Cinema Cinema

News

Cinema chiusi: le petizioni e gli appelli del mondo dello spettacolo

Pubblicato

il

Come abbiamo visto, l’ultimo DPCM firmato dal Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha decretato lo stop alle attività di cinema e teatri fino al 24 novembre. Una decisione che si abbatte su un settore già falcidiato dalla pandemia e che ha destato una comprensibile preoccupazione in tutti i lavoratori del settore. Nella speranza che non ci si dimentichi di aiutare nessuno, e che si possa presto tornare a vedere film nelle sale cinematografiche, abbiamo deciso di raccogliere in questo articolo le varie petizioni e lettere aperte da parte dei rappresentanti del settore, per diffondere la voce di chi in questo momento si sente lasciato solo e ha forti timori per il proprio futuro.

Cinema chiusi: gli appelli dei lavoratori dello spettacolo
Cinema

Questa la lettera aperta di AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema:

AFIC – Associazione Festival Italiani di Cinema pur condividendo i principi volti a preservare la salute pubblica che hanno informato l’odierno Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, esprime una forte preoccupazione per la decisione di chiudere, per almeno un mese, le sale cinematografiche e, di conseguenza, di sospendere i festival cinematografici.

Il pensiero e la vicinanza vanno naturalmente a tutte le manifestazioni cinematografiche in svolgimento in queste ore e a quelle programmate, ma spesso riprogrammate dopo le chiusure dello scorso lockdown, nelle prossime settimane.

Il nostro settore viene colpito in maniera indistinta da queste misure e si trova, ancora una volta, a riprogettare all’improvviso il proprio lavoro dicendo addio a mesi di duro lavoro per riportare il pubblico nelle sale. L’esperienza di alcuni importanti festival, primo fra tutti la Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ha mostrato come sia stato possibile organizzare ai massimi livelli di sicurezza eventi con migliaia di persone. Di queste esperienze ci piacerebbe che anche in futuro si tenesse conto prima di decidere chiusure generalizzate delle sale cinematografiche che da studi di settore risultano a bassissimo rischio di diffusione del contagio.

Purtroppo l’esercizio cinematografico, a cui esprimiamo la nostra vicinanza e solidarietà, è uno dei più colpiti da questo tipo di misure di chiusura perché è uno dei tasselli più importanti ma anche più deboli dell’intera filiera dell’industria cinematografica dal momento che non può disporre autonomamente dei film da proiettare. La chiusura e la riapertura a singhiozzo delle sale cinematografiche rischia dunque di interrompere il lavoro di mesi di riorganizzazione delle case di distribuzione che con serietà e coraggio hanno deciso di far uscire i loro film nelle sale.

In quest’ottica chiediamo dunque che il Governo e il Ministero per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo siano ancora più vicini a tutte queste realtà garantendo i mezzi economici di sostegno in questo momento emergenziale ma chiediamo anche un confronto per il futuro per immaginare insieme una ripartenza di tutto il settore con regole certe e verificate che diano nuovamente lavoro e stabilità a tutti.

L’AFIC è fra i firmatari di un’altra lettera aperta rivolta a Dario Franceschini e Giuseppe Conte, che vede coinvolte anche altre associazioni di categoria come 100 Autori, ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici), Casa del Cinema di Roma, SNGCI (Sindacato Nazionale Giornalisti Cinematografici Italiani) e SNCCI (sindacato Nazionale Critici Cinematografici Italiani) e personalità del calibro di Gianni AmelioPupi AvatiMarco BellocchioFrancesco BruniMassimiliano BrunoNanni MorettiGiuliano MontaldoPaolo TavianiEnrico Vanzina e Paolo Virzì.

Questo il testo:

Signor Ministro,

la decisione del Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte e del governo di procedere fino a tutto il mese di novembre alla chiusura di cinema, teatri e sale da concerto ci lascia attoniti, sorpresi e fortemente critici pur conoscendo il suo impegno a favore della cultura e dei lavoratori dello spettacolo.

Nell’attuale situazione sanitaria, di cui siamo ben consapevoli come cittadini e operatori del nostro settore, capiamo che la salute è un bene primario da tutelare ad ogni costo. Sappiamo però altrettanto bene che la cultura è un bene altrettanto primario e che azzerarne oggi una parte fondamentale come quella dello spettacolo è un’azione a nostro avviso priva di logica e utilità.

È comprovato infatti che tra le attività di socializzazione, grazie proprio ai severi protocolli sanitari che dallo scorso maggio regolano le proiezioni e gli spettacoli, Cinema e Teatri sono i luoghi più sicuri, dove non si sono registrati casi di contagio. Lo testimoniano i dati forniti ancora di recente dall’AGIS, le centinaia di proiezioni svoltesi in sicurezza alla Mostra del cinema di Venezia e ancora, proprio in questi giorni, che hanno coinciso con una preoccupante crescita di nuovi contagi, alla Festa del Cinema di Roma dove non sono stati registrati focolai.

Addirittura la chiusura sarà a nostro parere controproducente perché l’eliminazione degli unici presidi di socialità sicuri, alternativi alla movida di strada e alla convivialità dei locali di ristorazione, comporterebbe il disorientamento di quella parte della popolazione che è meglio sta reagendo alla crisi pandemica.

Tutto ciò dimostra che, grazie al controllo della temperatura all’ingresso, l’uso della mascherina, la drastica riduzione della capienza che garantisce il necessario distanziamento, l’immobilità degli spettatori durante le proiezioni e gli spettacoli, le ampie volumetrie dei locali, la sanificazione al termine di ogni spettacolo, i cinema, i teatri, le sale da concerto sono ad oggi i luoghi più sicuri e protetti della vita sociale.

Pertanto la scelta di una nuova chiusura delle sale cinematografiche appare ai nostri occhi, non solo di operatori del settore, ma di spettatori e cittadini, ingiustificata. In un momento in cui si sta lavorando per una faticosa ripresa, costringere i cinema ad interrompere nuovamente l’attività rischia seriamente di compromettere il futuro di un intero settore. Chiediamo un confronto aperto a tutte le categorie per trovare le modalità più idonee per salvaguardare la vita culturale di noi cittadini e un settore altrimenti prossimo all’estinzione.

Segnaliamo anche una petizione su Change.org che vede coinvolti Cristiana MainardiLionello CerriSergio OlivaMarco CohenFabrizio DonvitoBenedetto HabibGabriele SalvatoresPatrizia WachterValentina TuaDelia ParodoLorena BorghiCristina ComenciniAngela FinocchiaroAnna GuriRiccardo RoccoSilvio SoldiniClaudio BisioNeri MarcorėMinnie FerraraDori GhezziFrancesca ComenciniChiara LenziMarco PaoliniMichela SignoriPiera DetassisMichela CesconAldo BaglioGiacomo PorettiGiovanni StortiDavide FerrarioGianni Canova.

Questo l’appello:

Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Giuseppe Conte,
Onorevole Dario Franceschini Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo,
Siamo un gruppo di lavoratori dello spettacolo e della cultura e a viva voce chiediamo che non vengano chiusi cinema e teatri, presidi, in cui sono garantite tutte le norme di sicurezza igienico sanitarie, dal tracciamento dei posti alla sanificazione, al controllo della temperatura e all’uso della mascherina obbligatoria.
Poniamo queste condizioni al di là di tutte le valutazioni e le implicazioni che questa ulteriore serrata comporta per tutto il settore e per il significato e il valore che la cultura deve avere nel nostro Paese.

A richiedere un confronto sulle chiusure di cinema e teatri è l’AGIS, l’Associazione Generale Italiana dello Spettacolo, con questa lettera:

Illustre Presidente del Consiglio, Illustre Ministro,
facendo seguito alle fitte interlocuzioni intervenute nella giornata di ieri con il Ministro Franceschini, che ringraziamo per lo sforzo compiuto in queste ore per addivenire a conclusioni differenti, esprimiamo la nostra contrarietà, insieme a larghissima parte dell’opinione pubblica, rispetto alla ipotesi prevista nel DPCM in merito alla sospensione delle attività dei teatri,
dei cinema e dei luoghi di spettacolo.

Come evidenziato dai dati di una ricerca da noi effettuata e trasmessa alle Istituzioni ed agli organi di informazione, i luoghi di spettacolo si sono rivelati tra i più sicuri spazi di aggregazione sociale. Riteniamo, pertanto,
che la misura prevista sia ingiustamente penalizzante rispetto al nostro settore. Sono stati siglati accordi e protocolli a livello territoriale ed a livello nazionale con le Organizzazioni di categoria per garantire la salute e la sicurezza e tutte le imprese del comparto si sono adeguate assumendosi onerosi investimenti per elevare il livello di prevenzione sia per i lavoratori che per gli spettatori.

Pertanto, riteniamo che vi siano i presupposti affinché i teatri, le sale cinematografiche e da concerto siano escluse da provvedimenti restrittivi, alla luce di dati oggettivi che siamo pronti a dimostrare nelle sedi
opportune.

Una nuova chiusura delle attività del settore comporterebbe un colpo difficilmente superabile ed una drammatica ricaduta sulle decine di migliaia di lavoratori ed artisti, già al limite del sostentamento a causa del crollo
del reddito. Si tratterebbe di una scelta devastante per l’intero Paese.

Chiediamo sin da subito l’apertura di un tavolo al fine di individuare possibili strumenti idonei ad affrontare le situazioni di maggiore
sofferenza e a garantire più certezza per il futuro.
Confidando in una comprensione delle ragioni esposte, si porgono cordiali saluti.
Il Presidente (Carlo Fontana)

Segnaliamo inoltre l’appello sulla chiusura dei cinema di Cultura Italiae, sostenuto anche dal Direttore Artistico della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia Alberto Barbera:

Gentili Presidente Conte, Ministro Franceschini,
in merito all’intenzione di richiudere Teatri e Cinema contemplati esplicitamente nella bozza del prossimo Dpcm, ed eventuali altri fondamentali luoghi della cultura al momento non esplicitati, nel tentativo di scongiurarne l’approvazione che avrebbe conseguenze nefaste sull’intero comparto culturale e sullo spirito dei cittadini, richiamiamo la Vostra attenzione sui seguenti punti:

1) i lavoratori dello spettacolo dal vivo hanno messo il loro straordinario e personale impegno per riaprire Teatri e Cinema nel pieno rispetto dei protocolli per la tutela della salute. Essi sono luoghi sicuri dove il pubblico è seduto con mascherina e non parla durante la rappresentazione. L’uscita e l’entrata sono regolati e rispettano il distanziamento. Questi luoghi rappresentano oggi un esempio virtuoso di gestione degli spazi pubblici in epoca di pandemia.

2) Abbiamo riconquistato faticosamente il nostro pubblico, spesso titubante e confuso da una comunicazione altalenante e ansiogena, a riacquistare i biglietti, rassicurandolo sulla certezza degli spettacoli e sulla scrupolosa adozione di tutte le misure di sicurezza.

3) Per quanto concerne i teatri abbiamo riavviato l’attività di produzione degli spettacoli sospesi, investendo pertanto nuovamente per il loro riallestimento. Peraltro tutti i voucher emessi acquisiti per gli spettacoli se fossero annullati dovrebbero essere riemessi nuovamente per non gravare sulle casse dei teatri;

4) Abbiamo riprogrammato tournée, concerti, uscite cinematografiche assumendoci enormi rischi, investendo e scommettendo quindi anche sul futuro, malgrado lo stato di incertezza dominante;

5) Abbiamo fatto rientrare tutti i dipendenti dalla Cig, garantendo loro non solo la giusta retribuzione ma soprattutto la dignità del lavoro;

6) l’ultimo punto sul quale richiediamo la vostra preziosa attenzione è il più importante in assoluto: chi opera nel settore della cultura è consapevole dell’importanza che essa ricopre soprattutto in momenti difficili come quello che ci troviamo ad affrontare. Sarebbe un grave danno per i cittadini privarli della possibilità di sognare e di farsi trasportare lontano oltre i confini della propria quotidianità.

È soprattutto per l’importanza di non privare l’Italia del proprio immaginario collettivo che vi chiediamo a nome della Associazione Cultura Italiae che rappresento, e dunque di tutti i comparti e i generi dello Spettacolo dal vivo, dei Produttori Cinematografici, degli Artisti, degli Esercenti, delle Gallerie d’Arte, dei Musei, delle Sale da Concerto, di mantenere indistintamente tutti i luoghi della cultura aperti!

Siamo importanti per la società civile perché vi supportiamo nel vostro difficile compito istituzionale a mantenere elevato lo spirito dei cittadini, nella piena consapevolezza delle sofferenze che stanno incontrando a livello personale, familiare e professionale. È soprattutto in questa seconda ondata che ne avremmo più bisogno.

Il teatro e il cinema non possono fermarsi perché sono la riserva invisibile di senso, per la vita pubblica e individuale dei nostri concittadini.

Tuteliamo la parte visibile di questa riserva di senso.

Confidiamo in voi.

Angelo Argento
Presidente di Cultura Italiae
Andrée Ruth Shammah
Giuseppe Laterza
Ernesto Albanese
Fabiana Cutrano
Alessandro Longobardi
Ilaria Borletti Buitoni
Lino Guanciale
Victor Magiar
Luca Poma
Monica Savaresi
Gianluigi Ricuperati
Massimiliano Finazzer Flory
Anna Maria Chiusi
Riccardo Luna
Massimo Bugani
Cristiana Capotondi
Cristiana Alicata
Boris Sollazzo
Claudia Gerini
Enrico Giovannini
Andrea Porcheddu
Giuseppe Scognamiglio
Alessandro Laterza
Valeria Fedeli
Geminello Preterossi
Nanà Cecchi
Francesco Melzi D’Eril
Giacomo Scarpelli
Anna Rita Peritore
Valeria Palumbo
Amedeo Feniello
Laura Pepe
Francesco Antonio Pollice
Gherardo Colombo
Stefano Boeri
Italo Rota
Luca Beatrice
Giulia Morello
Maria Laterza
Michela Labriola
Andrea Abodi
Marella Labriola
Daria Russo
Massimo Marino
Laura Anello
Roberto Andó
Michele Placido
Cristina Comencini
Paola Comencini
Monique Veaute
Claudia Fellus
Lella Costa
Sneška Quaedvlieg
Patrizia Asproni
Luca Scarlini
Jane Thompson
Umberto Mucci
Simona Manzoni
Alberto Improda
Andrea Fabiano
Salvatore Barrano
Stefano Monti
Mauro Berruto
Serafino D’Angelantonio
Francesco Granbassi
Enrico Loverso
Valentina Graverini
Paolo Verri
Emanuele Bevilacqua
Andrea Catizione Folena
Florinda Saieva
Serena Marzucchi
Vinicio Marchioni
Fabrizio Fasani
Rossella Menegazzo
Paola Balducci
Marco Bentivogli
Antonio Lampis
Maria Cristina Terzaghi
Giorgia Abeltino
Maria Cristina Vannini
Stefano Miceli
Paola Balducci
Maria Luisa Frisa
Paola Dubini
Alberto Luna
Ludovica Rossi Purini
Michele Pescini
Gregorio De Felice
Daniele Malfitana
Giorgio Ventre
Giuseppe Laterali
Giovanna Cosenza
Sydney Sibilia
Gaia Furrer
Claudia Gerini
Annalisa Canfora
Giulia Steigerwalt
Gianluca Jodice
Ludovico di Martino
Simone Godano
Matteo Rovere
Francesca Villanti
Edoardo Colombo

In conclusione, ci sembra giusto sottolineare un segnale di dissenso sulla chiusura di cinema e teatri da parte di un rappresentate delle istituzioni come Giuseppe Sala, Sindaco di Milano. Questo il suo post su Instagram:

 

 
 
 
 
 
Visualizza questo post su Instagram
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

Ieri il Capo dello Stato ha richiamato a uno spirito di “leale e fattiva collaborazione fra le Istituzioni della Repubblica”. E io così farò. Ma non posso dire di condividere le norme del DPCM sullo spettacolo.

Un post condiviso da Beppe Sala (@beppesala) in data:

Pubblicità

Disney+

Disney+: tutte le nuove uscite in arrivo a febbraio 2022

Pubblicato

il

Disney+

Mese decisamente promettente quello di febbraio per Disney+. La piattaforma streaming proporrà infatti ai propri abbonati un progetto particolarmente atteso, cioè Pam & Tommy, miniserie con Lily James e Sebastian Stan incentrata sulla clamorosa diffusione via internet di un sextape con protagonisti la diva di Baywatch Pamela Anderson e il marito Tommy Lee, batterista dei Mötley Crüe. I primi tre episodi della miniserie saranno disponibili su Disney+ a partire dal 2 febbraio.

Altre novità di punta per il prossimo mese sono sicuramente The French Dispatch di Wes Anderson e The King’s Man – Le origini di Matthew Vaughn, film che arrivano entrambi in streaming a brevissima distanza dal passaggio in sala. Da segnalare inoltre l’ingresso in catalogo della terza stagione di What We Do in the Shadows, serie comedy/horror basata sull’omonimo cult di Taika Waititi. Di seguito, l’elenco completo di quello che vedremo nelle prossime settimane su Disney+.

Tutto quello che vedremo a febbraio su Disney+

Pam & Tommy

Photo by: Erin Simkin/Hulu

2 febbraio

  • Pam & Tommy (serie originale, stagione 1 primi 3 episodi)
  • Topolino – La casa del divertimento (serie originale, stagione 1 – 4 nuovi episodi)
  • Bob’s Burgers (serie non originale, stagione 10)
  • Black-Ish (serie non originale, stagione 7)

4 febbraio

  • L’ascesa dei ricordi (film non originale)

9 febbraio

  • Puppy Dog Pals (serie non originale, stagione 4, nuovi episodi)
  • Grown-Ish (serie non originale, stagione 3)

16 febbraio

  • The French Dispatch (film non originale)
  • Blackpink –Il film (film non originale)
  • What We Do in the Shadows (serie non originale, stagione 3)
  • Peppa Pig (serie non originale, stagione 8)

18 febbraio

  • Il meraviglioso inverno di Topolino (speciale animato originale)

21 febbraio

  • The Walking Dead (serie non originale, stagione 11, seconda parte)

23 febbraio

  • La Famiglia Proud: più forte e orgogliosa (serie originale, stagione 1)
  • The King’s Man – Le origini (film non originale)
  • I Griffin (serie non originale, stagione 18)
  • PJ Masks (serie non originale, stagione 5, 4 nuovi episodi)

25 febbraio

  • No Exit (film originale)
  • Mr. & Mrs. Smith (film non originale)
Continua a leggere

News

Camillo Milli è morto: addio a un grande caratterista del cinema italiano

Pubblicato

il

Camillo Milli

All’età di 92 anni ci lascia Camillo Milli, volto noto a tutti gli amanti del cinema italiano e impresso nell’immaginario collettivo soprattutto per il ruolo del Presidente della Longobarda Borlotti nel cult L’allenatore nel pallone. Secondo quanto riportato da Sky TG24, l’attore si è spento in una clinica di Genova, dove stava fronteggiando i postumi del Covid. La sua scomparsa è arrivata a pochi giorni di distanza da quella della moglie.

La carriera di Camillo Milli
Camillo Milli

Camillo Milli nasce a Milano l’1 agosto 1929, con il vero nome di Camillo Migliori. Comincia la sua carriera nel mondo dello spettacolo a teatro, dove ha il privilegio di collaborare e formarsi con maestri del calibro di Giorgio Strehler, Luigi Squarzina e Dario Fo. Già nel corso degli anni ’50, debutta anche al cinema e in televisione: recita per Luigi Zampa (Ragazze d’oggi), Citto Maselli (La donna del giorno) e Antonio Pietrangeli (Souvenir d’Italie), ed è fra i volti del celeberrimo Carosello. Fra anni ’60 e anni ’70 si afferma definitivamente nel panorama della commedia italiana, segnalandosi come uno dei più convincenti caratteristi del nostri cinema. Recita per Mauro Bolognini (Le bambole) e Mario Monicelli (Vogliamo i colonnelli, Il marchese del Grillo), ma è anche nel cast del capolavoro dimenticato di Francesco Rosi, Il caso Mattei.

Negli anni ’80, vive da protagonista un altro florido periodo della commedia italiana, prendendo parte a successi di Neri Parenti, Sergio Martino e Sergio Corbucci. Oltre al già citato L’allenatore nel pallone, prende parte a piccoli cult come Fantozzi contro tutti, Fantozzi subisce ancora, Rimini Rimini e Ho vinto la lotteria di Capodanno, impreziosendo i suoi progetti anche con minutaglie ridotti. Mentre i ruoli sul grande schermo si diradano (ma è sicuramente da ricordare la sua partecipazione ad Habemus Papam di Nanni Moretti), vive una nuova stagione di successo in televisione, dove è fra i volti ricorrenti della soap CentoVetrine.

Continua a leggere

News

Scream (2022): recensione del film di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett

Pubblicato

il

Scream

Dopo la commedia dell’orrore Finché morte non ci separiMatt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett si confrontano con una pietra miliare del cinema horror come Scream, dando vita a quello che, come enunciato dagli stessi protagonisti del film, si presenta come un vero e proprio “requel” della serie, a metà strada fra un classico sequel e un vero e proprio reboot. Un’attitudine rimarcata dal titolo: nonostante sia a tutti gli effetti il quinto capitolo della serie creata dal genio di Wes Craven, Scream porta infatti lo stesso nome del capostipite, senza il suffisso del numero 5.

Sono passati 10 anni da Scream 4 e dagli eventi in esso raccontati. Il mondo è totalmente cambiato, e con lui il cinema horror, indirizzato verso una svolta più autoriale dai vari Jordan Peele, Robert Eggers e Ari Aster. A non cambiare è però la fascinazione della cittadina di Woodsboro, teatro della ripetuta odissea personale di Sidney Prescott e delle persone a lei care. In uno dei tanti squisiti rimandi al primo film della serie, assistiamo così a una riproposizione della leggendaria intro con protagonista Drew Barrymore, che vede stavolta al centro delle attenzioni dell’iconico ghostface Jenna Ortega e la sua Tara Carpenter (il cui cognome è un chiaro omaggio a un maestro del cinema horror).

Tara ama Babadook, è inseparabile dal suo smartphone ed è forte di un sistema di sicurezza che le permette di bloccare istantaneamente le porte di casa, ma come quella ragazza del 1996 si ritrova sola e indifesa davanti all’orrore e alla follia. È l’inizio di una nuova ondata di terrore e violenza che, come da tradizione della serie, è anche uno spunto di riflessione sullo stato del cinema e sui vizi e le ossessioni degli stessi cinefili.

Il nuovo Scream è il “requel” che ci meritiamo

Scream

Il nuovo Scream sfrutta abilmente il canovaccio dei capitoli precedenti, adattandolo al panorama dell’intrattenimento contemporaneo. Abbiamo infatti ancora un impianto da giallo (chi è l’assassino? O meglio, chi sono gli assassini?) applicato a dinamiche da horror adolescenziale, con immancabili feste e un gruppo di giovani protagonisti uno più ambiguo dell’altro. Non manca ovviamente la rivisitazione delle regole del cinema horror, proposte nel primo film dal personaggio di Randy Meeks e aggiornate nei vari sequel. È proprio a margine di queste regole che Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett mettono in scena una pungente satira del cinema contemporanea, senza paura di fare nomi e cognomi.

Emblematica è la menzione a Stab 8, ottavo capitolo della serie fittizia basata sugli eventi dei film di Scream, odiato dai fan perché il regista (lo stesso di Cena con delitto – Knives Out) si sarebbe macchiato di mancanza di rispetto nei loro confronti. Non è difficile unire i puntini e leggere in questo passaggio un attacco ai fan di Star Wars, che nel 2017 hanno riversato tutto il loro odio su Rian Johnson, regista appunto di Cena con delitto – Knives Out e colpevole secondo loro di aver stravolto il canone della saga nell’ottavo episodio Star Wars: Gli ultimi Jedi.

In un’ottica più generale, è l’intera industria hollywoodiana a essere messa sul banco degli imputati e definita senza metti termini “priva di idee”. Proprio i recenti progetti legati a Star Wars, insieme a Ghostbusters: Legacy e alla nuova trilogia di Halloween (protagonista anche di un obbrobrioso errore di adattamento su Jamie Lee Curtis nel doppiaggio italiano), diventano l’oggetto di un’analisi sui sequel moderni, che richiedono immancabilmente la presenza dei vecchi protagonisti delle saghe e di nuovi e più giovani personaggi a loro legati da vari rapporti di parentela.

Le scelte di casting

Da fine opera meta-cinematografica, il nuovo Scream rispetta lo spirito della serie e si immerge nella stessa critica che porta avanti, utilizzando proprio le parentele fra vecchi e nuovi protagonisti come pietra angolare su cui imbastire la trama. Qui cominciano le note dolenti di questo requel, in quanto nessuno dei nuovi personaggi (dalla già citata Jenna Ortega a Melissa Barrera) dimostra di avere il carisma necessario per ereditare il peso di una serie che si tramanda dal 1996, anche attraverso le demenziali parodie degli Scary Movie. Non è un caso che Scream ingrani la marcia proprio quando entrano in scena volti noti come Neve CampbellDavid ArquetteCourteney Cox, chiamati a guidare la riscossa contro lo strapotere di Ghostface, autore della sua immancabile mattanza.

In ottica meta-cinematografica, spiccano però alcune scelte di casting, come quelle di Dylan Minnette (già visto in Tredici), Mikey Madison (interprete di una delle seguaci di Charles Manson in C’era una volta a… Hollywood) e quella di Jack Quaid, figlio di Meg Ryan e Dennis Quaid ma soprattutto identico al giovane Joshua Jackson, interprete di Pacey in Dawson’s Creek. Come sempre, il Diavolo si nasconde nei dettagli: la mente dietro alla serie teen drama (esplicitamente citata in questo capitolo) e alla saga di Scream è sempre la stessa, cioè il talentuoso Kevin Williamson, in questo caso solamente produttore esecutivo.

L’ambizione di questo requel è chiaramente quello di dare un nuovo impulso a una serie che (almeno sul grande schermo) era ferma dal 2011. Restano i dubbi sull’effettiva possibilità da parte delle nuove leve di portare sulle proprie spalle il futuro di Scream. Probabilmente, per dare un seguito a questa pregevole operazione ci sarà ancora bisogno delle due eroine Neve Campbell e Courteney Cox.

L’eredità di Scream

Scream

Non stupisce che anche il quinto capitolo di una saga genuinamente e orgogliosamente derivativa poggi interamente sulle solide spalle dei precedenti episodi, sulla cultura pop contemporanea e su dinamiche ben consolidate. In particolare, i fan della prima ora del gioiello di Wes Craven e Kevin Williamson riconosceranno situazioni, inquadrature e dialoghi già messi in scena nei precedenti capitoli, e non faticheranno a intuire chi possa nascondersi dietro la maschera di Ghostface. A sorprendere di questo Scream non è però la soluzione del mistero, quanto piuttosto la motivazione alla base dell’ennesima scia di sangue a Woodsboro, che anche in questo caso punta severamente il dito contro l’estremismo e la tossicità di alcuni fan.

Scream non si è mai esaurito nella violenza in scena (in questo caso più esplicita che mai), ma ha sempre tracimato fuori dallo schermo. Questa serie non è solo uno spettacolo da guardare, ma un’opera da cui farsi guardare, lasciando che vengano a galla le nostre criticità e i nostri punti deboli. Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett colgono perfettamente questo spirito, consegnandoci un requel perfettamente al passo con questa confusa epoca, che utilizza ancora una volta l’intrattenimento e la paura per dare vita a un nuovo e aggiornato compendio sull’industria cinematografica e seriale.

Scream è nelle sale italiane dal 13 gennaio, distribuito da Eagle Pictures.

Overall
7.5/10

Verdetto

Il quinto capitolo di Scream è un “requel” perfettamente al passo coi tempi, capace di cogliere lo spirito della serie creata da Wes Craven e di portare avanti l’ennesima dura critica all’industria hollywoodiana.

Continua a leggere
Pubblicità