American Woman: l’intervista al regista Jake Scott

American Woman: l’intervista al regista Jake Scott

American Woman è un film del 2018 diretto da Jake Scott, scritto da Brad Ingelsby e interpretato da Sienna Miller, Aaron Paul e Christina Hendricks, e presentato in anteprima mondiale al Toronto Film Festival. Abbiamo avuto l’opportunità di parlare del film con il regista, in occasione della consegna del premio alla Miglior Regia del Milan International Film Festival

L’intervista a Jake Scott è stata introdotta da una domanda sull’ispirazione di American Woman e sugli eventi che hanno generato la sceneggiatura.

La sceneggiatura di Brad Ingelsby è basata su un fatto di cronaca, una vicenda che ha coinvolto una donna del sud della California la cui figlia è stata uccisa. In seguito, quando il rapitore è stato scovato, e anche durante il processo, questa donna affermava di voler incontrare l’assassino della figlia per avere delle risposte. Da questi elementi, originariamente, l’ispirazione è sovvenuta. Lessi la sceneggiatura e, per alcune ragioni, mi sono identificato in questa donna; è come se l’avessi messa a fuoco, sia dentro che fuori la pagina. Sicuramente tra le mie ispirazioni filmiche c’è il cinema di Cassavetes come anche Alice non vive più qui di Martin Scorsese. Sono stati una grande ispirazione per me. 

Jake Scott in seguito ha parlato del suo rapporto con il cast. 

Eravamo come una famiglia; è stata una componente molto importante, non solo perché American Woman è la storia di un individuo tanto quanto la storia di una famiglia, ma soprattutto perché è stato girato consequenzialmente e Sienna Miller ha dovuto attraversare tutti gli stati emotivi. Il feeling sul set era bello, era come stare in famiglia, tra amici, e la location scelta per il film era cosi nella realtà, quindi abbiamo trascorso tanto tempo assieme a partire dalle prove. Questo sicuramente ha creato un senso di realtà, di realismo che è ben visibile nel film. 

Il regista, parlando delle attrici del suo film e di Sienna Miller, ha spiegato l’estetica di American Woman e il suo rapporto con il cinema tradizionale americano. 

Sono cresciuto in Inghilterra, quindi il mio rapporto con quel tipo di cinema americano, tipo Cassavetes, Scorsese, sono stati una grande ispirazione. In questo film, il personaggio di Sienna Miller è uno spirito gioioso, è una vela che si agita, una lottatrice, resiliente, ha la pelle dura, ma è vulnerabile. Mentre sua sorella, interpretata da Christina Hendricks, è l’ancora. Per me American Woman è un film sull’amore e sul forte legame tra due sorelle. Il film si sviluppa nell’arco di undici anni. In seguito a numerosi studi realizzati per capire quali sono i cambiamenti che trasformano il corpo di una donna, in questo arco di tempo, ho scoperto che, al di là della comparsa di qualche ruga, oppure elementi come il taglio dei capelli, non ci sono grandi stravolgimenti, e io per primo non volevo trasformare la narrazione con grosse rivoluzioni visive.

American Woman: l’intervista al regista Jake Scott

Jake Scott

Cercavo un modo per mostrare i cambiamenti delle stagioni; per questo è servito molto mostrare il cielo. Il cielo è qualcosa che guardo molto. Quando lei trova il luogo dove è morta la figlia, in quel posto il personaggio di Sienna Miller guarda il cielo, perché è la connessione che le era rimasta con la figlia. American Woman è un dramma domestico, un racconto sulla classe operaia della Pennsylvania, di conseguenza ci sono tante location che appartengono alla quotidianità di ogni giorno, e il cielo in questo senso è un elemento che si inserisce come qualcosa di più poetico, di metafisico. 

Jake Scott ha poi discusso della costruzione del personaggio principale e della produzione molto discutibile del suo film.

Con Sienna abbiamo fatto tanto lavoro cercando di definire l’arco evolutivo del suo personaggio, ragionando di cinque momenti e passaggi del suo personaggio all’interno del film, e ragionando anche molto sui movimenti, sui gesti. Nel primo atto lei si muove molto, è molto caotica, febbrile. Quando la figlia scompare diventa una vela che si agita; dopo anni la troviamo con i capelli tagliati, sicuramente diversa.

È un personaggio che cambia, un personaggio con un ritmo a cui abbiamo dato una direzione precisa, anche dal punto di vista fisico, con una sua dimensione precisa. All’interno di American Woman si osserva la crescita di una donna, una donna che matura, che diventa forte, stoica, e si lascia il suo caos alle spalle. Quando ho conosciuto Sienna ho capito subito che sarebbe stata lei Debra, dopo averla vista in American Sniper ma soprattutto dopo averla incontrata in un bar per parlarle del ruolo. Ricordo che erano le quattro di pomeriggio, lei entrò urtando delle persone, facendo anche cadere delle cose, poi una volta seduta ha ordinato del vino. 

Jake Scott: “American Woman è un dramma domestico, un racconto sulla classe operaia della Pennsylvania”

Jake Scott

Il titolo originale del film era The Burning Woman, un titolo che io amo. Ma il film, secondo i produttori, doveva essere chiamato American Woman, che io odio perché è generico, perché non rappresenta quello che è il film nella sua interezza. Quando facevamo i test screening in America si è generata molta confusione sul film perché la critica affermò che il titolo originale non rappresentava un thriller. Ma infatti non è un thriller! Quando eravamo in pre-produzione uscì Tre manifesti a Ebbing, Missouri, che è un film bellissimo, che è la stessa storia di American Woman ma con un diverso approccio.

American Woman come titolo non riflette quello che stavo facendo e soprattutto non riflette quello che credo. Penso che la famiglia disfunzionale, il dolore e il lutto siano cose universali. Penso che la vita può essere difficile e bellissima, è un’insegnante. Io sono fiero e orgoglioso degli attori, della storia e del messaggio che trasmette. Penso che il film sia stato scoraggiato e distrutto dalla promozione in America, non ci sono stati investimenti in questo senso, si poteva avere e fare molto più per quanto concerne l’audience. Inoltre mi ha sconcertato che Sienna non sia stata riconosciuta per il suo lavoro e per la sua bravura. 

Il regista ha concluso l’intervista raccontando un aneddoto disturbante avvenuto sul set. 

Vi racconto una storia. Stavo realizzando questo film, circa tre anni fa, prima del movimento Me Too, stavamo girando una scena in cui Sienna Miller è in un motel in lingerie, era una scena lunga. Due produttori si sono presentati sul set, da New York, interessati unicamente nel vedere Sienna in intimo, erano venuti solo a fare quello. Abbiamo girato molto, ma molte scene le ho tagliate perché alcune erano troppo spinte e viravano il senso del film. Sul set c’era una tendenza nel vedere certi aspetti della donna in maniera scontata e poco elegante.

Questi produttori spingevano in questa direzione, dicevano che il personaggio maschile in scena non si stesse divertendo abbastanza. Per me era disgustoso. Ho deciso di tagliare la scena fino al momento in cui lei indossa questa lingerie, senza mostrare altro del girato conseguente. Il motivo per cui ho tagliato molte scene è perché per me non erano importanti. Il personaggio di Sienna Miller, Debra, è una lottatrice, è una guerriera, porta avanti con orgoglio tutto quello che fa. Questo è il senso del film e quello che conta. 

Jake Scott ha aggiunto che al momento sta lavorando a un film horror, che avrebbe dovuto girare a Cortina. Un film con una donna al centro della storia.

American Woman è disponibile on demand su Chili

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.