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How I Met Your Mother: in arrivo la serie sequel con Hilary Duff

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Dopo tanti rumor smentiti negli anni, arriva finalmente l’ufficialità sul proseguimento di una delle sit-com più amate degli ultimi anni. Stiamo parlando di How I Met Your Mother che, come confermato da Variety, avrà una serie sequel, intitolata How I Met Your Father. La serie è stata commissionata da Hulu e avrà per protagonista Hilary Duff. L’attrice e cantante interpreterà Sophie, intenta a raccontare a suo figlio la storia di come ha incontrato suo padre: una storia che ci catapulta indietro nel 2021, dove Sophie e il suo affiatato gruppo di amici stanno cercando di capire chi sono, cosa vogliono dalla vita e come innamorarsi nell’era delle app di appuntamenti e delle opzioni illimitate. Al momento, non è chiaro se e come How I Met Your Father sarà collegata a How I Met Your Mother.

Da How I Met Your Mother a How I Met Your Father

Questa la dichiarazione di Hilary Duff su How I Met Your Father:

Sono stata incredibilmente fortunata nella mia carriera ad aver interpretato alcuni personaggi meravigliosi e non vedo l’ora di assumere il ruolo di Sophie. In quanto grande fan di How I Met Your Mother, sono onorata e anche un po’ nervoso per il fatto che Carter e Craig si fidino di me per il sequel della loro creatura. Isaac ed Elizabeth sono brillanti e non vedo l’ora di lavorare con loro e con tutto il loro genio. Sto facendo la fangirl qui, per unirmi agli Hulu Originals e alla famiglia di 20th. Mi rendo conto che queste sono scarpe grandi da riempire e sono entusiasta di infilarci il mio 6 ½ di piede!

La nuova serie sequel di How I Met Your Mother avrà per creatori e produttori esecutivi i co-showrunner di This Is Us e  co-creatori di Love, Victor, Isaac Aptaker ed Elizabeth Berger. Anche i creatori di How I Met Your Mother Carter Bays e Craig Thomas sono a bordo come produttori esecutivi. Duff produrrà oltre a recitare, con Adam Londy come co-produttore esecutivo. Questa la dichiarazione di Aptaker e Berger:

Siamo entusiasti di portare How I Met Your Father su Hulu. L’iconica serie originale di Carter e Craig ha rivoluzionato la commedia di mezz’ora e siamo così onorati di prendere il testimone per la prossima generazione – e con Hilary Duff! Non vediamo l’ora che il pubblico incontri Sophie e la sua compagnia e li guardi entrare nella loro realtà e trovare l’amore nella moderna New York City. E speriamo che nessuno pensi che sia strano che Bob Saget interpreti la voce della vecchia Hilary Duff.

Questo invece il commento di Bays e Thomas:

Ragazzi, vi racconterò una storia incredibile: è la storia di come due scrittori hanno avuto la fortuna di realizzare il loro programma televisivo da sogno per nove stagioni e ora riescono a passare il testimone a un nuovo team creativo ispirato con la loro incredibile storia da raccontare, la storia di How I Met Your Father. Siamo onorati della loro passione e visione e non vediamo l’ora di aiutarli a raccontare una nuova storia leggendaria. Grazie a tutti i fan di How I Met Your Mother là fuori che l’hanno aspettato.

How I Met Your Mother è andata in onda su CBS dal 19 settembre 2005 al 31 marzo 2014, per un totale di 208 episodi distribuiti nel corso di nove stagioni. A interpretare i protagonisti Ted, Marshall, Robin, Barney e Lily sono stati Josh RadnorJason SegelCobie SmuldersNeil Patrick HarrisAlyson Hannigan, a cui si è aggiunta nell’ultima stagione Cristin Milioti. Questo non è il primo tentativo di creare un seguito di How I Met Your Mother. La CBS nel 2013 ha infatti ordinato un pilot per How I Met Your Dad, con Greta Gerwig protagonista e Meg Ryan come narratrice. Il progetto alla fine non si è trasformato in una serie.

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Scream (2022): recensione del film di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett

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Dopo la commedia dell’orrore Finché morte non ci separiMatt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett si confrontano con una pietra miliare del cinema horror come Scream, dando vita a quello che, come enunciato dagli stessi protagonisti del film, si presenta come un vero e proprio “requel” della serie, a metà strada fra un classico sequel e un vero e proprio reboot. Un’attitudine rimarcata dal titolo: nonostante sia a tutti gli effetti il quinto capitolo della serie creata dal genio di Wes Craven, Scream porta infatti lo stesso nome del capostipite, senza il suffisso del numero 5.

Sono passati 10 anni da Scream 4 e dagli eventi in esso raccontati. Il mondo è totalmente cambiato, e con lui il cinema horror, indirizzato verso una svolta più autoriale dai vari Jordan Peele, Robert Eggers e Ari Aster. A non cambiare è però la fascinazione della cittadina di Woodsboro, teatro della ripetuta odissea personale di Sidney Prescott e delle persone a lei care. In uno dei tanti squisiti rimandi al primo film della serie, assistiamo così a una riproposizione della leggendaria intro con protagonista Drew Barrymore, che vede stavolta al centro delle attenzioni dell’iconico ghostface Jenna Ortega e la sua Tara Carpenter (il cui cognome è un chiaro omaggio a un maestro del cinema horror).

Tara ama Babadook, è inseparabile dal suo smartphone ed è forte di un sistema di sicurezza che le permette di bloccare istantaneamente le porte di casa, ma come quella ragazza del 1996 si ritrova sola e indifesa davanti all’orrore e alla follia. È l’inizio di una nuova ondata di terrore e violenza che, come da tradizione della serie, è anche uno spunto di riflessione sullo stato del cinema e sui vizi e le ossessioni degli stessi cinefili.

Il nuovo Scream è il “requel” che ci meritiamo

Scream

Il nuovo Scream sfrutta abilmente il canovaccio dei capitoli precedenti, adattandolo al panorama dell’intrattenimento contemporaneo. Abbiamo infatti ancora un impianto da giallo (chi è l’assassino? O meglio, chi sono gli assassini?) applicato a dinamiche da horror adolescenziale, con immancabili feste e un gruppo di giovani protagonisti uno più ambiguo dell’altro. Non manca ovviamente la rivisitazione delle regole del cinema horror, proposte nel primo film dal personaggio di Randy Meeks e aggiornate nei vari sequel. È proprio a margine di queste regole che Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett mettono in scena una pungente satira del cinema contemporanea, senza paura di fare nomi e cognomi.

Emblematica è la menzione a Stab 8, ottavo capitolo della serie fittizia basata sugli eventi dei film di Scream, odiato dai fan perché il regista (lo stesso di Cena con delitto – Knives Out) si sarebbe macchiato di mancanza di rispetto nei loro confronti. Non è difficile unire i puntini e leggere in questo passaggio un attacco ai fan di Star Wars, che nel 2017 hanno riversato tutto il loro odio su Rian Johnson, regista appunto di Cena con delitto – Knives Out e colpevole secondo loro di aver stravolto il canone della saga nell’ottavo episodio Star Wars: Gli ultimi Jedi.

In un’ottica più generale, è l’intera industria hollywoodiana a essere messa sul banco degli imputati e definita senza metti termini “priva di idee”. Proprio i recenti progetti legati a Star Wars, insieme a Ghostbusters: Legacy e alla nuova trilogia di Halloween (protagonista anche di un obbrobrioso errore di adattamento su Jamie Lee Curtis nel doppiaggio italiano), diventano l’oggetto di un’analisi sui sequel moderni, che richiedono immancabilmente la presenza dei vecchi protagonisti delle saghe e di nuovi e più giovani personaggi a loro legati da vari rapporti di parentela.

Le scelte di casting

Da fine opera meta-cinematografica, il nuovo Scream rispetta lo spirito della serie e si immerge nella stessa critica che porta avanti, utilizzando proprio le parentele fra vecchi e nuovi protagonisti come pietra angolare su cui imbastire la trama. Qui cominciano le note dolenti di questo requel, in quanto nessuno dei nuovi personaggi (dalla già citata Jenna Ortega a Melissa Barrera) dimostra di avere il carisma necessario per ereditare il peso di una serie che si tramanda dal 1996, anche attraverso le demenziali parodie degli Scary Movie. Non è un caso che Scream ingrani la marcia proprio quando entrano in scena volti noti come Neve CampbellDavid ArquetteCourteney Cox, chiamati a guidare la riscossa contro lo strapotere di Ghostface, autore della sua immancabile mattanza.

In ottica meta-cinematografica, spiccano però alcune scelte di casting, come quelle di Dylan Minnette (già visto in Tredici), Mikey Madison (interprete di una delle seguaci di Charles Manson in C’era una volta a… Hollywood) e quella di Jack Quaid, figlio di Meg Ryan e Dennis Quaid ma soprattutto identico al giovane Joshua Jackson, interprete di Pacey in Dawson’s Creek. Come sempre, il Diavolo si nasconde nei dettagli: la mente dietro alla serie teen drama (esplicitamente citata in questo capitolo) e alla saga di Scream è sempre la stessa, cioè il talentuoso Kevin Williamson, in questo caso solamente produttore esecutivo.

L’ambizione di questo requel è chiaramente quello di dare un nuovo impulso a una serie che (almeno sul grande schermo) era ferma dal 2011. Restano i dubbi sull’effettiva possibilità da parte delle nuove leve di portare sulle proprie spalle il futuro di Scream. Probabilmente, per dare un seguito a questa pregevole operazione ci sarà ancora bisogno delle due eroine Neve Campbell e Courteney Cox.

L’eredità di Scream

Scream

Non stupisce che anche il quinto capitolo di una saga genuinamente e orgogliosamente derivativa poggi interamente sulle solide spalle dei precedenti episodi, sulla cultura pop contemporanea e su dinamiche ben consolidate. In particolare, i fan della prima ora del gioiello di Wes Craven e Kevin Williamson riconosceranno situazioni, inquadrature e dialoghi già messi in scena nei precedenti capitoli, e non faticheranno a intuire chi possa nascondersi dietro la maschera di Ghostface. A sorprendere di questo Scream non è però la soluzione del mistero, quanto piuttosto la motivazione alla base dell’ennesima scia di sangue a Woodsboro, che anche in questo caso punta severamente il dito contro l’estremismo e la tossicità di alcuni fan.

Scream non si è mai esaurito nella violenza in scena (in questo caso più esplicita che mai), ma ha sempre tracimato fuori dallo schermo. Questa serie non è solo uno spettacolo da guardare, ma un’opera da cui farsi guardare, lasciando che vengano a galla le nostre criticità e i nostri punti deboli. Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett colgono perfettamente questo spirito, consegnandoci un requel perfettamente al passo con questa confusa epoca, che utilizza ancora una volta l’intrattenimento e la paura per dare vita a un nuovo e aggiornato compendio sull’industria cinematografica e seriale.

Scream è nelle sale italiane dal 13 gennaio, distribuito da Eagle Pictures.

Overall
7.5/10

Verdetto

Il quinto capitolo di Scream è un “requel” perfettamente al passo coi tempi, capace di cogliere lo spirito della serie creata da Wes Craven e di portare avanti l’ennesima dura critica all’industria hollywoodiana.

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Eventi

Golden Globe 2022: tutti i vincitori per cinema e TV

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Golden Globe 2022

Sono stati annunciati i vincitori e le vincitrici dei Golden Globe 2022. Un’edizione particolarmente difficile per la manifestazione, segnata dalla mancanza di una diretta televisiva e dall’assenza della stragrande maggioranza dei talent nominati, a seguito della recrudescenza della pandemia e soprattutto a causa delle polemiche dello scorso anno in merito alla scarsa inclusività della Hollywood Foreign Press Association.

Per quanto riguarda il cinema, a dominare i Golden Globe 2022 è indubbiamente Il potere del cane, che ha conquistato i riconoscimenti riservati al miglior film drammatico, alla migliore regia (Jane Campion) e al miglior attore non protagonista Kodi Smit-McPhee. Premi importanti anche per West Side Story di Steven Spielberg, che conquista i riconoscimenti dedicati al miglior film musical o commedia e alla migliori attrici protagonista (Rachel Zegler) e non protagonista (Ariana Debose). Niente da fare per Paolo Sorrentino e per Enrico Casarosa, battuti rispettivamente da Drive My Car ed Encanto nella corsa ai premi per il miglior film in lingua straniera e per il miglior film d’animazione.

Per la TV, affermazioni per Succession e Hacks, mentre Michael Keaton e Kate Winslet sono stati premiati per le loro prove nelle miniserie Dopesick e Omicidio a Easttown. Di seguito, l’elenco completo delle vincitrici e dei vincitori dei Golden Globe 2022.

Golden Globe 2022: i premi per il cinema

Il potere del cane

Miglior film drammatico

  • Belfast di Kenneth Branagh
  • CODA di Sian Heder
  • Dune di Denis Villeneuve
  • Una famiglia vincente – King Richard di Reinaldo Marcus Green
  • Il potere del cane di Jane Campion

Miglior film musical o commedia

  • Cyrano di Joe Wright
  • Don’t Look Up di Adam McKay
  • Licorice Pizza di Paul Thomas Anderson
  • Tick, Tick…Boom! di Lin-Manuel Miranda
  • West Side Story di Steven Spielberg

Miglior regista

  • Kenneth Branagh (Belfast)
  • Jane Campion (Il potere del cane)
  • Maggie Gyllenhaal (The Lost Daughter)
  • Steven Spielberg (West Side Story)
  • Denis Villeneuve (Dune)

Miglior attore in un film drammatico

  • Mahershala Ali (Swan Song)
  • Javier Bardem (Being the Ricardos)
  • Benedict Cumberbatch (Il potere del cane)
  • Will Smith (Una famiglia vincente – King Richard)
  • Denzel Washington (Macbeth)

Migliore attrice in un film drammatico

  • Jessica Chastain (Gli occhi di Tammy Faye)
  • Olivia Colman (The Lost Daughter)
  • Nicole Kidman (Being The Ricardos)
  • Lady Gaga (House Of Gucci)
  • Kristen Stewart (Spencer)

Miglior attore in un film musical o commedia

  • Leonardo DiCaprio (Don’t Look Up)
  • Peter Dinklage (Cyrano)
  • Andrew Garfield (Tick, Tick… Boom!)
  • Cooper Hoffman (Licorice Pizza)
  • Anthony Ramos (In the Heights)

Migliore attrice in un film musical o commedia

  • Marion Cotillard (Annette)
  • Alana Haim (Licorice Pizza)
  • Jennifer Lawrence (Don’t Look Up)
  • Emma Stone (Crudelia)
  • Rachel Zegler (West Side Story)

Miglior attore non protagonista

  • Ben Affleck (The Tender Bar)
  • Jamie Dornan (Belfast)
  • Ciaran Hinds (Belfast)
  • Troy Kotsur (CODA)
  • Kodi Smit-McPhee (Il potere del cane)

Migliore attrice non protagonista

  • Caitriona Balfe (Belfast)
  • Ariana Debose (West Side Story)
  • Kirsten Dunst (Il potere del cane)
  • Anjanue Ellis (Una famiglia vincente – King Richard)
  • Ruth Negga (Passing)

Miglior sceneggiatura

  • Paul Thomas Anderson (Licorice Pizza)
  • Kenneth Branagh (Belfast)
  • Jane Campion (Il potere del cane)
  • Adam McKay (Don’t Look Up)
  • Aaron Sorkin (Being The Ricardos)

Miglior colonna sonora originale

  • The French Dispatch (Alexandre Desplat)
  • Encanto (Germaine Franco)
  • Il potere del cane (Jonny Greenwood)
  • Madres Paralelas (Alberto Iglesias)
  • Dune (Hans Zimmer)

Miglior canzone originale

  • Be Alive (Dixson, Beyoncé) (Una famiglia vincente – King Richard)
  • Dos Oruguitas (Lin-Manuel Miranda) (Encanto)
  • Down to Joy (Van Morrison) (Belfast)
  • Here I Am (Singing My Way Home) (Carole King, Jennifer Hudson e Jamie Hartman) (Respect)
  • No Time to Die (Billie Eilish, Finneas O’Connell) (No Time to Die)

Miglior film d’animazione

  • Encanto
  • Flee
  • Luca
  • My Sunny Maad
  • Raya e l’ultimo drago

Miglior film in lingua straniera

  • Scompartimento n.6 (Finlandia / Russia / Germania)
  • Drive My Car (Giappone)
  • È stata la mano di Dio (Italia)
  • Un eroe (Francia / Iran)
  • Madres Paralelas (Spagna)

Golden Globe 2022: i premiati per la TV

Golden Globe 2022

Miglior serie drammatica

  • Lupin
  • The Morning Show
  • Pose
  • Squid Game
  • Succession

Miglior serie musical o commedia

  • The Great
  • Hacks
  • Only Murders in the Building
  • Reservation Dogs
  • Ted Lasso

Miglior attore in una serie drammatica

  • Brian Cox (Succession)
  • Lee Jaw (Squid Game)
  • Billy Porter (Pose)
  • Jeremy Strong (Succession)
  • Omar Sy (Lupin)

Migliore attrice in una serie drammatica

  • Uzo Aduba (In Treatment)
  • Jennifer Aniston (The Morning Show)
  • Christine Baranski (The Good Fight)
  • Elisabeth Moss (Il racconto dell’ancella)
  • MJ Rodriguez (Pose)

Migliore attrice in una serie musical o commedia

  • Hannah Einbinder (Hacks)
  • Elle Fanning (The Great)
  • Issa Rae (Insecure)
  • Tracee Ellis Ross (Black-Ish)
  • Jean Smart (Hacks)

Miglior attore in una serie musical o commedia

  • Anthony Anderson (Black-Ish)
  • Nicholas Hoult (The Great)
  • Steve Martin (Only Murders In The Building)
  • Martin Short (Only Murders In The Building)
  • Jason Sudeikis (Ted Lasso)

Miglior film TV o miniserie

  • Dopesick
  • American Crime Story: Impeachment
  • Maid
  • Omicidio a Easttown
  • The Underground Railroad

Miglior attore in una miniserie o film per la TV

  • Paul Bettany (WandaVision)
  • Oscar Isaac (Scene da un matrimonio)
  • Michael Keaton (Dopesick)
  • Ewan McGregor (Holsten)
  • Tahar Rahim (The Serpent)

Migliore attrice in una miniserie o film per la TV

  • Jessica Chastain (Scene da un matrimonio)
  • Cynthia Erivo (Genius: Aretha)
  • Elizabeth Olsen (Wandavision)
  • Margaret Qualley (Maid)
  • Kate Winslet (Omicidio a Easttown)

Miglior attore non protagonista in una serie, miniserie o film per la TV

  • Billy Crudup (The Morning Show)
  • Kieran Culkin (Succession)
  • Mark Duplass (The Morning Show)
  • Brett Goldstein (Ted Lasso)
  • O Yeong-Su (Squid Game)

Migliore attrice non protagonista in una serie, miniserie o film per la TV

  • Jennifer Coolidge (The White Lotus)
  • Kaitlyn Dever (Dopesick)
  • Andie Macdowell (Maid)
  • Sarah Snook (Succession)
  • Hannah Waddingham (Ted Lasso)
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Sidney Poitier è morto: addio a una leggenda di Hollywood

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Sidney Poitier

Un altro doloroso lutto scuote il mondo del cinema. All’età di 94 anni è morto Sidney Poitier, leggendario attore e regista statunitense di origini bahamiane. A confermare la notizia a Variety è stato il portavoce del Primo Ministro delle Bahamas. Nel corso della sua lunga e florida carriera, accompagnata da un incessante attivismo, Sidney Poitier ha combattuto il razzismo e il pregiudizio, prendendo parte a opere memorabili come La parete di fango, I gigli del campo, La calda notte dell’ispettore Tibbs e Indovina chi viene a cena?. Proprio grazie alla sua toccante interpretazione dell’operaio Homer Smith ne I gigli del campo, nel 1964 fu il primo attore nero a vincere l’Oscar come miglior attore protagonista, ricevuto pochi giorni dopo l’assassinio di Martin Luther King. Dopo la morte di Kirk Douglas e fino alla sua scomparsa, Sidney Poitier è stato anche il più anziano premio Oscar vivente.

La carriera di Sidney Poitier

Nato a Miami il 20 febbraio 1927, Sidney Poitier trascorre i suoi primi anni di vita alle Bahamas, paese di origine dei genitori. Fa poi ritorno negli Stati Uniti a 15 anni dove, pur minorenne, si arruola nell’esercito, prestando aiuto ai pazienti psichiatrici presso il Veteran’s Administration a Northport. Si guadagna da vivere facendo i lavori più umili, per poi trovare la sua strada nella recitazione. Dopo un piccolo ruolo non accreditato in Sepia Cinderella, comincia la sua scalata a Hollywood, dove negli anni ’50 gira Uomo bianco tu vivrai!, L’autocolonna rossa, Il seme della violenza, Nel fango della periferia e La banda degli angeli. Il successo arriva grazie al già citato La parete di fango, struggente dramma di Stanley Kramer grazie a cui conquista un BAFTA e le sue prime nomination a Oscar e Golden Globe.

Negli anni successivi lavora con Otto Preminger, George Stevens, Sydney PollackNorman Jewison, con quest’ultimo che gli affida l’iconico ruolo di Virgil Tibbs, talentuoso ispettore che si deve scontrare con l’odio razziale, protagonista de La calda notte dell’ispettore Tibbs e dei suoi due seguiti. Ancora con Stanley Kramer gira Indovina chi viene a cena?, dividendo lo schermo con leggende del calibro di Spencer TracyKatharine Hepburn e contribuendo, attraverso una commedia romantica, a smontare stereotipi e pregiudizi sulle minoranze etniche. Per quasi 20 anni è l’unico attore nero ad aver mai vinto un Oscar e la seconda persona nera in assoluto a ottenere questo premio (prima di lui fu premiata Hattie McDaniel per Via col vento).

Con il passare degli anni, dirada le sue apparizioni sul grande e sul piccolo schermo, ma non si fermano gli omaggi e le onorificenze. Fra i tanti riconoscimenti, spiccano sicuramente l’Oscar alla carriera del 2002 e la Medaglia presidenziale della libertà del 2009, conferitagli da Barack Obama.

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