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David di Donatello 2024: Io capitano miglior film, tutti i vincitori

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Nella prestigiosa cornice degli studi di Cinecittà a Roma, sono stati conferiti i David di Donatello 2024, assegnati dall’Accademia del Cinema Italiano. A conquistare il prestigioso riconoscimento per il miglior film è Io capitano di Matteo Garrone, inserito anche nella cinquina dei nominati all’Oscar 2024 per il miglior film internazionale. Garrone conquista anche le statuette per la migliore regia e per il miglior produttore, insieme ad altri riconoscimenti tecnici. Ottima anche la serata di C’è ancora domani, anche se meno trionfale rispetto alle attese. Il film di e con Paola Cortellesi conquista i premi per la migliore attrice protagonista, per la non protagonista (Emanuela Fanelli) e per la migliore sceneggiatura originale, insieme al David Giovani e al David dello spettatore.

Buon riscontro anche per Rapito di Marco Bellocchio (5 premi) e Palazzina LAF, premiato per la migliore canzone originale (La mia terra di Diodato) e per gli interpreti Elio Germano e Michele Riondino (quest’ultimo protagonista e anche regista del film). Di seguito, l’elenco completo dei vincitori dei David di Donatello 2024, evidenziati in grassetto.

David di Donatello 2024: l’elenco completo dei premi

David di Donatello 2024 per il miglior film

  • C’è ancora domani (Paola Cortellesi)
  • Il sol dell’avvenire (Nanni Moretti)
  • Io capitano (Matteo Garrone)
  • La chimera (Alice Rohrwacher)
  • Rapito (Marco Bellocchio)

Miglior regia

  • Nanni Moretti (Il sol dell’avvenire)
  • Matteo Garrone (Io capitano)
  • Andrea Di Stefano (L’ultima notte di amore)
  • Alice Rohrwacher (La chimera)
  • Marco Bellocchio (Rapito)

David di Donatello 2024 per il miglior esordio alla regia

  • Paola Cortellesi (C’è ancora domani)
  • Giacomo Abbruzzese (Discoboy)
  • Micaela Ramazzotti (Felicità)
  • Michele Riondino (Palazzina LAF)
  • Giuseppe Fiorello (Stranizza d’amuri)

Migliore attrice protagonista

  • Paola Cortellesi (C’è ancora domani)
  • Isabella Ragonese (Come pecore in mezzo ai lupi)
  • Micaela Ramazzotti (Felicità)
  • Linda Caridi (L’ultima notte di amore)
  • Barbara Ronchi (Rapito)

Miglior attore protagonista

  • Valerio Mastandrea (C’è ancora domani)
  • Antonio Albanese (Cento domeniche)
  • Pierfrancesco Favino (Comandante)
  • Josh O’Connor (La chimera)
  • Michele Riondino (Palazzina LAF)

Migliore attrice non protagonista

  • Emanuela Fanelli (C’è ancora domani)
  • Romana Maggiora Vergano (C’è ancora domani)
  • Barbara Bobulova (Il sol dell’avvenire)
  • Alba Rohrwacher (La chimera)
  • Isabella Rossellini (La chimera)

Miglior attore non protagonista

  • Adriano Giannini (Adagio)
  • Giorgio Colangeli (C’è ancora domani)
  • Vinicio Marchioni (C’è ancora domani)
  • Silvio Orlando (Il sol dell’avvenire)
  • Elio Germano (Palazzina LAF)

David di Donatello 2024 per la migliore sceneggiatura originale

  • C’è ancora domani
  • Il sol dell’avvenire
  • Io capitano
  • La chimera
  • Palazzina LAF

Migliore sceneggiatura non originale

  • Le vele scarlatte
  • Lubo
  • Misericordia
  • Mixed by Erry
  • Rapito

Miglior produttore

  • C’è ancora domani
  • Comandante
  • Disco Boy
  • Io capitano
  • La chimera

David di Donatello 2024 per il miglior autore della fotografia

  • C’è ancora domani (Davide Leone)
  • Comandante (Ferran Paredes Rubio)
  • Io capitano (Paolo Carnera)
  • La chimera (Hélène Louvart)
  • Rapito (Francesco Di Giacomo)

Miglior compositore

  • Adagio (Subsonica)
  • C’è ancora domani (Lele Marchitelli)
  • Il sol dell’avvenire (Franco Piersanti)
  • Io capitano (Andrea Farri)
  • L’ultima notte di amore (Santi Pulvirenti)

Migliore canzone originale

  • Adagio (Adagio)
  • Il più bel secolo della mia vita (La vita com’è)
  • Io capitano (Baby)
  • Mixed By Erry (‘O DJ (Don’t Give Up))
  • Palazzina LAF (La mia terra)

Migliore scenografia

  • C’è ancora domani
  • Comandante
  • Io capitano
  • La chimera
  • Rapito

David di Donatello 2024 per i migliori costumi

  • C’è ancora domani
  • Comandante
  • Io capitano
  • La chimera
  • Rapito

Miglior trucco

  • Adagio
  • C’è ancora domani
  • Comandante
  • Io capitano
  • Rapito

Migliore acconciatura

  • C’è ancora domani
  • Comandante
  • Io capitano
  • La chimera
  • Rapito

David di Donatello 2024 per il miglior montaggio

  • C’è ancora domani
  • Io capitano
  • L’ultima notte di Amore
  • La chimera
  • Rapito

Miglior suono

  • C’è ancora domani
  • Comandante
  • Il sol dell’avvenire
  • Io capitano
  • La chimera

Migliori effetti visivi – VFX

  • Adagio
  • Comandante
  • Denti da squalo
  • Io capitano
  • Rapito

David di Donatello 2024 per il miglior documentario – Premio David Cecilia Mangini

  • Enzo Jannacci Vengo anch’io (Giorgio Verdelli)
  • Io noi e Gaber (Riccardo Milani)
  • Laggiù qualcuno mi ama (Mario Martone)
  • Mur (Kasia Smutniak)
  • Roma, santa e dannata (Daniele Ciprì)

Miglior film internazionale

  • Anatomia di una caduta
  • As Bestas
  • Foglie al vento
  • Killers of the Flower Moon
  • Oppenheimer

David Giovani

  • C’è ancora domani
  • Comandante
  • Io capitano
  • L’ultima volta che siamo stati bambini
  • Stranizza d’amuri

David dello spettatore

  • C’è ancora domani

Miglior cortometraggio

  • The Meatseller di Margherita Giusti

David speciale

  • Vincenzo Mollica

David di Donatello 2024 alla carriera

  • Giorgio Moroder
    Milena Vukotic

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Venezia 2024: Sveva Alviti madrina dell’81ª Mostra del Cinema

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Sveva Alviti

L’attrice Sveva Alviti condurrà le serate di apertura e di chiusura dell’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, diretta da Alberto Barbera. Sarà lei ad aprire l’81. Mostra nella serata di mercoledì 28 agosto 2024 in occasione della cerimonia di inaugurazione e a guidare la cerimonia di chiusura sabato 7 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali.

Nata a Roma, Sveva Alviti inizia precocemente a studiare recitazione, portando avanti in parallelo la carriera da modella, che la porta presto a New York. Nel 2009 debutta a Broadway come protagonista dello spettacolo teatrale The Interrogation e nel 2011 partecipa alla 68. edizione della Mostra di Venezia con il cortometraggio Alice, diretto da Roberto de Paolis. Nel 2012 recita in Niente può fermarci di Luigi Cecinelli e Buongiorno Papà di Edoardo Leo. L’anno successivo è in Cam Girls di Mirca Viola e porta al Teatro Quirino di Roma uno spettacolo interamente dedicato a Monica Vitti, ispirato al film Dramma della gelosia.


Nel 2017 è protagonista di Dalida, biopic di Lisa Azuelos sulla celebre icona francese, ruolo che le è valso la nomination come miglior attrice emergente ai Cesar 2018. Nel 2018 Sveva Alviti è invece la protagonista femminile del film Lukas, accanto a Jean Claude Van Damme. Recita poi in Love Addict con Michael Madsen, in Tra le onde di Marco Amenta e in Entres les Vagues di Anaïs Volpé. Dopo il debutto alla regia con il cortometraggio Les jour d’après, è nel film Netflix AKA, in cui interpreta la protagonista femminile.

Sveva Alviti condurrà le serate di apertura e di chiusura di Venezia 2024

La madrina dell’81ª Mostra del Cinema Sveva Alviti. Credits: Raffaele Mariniello.
La madrina dell’81ª Mostra del Cinema Sveva Alviti. Credits: Raffaele Mariniello

Questa la dichiarazione di Sveva Alviti:

«Il cinema per me è quanto di più vero possa esistere per raccontare le persone, le loro storie e per aiutarci a guardare nel profondo la quotidianità che stiamo vivendo. Sono sinceramente onorata di poter essere la madrina dell’81ª Mostra del Cinema e vorrei ringraziare la Biennale di Venezia il Direttore Alberto Barbera con il Presidente Pierangelo Buttafuoco per avermi voluto al loro fianco».

Dal 15 settembre sarà nella seconda stagione di Nudes, prodotta da Rai Fiction, e nell’autunno 2024 prenderà parte a un progetto americano sul MeToo, intitolato The other side of Fame. L’attrice si appresta inoltre a dirigere Walking Through the fire, documentario nel quale si parlerà di donne, di dipendenze e di depressione.

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Mostra del Cinema di Venezia: Alberto Barbera confermato direttore fino al 2026

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Il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco, ha confermato Alberto Barbera Direttore Artistico del Settore Cinema per gli anni 2025 e 2026. Si rinnova così un sodalizio che continua ininterrottamente dal 2012, impreziosito da un ulteriore triennio di direzione fra il 1999 e il 2001. Un riconoscimento che certifica l’ottimo lavoro svolto da Alberto Barbera negli ultimi anni, grazie a cui la Mostra del Cinema di Venezia è diventata un punto fermo per la stagione cinematografica e per la corsa ai principali premi, arrivando a battagliare alla pari con il Festival di Cannes.

Alberto Barbera direttore artistico per altri due anni

Alberto Barbera
Alberto Barbera sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia

Il Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha così commentato la notizia:

«Ho provato immediata sintonia con Alberto Barbera e ho grande rispetto per la competenza, la professionalità e la passione da lui dimostrate negli anni alla conduzione della Mostra d’Arte Cinematografica tali da riuscire ad accrescere il prestigio del più antico festival al mondo. Sono vivamente lieto che La Biennale di Venezia possa proseguire con lui questo percorso».

Alberto Barbera nel 2022 ha ottenuto il Tributo speciale dai Gotham Awards di New York. Nel 2021 gli è stato invece conferito dalla storica rivista Variety l’International Achievement in Film Award. Entrambi i riconoscimenti sono stati attribuiti allo stesso tempo a La Biennale di Venezia. Dal 2020 fa inoltre parte dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, che attribuisce i premi Oscar. Dal 2019 è stato inserito da Variety fra le 500 persone più influenti al mondo dell’industria dello spettacolo. Nel 2000 è stato insignito del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres, riconoscimento culturale della Repubblica Francese. A partire dal 1982 ha iniziato la collaborazione con il Festival Internazionale Cinema Giovani (oggi Torino Film Festival), diventandone poi Direttore dal 1989 al 1998. Nel 2002 è divenuto consulente per il Museo Nazionale del Cinema di Torino e da giugno 2004 sino a dicembre 2016 ne è stato il Direttore.

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Venezia 2024: Peter Weir riceverà il Leone d’Oro alla carriera

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Peter Weir in Kleparz, Lesser Poland. Author Piotr Drabik - Creative Commons Attribution

Il 79enne regista e sceneggiatore australiano Peter Weir riceverà il prestigioso Leone d’Oro alla carriera della 81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, che si terrà dal 28 agosto al 7 settembre 2024. Lo rende noto la Biennale di Venezia, che ha fatto propria la proposta del Direttore della Mostra Alberto Barbera. Peter Weir è universalmente conosciuto per aver firmato opere entrate nell’immaginario collettivo, come Picnic ad Hanging Rock (Il lungo pomeriggio della morte), L’ultima onda, Witness – Il testimone, Mosquito Coast, L’attimo fuggente, The Truman Show e Master & Commander – Sfida ai confini del mare.

Venezia 2024: le dichiarazioni di Peter Weir e Alberto Barbera

Una scena de L'attimo fuggente, capolavoro del Leone d'Oro alla carriera di Venezia 2024 Peter Weir.

Peter Weir ha così commentato la notizia:

«La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia e il suo Leone d’Oro fanno parte dell’immaginario del nostro mestiere. Essere premiati per il lavoro di una vita come registi è un grande onore».

Questa invece la dichiarazione di Alberto Barbera:

«Con soli 13 film realizzati nell’arco di quarant’anni, Peter Weir si è assicurato un posto nel firmamento dei grandi registi del cinema moderno. Alla fine degli anni Settanta, si era affermato come l’autore principale della rinascita del cinema australiano in virtù di due lavori, Le macchine che distrussero Parigi e Picnic ad Hanging Rock, il secondo dei quali acquisterà nel corso degli anni lo statuto di film culto. Il successo internazionale dei due film successivi, Gli anni spezzati e Un anno vissuto pericolosamente, gli aprirono le porte del cinema hollywoodiano, del quale divenne in breve uno dei principali protagonisti, fautore di un cinema in grado di coniugare la riflessione su tematiche personali e l’esigenza di rivolgersi ad un pubblico il più vasto possibile.

Pur nella diversità dei soggetti affrontati, non è difficile rinvenire nel suo cinema, insieme audace, rigoroso e spettacolare, la costante di una sensibilità che gli consente di affrontare tematiche eminentemente moderne, come il fascino per la natura e i suoi misteri, la crisi degli adulti nelle società consumiste, le difficoltà dell’educazione dei giovani alla vita, la tentazione dell’isolamento fisico e culturale, ma anche il richiamo degli slanci avventurosi e l’istinto della salutare ribellione.

Celebrando il gusto del racconto e l’innato romanticismo, Weir è riuscito nell’impresa di rafforzare il proprio ruolo nell’establishment hollywoodiano pur rimarcando una distanza piuttosto netta con l’industria del cinema americano. Witness – Il testimone, Mosquito Coast, L’attimo fuggente, Fearless – Senza paura, The Truman Show e Master & Commander sono le tappe principali di un percorso artistico che ha saputo conservare la sua integrità di fondo sin dentro il successo commerciale dei film realizzati».

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