Addio a Bruno Ganz, ci lascia l’angelo de Il cielo sopra Berlino

Addio a Bruno Ganz, ci lascia l’angelo de Il cielo sopra Berlino

Il mondo del cinema si è svegliato con un lutto e un’incolmabile perdita. La scorsa notte a Zurigo è infatti venuto a mancare Bruno Ganz, da tempo alle prese con un male che stava disperatamente cercando di sconfiggere. Impossibile non ricordare la sua struggente interpretazione dell’angelo Damiel ne Il cielo sopra Berlino di Wim Wenders, ma anche la sua magistrale performance nei panni del dittatore tedesco Adolf Hitler ne La caduta – Gli ultimi giorni di Hitler. Per una tragica coincidenza del destino, avremo inoltre modo di vedere per l’ultima volta sul grande schermo questo formidabile attore svizzero ne La casa di Jack, nuovo film di Lars von Trier che arriverà nelle nostre sale il 28 febbraio.

La straordinaria carriera di Bruno Ganz

Bruno Ganz

Nato nel 1941, figlio di un operaio svizzero e di una donna italiana, Bruno Ganz ha lasciato un segno indelebile nella storia del cinema degli ultimi decenni, legando indissolubilmente il suo nome a Wim Wenders, che, oltre al già citato Il cielo sopra Berlino, l’ha voluto con sé anche per L’amico americanoCosì lontano, così vicino. In una carriera lunga più di 40 anni, Bruno Ganz si è però distinto per la professionalità e per l’innata poliedricità, lavorando con alcuni dei più grandi cineasti della storia recente. Ci piace infatti ricordarlo anche nei panni di Jonathan Harker in Nosferatu, il principe della notte di Werner Herzog, ne I ragazzi venuti dal Brasile di Franklin Schaffner, ne La Marchesa von… di Éric Rohmer, in The Manchurian Candidate di Jonathan Demme, in Un’altra giovinezza di Francis Ford Coppola e in Remember di Atom Egoyan, in concorso a Venezia nel 2015.

Doveroso inoltre menzionare la sua interpretazione di Tiziano Terzani ne La fine è il mio inizio, accanto a Elio Germano.

Bruno Ganz ha inoltre legato la sua carriera al grande cinema italiano. Lo ricordiamo quindi anche come splendido interprete ne La storia vera della signora dalle camelie di Mauro Bolognini, Oggetti smarriti e La domenica specialmente di Giuseppe Bertolucci e soprattutto Pane e tulipani di Silvio Soldini, che gli valse il David di Donatello del 2000 come miglior attore protagonista.

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Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per Cinematographe - Film Is Now ed Empire Italia. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.