Suspiria: genesi e curiosità sul film di Dario Argento

Suspiria: genesi e curiosità sul film di Dario Argento

Dopo avervi proposto la nostra recensione del capolavoro di Dario Argento Suspiria, abbiamo deciso di approfondire gli aspetti più nascosti di questa pietra miliare dell’horror. In questo articolo ci concentriamo quindi sulla genesi del progetto e sulle tante curiosità che si celano dietro questo lavoro del maestro italiano. Un utile esercizio per comprendere meglio le tante sfumature di un’opera suggestiva e inafferrabile, ma anche un insieme di tante possibili piste con le quali orientarsi all’interno dei vari risvolti del racconto.

Le tre madri
Suspiria

Suspiria è il primo capitolo della cosiddetta trilogia de Le tre madri, che comprende anche Inferno e La terza madre. Questo titolo nasce dal romanzo Suspiria De Profundis di Thomas de Quincey, da cui Argento ha tratto anche le enigmatiche figure delle “Nostre Signore del Dolore” su cui si basa la trilogia, cioè Mater Lacrimarum, Mater Suspiriorum e Mater Tenebrarum, rispettivamente signore della lacrime, dei sospiri e delle tenebre.

Suspiria: da bambine a ragazze

Come abbiamo già evidenziato nella nostra recensione, inizialmente Dario Argento voleva per protagoniste delle bambine di circa 12 anni. Dopo la ferma opposizione della produzione, il regista ha scelto di alzare l’età di Susy e delle sue compagne a circa 20 anni, evitando così di inserire delle minorenni in un contesto particolarmente violento. Gli elementi più fanciulleschi della sceneggiatura non sono però stati eliminati, quindi per tutta la durata di Suspiria assistiamo a dialoghi particolarmente sciocchi e infantili, proprio perché scritti per bambine. Argento ha inoltre deciso di spostare le maniglie delle porte più in alto del dovuto, in modo da ricreare la difficoltà nell’apertura delle porte, tipica dei bambini.

La scelta di Jessica Harper

Suspiria

Dario Argento sostiene in un’intervista di avere scelto Jessica Harper per la parte di Susy dopo averla ammirata a teatro nel musical Hair e al cinema ne Il fantasma del palcoscenico di Brian De Palma. Il regista fu colpito soprattutto dal portamento elegante della ragazza e dalla sua voce potente, nonostante il fisico minuto. Nel suo sito ufficiale, Daria Nicolodi dichiara che il ruolo di Susy era scritto appositamente per lei, ma ha dovuto rinunciarvi in quanto la distribuzione americana pretese un’attrice statunitense come protagonista.

Biancaneve e i sette nani

Biancaneve e i sette nani

Una delle maggiori influenze per Suspiria è certamente il classico Disney Biancaneve e i sette nani, che turbò profondamente il piccolo Dario Argento. Il regista ha chiesto al direttore della fotografia Luciano Tovoli di vedere ripetutamente questo film e di cercare di restituirgli il medesimo cromatismo (impresa riuscita grazie a una delle ultime pellicole Kodak da 30-40 ASA a bassa sensibilità). I punti di contatto fra le due opere sono diversi, come la presenza di una strega malvagia o il veleno dato alla protagonista. Il riferimento visivo più evidente è però il pavone che Susy incontra nel corso del suo faccia a faccia con Helena Markos, estremamente somigliante a quello che è posto sul trono della regina Grimilde.

Escher Strasse

Suspiria

Un’altra chiara influenza per Suspiria, come abbiamo già evidenziato nella nostra recensione, è l’opera dell’artista olandese Maurits Cornelis Escher, omaggiato già nei primissimi minuti con l’indirizzo in cui Susy deve recarsi, Escher Strasse. Escher, noto per le sue architetture impossibili, è uno dei fili conduttori del film, che a sua volta è contorto e criptico, ma allo stesso tempo rigoroso e sfarzoso. All’interno dell’ufficio di Madame Blanche, troviamo poi un altro riferimento all’artista. L’architettura dipinta sul muro, che fa da cornice ai fondamentali tre iris che consentono a Susy di trovare la via per il nascondiglio delle streghe, sembra infatti uscita da uno dei memorabili dipinti di Escher.

I cameo di Dario Argento in Suspiria

Suspiria cameo Dario Argento

Suspiria Dario Argento cameo

Dario Argento compare chiaramente almeno due volte nel suo Suspiria. Quando Susy è sul taxi, nei primi minuti del film, possiamo vedere brevemente la faccia del regista riflessa sul vetro, impegnata in quello che sembra un urlo. Argento compare anche più avanti nel corso del film, più precisamente durante l’inseguimento che si conclude con la morte di Sarah. Mentre il personaggio interpretato da Stefania Casini fugge, vediamo brevemente il regista di spalle, vestito con un mantello nero.

Oltre a queste due apparizioni, possiamo essere certi del fatto che, come in tutte le opere del regista italiano, quando compare una mano coperta da un guanto, intenta a uccidere il malcapitato o la malcapitata di turno, quella è una mano di Dario Argento. È inoltre del cineasta la voce che sentiamo sui titoli di testa, che ci introduce al racconto.

Suspiria e il nazismoSuspiria

Anche se Suspiria è ambientato a Friburgo, diverse riprese degli esterni si sono svolte a Monaco. Due luoghi storici della città sono legati alla morte di Daniel, il pianista cieco interpretato da Flavio Bucci. Poco prima del suo assassinio, da parte del suo stesso cane guida, Daniel esce dalla birreria Hofbräuhaus, dirigendosi poi verso la celeberrima Königsplatz. Questi due luoghi sono collegati in maniera sinistra al Terzo Reich. Fu proprio nella birreria che Adolf Hitler tenne uno dei suoi primi comizi, dando il via alla sua tragica ascesa nel panorama politico tedesco. Fu invece a Königsplatz che avvennero numerosi raduni nazisti, fra cui uno dei famigerati roghi dei libri.

Scegliendo queste due location, Dario Argento ha implicitamente collegato questi due luoghi simbolo della nascita e della perpetrazione del male alla sua storia, che indaga proprio sull’essenza stessa della malvagità.

Gli attori di Suspiria

Suspiria

Come per tutte le opere di Dario Argento, le scelte fatte dal regista sugli interpreti sono particolarmente interessanti. Il primo personaggio che incontra Susy è un vero e proprio portafortuna di Argento, cioè Fulvio Mingozzi, presente in tutti i suoi film fino a Phenomena. Mingozzi interpreta il tassista che accompagna la protagonista all’Accademia di danza, ruolo che avrà anche nel successivo capitolo della trilogia delle madri Inferno. Mingozzi non è però l’unica vecchia conoscenza di Argento in Suspiria. Il bambino che interpreta l’inquietante Albert è infatti Jacopo Mariani, indelebilmente scolpito nella mente dei cinefili per la sua interpretazione del piccolo Carlo in Profondo rosso, e in particolare per la sua memorabile immagine con un coltello insanguinato.

La scelta di Joan Bennett per il ruolo di Madame Blanche fu invece dettata dalla stima che Argento nutre per il cinema di Fritz Lang, per il quale la Bennett era stata una sorta di attrice feticcio. La performance in Suspiria è stata anche l’ultima prova sul grande schermo della Bennett.

La colonna sonora di Suspiria

Suspiria

La suggestiva colonna sonora dei Goblin presenta alcune particolarità. La più bizzarra è probabilmente l’utilizzo accanto a sonorità synth di uno strumento noto come bouzouki, simile al nostro mandolino. Questo strumento è greco, e fu fortemente voluto da Dario Argento come collegamento al personaggio della Mater Suspiriorum Helena Markos, a sua volta di origini greche. L’accompagnamento musicale è inoltre arricchito da bisbigli e grida pressoché incomprensibili, emesse proprio dal leader dei Goblin Claudio Simonetti per rendere la colonna sonora ancora più terrorizzante.

Il filo spinato

Suspiria

La scena della morte del personaggio di Sarah ha creato alcuni problemi all’attrice Stefania Casini. La stanza che nel film è piena di filo spinato, in realtà era riempita con semplice filo di ferro. All’interprete non furono però date particolari istruzioni sulla modalità di accesso alla stanza. La Casini rimase quindi realmente impigliata nel filo di ferro, procurandosi diverse escoriazioni sulla pelle.

Helena Markos

Secondo quanto riportato da Jessica Harper, a interpretare (non accreditata) la Mater Suspiriorum Helena Markos fu un’anziana ex prostituta trovata in un ospizio di Roma. A dare la voce alla strega fu invece la co-sceneggiatrice Daria Nicolodi, che compare anche brevemente in aeroporto accanto a Susy, all’inizio di Suspiria. Alla nonna della Nicolodi Yvonne Loeb si deve inoltre il soggetto del film. La donna ha infatti raccontato di essere fuggita da un istituto artistico nel momento in cui si è accorta che l’accademia fungeva in realtà da copertura per una vera e propria scuola di magia nera.

La pantera nel finale di Suspiria

Suspiria

Fra i più bizzarri avvenimenti del finale di Suspiria c’è sicuramente l’esplosione di una piccola pantera di porcellana. Questa immagine deriva da un sogno di Daria Nicolodi, in cui all’interno di una stanza buia comparivano una strega invisibile e una vera pantera, che finiva per esplodere. Sempre a proposito di pantere, la scena in piscina con protagoniste Susy e Sarah è un chiaro omaggio a una sequenza analoga di un altro memorabile horror, Il bacio della pantera di Jacques Tourneur.

Suspiria Giappone

Suspiria ebbe un’accoglienza trionfale in Giappone, diventando in breve tempo uno dei film italiani più amati nel paese del Sol Levante. Il successo fu tale da spingere molte sale cinematografiche a distribuire anche il precedente film di Argento Profondo rosso. Nonostante le due opere siano totalmente scollegate fra loro dal punto di vista della trama, Profondo rosso fu distribuito in Giappone con il titolo サスペリア PART2, cioè Suspiria Parte II.

La celebre scrittrice giapponese Banana Yoshimoto è una grande appassionata di Suspiria, e nel tempo ha anche stretto un rapporto di amicizia con Dario Argento. Queste le parole della scrittrice sull’opera del regista italiano:

Da piccola mi sono sempre sentita diversa, pensavo di essere pazza ed ero terribilmente sola. Verso i quattordici anni però ho visto Suspiria e tutto il mondo che avevo nella mia mente era lì, in quei colori e quelle immagini. Capii che non ero più sola. Forse se non avessi visto quel film, e non fossi uscita dal mio cerchio di solitudine, avrei finito per uccidermi.

Le citazioni a Suspiria

L’impatto di Suspiria nell’immaginario collettivo è misurabile anche con le innumerevoli citazioni dell’opera di Dario Argento in altri film. Senza considerare il remake targato Luca Guadagnino, per definizione omaggio al film di Argento, molti lungometraggi, soprattutto di genere, hanno infatti riferimenti più o meno evidenti a Suspiria. Un altro maestro italiano del cinema di genere, Lucio Fulci, ha citato più volte questo film nelle sue opere. Il riferimento più evidente è senz’altro l’inquadratura degli occhi al buio in Quella villa accanto al cimitero, ma sono espliciti anche gli omaggi in …E tu vivrai nel terrore! L’aldilà (un personaggio sbranato da un cane) e ne Lo squartatore di New York (una scena ricorda quella della morte di Pat in Suspiria).

Particolarmente gustosi anche gli omaggi fatti da Wes Craven in Scream (il personaggio di Drew Barrymore impiccato) e in Scream 4 (un DVD del film ben visibile e una menzione esplicita), quello di Nicolas Winding Refn in The Neon Demon (il particolare utilizzo dei colori primari) e quello di Gaspar Noé in Climax (una delle VHS visibili nei primi minuti è di Suspiria). Uscendo dal genere, Suspiria viene citato esplicitamente anche in Juno e, per ammissione dello stesso regista Edgar Wright, in una scena nel finale del suo Baby Driver – Il genio della fuga, più precisamente quando Jon Hamm è nella macchina della polizia.

Marco Paiano

Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per N3rdcore. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.