, per annientare definitivamente i Jedi.

I fantasmi di Forza avranno un ruolo chiave in Star Wars: L’ascesa di SkywalkerStar Wars: L'ascesa di Skywalker

Dopo gli eventi de Gli ultimi Jedi, sappiamo che possono tornare in qualsiasi momento almeno due fantasmi di Forza: Yoda e Luke. La scena finale de Il ritorno dello Jedi ci dice però che anche altri due leggendari cavalieri Jedi possono presentarsi in questa forma, cioè Anakin e Obi-Wan, che fra l’altro sarà anche protagonista di una serie Disney+ su di lui con protagonista il rientrante Ewan McGregor. Se a questi aggiungiamo lo stesso Palpatine e Leia, che vista la scomparsa di Carrie Fisher potrebbe trovare la morte nel corso di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, otteniamo un notevole numero di personaggi iconici della saga che potrebbero giocare un ruolo chiave nel racconto.

Lecito quindi aspettarsi che qualcuno di loro aiuti Rey, e magari un redento Kylo, nello scontro con le forze del Male, spronandoli all’azione o intervenendo fisicamente per supportarli nei duelli. A queste probabilissime apparizioni potrebbe aggiungersi anche Han Solo, che in un passaggio chiave del racconto potrebbe influenzare suo figlio Kylo/Ben a prendere la strada giusta.

Palpatine è il padre di Anakin e/o il nonno di ReyStar Wars: L'ascesa di Skywalker

Due ipotesi apparentemente slegate fra loro, ma che in realtà potrebbero rendere ancora più organica e coerente la storia di Star Wars. I due più grandi misteri ancora aperti della saga sono le origini di Rey e di Anakin. Nel corso di questo lungo racconto, abbiamo toccato con mano l’enorme potenza e l’impressionante furbizia di Palpatine, capace di muovere le persone intorno a lui come pedine di una scacchiera, con l’obiettivo di soggiogare la galassia. Sarebbe quindi perfettamente plausibile scoprire che il signore dei Sith abbia prima dato la vita (forse attraverso qualche potere della Forza) al suo migliore allievo, e successivamente abbia generato anche uno dei due genitori di Rey.

In questo modo potremmo fare la conoscenza di un ulteriore personaggio chiave della saga (padre/madre di Rey e figlio/a di Palpatine), oppure vedere confermata la rivelazione di Kylo nel corso de Gli ultimi Jedi, secondo la quale i genitori di Rey erano dei signori nessuno disinteressati a lei, che sarebbe stata invece nascosta su Jakku per essere tenuta al riparo dal nonno. Possibile che nessuna o soltanto una di queste ipotesi si avveri, ma la chiacchierata presenza di Matt Smith in Star Wars: L’ascesa di Skywalker, confermata e smentita più volte, potrebbe essere un indizio della sua interpretazione del giovane Palpatine nel film, con una conseguente parentesi sui primi anni di questo enigmatico personaggio.

Rey è un cloneStar Wars: L'ascesa di Skywalker

Come ricordavamo poc’anzi, in una scena chiave de Gli ultimi Jedi Kylo dice a Rey che i suoi genitori non sono nessuno. Se prendiamo per buona questa frase, e la uniamo alla visione che la stessa Rey ha nel corso de Il risveglio della Forza, cioè se stessa moltiplicata più volte, possiamo giungere a una suggestiva conclusione. La protagonista della trilogia sequel potrebbe essere un clone, presumibilmente realizzato dallo stesso Palpatine (vedi le teorie precedenti) come futura arma contro i Jedi. Seguendo questo ragionamento, ci potrebbero essere diverse versioni di Rey sparse nella galassia, per cui la Dark Rey che abbiamo visto in uno dei trailer potrebbe essere uno di questi cloni completamente devoto al male. In ogni caso, diventerebbero plausibile sia la visione di tante Rey, sia la frase di Kylo, che alluderebbe a due persone non legate a lei a livello di sangue.

Rey clone dunque, ma di chi? Qui le cose si fanno ancora più interessanti. La prima pista porta ad Anakin, discepolo prediletto di Palpatine tornato al lato chiaro della Forza poco prima di ucciderlo. Con questa ipotesi, Rey potrebbe addirittura dichiarare a Luke di essere in un certo senso suo padre, in un richiamo al celeberrimo colpo di scena de L’Impero colpisce ancora. La ragazza di Jakku potrebbe però essere anche un clone dello stesso Palpatine, come parte di alcuni ipotetici piani malvagi che abbiamo già sviscerato. Una terza ipotesi è, se possibile, ancora più suggestiva. Rey potrebbe infatti essere un clone di Luke Skywalker, ottenuto da Palpatine attraverso la sua mano mozzata durante episodio VI. Sarebbe così spiegata la forte ma inspiegabile connessione fra Luke e Rey.

Rey passerà al Lato Oscuro (e Kylo al Lato Chiaro?) nel corso di Star Wars L’ascesa di Skywalker Star Wars: L'ascesa di Skywalker

Come dicevamo, uno dei trailer lascia presagire una conversione al Lato Oscuro di Rey. Disney potrebbe effettivamente aver optato per una soluzione decisamente poco disneyana, cioè ribaltare completamente la personalità dell’eroina di questa trilogia, portandola a diventare un vero e proprio villain. Questa scelta potrebbe essere ulteriormente esaltata da un cammino inverso di Kylo, che potrebbe ripercorrere le orme del nonno e tornare Ben Solo per un sorprendente scontro finale fra Bene e Male. Una soluzione altamente improbabile, ma che non ci sentiamo di escludere del tutto.

La Forza troverà finalmente un suo equilibrioStar Wars: L'ascesa di Skywalker

Un altro tormentone della saga di Star Wars è la profezia secondo cui qualcuno (Anakin) sarebbe arrivato a portare equilibrio nella Forza. L’equilibrio portato dal fu Darth Vader è durato appena qualche decennio, e adesso lo scontro fra Lato Oscuro e Lato Chiaro è nuovamente acceso. Si può ipotizzare che stavolta sarà la stessa Forza a trovare un proprio equilibrio, senza l’intermediazione diretta di una specifica persona. Possibile quindi che in un ipotetico scontro fra le due fazioni, tutti i personaggi ancora in vita legati alla Forza trovino la morte, lasciando così apparentemente sguarnita l’energia che lega tutta la galassia.

Un finale decisamente distruttivo e poco probabile, anche se in linea con l’idea di chiudere una fase di Star Wars e ripartire con qualcosa di completamente nuovo nei prossimi progetti. Questa scelta presterebbe inoltre il fianco alla nascita della figura dei cosiddetti Jedi grigi, ovvero persone in bilico fra Lato Chiaro e Lato Oscuro che darebbero vita a una nuova visione della Forza.

Star Wars: L’ascesa di Skywalker si concluderà su TatooineStar Wars: L'ascesa di Skywalker

Più che una teoria narrativa, questo è un ipotetico finale in grado di commuovere giovani e vecchi fan della saga. Durante la campagna promozionale di Star Wars: L’ascesa di Skywalker, ci è stato ripetuto fino allo sfinimento che questo film chiuderà l’intero arco dei nove episodi della saga. Quale migliore location per il finale di Tatooine, che ha dato i natali a Luke ed è anche già stata scelta come chiusura della prequel trilogy? Non è azzardato pensare a un finale in cui un personaggio chiave di questa trilogia sequel (con ogni probabilità Rey) osserva il caratteristico orizzonte di questo pianeta, con quei due soli già guardati con trasporto nel corso del primo Star Wars da Luke, desideroso di avventure e gesta eroiche. Un finale commovente, che chiuderebbe perfettamente il cerchio di un cammino lungo 42 anni.

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Memorie di un assassino: la storia vera che ha ispirato il film di Bong Joon-ho

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Memorie di un assassino non è solo il primo capolavoro del regista sudcoreano Bong Joon-ho, ma è anche un film capace di influenzare il genere crime degli anni successivi, come vi abbiamo raccontato nella nostra recensione. Non tutti sanno però che Memorie di un assassino è basato su un’altrettanto raggelante storia vera, che fra il 1986 e il 1991 ha fatto sprofondare nella paura e nell’orrore non solo la zona di Hwaseong, dov’è ambientato il film, ma tutta la Corea del Sud, per la prima volta alle prese con un assassino seriale.

Il film di Bong Joon-ho, uscito nel 2003, verte proprio sulle indagini volte a catturare questo misterioso serial killer, responsabile dello stupro e dell’assassinio di diverse donne. Brancolando nel buio e con mezzi tecnici e scientifici del tutto insufficienti, gli investigatori (fra cui il personaggio di Song Kang-ho, futuro protagonista del dominatore degli Oscar 2020 Parasite) commettono numerosi errori, seguendo piste deboli o del tutto false, maltrattando e torturando sospetti fino a estorcere confessioni false e organizzando trappole del tutto inefficaci. Memorie di un assassino si conclude con uno splendido sguardo in macchina del detective Park Du-man, che ad anni di distanza dalle indagini sul caso, rimasto irrisolto, comprende di essere stato più volte a un soffio dalla cattura del criminale, senza però mai riuscire nell’impresa.

Pur con inevitabili modifiche per fini narrativi e rendendosi protagonista di veri e propri virtuosismi cinematografici, Bong Joon-ho rimane fedele alla situazione dell’epoca dell’uscita del film, con i crimini del serial killer di Hwaseong ridotti sostanzialmente a un cold case. Nel 2019, l’indagine ha però subito una svolta improvvisa quanto inaspettata, attribuendo all’assassino un volto e un nome, Lee Chun-jae.

Memorie di un assassino: dalla storia vera al film

Memorie di un assassino

All’epoca in cui è stato identificato come il serial killer di Hwaseong, Lee Chun-jae si trovava già in carcere a Busan per lo stupro e l’assassinio della cognata, avvenuto nel 1994. Decisiva per la sua identificazione è stato l’esame di alcuni indumenti intimi di una vittima delle serial killer, su cui sono state rinvenute tracce del DNA di Lee Chun-jae. Gli esami successivi hanno collegato l’uomo ad almeno tre dei nove omicidi, delineando ancora di più la situazione. In un primo momento, Lee Chun-jae ha negato il suo coinvolgimento in queste morti, salvo poi ritrattare e confessare di essere l’autore di ben 14 omicidi, incluse le 10 persone vittime dell’assassino seriale, di un’età compresa fra i 13 e i 71 anni.

L’assassino ha poi concesso qualche dichiarazione alla stampa, dichiarandosi sorpreso del fatto di non essere stato catturato prima. «Non pensavo che i crimini sarebbero stati sepolti per sempre. Ancora non capisco (perché non sono stato sospettato, ndr). I crimini sono accaduti intorno a me e non ho cercato di nascondere le cose, quindi ho pensato che sarei stato catturato facilmente. C’erano centinaia di forze di polizia. Incontravo continuamente investigatori, ma mi chiedevano sempre delle persone intorno a me», ha detto l’uomo. Un risvolto ancora più incredibile se si considera il fatto che nel corso degli anni sono state interrogate 21280 persone fra sospetti e testimoni e sono state rilevate 40116 impronte digitali, 570 tracce di DNA e 180 campioni di capelli.

Memorie di un assassino: la brutalità della polizia

Memorie di un assassino

Come vediamo in Memorie di un assassino, una persona con disabilità, identificata pubblicamente solo come Yoon, è stata in prigione dal 1988 al 2008 con l’accusa di avere stuprato e ucciso una ragazza di 13 anni, una delle vittime del serial killer. Decisiva per la sua detenzione una falsa confessione, estorta dopo pressioni e inaccettabili torture. Azioni mostrate con dovizia di particolari da Bong Joon-ho, che hanno portato a formali scuse del capo di polizia Bae Yong-ju: «Ci inchiniamo e ci scusiamo con tutte le vittime dei crimini di Lee Chun-jae, con le famiglie delle vittime e con le vittime delle indagini della polizia, incluso Yoon». Nel dicembre del 2019, otto degli investigatori sono stati accusati per abuso di potere e detenzione illegale.

Anche il vero assassino Lee Chun-jae ha commentato la vicenda: «Ho sentito da qualcuno che una persona con disabilità è stata arrestata, ma non sapevo per quale persona fosse stata arrestata poiché ho commesso molti reati. Ho sentito che molte persone sono state indagate e hanno subito ingiustamente. Vorrei scusarmi con tutte quelle persone. Sono venuto, ho testimoniato e descritto i crimini nella speranza che le vittime e le loro famiglie trovino conforto quando la verità verrà rivelata. Vivrò la mia vita pentendomi».

La ragazza tredicenne è stata una delle vittime di Lee Chun-jae, che in proposito ha commentato semplicemente con un «È stato un atto impulsivo».

I crimini di Lee Chun-jae

Fra il 15 settembre 1986 e il 3 aprile 1991, Lee Chun-jae ha commesso i crimini di Hwaseong. Nel mentre, l’uomo ha lavorato come operatore di gru ed è stato arrestato per essersi introdotto illegalmente in un’abitazione, per poi essere rilasciato in libertà vigilata. I crimini si sono interrotti in corrispondenza del matrimonio dell’uomo con una donna, avvenuto nell’aprile del 1992 e concluso nel dicembre del 1993, anche a causa del suo alcolismo e dei ripetuti maltrattamenti ai danni della moglie e del loro figlio. Il 13 gennaio 1994 ha drogato, stuprato e ucciso la cognata, ed è stato condannato a morte in primo grado, pena poi ridotta all’ergastolo con possibile libertà condizionata dopo 20 anni.

Memorie di un assassino: la reazione dell’assassino alla visione del film

Memorie di un assassino

Per Memorie di un assassino, Bong Joon-ho ha tratto ovviamente ispirazione dalla vicenda reale, ma anche dall’opera teatrale di Kim Kwang-lim Come to See Me, che per la prima volta ha adattato gli eventi. Il regista ha inoltre più volte ammesso l’influenza della miniserie a fumetti di Alan Moore ed Eddie Campbell From Hell, fondamentale anche per la prima memorabile stagione di True Detective.

Per sua stessa ammissione, Bong Joon-ho è stato letteralmente “ossessionato” dal caso per anni. «Volevo davvero vedere il suo volto, ho anche provato a immaginarlo e a disegnarlo per me stesso», ha detto. «Avevo un elenco di domande che ero pronto a fargli nel caso in cui in qualche modo lo avessi incontrato». Una volta scoperta la sua identità, «Finalmente ho potuto vedere il suo volto pubblicato sui giornali. Guardarlo mi ha fatto provare sentimenti complicati».

Nel già citato finale di Memorie di un assassino, il detective protagonista guarda direttamente in macchina. Il regista ha ammesso che la scena era anche un modo per guardare dritto in faccia l’assassino, che in cuor suo sperava vedesse il film prima o poi.

Lee Chun-jae non potrà essere processato per i crimini del serial killer di Hwaseong, che nel frattempo sono caduti in prescrizione. L’uomo ha effettivamente visto Memorie di un assassino e questa è stata la sua reazione: «L’ho visto come un film e non ho provato alcun sentimento o emozione nei confronti del film».

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Monica Vitti è morta: addio a una colonna portante del cinema italiano

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Monica Vitti

Non esiste un’interprete senza una voce. Un adagio che sintetizza il mestiere della recitazione, ma che si adatta perfettamente anche a una delle più grandi attrici della storia del cinema italiano, ovvero Monica Vitti. La sua inconfondibile voce roca, che sapeva modulare in infinite sfumature caratteriali e interpretative, è stata, insieme al suo indimenticabile volto, la prima cosa a cui abbiamo pensato una volta appresa la notizia della sua morte, giunta a oltre 90 anni di età, di cui 30 passati lontani dalle scene a causa di una malattia degenerativa che ha progressivamente eroso la sua mente e la sua memoria. Una voce protagonista di alcune delle più celebri battute della storia del cinema italiano (come dimenticare “Mi fanno male i capelli” in Deserto rosso?), grazie alla quale rimarrà per sempre scolpita nei ricordi di tutti, prendendosi la rivincita sul triste destino che ha segnato l’ultima parte della sua esistenza.

Il lascito di Monica Vitti non si ferma però al suo timbro vocale, al suo malinconico broncio capace di trasformarsi in abbagliante sorriso e all’ironia che l’ha sempre accompagnata, in scena e nella vita reale. Monica Vitti è infatti stata il volto per eccellenza di due floride stagioni del nostro cinema: da una parte la produzione più autoriale, a cui ha contribuito grazie al sodalizio artistico e umano con Michelangelo Antonioni, consegnandoci capolavori del calibro di L’avventura, La notte, L’eclisse e il già citato Deserto rosso. Dall’altra, la grande commedia all’italiana, nella quale si è confrontata con giganti come Alberto Sordi, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman e Marcello Mastroianni, tratteggiando sempre personaggi unici e incredibilmente vitali, e diventando di fatto il valore aggiunto di film memorabili, fra i quali citiamo La ragazza con la pistolaDramma della gelosia (tutti i particolari in cronaca) e Polvere di stelle.

Monica Vitti: molto più che diva

Monica Vitti

In un’epoca in cui la donna nel cinema italiano era spesso limitata al ruolo di madre o a quello di mero oggetto del desiderio, Monica Vitti è stata molto più che diva, ha cambiato le regole del gioco: prima è diventata emblema dell’incomunicabilità e del disagio esistenziale, poi il volto per eccellenza dell’anticonformismo e della risata italiana, senza mai rinunciare alla propria unicità e a una sensualità mai volgare, sempre accompagnata da tempi comici perfetti e da un’intensità recitativa ineguagliabile. Un talento che l’ha portata a distinguersi con gli stessi eccellenti risultati anche al cinema e al teatro, senza dimenticare qualche sporadica ma esaltante performance all’estero, fra le quali merita certamente una menzione Modesty Blaise – La bellissima che uccide di Joseph Losey, uno dei primi cinecomic della storia del cinema.

L’abbiamo ammirata nell’interpretazione di donne indipendenti e profondamente ribelli, mogli annoiate in cerca di un’esistenza migliore, ragazze in cerca di rivincita e riappropriazione di se stesse. L’abbiamo vista arrabbiata, divertita, innamorata e tradita, vittima e carnefice, libera e prigioniera, amandola ogni volta. Il suo profondo e magnetico sguardo come finestra sull’anima dei suoi personaggi, la sua strepitosa verve comica come strumento per tratteggiare spaccati umani mai banali, scolpiti indelebilmente nella storia del cinema.

Da semplici spettatori e amanti dell’arte, l’abbiamo accompagnata a distanza negli ultimi decenni di dolorosa malattia, illudendoci di farle arrivare il nostro affetto e il nostro calore e di farle trovare una via d’uscita dal labirinto in cui la sua mente era intrappolata. Oggi infine piangiamo la sua scomparsa, certi però del fatto che la sua eredità nell’immaginario collettivo non svanirà, e che il suo sorriso, capace di demolire qualsiasi canone di bellezza, entrerà a fare parte del mito.

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Netflix: tutte le nuove uscite che vedremo a febbraio 2022

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Netflix

Anche a febbraio, Netflix ha in serbo tante novità per i propri abbonati, a cominciare dal ritorno di due serie particolarmente amate come Disincanto e Space Force. Non mancano i film originali, come Dalla mia finestra, Il mese degli deiAmore e guinzagli. Spazio come sempre anche a documentari e reality show, come Il truffatore di Tinder e L’amore è cieco. Di seguito, l’elenco completo di quello che vedremo il prossimo mese su Netflix.

Cosa vedremo su Netflix a febbraio 2022

Netflix

1 febbraio

  • Dion (serie originale, stagione 2)
  • Finding Ola (serie originale, stagione 1)
  • John Wick (film non originale)
  • Riverdale (serie non originale, stagione 5)
  • Conan il ragazzo del futuro (serie non originale, stagione 1)

2 febbraio

  • Oscuro desiderio (serie originale, stagione 2)
  • Me Contro Te – Il Film – La Vendetta del Sig. S (film non originale)
  • Il truffatore di Tinder (documentario originale)

3 febbraio

  • Murderville (serie originale, stagione 1)

4 febbraio

  • Dalla mia finestra (film originale)
  • Il colore delle magnolie (serie originale, stagione 2)

6 febbraio

  • Brooklyn 99 (serie non originale, stagione 7)

8 febbraio

  • Il mese degli dei (film originale)
  • Ms. Pat: Y’All Wanna Hear Something Crazy? (stand-up comedy originale)
  • L’amore è cieco: Giappone (reality show originale)

9 febbraio

  • Disincanto (serie originale, stagione 4)
  • Idee da vendere (reality show originale, stagione 1)

11 febbraio

  • Amore e guinzagli (film originale)
  • Tallgirl 2 (film originale)
  • Bigbug (film originale)
  • Jeen-Yuhs: A Kanye Trilogy (film originale)
  • Love Tactics (film originale)
  • Inventing Anna (serie originale, stagione 1)
  • Toy Boy (serie originale, stagione 2)
  • L’amore è cieco (reality show originale, stagione 2)

14 febbraio

  • Fedeltà (serie originale, stagione 1)

16 febbraio

  • Secrets of Summer (Cielo Grande) (serie originale, stagione 1)

17 febbraio

  • Perdonaci i nostri peccati (film originale)
  • Erax (film originale)
  • Heart Shot – Dritto al cuore (film originale)
  • Il giovane Wallander (serie originale, stagione 2)
  • Al passo con i Kardashians (reality show non originale, stagione 17)

18 febbraio

  • Non aprite quella porta (film originale)
  • La serie di Cuphead! (serie originale, stagione 1)
  • Space Force (serie originale, stagione 2)
  • Uno di noi sta mentendo (serie originale, stagione 1)
  • Downfall: Il caso Boeing (documentario originale)

19 febbraio

22 febbraio

  • Bubba Wallace: in gara contro ogni limite (serie originale, stagione 1)

25 febbraio

  • Vikings: Valhalla (serie originale, stagione 1)
  • La giudice (serie originale, stagione 1)
  • Madea: Il ritorno (film non originale)

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