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Golden Globe sotto accusa: l’HFPA corre ai ripari e promette cambiamenti

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Nel giro di pochi giorni, i Golden Globe sono passati dallo status di vera e propria istituzione hollywoodiana a evento sotto accusa da più fronti, al punto che la Hollywood Foreign Press Association, l’associazione della stampa estera che gestisce i premi, si è trovata costretta a correre ai ripari. Fra le prime persone a smuovere le acque in questo senso c’è stata Scarlett Johansson, che ha rilasciato a Variety una dichiarazione al vetriolo:

Da un interprete che promuove un film, ci si aspetta la partecipazione alla stagione dei premi, comprese le conferenze stampa e gli eventi di premiazione. In passato, questo ha spesso significato affrontare domande e osservazioni sessiste da parte di alcuni membri dell’HFPA, che rasentavano le molestie sessuali. È il motivo esatto per cui, per molti anni, ho rifiutato di partecipare alle loro conferenze. L’HFPA è un’organizzazione che è stata legittimata da persone del calibro di Harvey Weinstein ad accumulare slancio per il riconoscimento dell’Accademia. Finché non ci sarà una necessaria e fondamentale riforma all’interno dell’organizzazione, credo sia giunto il momento di fare un passo indietro rispetto all’HFPA e di concentrarci sull’importanza e la forza dell’unità all’interno dei nostri sindacati e del settore nel suo complesso.

Mark Ruffalo ha seguito l’esempio della collega, affermando su Twitter di non sentirsi orgoglioso o felice di essere stato destinatario di questo premio in passato.

Gli attacchi ai Golden Globe: da Scarlett Johansson a Tom Cruise

 

Golden Globe

A seguito dell’immobilismo da parte dei vertici dell’HFPA, che si sono limitati a un voto in direzione di una maggiore inclusione, anche Netflix ha preso le distanze dall’associazione, attraverso una lettera del CEO Ted Sarandos al Comitato Direttivo, pubblicata da Deadline:

Come molti nel nostro settore, stavamo aspettando l’annuncio di oggi nella speranza che si riconoscesse l’ampiezza dei problemi che l’HFPA deve affrontare e che si fornisse una chiara tabella di marcia per il cambiamento. Il voto di oggi è un primo passo importante. Tuttavia, non crediamo che queste nuove politiche proposte – in particolare riguardo alle dimensioni e alla velocità della crescita dei soci – affronteranno le sfide sistemiche di diversità e inclusione dell’HFPA o la mancanza di standard chiari su come i membri dovrebbero operare. Quindi interromperemo qualsiasi attività con la vostra organizzazione fino a quando non verranno apportate modifiche più significative.

Sappiamo che avete molti membri ben intenzionati che desiderano un vero cambiamento e che tutti noi abbiamo molto lavoro da fare per creare un’industria equa e inclusiva, ma Netflix e molti dei talent e dei creatori con cui lavoriamo non possono ignorare il fallimento collettivo dell’HFPA nell’affrontare queste questioni cruciali con urgenza e rigore.

Anche Tom Cruise ha aderito alla protesta generale, restituendo i tre Golden Globe da lui vinti nel corso della sua carriera, come riportato anche in questo caso da Deadline.

La risposta dell’HFPA

Nomadland

Nomadland, vincitore di due Golden Globe

L’ultima spallata all’HFPA è arrivata dalla NBC, l’emittente che trasmette la cerimonia di consegna dei premi. In una dichiarazione a Variety, i vertici NBC hanno annunciato che non manderanno in onda i Golden Globe 2022:

Continuiamo a credere che l’HFPA sia impegnata in una riforma significativa. Tuttavia, un cambiamento di questa portata richiede tempo e lavoro e siamo fermamente convinti che l’HFPA abbia bisogno di tempo per farlo bene. Pertanto, la NBC non trasmetterà i Golden Globe del 2022. Supponendo che l’organizzazione esegua il suo piano, speriamo di essere in grado di mandare in onda lo spettacolo a gennaio 2023.

Con le spalle al muro, l’HFPA ha diramato un comunicato nel quale si illustra un calendario delle varie azioni l’associazione metterà in atto, accompagnato da questa dichiarazione di intenti:

Indipendentemente dalla prossima data di messa in onda dei Golden Globe, l’implementazione di cambiamenti trasformazionali il più rapidamente e il più attentamente possibile rimane la massima priorità per la nostra organizzazione. Invitiamo i nostri partner del settore al tavolo per lavorare con noi sulla riforma del sistema che è attesa da tempo, sia nella nostra organizzazione che all’interno del settore in generale.

Non mancheremo di aggiornarvi su ulteriori sviluppi di questo vero e proprio terremoto, che sta scuotendo le fondamenta di Hollywood.

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Venezia 78: la selezione ufficiale della prossima Mostra del Cinema

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Venezia 78

Si apre il sipario su Venezia 78, edizione della Mostra del Cinema ricca di opere dal fortissimo richiamo sul pubblico e sugli addetti ai lavori. Fra gli altri, vedremo infatti Madres Paralelas di Pedro AlmodóvarThe Power of the Dog di Jane CampionSpencer di Pablo Larraín, Freaks Out di Gabriele Mainetti, È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino, Halloween Kills di David Gordon Green, The Last Duel di Ridley ScottDune di Denis VilleneuveLast Night in Soho di Edgar Wright. Di seguito, l’elenco completo di quello che vedremo durante la prossima Mostra del Cinema, guidata da Alberto Barbera.

Venezia 78: la selezione ufficiale

Concorso ufficiale di Venezia 78

  • Madres Paralelas di Pedro Almodóvar (film di apertura di Venezia 78)
  • Mona Lisa and the Blood Moon di Ana Lily Amirpour
  • Un autre monde di Stéphane Brizé
  • The Power of the Dog di Jane Campion
  • America latina di Damiano e Fabio D’Innocenzo
  • L’événement di Audrey Diwan
  • Competencia Oficial di Gaston Duprat e Mariano Cohn
  • Il buco di Michelangelo Frammartino
  • Sundown di Michel Franco
  • Illusions perdues di Xavier Giannoli
  • The Lost Daughter di Maggie Gyllenhaal
  • Spencer di Pablo Larraín
  • Freaks Out di Gabriele Mainetti
  • Qui rido io di Mario Martone
  • On the Job: The Missing 8 di Erik Matti
  • Leave No Traces di Jan P. Matuszyński
  • Captain Volkonogov Escaped di Natasha Merkulova e Aleksey Chupov
  • The Card Counter di Paul Schrader
  • È stata la mano di Dio di Paolo Sorrentino
  • Reflection di Valentyn Vasyanovych
  • La Caja di Lorenzo Vigas

Venezia 78 – Fuori concorso

Fiction

  • Il bambino nascosto di Roberto Andò (film di chiusura di Venezia 78)
  • Les Choses Humaines di Yvan Attal
  • Ariaferma di Leonardo di Costanzo
  • Halloween Kills di David Gordon Green
  • La scuola cattolica di Stefano Mordini
  • Old Henry di Potsy Ponciroli
  • The Last Duel di Ridley Scott
  • Dune di Denis Villeneuve
  • Last Night in Soho di Edgar Wright

Non-fiction

  • Life of Crime 1984-2020 di Jon Alpert
  • Tranchées di Loup Bureau
  • Viaggio nel crepuscolo di Augusto Contento
  • Republic of Silence di Diana El Jeiroudi
  • Halleluja: Leonard Cohen, A Journey, A Song di Daniel Geller e Dayna Goldfine
  • DeAndré#DeAndré, Storia di un impiegato di Roberta Lena
  • Django & Django di Luca Rea
  • Ezio Bosso. Le cose che restano di Giorgio Verdelli

Serie TV

  • Scenes from a marriage di Hagai Levi

Cortometraggi

  • Plastic semiotic di Radu Jude
  • The Night di Tsai Ming-Lang
  • Sad Film di Vasili

Proiezioni speciali

  • Le 7 giornate di Bergamo di Simona Ventura
  • La Biennale di Venezia: il cinema al tempo del Covid di Andrea Segre

Biennale College Cinema

  • Al Oriente di José María Avilés
  • La tana di Beatrice Baldacci
  • Nuestros dias mas felices di Sol Berruezo Pichon-Rivière
  • La santa piccola di Silvia Brunelli
  • The Cathedral di Ricky D’Ambrose
  • Mon père, le diable di Ellie Foumbi
  • Lavrynthos di Fabito Rychter e Amir Admoni

Venezia 78 Orizzonti

  • Atlantide di Yuri Ancarani
  • Miracol di Bogdan George Apetri
  • Piligrimai di Laurynas Bareisa
  • Il Paradiso del pavone di Laura Bispuri
  • Pu Bu di Mong-hong Chung
  • El Hoyo en la cerca di Joaquin Alejandro del Paso Puente
  • Amira di Mohamed Diab
  • Les Promesses di Thomas Kruithof
  • À plein temps di Eric Gravel
  • Cenzorka di Peter Kerekes
  • Wela di Jakrawal Nilthamrong
  • El otro Tom di Rodrigo Plà
  • Vera Andrron Detin di Kaltrina Krasniqi
  • Bodeng Sar di Kavich Neang
  • El gran movimiento di Kiro Russo
  • Once upon a time in Calcutta di Aditya Vikram Sengupta
  • Nosorih di Oleh Sentsov
  • True Things di Harry Wootliff
  • Inu-oh di Masaaki Yuasa

Orizzonti Extra

  • Land of Dreams di Shirin Neshat e Shoja Azari
  • Costa Brava di Mounia Akl
  • Mama, Ya Doma di Vladimir Bitokov
  • Ma nuit di Antoinette Boulat
  • La ragazza ha volato di Wilma Labate
  • 7 Prisioneiros di Alexandre Moratto
  • The blind man who did not want to see Titanic di Teemu Nikki
  • La macchina delle immagini di Alfredo C. di Roland Sejko
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Green Pass: dal 6 agosto sarà obbligatorio per andare al cinema

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Green Pass

Con una nota ufficiale, il governo italiano, sotto la presidenza del Presidente del Consiglio Mario Draghi, ha diramato le regole e le linee guida che disciplineranno l’accesso a eventi e luoghi all’aperto e al chiuso, fra cui le sale cinematografiche. A partire dal 6 agosto, per poter andare al cinema sarà necessario il Green Pass, che si può ottenere dopo aver ricevuto almeno la prima dose vaccinale Sars-CoV-2, con l’attestazione della guarigione dal Covid-19 da al massimo 6 mesi o con l’effettuazione di un test molecolare o antigenico rapido con risultato negativo al virus, con validità di 48 ore. Il Green Pass sarà necessario per accedere alle seguenti attività o ambiti:

  • Servizi per la ristorazione svolti da qualsiasi esercizio per consumo al tavolo al chiuso
  • Spettacoli aperti al pubblico, eventi e competizioni sportivi
  • Musei, altri istituti e luoghi della cultura e mostre
  • Piscine, centri natatori, palestre, sport di squadra, centri benessere, anche all’interno di strutture ricettive, limitatamente alle attività al chiuso
  • Sagre e fiere, convegni e congressi
  • Centri termali, parchi tematici e di divertimento
  • Centri culturali, centri sociali e ricreativi, limitatamente alle attività al chiuso e con esclusione dei centri educativi per l’infanzia, i centri estivi e le relative attività di ristorazione
  • Attività di sale gioco, sale scommesse, sale bingo e casinò
  • Concorsi pubblici

Green Pass: le regole sulla capienza, al chiuso e all’aperto

Le nuove regole disciplinano anche le norme di distanziamento e la capienza degli ambienti. Queste le indicazioni del governo:

In zona bianca e in zona gialla, gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche, locali di intrattenimento e musica dal vivo e in altri locali o spazi anche all’aperto, sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non siano abitualmente conviventi, sia per il personale, e l’accesso è consentito esclusivamente ai soggetti muniti di una delle certificazioni verdi Covid-19.

Nella zona bianca, la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata all’aperto e al 25 per cento al chiuso nel caso di eventi con un numero di spettatori superiore rispettivamente a 5.000 all’aperto e 2.500 al chiuso.

In zona gialla la capienza consentita non può essere superiore al 50 per cento di quella massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non può comunque essere superiore a 2.500 per gli spettacoli all’aperto e a 1.000 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala. Le attività devono svolgersi nel rispetto di linee guida adottate.

Infine, ecco le sanzioni per la violazione delle norme sul Green Pass:

I titolari o i gestori dei servizi e delle attività autorizzati previa esibizione del Green pass sono tenuti a verificare che l’accesso a questi servizi e attività avvenga nel rispetto delle prescrizioni. In caso di violazione può essere elevata una sanzione pecuniaria da 400 a 1000 euro sia a carico dell’esercente sia dell’utente. Qualora la violazione fosse ripetuta per tre volte in tre giorni diversi, l’esercizio potrebbe essere chiuso da 1 a 10 giorni.

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Venezia 78: la composizione delle giurie internazionali

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Venezia 78

Con la conferenza stampa di presentazione di Venezia 78 ormai alle porte (appuntamento per lunedì 26 luglio alle 11 sul sito de La Biennale e sui canali social), continuano gli annunci riguardanti la prossima edizione della Mostra del Cinema. L’ultima novità riguarda la composizione delle giurie internazionali. Oltre al presidente di giuria Bong Joon-ho, il concorso ufficiale potrà contare anche su colei che ha conquistato l’ultimo Oscar per la migliore regia, cioè Chloé Zhao. Insieme a loro, altre personalità di spicco come il regista italiano Saverio Costanzo e la star hollywoodiana Cynthia Erivo. Di seguito, la composizione delle giurie.

Le giurie di Venezia 78

Venezia 2020

Un’immagine di Nomadland di Chloé Zhao

Concorso Venezia 78

  • Bong Joon-ho – presidente (Corea del Sud), regista e sceneggiatore premio Oscar, è una delle voci più originali del cinema contemporaneo. È autore di pietre miliari del cinema coreano quali Memories of Murder (2003), The Host (2006) e Mother (2009). Ha ottenuto la consacrazione definitiva a livello internazionale nel 2019 grazie a Parasite, vincitore di una lunga serie di prestigiosi riconoscimenti tra cui la Palma d’oro a Cannes, un Golden Globe, un Critics Choice Award, due BAFTA e quattro Oscar per il miglior film, miglior film internazionale, miglior regista e miglior sceneggiatura originale.
  • Saverio Costanzo (Italia), regista e sceneggiatore, ha presentato a Venezia La solitudine dei numeri primi (2010), il suo terzo film, tratto dal romanzo omonimo di Paolo Giordano, nonché Hungry Hearts (2014) con Alba Rohrwacher e Adam Driver, che si sono aggiudicati le due Coppe Volpi per le migliori interpretazioni femminile e maschile
  • Virginie Efira (Belgio/Francia), attrice, ha interpretato Tutti gli uomini di Victoria, presentato nel 2016 a Cannes alla Settimana della Critica, ricevendo gli elogi della critica. Ha quindi preso parte al pluripremiato Elle (2016) di Paul Verhoeven e a Un amour impossible (2018) di Catherine Corsini, per il quale è stata nominata come miglior attrice ai César. 
  • Cynthia Erivo (Gran Bretagna) è attrice teatrale e cinematografica, cantante e compositrice. Per la sua interpretazione nello spettacolo Il colore viola ha ottenuto numerosi riconoscimenti tra cui un Tony Award, un Grammy Award e un Daytime Emmy Award. Nel 2018 ha esordito al cinema con 7 sconosciuti a El Royale di Drew Goddard.
  • Sarah Gadon (Canada), attrice e produttrice canadese, ha ottenuto visibilità internazionale grazie a A Dangerous Method di David Cronenberg, presentato in concorso a Venezia nel 2011. Ha proseguito la collaborazione con Cronenberg nei successivi Cosmopolis (2012) e Maps to the Stars (2014).
  • Alexander Nanau (Romania), regista fra i più significativi del cinema rumeno, ha diretto a oggi quattro documentari presentati nei più importanti festival internazionali.
  • Chloé Zhao (Cina) è una regista, sceneggiatrice, montatrice e produttrice cinese. È nata a Pechino ed è cresciuta anche a Brighton, Inghilterra. Dopo essersi trasferita negli Stati Uniti, ha studiato Scienze politiche al Mount Holyoke College e Film Production alla NYU. Il suo debutto nel cinema, Songs My Brothers Taught Me, è stato presentato nel 2015 al Sundance. La sua opera seconda The Rider era nel 2017 alla Quinzaine di Cannes e ha ottenuto l’Art Cinema Award. Il suo lavoro più recente, Nomadland, ha avuto nel 2020 l’anteprima a Venezia, dove ha vinto il Leone d’Oro.

La Giuria di Venezia 78 assegnerà ai lungometraggi in Concorso i seguenti premi ufficiali: Leone d’Oro per il miglior film, Leone d’Argento – Gran Premio della Giuria, Leone d’Argento – Premio per la migliore regia, Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile, Premio Speciale della Giuria, Premio per la migliore sceneggiatura, Premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente.

Orizzonti

  • Jasmila Žbanić – presidente (Bosnia ed Erzegovina), regista e sceneggiatrice, è nata a Sarajevo nel 1974. Agli inizi ha lavorato come marionettista e come clown. Con il suo lungometraggio d’esordio Grbavica si è aggiudicata l’Orso d’oro alla Berlinale 2006, così come il premio dell’American Film Institute e altri. I suoi film, presentati ai più importanti festival e distribuiti in tutto il mondo, sono prodotti da Deblokada, un’associazione artistica di sua fondazione. Nel 2020 ha presentato in concorso a Venezia Quo Vadis, Aida? da lei scritto e diretto, nominato agli Oscar e ai Bafta come miglior film internazionale.
  • Mona Fastvold (Norvegia), regista e sceneggiatrice, ha diretto il suo primo lungometraggio The Sleepwalker nel 2014, presentato in anteprima al Sundance. Il film è co-sceneggiato da Brady Corbet con il quale collabora anche in L’infanzia di un capo (2015), vincitore del premio Orizzonti per la miglior regia e del premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis” a Venezia. Ha scritto le sceneggiature di Vox Lux (2018), insieme al regista Brady Corbet, e di The Mustang (2019), insieme alla regista Laure de Clermont-Tonnerre. Nel 2020 ha presentato in concorso a Venezia The World to Come.
  • Shahram Mokri (Iran), regista, sceneggiatore e critico cinematografico, ha diretto il suo primo lungometraggio nel 2008, Ashkan, the Charmed Ring and other Stories, presentato al festival di Pusan. Nel 2013 il successivo Fish & Cat ha vinto il Premio Speciale Orizzonti per il contenuto innovativo a Venezia. Ha presentato Invasion a Berlino, nel 2018. Nel 2020 è tornato a Venezia con il suo terzo film, Careless Crime.
  • Josh Siegel (USA) è curatore della sezione cinematografica del MoMA di New York, per il quale ha organizzato numerose mostre. Nel 2007 ha ricevuto il MoMA’s Lee Tenenbaum Award. Per il MoMA si è occupato dell’acquisizione di molti film e numerose installazioni artistiche, entrate a far parte della collezione permanente del museo. Josh Siegel ha co-fondato To Save and Project: The MoMA International Festival of Film Preservation, un festival che presenta film restaurati da parte di filmmaker, distributori, studios e archivi di tutto il mondo.
  • Nadia Terranova (Italia), scrittrice, è autrice di numerosi romanzi e libri per ragazzi tra cui: Gli anni al contrario (Einaudi 2015, premio Bagutta Opera Prima e The Bridge Book Award), Addio fantasmi (Einaudi 2018, finalista al premio Strega 2019) e Omero è stato qui (Bompiani 2019, selezionato nella dozzina del Premio Strega Ragazzi). I suoi libri sono stati tradotti in tutto il mondo.

La Giuria Orizzonti assegnerà – senza possibilità di ex-aequo – i seguenti premi: Premio Orizzonti per il miglior film, Premio Orizzonti per la migliore regia, Premio Speciale della Giuria Orizzonti, Premio Orizzonti per la miglior interpretazione femminile, Premio Orizzonti per la migliore interpretazione maschile, Premio Orizzonti per la miglior sceneggiatura, Premio Orizzonti per il miglior cortometraggio.

Premio Venezia 78 Opera Prima “Luigi De Laurentiis” – Leone del Futuro

  • Uberto Pasolini – presidente (Italia), regista, sceneggiatore e produttore, ha esordito alla regia con Machan (2008), vincitore di numerosi premi internazionali. Still Life (2013) ha ottenuto il premio per la miglior regia nella sezione Orizzonti, a Venezia nel 2013. Il suo film più recente è Nowhere Special, con James Norton, anch’esso presentato a Venezia nella sezione Orizzonti nel 2020. Pasolini ha fondato nel 1993 la Red Wave Films, casa di produzione cinematografica con la quale ha prodotto nel 1997 il film The Full Monty, straordinario successo di pubblico in tutto il mondo.
  • Martin Schweighofer (Austria), critico cinematografico, docente e direttore di festival, dal 1992 ha diretto per tre anni il festival cinematografico Diagonale di Salisburgo ed è stato poi direttore esecutivo della AFC Austrian Films. Dal 2013 al 2019 è stato prima vice-presidente e poi presidente della European Film Promotion (EFP).
  • Amalia Ulman (Argentina), artista e regista, ha presentato installazioni e opere di video arte alla Tate Modern, al New Museum, alla Frieze Art Fair, alla Evelyn Yard e alla Whitechapel Gallery. Il suo lungometraggio di debutto El Planeta, è stato acclamato dalla critica e presentato in anteprima al Sundance nel gennaio 2021.

La Giuria del Premio Venezia Opera Prima assegnerà senza possibilità di ex aequo, tra tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni competitive della Mostra (Selezione ufficiale e Sezioni Autonome e Parallele), il Leone del Futuro – Premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”, e un premio di 100.000 USD, messi a disposizione da Filmauro, che sarà suddiviso in parti uguali tra il regista e il produttore.

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