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Amazon Prime Video annuncia le nuove produzioni italiane

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Amazon Prime Video accelera gli investimenti nelle produzioni originali italiane, coinvolgendo nei suoi prossimi progetti artisti del calibro Achille Lauro, Kim Rossi Stuart, Arianna Becheroni, Adriano Giannini, Lucia Mascino, Dora Romano, Aurora Giovinazzo, Diego Abatantuono, Fabio De Luigi, Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea, Fabrizio Bentivoglio e Benji.

Durante il Prime Video Presents Italia 2021, tenutosi a Roma, Amazon Prime Video ha annunciato le nuove serie Amazon Original di produzione italiana, The Bad Guy e Prisma. Durante l’evento Prime Video ha anche svelato il cast di Bang Bang Baby con Arianna Becheroni, Adriano Giannini, Lucia Mascino e Dora Romano; Kim Rossi Stuart nel ruolo di protagonista della heist series Everybody Loves Diamonds e Aurora Giovinazzo protagonista del primo film Amazon Original italiano Anni da cane, con gli altri interpreti Isabella Mottinelli, Federico Cesari, Luca Vannuccini e con Sabrina Impacciatore.

Inoltre, è stato annunciato che Diego Abatantuono, Fabio De Luigi, Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea si uniscono al cast di Dinner Club al fianco di Sabrina Ferilli, Luciana Littizzetto e dello chef Carlo Cracco. Infine, sono state presentate due nuove acquisizioni, il documentario Ben: Respira e la serie detective comedy thriller Monterossi con Fabrizio Bentivoglio, oltre a un overall deal con l’iconico cantante e performer Achille Lauro.

Lucia Mascino

Questa la dichiarazione di Georgia Brown, Head of European Amazon Originals, Amazon Studios:

Il nostro approccio è quello di lavorare con i creatori e i talenti italiani più innovativi per creare storie locali coinvolgenti e ambiziose per i nostri clienti, dando vita a personaggi e mondi come non ne hanno mai visti prima. Gli annunci di oggi sono il risultato di quest’ambizione e non vediamo l’ora di portare queste storie avvincenti ai nostri spettatori, non solo in Italia, ma anche agli oltre 200 milioni di clienti Prime nel mondo.

Sulla stessa linea Nicole Morganti, Head of Italian Amazon Originals, Amazon Studios:

La proposta italiana delle produzioni Amazon Original rappresenta il culmine del nostro impegno per innovare e portare la nostra offerta a un livello superiore. Puntiamo a mantenere le nostre promesse e a offrire ottimi contenuti locali innanzitutto per i nostri clienti in Italia e siamo entusiasti di annunciare la nostra programmazione in arrivo da alcuni dei professionisti più prestigiosi e talentuosi nel panorama italiano del cinema e della TV. Agli Amazon Studios ci dedichiamo a portare agli spettatori progetti variegati di filmmaker eccezionali e impegnandoci per essere la ‘casa dei talenti’. Con questa fantastica selezione di programmi scripted italiani, siamo quindi orgogliosi di dare il benvenuto nella famiglia di Prime Video in Italia agli showrunner, i produttori, i registi e i talenti che creeranno queste storie.

The Bad Guy

The Bad Guy, nuova serie di finzione Amazon Original prodotta in Italia, unisce il crime con la dark comedy e racconta l’incredibile storia di Nino Scotellaro, pubblico ministero siciliano che ha dedicato tutta la sua vita alla lotta contro la mafia e che improvvisamente viene accusato di essere uno di coloro che ha sempre combattuto: un mafioso. Dopo la condanna, senza più nulla da perdere, Nino decide di mettere a segno un machiavellico piano di vendetta, diventando il “bad guy” in cui è stato ingiustamente trasformato. The Bad Guy è una serie di Ludovica Rampoldi, Davide Serino e Giuseppe G. Stasi, diretta da Giancarlo Fontana e Giuseppe G. Stasi. Prodotta da Nicola Giuliano, Francesca Cima e Carlotta Calori per Indigo Film, The Bad Guy sarà disponibile in esclusiva su Prime Video in Italia e in oltre 240 Paesi e territori nel mondo nel 2022.

Prisma

La serie young adult drama Amazon Original italiana Prisma è un drama di formazione che ruota intorno alla complessa relazione tra l’aspetto fisico e l’identità; soprattutto per una generazione che usa la propria immagine come strumento principale per esprimersi. La serie racconta la storia di Marco e Andrea, due gemelli identici che sfidano, ognuno in modo differente, le norme di genere. Il loro percorso alla scoperta di sé coinvolgerà anche il loro gruppo di amici, tutti alla ricerca del proprio posto in un mondo in continuo cambiamento. La serie è creata da Ludovico Bessegato e Alice Urciuolo, diretta da Bessegato e prodotta da Cross Productions di Rosario Rinaldo, e sarà disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video in Italia e in più di 240 Paesi e territori nel mondo nel 2022.

Bang Bang Baby

Il cast della serie Amazon Original Bang Bang Baby che vede Arianna Becheroni, Adriano Giannini, Lucia Mascino e Dora Romano come interpreti principali. Bang Bang Baby è un crime drama ambientato a Milano alla fine degli anni Ottanta, e racconta la storia di un’adolescente timida e insicura che diventa il membro più giovane di un’organizzazione criminale, non per soldi, ambizione o desiderio di potere, ma per conquistare l’amore di suo padre. Creata da Andrea Di Stefano, diretta da Michele Alhaique, Margherita Ferri, Giuseppe Bonito e scritta da Andrea Di Stefano, Valentina Gaddi e Sebastiano Melloni. La serie è prodotta da Lorenzo Mieli per The Apartment e Wildside, entrambe società di Fremantle, e sarà disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video in Italia e in più di 240 Paesi e territori nel mondo nel 2022.

Everybody Loves Diamonds

Kim Rossi Stuart è il protagonista della heist series Amazon Original Everybody Loves Diamonds nel ruolo di Leonardo Notarbartolo. La serie è ispirata al “Colpo di Anversa” del 2003, il più grande furto di diamanti al mondo, nel quale Notarbartolo e il suo squinternato gruppo di ladri riescono ad aggirare il sistema di sicurezza all’avanguardia dell’Antwerp Diamond Centre e a rubare pietre preziose del valore milioni di dollari. Everybody Loves Diamonds è diretta da Gianluca Maria Tavarelli, prodotta da Mario Gianani e Lorenzo Gangarossa per Wildside, una società di Fremantle, e scritta da Michele Astori, Stefano Bises, Giulio Carrieri e Bernardo Pellegrini. La serie sarà disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video in Italia e in più di 240 Paesi e territori nel mondo nel 2023.

Anni da cane

Aurora Giovinazzo nel ruolo di Stella, è la protagonista del primo film Amazon Original italiano, la commedia young adult Anni da cane, insieme agli altri componenti del cast Isabella Mottinelli, Federico Cesari, Luca Vannuccini e con Sabrina Impacciatore, e con una performance cameo di Achille Lauro. Stella è una sedicenne impacciata, cinica, piena di immaginazione che dopo un incidente in auto, che le cambia la vita e in cui è coinvolto anche un cane, si convince che i suoi anni vadano contati come quelli dei cani. Per questo motivo pensa di essere ormai una centenaria e con l’aiuto dei suoi migliori amici, Nina e Giulio, stila una lista di tutte le cose che vuole fare prima di morire. Ma l’incontro casuale con Matteo, un coetaneo timido e introverso, stravolgerà totalmente la sua prospettiva.

Anni da cane è diretto da Fabio Mollo, scritto da Mary Stella Brugiati e Alessandro Bosi e prodotto da Notorious Pictures. Sarà disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video nell’autunno 2021 in 240 Paesi e territori nel mondo.

Dinner Club

Gli altri artisti che si uniscono a Sabrina Ferilli e Luciana Littizzetto nel cast del cooking travelogue Dinner Club: gli attori Diego Abatantuono, Fabio De Luigi, Pierfrancesco Favino, Valerio Mastandrea viaggeranno attraverso l’Italia con lo chef stellato Carlo Cracco alla scoperta di alcune delle meraviglie culinarie italiane e delle tradizioni locali in luoghi spettacolari. Lo chef viaggerà con ognuno di loro assaggiando cibi straordinari e scoprendo luoghi sorprendenti e nascosti attraverso esperienze gastronomiche avventurose e a tratti comiche. Insieme, i nostri protagonisti si godranno sei cene punteggiate da conversazioni spiritose e brillanti e racconti di viaggio. Dinner Club è prodotto da Banijay Italia e sarà disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video in Italia e in più di 240 Paesi e territori nel mondo nell’autunno 2021.

Achille Lauro

Un overall deal con l’iconico artista italiano Achille Lauro uno dei partecipanti della seconda stagione della serie Amazon Original italiana di prossima uscita, Celebrity Hunted – Caccia all’uomo. Achille Lauro parteciperà al primo film Amazon Original italiano, la commedia young adult Anni da cane, con una cameo performance e con un pezzo inedito. Inoltre scriverà una canzone per la nuova serie di formazione appena annunciata Prisma, nella quale comparirà anche come guest star. Ulteriori dettagli riguardo all’accordo saranno annunciati prossimamente.

Viktoria Wasilewski, Head of Content per Prime Video, Italy, ha inoltreannunciato l’acquisizione dei diritti di nuovi contenuti esclusivi:

Monterossi, è un thriller investigativo in sei episodi con un risvolto comico basato sui popolari romanzi gialli di Alessandro Robecchi Questa non è una canzone d’amore e Di rabbia e di vento (editi da Sellerio). La serie ruota intorno a Carlo Monterossi, interpretato da Fabrizio Bentivoglio, un cinquantenne autore televisivo disilluso che deve il suo successo a programmi trash che detesta. Quando decide di lasciare per sempre il mondo della TV, viene coinvolto in una misteriosa serie di crimini. Nella sua ricerca incontrerà tanti personaggi eccentrici, qualche cadavere di troppo e alcuni casi davvero incredibili. Il cast include anche Donatella Finocchiaro, Tommaso Ragno e Martina Sammarco. Monterossi è prodotta da Palomar, scritta da Davide Lantieri, Alessandro Robecchi e Roan Johnson, qui anche regista, e sarà disponibile in esclusiva su AmazonPrime Video in Italia nel 2022.

Ben: Respira è un documentario su uno dei più talentuosi giovani artisti italiani. Le sue sfide, i suoi successi e i suoi sogni. Il docufilm porterà gli spettatori in un lungo viaggio attraverso la vita di Benji; dall’Italia a Los Angeles e New York, partendo dall’esperienza traumatica della malattia e scoprendo le sue ambizioni, gli ostacoli che ha incontrato nella sua scalata verso il successo e la sua determinazione e forza di volontà per superarli; oltre alle sue relazioni più profonde e ai suoi valori: l’amicizia, la famiglia, l’amore. Ben: Respira è prodotto da Marco Belardi per Lotus Production – una società di Leone Film Group – e diretto da Gianluigi Carella. Il docufilm sarà disponibile in esclusiva su Amazon Prime Video in Italia.

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Anatomia di una caduta: recensione del film di Justine Triet

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Anatomia di una caduta

In una villetta circondata dalla neve in mezzo alle montagne di Grenoble, una scrittrice cerca invano di rispondere alle domande di una studentessa per un’intervista, resa impossibile dall’assordante volume con cui il marito sta ascoltando P.I.M.P. di 50 Cent. La ragazza lascia l’abitazione e anche il figlio ipovedente 11enne della coppia esce per una passeggiata insieme al suo fidato cane Snoop. Al ritorno, il bambino fa la più macabra e dolorose delle scoperte, ovvero il cadavere del padre, che giace in una pozza di sangue dopo essere verosimilmente caduto dall’ultimo piano della villetta. Si pensa a un disperato gesto volontario, ma la ricostruzione della moglie ha più di un punto debole. Omicidio o suicidio? Un anno dopo inizia il processo, con la donna sul banco degli imputati e il figlio a fare da testimone, non del tutto affidabile. L’anatomia di una caduta si trasforma nella dissezione di un matrimonio distrutto.

Dopo il notevole Sibyl – Labirinti di donna, la francese Justine Triet torna a dirigere Sandra Hüller (qui strepitosa protagonista) e a collaborare col compagno e co-sceneggiatore Arthur Harari in un dramma in cui la scrittura occupa un ruolo di primo piano, in quanto principale occupazione della protagonista Sandra e del defunto marito Samuel (Samuel Theis). Traendo spunto dal titolo di una delle pietre miliari del genere (Anatomia di un omicidio di Otto Preminger), la regista firma un legal drama doloroso e struggente, ma allo stesso tempo anche un giallo dall’impossibile soluzione e un dramma familiare ricco di sfumature e possibili interpretazioni. Il risultato è straordinario: Anatomia di una caduta conquista la Palma d’oro del Festival di Cannes, 6 premi agli European Film Awards, il Golden Globe come miglior film in lingua straniera e 5 nomination agli Oscar 2024.

Anatomia di una caduta: la dolorosa ricerca di una verità indecifrabile

Anatomia di una caduta

Il cinema europeo prosegue così nel suo ottimo stato di salute, dimostrando ancora una volta rilevanza a livello globale (La zona d’interesse, Foglie al vento e The Old Oak sono solo alcuni degli altri titoli che hanno riscosso consensi pressoché unanimi a ogni latitudine). Il lavoro di Justine Triet racchiude il meglio del cinema contemporaneo del vecchio continente, che quando si concentra sulla scrittura, sulla commistione fra generi e sullo sviluppo di personaggi capaci di tratteggiare vizi e contraddizioni della società odierne non teme il confronto con le più riuscite produzioni statunitensi.

Anatomia di una caduta è indubbiamente figlio di immortali analisi della coppia come Scene da un matrimonio di Ingmar Bergman e i suoi eredi (inclusi Storia di un matrimonio e il recente remake statunitense), ma stupisce per la capacità della regista di fondere temi e riflessioni sulla modernità in quella che è prima di tutto un’indagine destinata, per la stessa natura del caso, a non essere mai pienamente risolta. A fare da sfondo al processo ci sono infatti la diffidenza nei confronti dello straniero, la facilità con cui si tende a classificare una donna bisessuale (come la stessa Sandra) come soggetto pericoloso, l’apolidia mentale di una persona costretta a cambiare paese e lingua per amore.

Ma questa splendida riflessione sull’impossibilità di giungere a una verità limpida e univoca si spinge anche oltre, raccontando la crisi del maschio moderno di fronte a una compagna di successo, i continui ribaltamenti di forza e potere all’interno di una coppia, le frustrazioni di chi è costretto a dividersi fra lavoro, passioni e una vita familiare appagante.

Anatomia di una caduta: i punti di contatto con La cosa e Shining

Forse non è un caso che un racconto intriso di umanità come Anatomia di una caduta abbia diversi punti di contatto con due dei più celebri e amati horror, ovvero La cosa di John Carpenter e Shining di Stanley Kubrick, fra l’altro entrambi ambientati in paesaggi innevati. Come l’incubo carpenteriano, anche il lavoro di Justine Triet è caratterizzato da un clima di crescente sospetto e da continue e ambigue inquadrature di un cane (in questo caso il Border Collie Messi, Palm Dog a Cannes), che si trasformano quasi in invito ad assumere il suo punto di vista. Per la base scientifica del capolavoro del 1982 il cane è anche l’origine della catena di paura e orrore che caratterizza il film, mentre per Justine Triet l’animale diventa addirittura elemento chiave per il processo, nonché possibile indizio interpretativo nella splendida sequenza finale.

Non meno importanti i parallelismi fra Anatomia di una caduta e Shining. Come nella pietra miliare kubrickiana, siamo infatti di fronte a un nucleo familiare di tre persone che progressivamente si disgrega (ma il marito stavolta è vittima e non carnefice), con il bambino che nonostante la sua parziale cecità anche in questo caso dimostra di vedere cose che agli altri sembrano precluse, come il profondo dolore provato dal padre. Ancora più lampante il ruolo della scrittura, con Samuel che in una delle scene chiave dell’opera (la registrazione della lite fra moglie e marito, per l’accusa vera e propria prova generale dell’omicidio) mostra tutta la sua frustrazione per non riuscire a scrivere come vorrebbe, proprio come il Jack Torrance di Kubrick e Stephen King.

Justine Triet: una narratrice scaltra e precisa

Per Justine Triet, l’aspetto più macabro del racconto è al tempo stesso punto di partenza e arrivo per una riflessione a 360° sulla coppia e sulla società contemporanea. Come accennavamo poc’anzi, è proprio il piccolo Daniel (Milo Machado Graner) l’unico a cercare di comprendere veramente da dove scaturiscono i disagi di Samuel e di conseguenza la sua morte. Avvocati, periti e testimoni si concentrano infatti vanamente sulla caduta evocata dal titolo, ipotizzando torsioni del corpo e punti di contatto, riflettendo sullo scioglimento del ghiaccio e interpretando le gocce di sangue, giungendo però a conclusioni diametralmente opposte. Altrettanto inconcludente l’analisi della già menzionata lite, utile solo a certificare la profonda crisi della coppia e a portare alla luce i tradimenti di Sandra, nonché l’idea letteraria che lei ha copiato dal marito, con malcelato astio da parte di lui.

Da narratrice scaltra e precisa, Justine Triet lavora di fino, giocando con l’emotività dello spettatore (la continua e chiassosa ripetizione di P.I.M.P., brano smaccatamente sessista, allude fin dai primi minuti a uno scatto d’ira di Sandra), centellinando le rivelazioni e mantenendosi costantemente in equilibrio fra la colpevolezza e l’innocenza di Sandra.

Ad attirare l’attenzione dello spettatore sono gli aspetti più macroscopici (il precedente tentativo di suicidio di Samuel e la mancanza di un arma del delitto da una parte, la reazione emotivamente fredda di Sandra e la sua abilità nella manipolazione dall’altra), ma a restare impressi sono soprattutto i dettagli, messi in scena con grande perizia cinematografica: gli sguardi di Sandra Hüller in bilico fra fierezza e preoccupazione, le parole in tribunale che si trasformano in immagini (veritiere?) solo per noi spettatori, i rapporti in continua evoluzione di Sandra con Daniel e l’avvocato (Swann Arlaud), che parlano rispettivamente di anaffettività e di un amore soffocato ma mai sopito.

Il finale di Anatomia di una caduta (seguono spoiler)

Anatomia di una caduta

Tutte le piste e le tematiche convergono su Daniel, che proprio come noi spettatori è chiamato a lasciarsi andare e a prendere una posizione, per quanto fallace essa possa essere. Un percorso simboleggiato dalla sua mano sempre più sicura al pianoforte e dichiarato apertamente dalla regista in un illuminante dialogo fra il bambino e l’assistente sociale, uno dei pochi momenti all’aperto di un dramma che si consuma invece negli spazi chiusi e nei volti dei suoi protagonisti.

Da figlio di scrittori, guidato quasi esclusivamente dalle sue sensazioni e da un amorevole cane che ha rischiato di uccidere proprio per il suo desiderio di comprendere, Daniel deve scrivere la sua personale storia, non necessariamente vera e non per forza concordante con la reale dinamica dei fatti. Lo fa con una lacerante dichiarazione in tribunale in cui racconta un potenziale avvertimento ricevuto dal padre a proposito di un possibile suicidio, con esiti emotivi e processuali così potenti da ribaltare una sentenza che fino a quel momento sembrava dirigersi verso una condanna per omicidio di Sandra.

Un epilogo ambiguo e suggestivo

Anatomia di una caduta

Una vittoria non appagante, perché come rimarcato da Sandra non c’è nessun premio da ritirare, ma solo cocci di un’esistenza, da ricomporre o gettare via. In un epilogo ambiguo e suggestivo, che celebra la vita nella sua imperfezione ma anche i dubbi che la governano, da persona libera e innocente Sandra rientra nella sua casa, mai così buia e lugubre, dove la aspetta Daniel, rincuorato per la fine del processo ma allo stesso tempo con una parte di lui ancora dubbiosa sull’innocenza della madre.

Restano così un amore paradossalmente fortificato dalla morte e due vite da ricostruire, nella consapevolezza che potranno essere figlie della menzogna. Un’indecisione comune a noi spettatori, che non possiamo fare pienamente affidamento né su un testimone tutt’altro che imparziale né sulle immagini, anch’esse potenzialmente frutto di fantasia e distorsione.

In questo processo in cui tutti gli uomini chiamati a deporre si pronunciano in direzione della colpevolezza di Sandra, tutte le donne si espongono invece in favore dell’innocenza e un figlio cieco sancisce, pur con titubanza, l’innocenza della madre, l’unico elemento di purezza ed equidistanza sembra proprio il cane Snoop, continuamente inquadrato dalla regista e per poco sopravvissuto alla ricerca della verità.

Nella scena che chiude Anatomia di una caduta, Snoop si allontana temporaneamente dal bambino che deve sorvegliare e si accovaccia vicino a Sandra per dormire insieme a lei. Implicito suggerimento sui reali avvenimenti o ennesimo depistaggio da parte di Justine Triet? Sta a noi deciderlo.

Anatomia di una caduta è disponibile on demand e in home video su Cgtv e negli altri principali store.

Overall
8.5/10

Valutazione

Justine Triet firma un’opera stratificata e densa di contenuti; un’angosciante e impossibile ricerca della verità in bilico fra legal drama e dramma familiare, capace di restare impressa nell’animo degli spettatori.

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CG Entertainment: le uscite home video di febbraio

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CG Entertainment

Febbraio è un mese ricco di importanti novità e di altrettanto validi recuperi dal passato per CG Entertainment. L’uscita in home video più importante del mese è sicuramente quella di Anatomia di una caduta, thriller psicologico di Justine Triet meritevole di 5 nomination agli Oscar 2024. Il film è disponibile in Blu-Ray e in DVD, in un’edizione accompagnata da extra da che includono scene tagliate, trailer e galleria fotografica. Il film è disponibile anche in streaming on demand sulla piattaforma di CG Entertatinment Cgtv. Anatomia di una caduta ha già conquistato la prestigiosa Palma d’Oro del Festival di Cannes 2023 e due Golden Globe 2024 come miglior film internazionale e per la migliore sceneggiatura.

Le uscite home video di febbraio di CG Entertainment non finiscono qui. Sono infatti in arrivo nuove edizioni dei capolavori del maestro Wong Kar-wai In The Mood for Love e Hong Kong Express. Prosegue inoltre la riscoperta dell’opera di Wim Wenders con L’amico americano, Lo stato delle cose, La terra dell’abbondanza e Buena Vista Social Club. Da segnalare inoltre l’arrivo del cult di Jim Jarmusch Ghost Dog e gli ultimi giorni per pre-acquistare una delle copie Blu-Ray residue della Limited edition numerata del cult movie degli anni ’80 di Todd Holland The WizardIl piccolo grande mago dei videogames, realizzata grazie ai fan del crowdfunding come progetto START UP. Di seguito, l’elenco completo delle uscite CG Entertainment di febbraio.

CG Entertainment: tutte le uscite home video di febbraio 2024

13 febbraio

  • Anatomia di una caduta di Justine Triet (CG/Teodora – DVD, Blu-Ray e On demand)
  • L’amico americano di Wim Wenders (CG – DVD, Blu-Ray e On demand)
  • Lo stato delle cose di Wim Wenders (CG – DVD, Blu-Ray e On demand)
  • In The Mood for Love di Wong Kar-wai (CG/Tucker – Blu-Ray e On demand)

27 febbraio

  • L’appuntamento di Teona Strugar Mitevska (CG/Teodora – DVD, Blu-Ray e On demand)
  • Ghost Dog di Jim Jarmusch (CG – DVD e On demand)
  • La terra dell’abbondanza di Wim Wenders (CG – DVD e On demand)
  • Buena Vista Social Club di Wim Wenders (CG – DVD, Blu-Ray e On demand)
  • Hong Kong Express di Wong Kar-wai (CG/Tucker – Blu-Ray e On demand)

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Netflix

Il mondo dietro di te: recensione del film con Julia Roberts ed Ethan Hawke

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Il mondo dietro di te

Negli ultimi decenni, raramente abbiamo provato una sensazione di incombente fine paragonabile a quella che stiamo vivendo adesso. Fra conflitti militari che coinvolgono potenze armate di bombe atomiche. estremismi politici di ogni sorta, catastrofi sanitarie e cambiamento climatico, il presente e il futuro prossimo non sono mai stati così cupi e foschi. In questo clima si inserisce con lucidità e inquietante puntualità Il mondo dietro di te, angosciante thriller fantapolitico Netflix diretto da Sam Esmail (già alla regia dei successi televisivi Mr. Robot e Homecoming), tratto dall’omonimo romanzo di Rumaan Alam.

Un’opera che arriva con un tempismo perfetto, in bilico fra i pericoli per l’umanità già citati e una sempre presente voglia di evasione, simboleggiata dall’ossessione per Friends di una delle protagoniste e dalla stessa Netflix, che con la sua spinta al binge watching è stata un’ancora di salvezza per tante persone nei momenti più bui della pandemia. Il risultato è un racconto fortemente politico (non a caso fra i produttori esecutivi ci sono Barack e Michelle Obama), che affonda le mani nelle inquietudini del presente per metterci in guardia su un futuro tutt’altro che rassicurante, avvalendosi della bravura e del carisma di un cast con star del calibro di Julia Roberts, Mahershala Ali, Ethan Hawke e Kevin Bacon.

Il mondo dietro di te: un inquietante monito per un mondo sull’orlo del collasso

Il mondo dietro di te
CR: Courtesy NETFLIX

Al centro della vicenda c’è la famiglia newyorkese dei Sandford. Amanda (Julia Roberts) è una pubblicitaria asociale, che per sorprendere il marito Clay (Ethan Hawke) e i figli decide di prenotare per un intero weekend una sontuosa villa nei pressi della costa. Partiti con le migliori intenzioni, fin dal momento dell’arrivo i membri della famiglia si trovano però coinvolti in avvenimenti decisamente strani. Il primo di questi è l’improvviso arenamento di una petroliera sulla spiaggia, ma a stretto giro si interrompono anche le linee telefoniche e la rete dati Internet. Quest’ultimo evento è particolarmente deleterio per la giovane Rose (Farrah Mackenzie), che essendo coinvolta in una maratona dedicata a Friends manifesta frustrazione per non potere vedere il sospirato finale.

A esacerbare ulteriormente gli animi è l’arrivo presso l’abitazione di G.H. Scott (Mahershala Ali) e della figlia Ruth (Myha’la Herrold). L’uomo si presenta come il legittimo proprietario dell’abitazione e propone una pacifica convivenza fino al termine dell’emergenza, per l’insofferenza di Amanda. Fra i Sandford e gli Scott non scorre buon sangue, ma il clima di diffidenza viene forzatamente messo in secondo piano dal deteriorarsi della situazione all’esterno, che fa temere un attacco terroristico su scala nazionale o addirittura l’inizio di una guerra.

Qualche semplificazione narrativa di troppo

Il mondo dietro di te
CR: Courtesy NETFLIX

Come in uno degli incubi magistralmente portati sul grande schermo da Jordan Peele e M. Night Shyamalan, Sam Esmail tratteggia un amaro e raggelante quadro di una società sempre più involuta, che anche di fronte all’emergenza si divide in fazioni e si affida alla diffidenza e alla sfiducia, trasformando la tecnologia nell’unico faro da seguire, in maniera cieca e acritica. Il quadro che ne deriva è quello di un mondo a un passo dal baratro, a cui basta una piccola spinta per precipitare.

Sam Esmail gioca proprio su queste fragilità, dando vita a un racconto carico di tensione e mistero, che fin dai primi minuti spinge lo spettatore a chiedersi cosa stia succedendo, chi siano i colpevoli e quali siano le loro motivazioni. Domande che funzionano dal punto di vista dell’intrattenimento, ma non devono fare dimenticare le premesse, ben sviscerate dal regista.

Il mondo dietro di te non è scevro da qualche semplificazione narrativa di troppo, come i vari colloqui fra i diversi membri delle famiglie (volti a superare o confermare i pregiudizi), le frequenti apparizioni degli animali (simbolo di una natura che avvisa l’uomo della catastrofe imminente) o un finale che svela un po’ troppo, togliendo qualcosa all’ambiguo fascino del racconto. Nonostante ciò, siamo di fronte a un film per piattaforma che fa rimpiangere la mancata uscita in sala e si inserisce con tempestività e perspicacia nel dibattito pubblico.

Il mondo dietro di te e la politica

Il mondo dietro di te
CR: JoJo Whilden/NETFLIX

La dimensione politica de Il mondo dietro di te è completata dagli evidenti richiami alla presidenza di Donald Trump e in particolare all’Assalto al Campidoglio, con una rivolta limitata nel tempo e nelle vittime ma non meno grave e significativa. Tremendamente attuali anche il personaggio di Kevin Bacon, complottista reazionario e guerrafondaio che ha comunque il sorprendente merito di fornire una chiave di lettura abbastanza precisa e credibile per gli eventi, e la rivolta delle Tesla, altro monito lanciato dal film a un’umanità asservita all’intelligenza artificiale e all’automazione.

Emerge invece l’umanità più vera e imperfetta, che danza sul crinale della tragedia senza mai rinunciare all’evasione. È questo il caso del trasandato e ironico personaggio di Ethan Hawke (sempre più a suo agio in questi ruoli), della piccola Rose che ha nelle storie l’unica via di fuga da una realtà deprimente e in fondo anche della misantropa Sandra, che pur in mezzo a un disastro riesce a superare le sue remore e a riscoprire la piacevolezza e la leggerezza attraverso il prossimo.

Il mondo dietro di te: fra mistero e suggestione

CR: Courtesy NETFLIX

Sam Esmail ha il merito di farcire il racconto di misteri con invidiabile coerenza, traendo il meglio anche da quelli più deboli (i rumori assordanti che sconvolgono i protagonisti), concedendosi qualche finezza registica (assistiamo più volte a eventi da un punto di vista quantomeno bizzarro come quello dello spazio, con possibili risvolti interpretativi) e mantenendo un livello di ambiguità tale da lasciare comunque spazio a diverse contrastanti teorie sugli eventi narrati.

La ciliegina sulla torta è lo spiazzante e beffardo finale, già diventato a suo modo cult. Con il mondo che cade a pezzi e l’Apocalisse che si avvicina, forse la soluzione migliore è veramente quella di mettersi al riparo ed evadere dalla realtà insieme alle nostre serie preferite, preparandosi a una lunga e tormentata attesa.

Il mondo dietro di te è disponibile su Netflix.

Overall
8/10

Valutazione

Il mondo dietro di te si rivela uno dei migliori film originali Netflix, in costante equilibrio fra l’evasione e la riflessione proprio come i suoi protagonisti.

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