Titanic: Jack Dawson non è mai esistito? La teoria sul film di James Cameron

Titanic: Jack Dawson non è mai esistito? La teoria sul film di James Cameron

Titanic. Il capolavoro di James Cameron del 1997, amato alla follia da Xavier Dolan – e non solo – è un’opera su cui si è dibattuto molto. Pensiamo per esempio alla lunga quaestio sulla porta/zattera di legno, che avrebbe potuto salvare entrambi i protagonisti dallo scivolare nei gelidi abissi oceanici, o alle innumerevoli richieste dei fan di poter vedere presto o tardi un seguito della storia, che si vocifera da anni ma che non è mai stato realizzato, fugando in tutto e per tutto la dittatura seriale del sequel. Negli ultimi anni è inoltre emersa una teoria piuttosto bizzarra su Titanic, una teoria che se è possibile rende la storia ancora più tragica, misteriosa e sconvolgente. 

La congettura che da qualche anno si è fatta strada tra cinefili e appassionati, pubblicata poi su Cosmopolitan, è che Jack Dawson, il personaggio interpretato da Leonardo DiCaprio, in realtà non sia mai esistito: potrebbe essere solo una proiezione mentale di Rose, fondamentale nel suo percorso di affermazione di se stessa. Facciamo un passo indietro. Cerchiamo di capire come inserire questa teoria nella trama di Titanic, e come possa essere, se non credibile, almeno plausibile. 

La storia viene raccontata da Rose (Kate Winslet), passeggera della prima classe del Titanic assieme alla madre Ruth e al fidanzato: è il suo punto di vista, la sua prospettiva interiore di ciò che accadde su quel transatlantico. Rose è una ragazza di diciassette anni, fidanzata con un giovane rampollo, Cal Hockley, e costretta a sposarsi per salvare la sua famiglia dalla bancarotta. Durante il suo primo giorno di navigazione Rose è disperata e provata dalla responsabilità della sua condizione di sottomissione; quella nave, che per molti è la nave dei sogni, la possibilità di riscatto, di poter cominciare una nuova vita, per lei è “Una nave carica di schiavi, che mi riportava in America in catene. Agli occhi degli altri ero tutto quello che una ragazza di buona famiglia doveva essere. Ma dentro, invece, urlavo”. 

Titanic di James Cameron: una teoria particolare

Titanic

La sera del secondo giorno di navigazione Rose corre verso la poppa del transatlantico. Sceglie per se stessa e capisce che quella vita che le si prospetta, fatta di subordinazione, compromessi e amarezza, quell’infelicità che il suo mondo altolocato le offre, vincolata a un uomo che non la rispetta e che non ama, non è la vita che vuole vivere. E non avendo alternative concrete tenta il suicidio scavalcando il parapetto della nave. In quel momento preciso, in cui Rose è visibilmente scossa, fuori di sé, conosce un giovane artista giramondo, Jack Dawson, che la dissuade dal compiere un gesto così dissennato.

“Avevo davanti agli occhi tutta la mia vita, come se l’avessi già vissuta. Un’infinita processione di feste, balli di società, yacht, partite di polo… Sempre la stessa gente gretta, lo stesso stupido cicaleccio. Mi sentivo sempre come sull’orlo di un precipizio, e non c’era nessuno a trattenermi, nessuno a cui la cosa importasse o che se ne rendesse almeno conto.”

Proprio in questo preciso istante possiamo analizzare la prima volta la teoria della non esistenza di Jack Dawson. L’incontro tra Jack e Rose è un caso di tempismo fortuito o è semplicemente la vivida allucinazione di una donna che soffre disperatamente? Rose non ha alcun controllo sulla sua vita, è una giovane donna di inizio Novecento, preda di una totale marginalizzazione e di una assoluta esclusione sociale. La scelta di togliersi la vita è un gesto estremo di affermazione di sé, ed è probabilmente un segnale di un suo celato turbamento psichico. In quel momento la sua mente potrebbe aver fabbricato l’immagine di Jack, come un’ancora salvifica lanciata per lasciarsi soccorrere.

Jack Dawson è mai esistito? 

Titanic

Non a caso Rose immagina un uomo che non solo la trae in salvo in quel preciso istante, ma che la salva “in tutti i modi in cui una persona può essere salvata”; inoltre Jack è l’esatto opposto di Cal: è gentile, spontaneo, nobile, altruista e pieno di vita. Un uomo che crede in lei e che potrebbe davvero amarla e proteggerla senza alcun bisogno di controllarla. Jack durante la loro storia travagliata tenta di convincerla a venir fuori da quella condizione di asservimento, infatti le dirà: “Ti tengono in trappola, Rose. E morirai se non ti liberi”. Jack Dawson potrebbe essere frutto del subconscio di Rose, un parto mentale del personaggio interpretato da Kate Winslet, creato per superare il proprio momento di depressione, che la convince a divincolarsi dalla sua gabbia dorata per sopravvivere, esprimendo così il suo desiderio più profondo, un desiderio di indipendenza.

Quando la nave colpisce l’iceberg e inizia ad affondare, Rose ha bisogno di Jack per trovare la forza per voltare pagina definitivamente e andare avanti con la propria vita. Rose decide di mandare al diavolo tutto e tutti, il suo matrimonio con Cal, la sua subordinazione materna, tutta l’inerzia della sua vita viene totalmente capovolta e per la prima volta si scopre coraggiosa e assertiva. Sarà proprio questo il momento in cui il personaggio di Jack, secondo la teoria, non avrà più senso di esistere, avendo ottemperato allo scopo di salvare Rose (ciò aiuta anche a spiegare la questione della porta).

La morte di Jack negli abissi dell’oceano potrebbe simboleggiare che l’emancipazione di Rose è compiuta e che non ha bisogno più del suo salvatore immaginario: ora è una donna totalmente indipendente. Non ha più bisogno dell’immaginario Jack, quindi la sua mente trova un modo per dirgli addio, promettendogli in punto di morte di sopravvivere, di non arrendersi, qualunque cosa accada, per quanto disperata sia la situazione. Il giorno dopo Rose arriva in America e decide di assumere una nuova identità: Rose Dewitt Bukater diventa Rose Dawson. Rose de Witt Bukater viene così dichiarata deceduta nel naufragio. Un modo come un altro per riaffermare la sua totale autodeterminazione e l’allontanamento dalla sua famiglia e dalla sua condizione marginalizzata. 

“Non ho nemmeno una sua foto, non ho niente di lui, vive solo nei miei ricordi”

Titanic

Questa teoria su Titanic offre sicuramente diversi spunti analitici, ma lascia diverse domande ancora senza risposta. Se Jack non è mai esistito, chi ha dipinto il ritratto di Rose? La storia d’amore non ha mai avuto luogo? Se il punto di vista di Rose è l’unico che la storia ci offre, come possiamo divincolarcene per comprendere qual è la verità e come essa agisca nella storia? 

La creazione del ritratto di Rose non è poi così da difficile da spiegare. Rose è una grande studiosa e appassionata di arte – ricordiamo che Rose e Cal a inizio film sistemano nella loro cabina due dipinti celebri ovvero Les Demoiselles d’Avignon di Picasso e Le Ninfee di Monet – evidentemente ha occhio e grande lungimiranza in fatto di opere d’arte, quindi il ritratto che vede una donna nuda posare su un divano potrebbe essere anche quello un piccolo capolavoro acquistato da qualche ritrattista dell’epoca. Un’ipotesi poco romantica sicuramente; è certamente più segnante la versione dei fatti di Rose.

Per quanto riguarda la veridicità del personaggio di Jack Dawson, quel che ha spinto appassionati e cinefili a dubitare della sua esistenza in maniera più convincente è la consapevolezza che fin dall’inizio non c’è traccia di Jack tra i nomi dei passeggeri del Titanic. All’interno della storia Jack ha vinto il biglietto per la nave nel corso di una partita a poker; infatti quando la sua presenza a bordo viene controllata dal personale il suo nome non c’è. Nessuno sa chi sia Jack, né da dove provenga; è un uomo apolide, una piuma nel vento, come lui stesso si definisce. 

Quando a Rose, da anziana, viene chiesto come mai non ci sia alcuna prova che documenti l’esistenza di Jack, lei risponde in modo un po’ criptico: “Certo che no e come potrebbe esserci. Non ho nemmeno una sua foto, non ho niente di lui, vive solo nei miei ricordi”. Questo potrebbe essere il suo riconoscimento finale, quello di aver immaginato Jack, una persona che vive solo nella sua memoria, una persona capace di darle la forza di resistere, fino alla fine. 

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.