Flavio Bucci è morto: addio a un grande caratterista del cinema italiano

A causa di un infarto, si è spento a 72 anni nella sua abitazione a Passoscuro, frazione del comune di Fiumicino, il celebre attore italiano Flavio Bucci. A dare la notizia tramite i propri account social è stato il sindaco di Fiumicino, Esterino Montino. Ci lascia uno splendido caratterista, protagonista di un centinaio di film, miniserie e serie TV, nonché di innumerevoli opere teatrali. Fra le sue interpretazioni più celebri, spiccano certamente quelle di Don Bastiano ne Il marchese del Grillo di Mario Monicelli e di Antonio Ligabue nello sceneggiato televisivo Ligabue di Salvatore Nocita, datato 1977.

La carriera di Flavio Bucci

Flavio Bucci in Suspiria di Dario Argento

Nato a Torino, ma di origini molisane, Flavio Bucci si formò come attore presso il Teatro Stabile del capoluogo torinese. Grazie a questa esperienza fu notato da Elio Petri, che lo fece prima esordire sul grande schermo nel suo capolavoro La classe operaia va in paradiso in una piccola parte, per poi ingaggiarlo per il ruolo di protagonista ne La proprietà non è più un furto. L’inizio di una luminosa e variegata carriera. Oltre ai ruoli già citati, meritano indubbiamente una menzione anche le partecipazioni di Bucci ne L’ultimo treno della notte di Aldo LadoSuspiria di Dario Argento, Le due vite di Mattia Pascal di Monicelli, Tex e il signore degli abissi di Duccio Tessari e nelle miniserie televisive La piovra e I promessi sposi.

In tempi più recenti, lo ricordiamo in Caterina va in città di Paolo Virzì e Il divo di Paolo Sorrentino, in cui ricoprì il ruolo di Franco Evangelisti. Capace di tratteggiare un personaggio con pochi gesti, con la sua poliedricità e con la sorprendente espressività del suo volto, Flavio Bucci seppe distinguersi anche come doppiatore, prestando la propria voce a John Travolta ne La febbre del sabato sera, Grease e Attimo per attimo. Nel 2018, fece scalpore una sua sincera intervista al Corriere della Sera, in cui si soffermò sulle sue precarie condizioni economiche e sugli eccessi della sua vita, pur senza rimpiangere un’esistenza piena di emozioni, esperienze e soddisfazioni. A pochi giorni dalla partenza per una tournée teatrale per lo spettacolo E pensare che ero partito così bene, basato sulla sua vita, è arrivata la morte improvvisa, che ci priva di un gigante della recitazione.

 

Marco Paiano

Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per N3rdcore. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.