Bertrand Tavernier è morto: addio al regista e critico francese

Bertrand Tavernier è morto: addio al regista e critico francese

All’età di 79 anni, ci ha lasciato Bertrand Tavernier, regista, sceneggiatore e critico cinematografico francese. Fra le tante sue opere, ricordiamo L’orologiaio di Saint-Paul (Orso d’argento al festival di Berlino), Il giudice e l’assassino, La morte in direttaColpo di spugna. Nel 2015, la Mostra del Cinema di Venezia gli assegnò il prestigioso Premio alla carriera della manifestazione. A confermare la triste notizia è stato l’Institut Lumière, di cui è stato per molti anni presidente. Bertrand Tavernier soffriva da tempo di pancreatite.

La carriera di Bertrand Tavernier

Bertrand Tavernier riceve il Premio alla carriera a Venezia, nel 2015

Bertrand Tavernier nasce a Lione il 25 aprile 1941. Il padre era il celebre scrittore e poeta transalpino René Tavernier. Già negli anni ’60 si distingue come divulgatore di cultura cinematografica attraverso il suo Nickelodéon, cineforum dedicato particolarmente ai film americani di serie B. Prosegue poi la sua carriera come critico cinematografico, raggiungendo anche le ambite pagine di Positif e Cahiers du cinéma. Fondamentali per il suo percorso artistico la collaborazione con Jean-Pierre Melville, come suo assistente per Léon Morin, prete, e con il celebre produttore della Nouvelle Vague Georges de Beauregard, di cui fa l’addetto stampa. Debutta poi al cinema come regista in due film a episodi, Una matta voglia di donna (1963), dove gira Bacio di Giuda, e L’amore e la chance (1964), all’interno del quale cura la regia di Une chance explosive.

Per 10 anni, prosegue la sua attività cinematografica in qualità di sceneggiatore, per poi tornare dietro alla macchina da presa per il già citato L’orologiaio di Saint-Paul, con il quale si guadagna la stima della cinefilia europea. È l’inizio di una lunga e proficua carriera, in cui si dedica spesso al rapporto fra cinema e storia, grazie anche a opere come Che la festa cominci…, Quarto comandamento ed Eloise, la figlia di D’Artagnan. Fondamentali anche i suoi contributi al noir, con il già citato Colpo di spugna  e L’esca. Nel 1965 sposa la sua storica collaboratrice Claudine (Colo) O’Hagen, alla quale si lega fino al 1980. Lascia due figli: Nils, attore e regista, e Tiffany, scrittrice di romanzi e sceneggiature.

«Se c’è un elemento comune nel suo lavoro, è la sua immediata simpatia per i suoi simili, il suo entusiasmo per i loro trionfi, la sua condivisione delle loro delusioni. Vedere il lavoro di alcuni registi è sentirsi più vicini a loro. Vedere il lavoro di Tavernier è sentirsi più vicini alla vita», disse su Bertrand Tavernier il celebre critico cinematografico Roger Ebert.

Marco Paiano

Marco Paiano