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Dune: lo speciale di Vanity Fair con nuove foto dal set
Come preannunciato, dopo la prima foto di Timothée Chalamet sul set di Dune, Vanity Fair ha pubblicato altre foto dal set dell’attesissimo film di Denis Villeneuve, accompagnate da diverse interessanti dichiarazioni del regista e dei protagonisti. Possiamo ammirare le nuove splendide foto di Chalamet, Rebecca Ferguson, Zendaya, Oscar Isaac, Jason Momoa e Sharon Duncan-Brewster, realizzate da Chiabella James, nell’articolo di Vanity Fair e nel post Instagram della celebre testata, che trovate qui sotto.
Dune: un primo sguardo al film di Denis Villeneuve
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Dune è basato sull’omonimo romanzo di Frank Herbert, già trasposto sul grande schermo da David Lynch in un film del 1984. Fra le ragioni dello scarso successo di quell’adattamento, ci fu l’altissima difficoltà nel condensare un’opera così densa in un unico film. Per questa ragione, Villeneuve e la Warner Bros hanno concordato sulla necessità di affrontare Dune in maniera analoga a quanto fatto con It di Stephen King, diviso in due diversi lungometraggi. Il film che vedremo in sala il 18 dicembre (la data di uscita è confermata) sarà dunque la prima di due parti. Queste le parole in proposito di Villeneuve:
Non avrei accettato di realizzare questo adattamento del libro in un singolo film. Questo mondo è troppo complesso. Ed è un mondo che trae la propria forza dai dettagli.
Il regista si è poi soffermato sul forte legame con la realtà dell’opera di Herbert, incentrata su un pianeta sfruttato fino all’estremo, proprio come la nostra Terra:
Non importa cosa crediamo, la Terra sta cambiando e dovremo adattarci. Penso che Dune, questo libro, sia stato scritto nel 20° secolo. Era un lontano ritratto della realtà del petrolio, del capitalismo e dello sfruttamento eccessivo della Terra. Oggi le cose vanno semplicemente peggio. È un racconto di formazione, ma anche un invito all’azione per i giovani.
Timothée Chalamet sarà il protagonista di Dune, Paul Atreides. Paul pensa di essere solo un ragazzo che fatica a trovare il proprio posto nel mondo, ma in realtà è in grado di cambiarlo quel mondo. Ha un dono soprannaturale che gli permette di sfruttare e liberare l’energia, guidare gli altri e fondersi con il cuore del suo nuovo mondo. Vanity Fair lo paragona scherzosamente a una sorta di Greta Thunberg, trasformata però in una Jedi con un diploma di Hogwarts. Paul proviene da una potente famiglia galattica con un nome che suona come una costellazione: la Casata Atreides. Suo padre e sua madre, il duca Leto (interpretato da Oscar Isaac) e Lady Jessica (Rebecca Ferguson), portano il figlio dal loro lussureggiante mondo, che ricorda la Scandinavia, al controllo dell’estrazione di spezie su Arrakis.
Ciò che segue è uno scontro con la criminale Casata Harkonnen, guidata dal mostruoso Barone Vladimir (Stellan Skarsgård), un mammut con appetiti spietati. Il barone, creato con protesi di tutto il corpo, assomiglia a un rinoceronte in forma umana. Queste le parole di Villeneuve in proposito:
Per quanto ami profondamente il libro, ho sentito che il barone stava flirtando troppo con la caricatura, e ho cercato di portargli un po’ più di spessore. Ecco perché ho scelto Stellan. Stellan ha qualcosa negli occhi. Senti che c’è qualcuno che pensa, pensa, pensa: che ha tensione e sta calcolando dentro, nel profondo dei suoi occhi. Posso testimoniare: può essere abbastanza spaventoso.
Chalamet ha poi parlato della difficoltà delle riprese di Dune sotto il sole cocente di Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti:
Ricordo di essere uscito dalla mia stanza alle 2 del mattino, e probabilmente c’erano già 37 gradi. Le temperature a volte salivano fino a 48 gradi. Se si faceva troppo caldo, ci mettevano un berretto in testa. Non ricordo il numero esatto, ma era impossibile continuare a lavorare. In qualche modo, è stato utile essere nelle tute e raggiungere quel livello di stanchezza.
Rebecca Ferguson ha poi speso qualche parola su Lady Jessica, la madre di Paul da lei interpretata:
È una madre, è una concubina, è un soldato. Denis era molto rispettoso del lavoro di Frank nel libro, ma la qualità degli archi per gran parte delle donne è stata portata a un nuovo livello. Ha fatto alcuni cambiamenti, e ora sono magnificamente rappresentate.
Un altro personaggio che Villeneuve ha modificato è quello di Liet Kynes, ecologista di Arrakis. Nel romanzo di Herbert è un uomo bianco (nel film di Lynch fu interpretato da Max von Sydow), mentre nella trasposizione del regista canadese è una donna di colore, cioè Sharon Duncan-Brewster. Queste le parole dell’attrice:
Denis mi ha detto che mancavano personaggi femminili nel suo cast, e lui è sempre stato molto femminista e a favore delle donne, per cui voleva scrivere il ruolo per una donna. Questo essere umano riesce sostanzialmente a mantenere la pace tra molte persone. Le donne sono molto brave in questo, quindi perché Kynes non può essere una donna? Perché Kynes non dovrebbe essere una donna?
In conclusione, qualche parola di Villeneuve sul suo impegno in Dune:
È un libro che affronta la politica, la religione, l’ecologia, la spiritualità, e con molti personaggi. Penso che sia per questo che è così difficile. Onestamente, è di gran lunga la cosa più difficile che abbia fatto nella mia vita.
Netflix
Possible Love: il trailer e il poster del film di Lee Chang-dong
Netflix diffonde il poster italiano di Possible Love, il film di Lee Chang-dong in Concorso alla Mostra di Venezia 83. In streaming dal 6 novembre.

È online il nuovo poster italiano di Possible Love, il film di Lee Chang-dong in Concorso alla 83ª Mostra internazionale d’arte cinematografica della Biennale di Venezia. Il film sarà disponibile su Netflix dal 6 novembre.
Possible Love: il trailer del film
Possible Love racconta la storia intrecciata di due coppie sposate che si trovano ad affrontare percorsi diversi e desideri nascosti. Mi-ok (Jeon Do-yeon) conduce una vita tranquilla insieme al marito Ho-seok (Sul Kyung-gu), che ha perso il lavoro, e al loro giovane figlio Cheol, finché un funerale non li porta a entrare in contatto con Ye-ji (Cho Yeo-jeong), una documentarista che sta realizzando un film sui lavoratori licenziati, e con suo marito Sang-woo (Zo In-sung).
Lo stile di vita agiato di questa coppia si pone in netto contrasto con il loro, e quando Mi-ok accetta di essere ripresa si avvicina a Ye-ji, ritrovandosi suo malgrado attratta dall’impenetrabile Sang-woo. Quando i loro mondi entrano in collisione, iniziano a emergere delle crepe nella loro quotidianità.
Il ritorno di Lee Chang-dong
A otto anni dal suo ultimo film, l’acclamato regista di Burning – L’amore brucia, Poetry e Secret Sunshine porta in Possible Love il suo inconfondibile stile, catturando le emozioni mutevoli, i conflitti e le diverse prospettive che plasmano queste relazioni.
Il film è scritto da Lee Chang-dong e Oh Jung-mi, prodotto da Pinehouse Film, Anonymous Content e NOWFILM. Direttore della fotografia è Kim Ji-yong, la scenografia è di Jang Min-woo, le musiche di Jung Jaeil, il montaggio di Kim Da-won e i costumi di Yi Choong-yun.
Trovate qui il programma completo di Venezia 83. Possible Love sarà disponibile solo su Netflix dal 6 novembre. In conclusione, ecco il poster ufficiale del film.

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Mio zio Jens: il trailer del film di Brwa Vahabpour
Online il trailer e il poster di Mio zio Jens, esordio nel lungometraggio di Brwa Vahabpour: al cinema dall’1 ottobre con Cineclub Internazionale.

Sono online il trailer e il poster di Mio zio Jens, esordio nel lungometraggio del regista curdo-norvegese Brwa Vahabpour, nelle sale italiane dall’1 ottobre con Cineclub Internazionale Distribuzione. Una produzione norvegese e rumena di 98 minuti che attraverso il rapporto tra un giovane cresciuto in Norvegia e lo zio arrivato dal Kurdistan iraniano affronta con ironia il tema della migrazione e il legame con le proprie radici.
Il trailer ufficiale di Mio zio Jens
Questa la sinossi ufficiale del film:
Al centro della storia c’è Akam, un giovane insegnante di letteratura che conduce una vita tranquilla a Oslo. Il suo equilibrio viene improvvisamente sconvolto dall’arrivo di Khdr, lo zio giunto dalla regione iraniana del Kurdistan. Nonostante condivida già un piccolo appartamento con alcuni amici, Akam si sente moralmente obbligato a ospitarlo per qualche giorno. Ma quella che dovrebbe essere una breve visita si trasforma presto in una convivenza ben più lunga del previsto. Tra incomprensioni, tensioni domestiche e situazioni dal risvolto comico, Akam comincia a intuire che dietro l’arrivo dello zio si nasconde qualcosa di più profondo di una semplice visita familiare. Una serie di rivelazioni ed eventi inattesi porterà così i due uomini a confrontarsi con il proprio passato, con le rispettive responsabilità e con il significato stesso di sentirsi a casa.
La lingua come potere e come fragilità
Un ruolo fondamentale è affidato alla lingua, che nel film diventa molto più di uno strumento di comunicazione. Proprio per questo Cineclub Internazionale ha scelto di mantenere entrambe le lingue parlate nel film senza doppiaggio italiano, accompagnandole soltanto con i sottotitoli.
Mio zio Jens ha ricevuto il patrocinio di Amnesty International Italia, con questa motivazione: «Tra battute e dialoghi arguti che suscitano molti sorrisi, Mio zio Jens racconta le dinamiche sempre più complesse dell’asilo in Europa e spiega da dove e perché il popolo curdo fugga».
In conclusione, ecco il poster ufficiale del film.

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12 12 12: le prime immagini della serie con Anthony Mackie e Jamie Dornan
Apple TV svela le prime immagini di 12 12 12, l’heist drama in otto episodi con Anthony Mackie e Jamie Dornan, in arrivo dal 13 novembre.

Apple TV ha svelato le prime immagini di 12 12 12, l’heist drama con Anthony Mackie e Jamie Dornan, entrambi protagonisti e produttori esecutivi. La serie debutterà il 13 novembre con i primi due episodi degli otto totali, seguiti da un nuovo episodio ogni venerdì fino al 25 dicembre.
12 12 12, tre linee temporali per una rapina
Dodici mesi per pianificare il colpo, dodici ore per metterlo a segno, dodici giorni per uscirne vivi: ogni episodio si sviluppa lungo queste tre linee temporali legate alla stessa rapina. La serie segue un agente dell’FBI caduto in disgrazia, interpretato da Mackie, e un criminale professionista americano, interpretato da Dornan, che si fronteggiano in un serrato gioco del gatto e del topo attraverso l’Europa. Al centro della storia c’è l’assalto a un caveau bancario nelle profondità delle strade di Zurigo.
Il cast e gli autori
Oltre a Mackie e Dornan, il cast corale comprende Jack Kesy, Agathe Rousselle, Sallie Harmsen, José Garcia e Kali Reis. La serie è creata e prodotta da Dudi Appleton e Jim Keeble, mentre Kari Skogland dirige diversi episodi, incluso il primo, ed è anche produttrice esecutiva.
Fra i produttori esecutivi figurano gli stessi Dornan e Mackie, quest’ultimo attraverso la sua casa di produzione Make It With Gravy, insieme a Samantha Corbin-Miller, David Knoller e Jason Spire per Inspire Entertainment. La produzione è di Paramount Television Studios e Anonymous Content.
12 12 12 arriverà su Apple TV dal 13 novembre.









