L’ombra dello scorpione: le prime immagini della serie

L’ombra dello scorpione: le prime immagini della serie

Mentre il mondo è ancora sconvolto dal COVID-19, procede la produzione della serie basata su uno dei romanzi che presenta le maggiori affinità con la difficile situazione che stiamo vivendo: L’ombra dello scorpione di Stephen King. In questo libro del 1978, più del 99% dell’umanità veniva spazzata via da un tremendo virus, noto come Capitan Trips. I superstiti, riuniti intorno alle figure dell’anziana veggente Mother Abagail e del demoniaco Randall Flagg, si concentrano rispettivamente a Boulder, in Colorado, e a Las Vegas, Nevada, dove si preparano per il più classico degli scontri tra Bene e Male.

Grazie a Vanity Fair, possiamo ammirare le prime immagini dello show, che debutterà in autunno su CBS All Access, e che avrà fra i suoi protagonisti Whoopi Goldberg (Mother Abagail), Alexander Skarsgård (Randall Flagg), James Marsden (Stu Redman), Jovan Adepo (Larry Underwood), Amber Heard (Nadine Cross), Odessa Young (Frannie Goldsmith), Katherine McNamara (Julie Lawry), Greg Kinnear (Glen Bateman), Daniel Sunjata (Cobb), Owen Teague (Harold Lauder), Nat Wolff (Lloyd Henreid) e Henry Zaga (Nick Andros). L’ombra dello scorpione è scritta da Josh Boone (anche regista) e Benjamin Cavell.

L’ombra dello scorpione: le prime immagini della serie

Oltre alle immagini, che trovate in fondo all’articolo, Vanity Fair ha anche raccolto qualche dichiarazione dei personaggi coinvolti. Non poteva certamente mancare il commento dell’autore del romanzo Stephen King, che ha dichiarato:

Volevo scrivere di coraggio. Ad un certo punto, le persone devono prendere una posizione. Quando sentite che 100.000 o 240.000 persone moriranno, dovete prenderne atto e capire che andrà male. Già adesso le cose vanno male. Il virus ha fermato completamente l’economia. Vedi le foto di Times Square o di Londra e dici: “È davvero come L’ombra dello scorpione”. Ma le macchine non si sono ammucchiate e nessuno si sta ancora sparando.

King si è poi soffermato sul personaggio di Glen Bateman, uno dei più affini a lui:

È in grado di dire queste cose che fanno parte della mia idea di come funziona la natura umana. Prima c’è il caos e poi c’è la reintegrazione. Quindi tutto si riduce a una domanda: le cose si reintegrano in un modo che è buono, o si reintegrano in un modo che è hitleriano e cattivo? Potrebbe andare in entrambi i modi, quindi volevo scriverne. Volevo mettere in conflitto queste due forze.

Anche Whoopi Goldberg ha parlato della sua Mother Abagail:

È molto, molto giusta e molto brava. Ma mi sento davvero imperfetta. Ho combattuto per non farla diventare il Negro Magico, perché è complicata. Come molti profeti delle Scritture, il principale difetto di Madre Abagail è il dubbio. Qualcosa di potente e inconoscibile sta cercando di parlarle – parla attraverso di lei – ma all’inizio la donna anziana resiste. Non ascolta quando Dio le sta parlando. E tende ad andare per la sua strada, perché è stata così per tutta la sua vita. Le ci vuole un po’ di tempo per capire che c’è qualcosa di più grande di lei.

Noi adoriamo gli anziani. Lo facciamo e basta. Nonostante tutto, loro ci sono stati, e hanno visto, hanno idee diverse e probabilmente stanno cercando di guidarci in modo positivo. E se ti presenti nei sogni di qualcuno in genere prestano attenzione.

Lo showrunner Taylor Elmore ha invece parlato del malvagio Randall Flagg in questi termini:

È così affascinante, così bello e così potente. Intendo davvero potente, in grado di compiere questo tipo di miracoli in cui potrebbe fare levitare se stesso. Ha poteri enormi. Eppure ha bisogno di questa adulazione e di questo tipo di adorazione da parte di queste persone che ha convocato. Vuole che facciano continuamente spettacoli per dimostrare quanto gli siano grati. Ci sono forti differenze tra Flagg e alcune altre persone alle quali potremmo alludere. Flagg è così bello, è assolutamente una figura divina, simile a un leone, con i capelli perfetti. C’è una morbidezza nella performance di Alex che penso sia affascinante. Alexander fa capire non solo la simpatia che si prova per il personaggio, ma anche perché è così facile per le persone gravitare intorno a lui. È magnetico, è assolutamente affascinante da guardare. Entusiasma come un vero leader.

Le prime immagini de L’ombra dello scorpione:

Marco Paiano

Marco Paiano