Michel Franco presenta Nuevo Orden a Venezia: “Il mio film è un monito”

Michel Franco presenta Nuevo Orden a Venezia: “Il mio film è un monito”

Stamattina si è tenuta la proiezione riservata alla stampa di Nuevo Orden, nuovo lavoro di Michel Franco presentato a Venezia 77 e serio candidato per ricevere uno o più premi della manifestazione. Il film è un dramma distopico ambientato in Messico e incentrato su una rivolta sociale che travolge il ricevimento di un matrimonio, pieno di membri dell’alta borghesia. A seguire, si è svolto un incontro con i giornalisti, che ha visto la presenza dello stesso Franco, degli interpreti Naian González Norvind, Diego Boneta e Mónica del Carmen e della produttrice Cristina Velasco.

Nuevo Orden
Il regista di Nuevo Orden Michel Franco

A rompere il ghiaccio è stato proprio Michel Franco, che ha parlato della genesi di Nuevo Orden:

Ho cominciato a pensare a Nuevo Orden 5 anni fa, e ho ultimato la sceneggiatura 3 anni fa. Per me è una sorta di monito: “Non arriviamo a quel punto”. Cinque anni fa non avrei mai pensato che al momento dell’uscita il mondo sarebbe stato così vicino a questa distopia. La pandemia ha ulteriormente aggravato la situazione: i gilet gialli in Francia, i disordini in Perù e Colombia, fino al movimento Black Lives Matter. Ogni paese, per motivi diversi, affronta queste situazioni, perché la gente è scontenta, e ho paura che i governi si approfittino della situazione.

A seguire, ha preso la parola Diego Boneta, che ha descritto il suo rapporto con il suo personaggio e con lo stesso Franco:

Quando Michel ci ha parlato della sceneggiatura e l’ho letta ho pensato che fosse un capolavoro, perché cammina diretto e dipinge i personaggi in modo tale da permetterti di identificarti con loro. Ti domandi spesso se avresti fatto la stessa cosa al posto loro. Il lavoro ha richiesto tante prove con tutti noi e tante discussioni con Michel sui nostri personaggi, e sul mio in particolare. Una cosa che Michel voleva è che non fosse del tutto cattivo, che si vedesse la sua trasformazione e che il pubblico potesse immedesimarsi con lui. È stato un grande lavoro di squadra nelle prove: Michel fa tante riprese, era come fare teatro dentro al cinema. Ci ha trasformato in una grande famiglia, ed è stato un onore fare parte di un film con grandi personaggi femminili, sia dentro che fuori dal set.

Nuevo Orden

Sulla stessa lunghezza d’onda Mónica del Carmen:

Io vengo da una comunità indigena e ho visto persone per cui è difficile accedere al benessere, alla salute e alle tutele sociali. Nuevo Orden proponeva personaggio che si trova in questa disuguaglianza, un personaggio che aveva tanti punti con me. Ho potuto studiare quello che volevo. Michel chiede sempre un tono specifico per recitare e per me era molto importante sapere di cosa si stava parlando e di come veniva affrontato. Bisognava interiorizzare e mettersi nei panni del personaggio in modo molto razionale e cosciente, come del resto è il cinema di Michel.

Il personaggio ci porta agli estremi e ci spinge a chiederci qual è la nostra prospettiva sulla disuguaglianza, a riflettere su cosa succederebbe se questa disuguaglianza fosse reale. Il mio personaggio l’ho vissuto da vicino dal punto di vista della ragione e della coscienza. Questo film è molto denso e affronta un argomento molto delicato di cui bisogna assolutamente parlare, perché altrimenti continueremo a vedere queste manifestazioni di razzismo e disuguaglianza.

Nuevo Orden

Questo invece il punto di vista della protagonista di Nuevo Orden Naian González Norvind:

Conosco Michel da tanti anni, ed è stato interessante lavorare con lui, fidandomi di lui. È stato un film difficile, ma questa sfida mi ha incoraggiato a fare il film con lui. Quando ho letto la sceneggiatura, l’ordine degli eventi era diverso, si cominciava con una bomba. Sono stata presa completamente dal personaggio e dalla situazione. Il modo in cui Michel lavora è interessante, nei suoi film ci si immaginano riprese lunghe e statiche, e invece stavolta ha lavorato diversamente dal punto di vista visivo. La cosa che ricordo di più è il movimento, la sensazione di camminare come tessendo insieme le varie parti del film. Nuevo Orden in questo senso è molto teatrale, giravamo scene di 10-15 minuti con molte prove prima. Michel vuole che i suoi attori capiscano che sono pezzi di un puzzle, non singole storie, e che non serve essere super espressivi per esprimersi.

Naian González Norvind
Naian González Norvind, protagonista di Nuevo Orden

Franco ha ripreso la parola per parlare della sua regia, soffermandosi sui paragoni fra Nuevo Orden e il cinema di Robert Altman:

Per me il paragone con Altman è un complimento. Sono un regista con più luce, mi piace avere più punti di vista. Quello che può sembrare naturale e fluido in realtà è dare agli attori la possibilità di descrivere un personaggio e lavorare in modo completo, non necessariamente con la cinepresa su un singolo attore. Cerco sempre di mantenere alto il livello energia, parliamo molto dell’argomento. In Nuovo Orden ci siamo mossi come in un matrimonio vero. Se succedesse qualcosa di questo genere, nessuno se ne accorgerebbe, perché la famiglia è impegnata a organizzare un matrimonio e discute di piccolo cose, senza vedere arrivare la tempesta. Il mio direttore della fotografia mi diceva che era difficile tenere tutto in una scena e mi spronava a fare tutto con un’unica ripresa, cosa che vale la pena soltanto se funziona.

Il regista ha poi continuato la sua analisi, facendo un parallelo fra lo scenario di Nuevo Orden e la realtà messicana:

Sono cresciuto in Messico e queste cose che sembrano straordinarie, e che dovrebbero essere strane, in realtà sono una follia in cui si cresce considerandole normali. È una società corrotta, ma non è una realtà solo messicana. Crescendo lì, si può cominciare a chiedersi perché succede. Perché non si ferma. Per me è normale pensare che prima o poi questa situazione esploderà. Il COVID-19 scuote ancora di più le fondamenta, questi momenti pazzi mettono a dura prova la società e come le persone si relazionano fra loro.

Non voglio sembrare pessimista, ma stiamo vedendo che non c’è nessuna empatia per chi è più sfortunato di noi. Non ho fatto questo film per mandare un messaggio, non credo che sia questa la funzione del cinema. Nuevo Orden è un monito. La mia paura è che molti governi impieghino soldi nell’esercito, per controllare le persone a causa della paura che esploda la situazione, e che questo denaro venga sottratto alla cultura, come se la cultura fosse accessoria.

Sulla stessa lunghezza d’onda Diego Boneta:

Nuevo Orden è un incubo che si realizza, è la paura di ogni messicano. Il COVID-19 ha creato ulteriore confusione. Abbiamo girato questo film un anno e mezzo fa, ma Michel già allora pensava che sarebbe potuto succedere qualcosa di questo tipo. La pandemia ha reso urgente mandare un richiamo non solo al Messico, ma a tutto il mondo. Le divisioni si stanno inasprendo, quindi una situazione così specifica della società messicana ha tanti agganci col resto del mondo.

La produttrice Cristina Velasco ha parlato poi della situazione dell’industria cinematografica messicana:

Tutte le persone che volgono partecipare a una produzione dovranno portare un test negativo. Da punto di vista della produzione non ci sono protocolli, ogni paese adotterà il suo. Noi potremmo lavarci le mani, ma con la magia del cinema vogliamo anche proteggere le persone.

Nuevo Orden

Michel Franco ha poi concluso parlando della possibile accoglienza di Nuevo Orden:

Non so come sarà accolto. Io spero che nessuno si senta preso in causa, perché quando parlo di distopia mi riferisco a un futuro vicino, ma che non è ancora successo. Se le persone sono molto sensibili su questa cosa, allora forse vuol dire che sto girando il coltello nella piaga. Io ho cercato di non politicizzare il film. La militarizzazione è un’idea terribile, su questo ho una posizione chiara. Militarizzare un paese non è mai  stato positivo. Nuevo Orden mantiene alcune ambiguità, è stato scritto in uno specifico modo. Si parla di razzismo, che è rivolto verso la stragrande maggioranza dei messicani. Io sono un privilegiato, ma ci sono molti poveri che non sanno come andare avanti. Ma il sistema attuale non permette ai poveri di uscire dalla povertà, e si comincia d avere sfiducia per tutto un paese. 

Sono arrivato a questo per dare un significato globale al film, svincolandolo dalla situazione messicana. Ecco perché ho mantenuto l’ambiguità, in modo che tutti possano sentirsi coinvolti. Siamo davvero indirizzati verso un nuovo ordine, non è una strana cospirazione su internet. Serve un cambiamento, ma se non stiamo attenti ci sarà un cambiamento in peggio e questo è il nuovo ordine.

Marco Paiano

Marco Paiano