Kim Ki-duk è morto: addio al regista di Ferro 3 e Pietà

Kim Ki-duk è morto: addio al regista di Ferro 3 e Pietà
Foto di Tania Volobueva, licenza cc-by-sa-2.0

Il COVID-19 si porta via un vero e proprio maestro del cinema. All’età di 59 anni, è infatti mancato il regista sudcoreano Kim Ki-duk, universalmente conosciuto per opere memorabili come L’isola, Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera, Ferro 3 – La casa vuota, Pietà e Il prigioniero coreano, l’ultimo suo film a essere distribuito in Italia. A dare la notizia è il sito lettone Delfi.lt. Secondo una prima ricostruzione, Kim Ki-duk era giunto in Lettonia intorno al 20 novembre, con l’intento di acquistare una casa nei dintorni della città di Jurmala, situata sul Mar Baltico e vicina alla capitale Riga. Contagiato dal COVID-19, il regista nei giorni successivi ha perso completamente i contatti con il suo staff.

Addio a Kim Ki-duk

Ferro 3 - La casa vuota
Una celebre scena di Ferro 3 – La casa vuota

Nato il 20 dicembre 1960 a Bonghwa, in Corea del Sud, e trasferitosi all’età di 9 anni nella capitale Seul, Kim Ki-duk comincia a lavorare in giovane età, per poi arruolarsi in marina, dove resta per cinque anni. Questa esperienza lo segna profondamente, ma con il passare del tempo la sua inarrestabile passione per l’arte prende il sopravvento e lo porta a Parigi, dove negli anni ’90 si dedica alla pittura, per poi cominciare a fare cinema. Si fa immediatamente notare per il suo esordio Coccodrillo e per i successivi Wild Animals e The Birdcage Inn, che ottengono ottimi riscontri a livello di critica.

La grande occasione arriva però nel 2000 con L’isola, che scuote la Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e lo lancia definitivamente verso la ribalta internazionale. Nel giro di pochi anni, realizza Primavera, estate, autunno, inverno… e ancora primavera, La samaritana (con cui ottiene l’Orso d’argento per il miglior regista alla Berlinale) e soprattutto la sua opera più famosa, Ferro 3 – La casa vuota, che conquista il Leone d’argento – Premio speciale per la regia alla 61ª Mostra di Venezia diventando immediatamente un film di culto. Il suo cinema estremamente riflessivo ma al contempo appassionato e ricco di vitalità conquista i cinefili di tutto il mondo.

Dopo pregevoli lavori come L’arco, Soffio e Arirang, nel 2012 conquista finalmente il Leone d’oro al miglior film a Venezia per il suo Pietà. Torna poi al Lido anche per Moebius e Il prigioniero coreano, tasselli di una carriera prolifica e costellata di successi. Oggi Kim Ki-duk ci lascia, ma con noi rimarrà sempre la sua indispensabile filmografia.

Marco Paiano

Marco Paiano