L’ombra della violenza: intervista a Cosmo Jarvis e Niamh Algar

L’ombra della violenza: intervista a Cosmo Jarvis e Niamh Algar

Grazie a BlueSwan Entertainment, abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Cosmo Jarvis e Niamh Algar, protagonisti de L’ombra della violenza. Il film, disponibile in home video e on demand, è un dramma ambientato nell’Irlanda rurale, in cui l’ex pugile Douglas “Arm” Armstrong (Cosmo Jarvis) si divide fra il suo impiego come tuttofare per una famiglia malavitosa e il ruolo di padre di un bambino disabile, avuto con l’ex compagna Ursula (Niamh Algar). I dubbi esistenziali di Arm aumentano quando i suoi datori di lavoro gli affidano un compito che mette a dura prova la sua lealtà nei confronti della famiglia.

L'ombra della violenza

Cosmo Jarvis ha esordito parlando delle sue difficoltà nell’interpretare il personaggio di Arm, soffermandosi in particolare sul suo perfetto accento irlandese (l’attore è britannico):

«Per interpretare Arm ho dovuto lavorare molto sul mio fisico, sia facendo esercizio, sia mangiando molto per mettere su massa muscolare. Per l’accento invece ho avuto la fortuna di poter andare sui luoghi delle riprese prima dell’inizio, e ho quindi avuto l’occasione di dialogare con i locali e assimilare il prima possibile il tipico accento irlandese».

Jarvis ha continuato parlando delle sue ispirazioni per il suo personaggio ne L’ombra della violenza:

«Quando interpreto un personaggio, cerco sempre di non fare troppo affidamento sui film precedenti. Nella mia vita però ho conosciuto alcune persone che non erano necessariamente cattive, ma incutevano una sorta di timore. Se incontrate nel contesto sbagliato, potevano sembrare cattive pur senza esserlo, proprio come il personaggio di Arm ne L’ombra della violenza».

I due interpreti si sono poi soffermati sulla genesi de L’ombra della violenza e sulle loro impressioni sulla sceneggiatura:

«La sceneggiatura è tratta da una storia breve di Colin Barrett, che entrambi abbiamo molto apprezzato.», ha detto Jarvis. «Nella storia è stata mantenuta l’ottima struttura linguistica, che determinava il setting del racconto e quel tipo specifico di comunità». 

Questo invece il pensiero di Niamh Algar: «Io sono stata attratta molto dal personaggio di Ursula e da come è stato descritto. Nei film indipendenti c’è la possibilità di esplorare la back story del personaggio, interrogandosi a fondo sulle sue relazioni con gli altri personaggi. Io vengo da una città molto piccola, quindi so cosa vuol dire avere uno stereotipo addosso, sapere che le persone si aspettano che tu prenda una certa strada e che tu faccia determinate cose. Ho sentito che Ursula era un personaggio con cui potevo relazionarmi e che potevo esplorare a fondo».

L'ombra della violenza

Cosmo Jarvis ha indugiato sul valore delle mani di Arm, mani da ex boxeur, sporche di sangue, su cui si indugia spesso:

«Io ho capito che le mani del mio personaggio avevano un ruolo importante, perché molte riprese erano focalizzate su quel dettaglio. Per me le mani sono sintomatiche della professione di una persona, in tanti mestieri si usano per tutta la vita e quando si arriva alla vecchiaia si notano i segni di lavori manuali. Io comunque nella recitazione non ho riflettuto troppo su questo aspetto».

Successivamente, Niamh Algar ha parlato dell’importanza del suo personaggio, unico sprazzo di amore in mezzo alla violenza:

«Ho visto nel mio personaggio il ruolo di una donna forte, una mama bear che farebbe qualsiasi cosa pur di proteggere il proprio bambino. Sono stati fondamentali anche i dialoghi e il modo in cui il mio personaggio è stato ripreso, che hanno aiutato a fare emergere questo lato del suo carattere».

L'ombra della violenza

Cosmo Jarvis ha poi parlato dell’influenza della sua carriera di musicista sul suo lavoro di attore:

«Quando recito, ho già degli strumenti a mia disposizione, mentre per fare il musicista devo prima apprendere determinate tecniche e precise nozioni per raggiungere un risultato. Ultimamente non sto più suonando e componendo, ma non mi dispiace essermi concentrato sulla recitazione».

Niamh Algar si è espressa sulla sua concezione del suo personaggio prima degli eventi de L’ombra della violenza:

«Io e Cosmo abbiamo costruito una back story per i nostri personaggi, che hanno appunto avuto un passato in comune. Ursula avrebbe potuto intraprendere la stessa strada, entrando al servizio dei Devers. Non l’ha fatto per una precisa scelta. Le scelte sono ciò che contraddistinguono i protagonisti de L’ombra della violenza. Nel suo caso, è stata una scelta dettata dalla maternità e dall’istinto di protezione verso il figlio, quindi dalla necessità maggiore rispetto a quella di una strada diversa, dove invece è finito Arm».

I due interpreti hanno poi parlato del loro incontro con Michael Fassbender, produttore esecutivo de L’ombra della violenza:

«L’ho conosciuto, gli ho stretto la mano e gli ho detto “ciao”, e già quello è stato bellissimo. È stato davvero molto gentile.», ha detto Jarvis. Sulla stessa lunghezza d’onda Niamh Algar: «Ha tenuto la presentazione de L’ombra della violenza al London Film Festival e poi ha dato anche un party molto bello per noi. Sembrava molto orgoglioso del risultato del film e soprattutto molto colpito dalla performance di Cosmo».

L'ombra della violenza

I due si sono poi soffermati sul loro rapporto con il coprotagonista Barry Keoghan:

Queste le parole di Jarvis: «Ho avuto un ottimo rapporto con Barry, che già conoscevo da film precedenti, per cui ero molto contento di lavorare con lui. Ci siamo trovati molto bene insieme». Dello stesso avviso Niamh Algar: «Conoscevo già Barry, siamo amici e avevamo sempre desiderato di girare un film insieme. Mi è dispiaciuto avere poche scene con lui».

Cosmo Jarvis ha parlato anche del suo rapporto col regista Nick Rowland: «Lui non voleva necessariamente rimanere attaccato a un genere, ma voleva che tutti noi esprimessimo l’umanità dei nostri personaggi, perché L’ombra della violenza è un film basato più sulle persone che sulla storia. È stato molto disponibile, e nei momenti in cui mi sentivo un po’ perso mi ha aiutato molto».

L'ombra della violenza

Niamh Algar si è espressa sulla redenzione di Ursula ne L’ombra della violenza:

«La scena che simboleggia meglio la redenzione di Ursula è quando si confronta con June Devers e viene effettivamente messa di fronte alla realtà dei rumor sul fatto che suo figlio potesse essere disabile per causa sua. In quel momento si va a toccare un suo punto estremamente vulnerabile e lei ha la forza di non reagire e di mostrarsi superiore a queste accuse».

L'ombra della violenza

Infine, Cosmo Jarvis ha parlato del suo approccio al personaggio di Arm:

«Ho cercato di non dare troppa importanza al contrasto di Arm, perché anche se una persona è su una strada negativa sta comunque facendo il suo percorso, quindi spesso ignora i consigli e gli avvertimenti degli altri, perché finché non succede qualcosa di brutto non c’è mai un vero problema. Ho cercato di rappresentare Arm come se alla fine della storia arrivasse a una realizzazione, evitando però di trasmettere una sorta di presa di coscienza della dualità della sua vita, anche perché quello che il personaggio sta attraversando non è straordinario. Le vite degli altri viste da fuori possono sembrare più o meno belle, ma ognuno ha i suoi problemi. Quella di Arm quindi è più una realizzazione che una presa di coscienza di un contrasto esistente».

Marco Paiano

Marco Paiano