I Soprano: David Chase potrebbe aver chiarito i dubbi sul finale

I Soprano: David Chase potrebbe aver chiarito i dubbi sul finale

Sono passati già 13 anni dal finale de I Soprano e da quella “ultima cena” entrata di diritto nella storia delle televisione, ma i dubbi degli appassionati su ciò che accade negli ultimi secondi della serie ancora non si placano. A dare un importante e involontario indizio su una delle teorie più gettonate in proposito è stato però il creatore della serie David Chase, nel corso di un’intervista per il libro celebrativo dello show The Sopranos Sessions, ripresa dall’Independent. Prima di procedere oltre, rivediamo cosa accade negli ultimissimi secondi della serie e dell’episodio, raccomandando a chi non avesse ancora visto il finale de I Soprano di non procedere oltre con la lettura e con la visione del filmato.

Il finale de I Soprano: Don’t Stop Believin’

Come abbiamo appena visto, l’episodio finale de I Soprano si chiude con il protagonista Tony che alza lo sguardo e con alcuni interminabili secondi di nero, che, anche in base a una frase sulla morte dello stesso Tony in un episodio precedente (“tutto diventa buio”), può fare pensare a un decesso del personaggio di James Gandolfini per mano di un probabile malvivente entrato nel bagno del locale pochi secondi prima, in una sorta di citazione dell’omicidio del capitano McCluskey da parte di Michael Corleone ne Il padrino. Le parole di Chase farebbero propendere per questa ipotesi. Questo lo scambio nel corso dell’intervista:

Alan Sepinwall (co-autore del libro): Quando hai detto che c’era un punto finale, non intendevi Tony da Holsten, intendevi solo “Penso che mi restino ancora due anni di storie da raccontare”.

Chase: Sì, ho pensato a quella scena di morte circa due anni prima della fine… Tony sarebbe stato chiamato a un incontro con Johnny Sack a Manhattan, e sarebbe tornato attraverso il Lincoln Tunnel per questo incontro, poi sarebbe diventato tutto nero e non l’avremmo mai più visto. La teoria quindi sarebbe stata che gli fosse successo qualcosa di brutto durante la riunione. Ma non l’abbiamo fatto.

Matt Zoller Seitz (co-autore del libro): Ti rendi conto, ovviamente, che l’hai appena definita una scena di morte.

Chase, dopo qualche secondo di pausa: Fanculo, ragazzi!

Per completezza d’informazione, più avanti nel libro, a pagina 389, Chase aggiunge: «Il punto era che potrebbe essere stato ucciso nella tavola calda. Tutti noi potremmo essere uccisi in un ristorante. Questo era il punto della scena».

Marco Paiano

Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per N3rdcore. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.