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La cripta di Lost in Cinema

It Ends: trailer e poster dell’horror di Alexander Ullom

I Wonder Pictures annuncia It Ends, l’esordio horror di Alexander Ullom presentato a SXSW, al cinema dal 28 ottobre. Ecco il teaser poster italiano.

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I Wonder Pictures ha annunciato che dal 28 ottobre arriverà nei cinema italiani It Ends, l’esordio nel lungometraggio di Alexander Ullom, e ha diffuso il trailer e il poster italiano del film. Nel cast Phinehas Yoon, Akira Jackson, Noah Toth e Mitchell Cole.

It Ends, una strada che non finisce mai

Questa la sinossi ufficiale del film:

Quattro amici appena diplomati partono per un giro in auto a tarda notte, sperando di godersi un’ultima serata insieme prima che le loro vie si dividano, ma si ritrovano intrappolati in una misteriosa strada senza fine, circondati da fenomeni inspiegabili e presenze terrificanti. Mentre la realtà sembra sgretolarsi intorno a loro, dovranno decidere se accettare il proprio destino o tentare una fuga impossibile.

Presentato in anteprima mondiale a SXSW, il film è stato descritto dallo stesso regista come l’incontro fra un hang out movie e un incubo esistenziale. La Jeep Cherokee su cui viaggiano i quattro protagonisti diventa uno spazio chiuso in cui paura e assurdo convivono con conversazioni, silenzi e tensioni quotidiane, mentre la minaccia esterna lascia emergere quella più intima di un limbo fra un passato che si chiude e un futuro ancora impossibile da immaginare.

Chi è il regista di It Ends

Insieme a Kane Parsons di Backrooms e Curry Barker di Obsession, Ullom è un altro giovane autore cresciuto fuori dai percorsi tradizionali di Hollywood, fra cortometraggi autoprodotti e YouTube. La critica lo ha già indicato fra le voci più promettenti del nuovo cinema di genere e Filmmaker Magazine lo ha inserito nelle “25 New Faces of Independent Film”.

It Ends sarà al cinema per Halloween, dal 28 ottobre, con I Wonder Pictures. In conclusione, ecco il poster ufficiale del film.

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The Exorcist: I Martiri, il trailer del film di Mike Flanagan con Scarlett Johansson

The Exorcist: I Martiri, il film di Mike Flanagan con Scarlett Johansson, Chiwetel Ejiofor e Laurence Fishburne: ecco il trailer ufficiale italiano.

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The Exorcist: I Martiri

Universal ha diffuso il trailer italiano di The Exorcist: I Martiri, il nuovo capitolo della saga diretto da Mike Flanagan e interpretato da Scarlett Johansson. Insieme al trailer è stato diffuso anche il teaser poster del film, atteso nelle sale nel 2027.

Il trailer ufficiale di The Exorcist: I Martiri

Accanto a Scarlett Johansson, nei panni della detective della polizia di New York Julie Miller, recitano Chiwetel Ejiofor, Sasha Calle, John Leguizamo, Diane Lane e Laurence Fishburne. Flanagan firma regia e sceneggiatura.

The Exorcist: I Martiri arriverà nelle sale nel 2027 distribuito da Universal Pictures.

The Exorcist: I Martiri

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The Nameless Ballad: il nuovo horror di Federico Zampaglione al Lucca Comics & Games

The Nameless Ballad, il nuovo horror di Federico Zampaglione con Jamie Ward e Giglia Marra, al Lucca Comics & Games il 31 ottobre e al cinema dal 5 novembre.

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The Nameless Ballad

The Nameless Ballad, il nuovo horror diretto da Federico Zampaglione, arriva nelle sale italiane dal 5 novembre distribuito da Filmclub Distribuzione in collaborazione con Scream Hub. Prima dell’uscita il film sarà proiettato al Lucca Comics & Games 2026 nella notte di Halloween.

The Nameless Ballad al Lucca Comics & Games

Il film è inserito nella sezione Notti Horror della manifestazione: l’appuntamento è per sabato 31 ottobre al Cinema Astra di Lucca, alla presenza di Zampaglione, della cosceneggiatrice Barbara Baraldi e dell’attrice Giglia Marra. Il film ha debuttato in anteprima mondiale alla ventiseiesima edizione del Tubi FrightFest di Londra.

Sceneggiato dal regista insieme a Barbara Baraldi, curatrice editoriale di Dylan Dog, il film è interpretato da Jamie Ward con Giglia Marra, Alana Boden, Fabrizio Ferracane, Seumas Sargent, Reed Stokes, Sergio Ceglie, Mia Desando e Vincenzo De Michele. Si tratta di una produzione Somic Film in associazione con Minerva Pictures, prodotta da Michele Protino.

Questa la sinossi ufficiale del film:

Sam Gallo, musicista inglese di ventisette anni di origine italiana, precipita in una devastante crisi creativa e nella dipendenza dai farmaci. Schiacciato dalle pressioni del proprio entourage, che pretende un nuovo successo, torna in Italia, nei luoghi della sua infanzia, nel disperato tentativo di ritrovare l’ispirazione perduta. Ma nella casa in cui sceglie di isolarsi entra in contatto con oscure presenze che sembrano nutrirsi delle sue paure, della sua angoscia e del suo disperato bisogno di creare musica. Quella che credeva essere la sua ultima possibilità di rinascita si trasforma lentamente in un incubo, dove il confine tra realtà e soprannaturale diventa sempre più sottile.

The Nameless Ballad sarà nelle sale italiane dal 5 novembre con Filmclub Distribuzione, preceduto da una serie di anteprime in tutta Italia. In conclusione, ecco il poster ufficiale del film.

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Resident Evil: recensione del film di Zach Cregger

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Resident Evil

Un regista di talento, che con Barbarian e Weapons ha dato vita a due horror notevoli horror, fondendo paura e sangue con ironia e coraggio narrativo; un franchise videoludico di successo trasformato in una serie cinematografica non certo irresistibile, al secondo tentativo di reboot nel giro di cinque anni. Le premesse per Resident Evil di Zach Cregger erano tutt’altro che solide, e aleggiava il motivato timore di essere di fronte all’ennesimo passo falso di un autore promettente, sacrificato sull’altare di una produzione ad alto budget. Timore spazzato sorprendentemente via da un film che al contrario si dimostra fresco, originale e cinematograficamente colto, giocando con le aspettative dello spettatore con un’intelligente sequenza di sorprese e rimandi cinefili.

Protagonista della storia è il giovane corriere ospedaliero Bryan (l’ottimo Austin Abrams), chiamato a effettuare una consegna notturna di materiale medico presso il Raccoon City Hospital. In preda a dubbi e stress per una complicata situazione familiare, l’uomo si avvia nei boschi innevati della zona, quando improvvisamente investe una misteriosa donna. Cercando di prestarle soccorso, Bryan si rende ben presto conto che la donna è vittima di una terribile infezione, che aumenta la forza degli infetti e li trasforma in esseri assetati di sangue. Inizia così una notte di follia e terrore, in cui il protagonista è costretto a lottare per la sopravvivenza sua e dell’intero genere umano.

Resident Evil: un adattamento onesto e sorprendente

Resident Evil

Fuori orario di Martin Scorsese incontra i morti viventi di Romero, Brian Yuzna e John Carpenter vanno a braccetto con i fratelli Coen, le dinamiche videoludiche si sposano con un cinema divertente e divertito, che mette da parte metafore e intellettualismi per concentrarsi sulle atmosfere e sulla suggestione. Merito di un franchise videoludico estremamente malleabile e plasmabile, ma soprattutto di Zach Cregger, che dimostra ancora una volta di saper catturare e spiazzare lo spettatore, senza inventare nulla ma rielaborando con passione e sincerità i grandi maestri del passato. Dalle strade sperdute nei boschi agli scenari paralizzati dalla neve, passando per sinistri casolari, oscuri vicoli, puzzolenti fogne e claustrofobici ascensori: tutta la storia dell’horror con un’infinità di cliché a disposizione, ma nonostante ciò Resident Evil non è mai banale o prevedibile.

La sceneggiatura dello stesso Zach Cregger e di Shay Hatten può contare su due preziosissime intuizioni: la prima è la caratterizzazione del protagonista, un uomo qualunque e per certi versi disprezzabile catapultato in una realtà a lui ignota, con mostri che si formano sotto i suoi stupefatti occhi, persone trasformate in spaventose creature e un cataclisma mondiale di cui si intuiscono solo i contorni; l’altra è la commistione fra cinema e origine videoludica del franchise, che rifiuta appiattimenti e semplificazioni ma mantiene il più importante punto di forza di questo tipo di racconto, cioè la sovrapposizione dei punti di vista del protagonista e dello spettatore. Come accade agli eroi dei videogiochi, l’antieroe Bryan diventa anche una sorta di voce narrante, commentando con disgusto e rassegnazione gli spaventosi eventi che lo vedono protagonista, che si susseguono come livelli di un survival horror.

Un epilogo crudele e nichilista

Courtesy of Sony Pictures

Si ha più volte la sensazione di essere dentro a un videogioco, con riprese in prima persona del protagonista con le armi in mano o con i classici jumpscare che ci aspettano negli anfratti più tenebrosi esplorati da Bryan. Allo stesso tempo però Resident Evil fa puro cinema, ponendo il protagonista di fronte a dilemmi morali in cui riecheggia la sua ambigua vita privata e mantenendo sempre alta la tensione, evitando la trappola della ripetitività. Si fatica a tenere il conto delle citazioni: dal vomito corrosivo che ricorda Alien a il cane che diventa mostro de La cosa, passando per il florido filone degli zombie movie e per un’inaspettata strizzata d’occhio a Pulp Fiction.

Tutto ciò mentre Austin Abrams smitizza il percorso del protagonista, sottolineando le sue stesse incapacità e dando enfasi alle decisioni più inattese. L’attore statunitense conferma così le buone impressioni da lui suscitate con Euphoria e soprattutto con Wolfs – Lupi solitari, in cui peraltro interpretava un personaggio con diversi punti di contatto con Bryan di Resident Evil.

Ciliegina sulla torta un epilogo crudele e nichilista, che è al contempo perfetta chiusura del cerchio e potenziale porta aperta su un sequel. Per il momento, ci accontentiamo di un notevole film di genere, esempio di ottimo adattamento da videogame e di onesto approccio allo spettatore odierno, visto non come soggetto passivo da imbonire ma come ascoltatore attivo e ricettivo, con cui giocare ad armi pari fra scenari apocalittici e orrori indicibili.

Resident Evil
Courtesy of Sony Pictures

Resident Evil è attualmente in programmazione nelle sale italiane, distribuito da Eagle Pictures.

7,5/10
Il voto di Marco Paiano
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