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Oscar 2019, i vincitori: trionfano Green Book, Roma e Bohemian Rhapsody

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Nella notte di Los Angeles, si è svolta la cerimonia degli Oscar 2019, i premi più attesi dell’intera annata cinematografica. In una serata costellata di sorprese, Bohemian Rhapsody ha conquistato il maggior numero di statuette (quattro inclusa quella per il migliore attore protagonista, andata come da pronostico a Rami Malek). Il premio più importante va però a Green Book, che si porta a casa il riconoscimento per il miglior film, insieme a quelli per il migliore attore non protagonista e per la sceneggiatura non originale. Tre statuette a testa anche per Roma, con Cuarón che conquista le statuette per regia, fotografia e film straniero, e per la sorpresa della serata Black Panther, premiato per scenografia, colonna sonora e costumi. Solo le briciole per gli altri, con Olivia Colman che conquista l’unico Oscar per La favorita, soffiandolo alla favoritissima della vigilia Glenn Close

Ma vediamo nel dettaglio tutti i premi degli Oscar 2019 (in grassetto i vincitori).

Oscar 2019: tutti i premi della notte più attesa dell’anno!

Miglior film

  • Black Panther (Ryan Coogler)
  • BlacKkKlansman (Spike Lee)
  • Bohemian Rhapsody (Bryan Singer)
  • A Star Is Born (Bradley Cooper)
  • La favorita (Yorgos Lanthimos)
  • Green Book (Peter Farrelly)
  • Roma (Alfonso Cuarón)
  • Vice (Adam McKay)

Miglior regista

  • Yorgos Lanthimos (La favorita)
  • Alfonso Cuarón (Roma)
  • Spike Lee (BlacKkKlansman)
  • Pawel Pawlikowski (Cold War)
  • Adam McKay (Vice)

Miglior attore protagonista

  • Bradley Cooper (A Star Is Born)
  • Willem Dafoe (At Eternity’s Gate)
  • Rami Malek (Bohemian Rhapsody)
  • Christian Bale (Vice)
  • Viggo Mortensen (Green Book)

Migliore attrice protagonista

  • Glenn Close (The Wife – Vivere nell’ombra)
  • Lady Gaga (A Star Is Born)
  • Melissa McCarthy (Copia originale)
  • Olivia Colman (La favorita)
  • Yalitza Aparicio (Roma)

Miglior attore non protagonista

  • Mahershala Ali (Green Book)
  • Sam Elliott (A Star Is Born)
  • Adam Driver (BlacKkKlansman)
  • Richard E. Grant (Copia originale)
  • Sam Rockwell (Vice)

Migliore attrice non protagonista

  • Amy Adams (Vice)
  • Marina de Tavira (Roma)
  • Regina King (Se la strada potesse parlare)
  • Emma Stone (La favorita)
  • Rachel Weisz (La favorita)

Miglior sceneggiatura originale

  • Roma (Alfonso Cuarón)
  • La favorita (Deborah Davis e Tony McNamara)
  • First Reformed (Paul Schrader)
  • Vice (Adam McKay)
  • Green Book (Peter Farrelly, Nick Vallelonga e Brian Hayes Currie)

Miglior sceneggiatura non originale

  • La ballata di Buster Scruggs (Joel ed Ethan Coen)
  • BlacKkKlansman (Spike Lee, David Rabinowitz, Charlie Wachtel e Kevin Willmott)
  • Se la strada potesse parlare (Barry Jenkins)
  • Copia originale (Nicole Holofcener e Jeff Whitty)
  • A Star Is Born (Bradley Cooper, Will Fetters ed Eric Roth)

Miglior film straniero

  • Cafarnao (Nadine Labaki)
  • Cold War (Pawel Pawlikowski)
  • Opera Senza Autore (Florian Henckel von Donnersmarck)
  • Roma (Alfonso Cuarón)
  • Un Affare di Famiglia – Shoplifters (Kore’eda Hirokazu)

Miglior film d’animazione

  • Gli Incredibili 2 (Brad Bird)
  • L’Isola dei Cani (Wes Anderson)
  • Mirai (Mamoru Hosoda)
  • Ralph Spacca Internet (Phil Johnston e Rich Moore)
  • Spider-Man: Un Nuovo Universo (Bob Persichetti, Peter Ramsey e Rodney Rothman)

Migliore fotografia

  • Cold War (Łukasz Żal)
  • La favorita (Robbie Ryan)
  • Opera senza autore (Caleb Deschanel)
  • Roma (Alfonso Cuarón)
  • A Star Is Born (Matthew Libatique)

Migliore montaggio

  • BlacKkKlansman (Barry Alexander Brown)
  • Bohemian Rhapsody (John Ottman)
  • Green Book (Patrick J. Don Vito)
  • La favorita (Yorgos Mavropsaridis)
  • Vice (Hank Corwin)

Migliore scenografia

  • Black Panther (Hannah Beachler e Jay Hart)
  • La favorita (Fiona Crombie e Alice Felton)
  • First Man – Il primo uomo (Nathan Crowley e Kathy Lucas)
  • Il ritorno di Mary Poppins (John Myhre e Gordon Sim)
  • Roma (Eugenio Caballero e Barbara Enriquez)

Migliore colonna sonora

  • BlacKkKlansman (Terence Blanchard)
  • Black Panther (Ludwig Goransson)
  • L’isola dei cani (Alexandre Desplat)
  • Se la strada potesse parlare (Nicholas Britell)
  • Il ritorno di Mary Poppins (Marc Shaiman)

Miglior canzone originale

  • All The Stars (Black Panther)
  • I’ll Fight (RBG)
  • The Place Where Lost Things Go (Il ritorno di Mary Poppins)
  • When a Cowboy Trades His Spurs For Wings (La ballata di Buster Scruggs)
  • Shallow (A Star Is Born)

Migliori effetti speciali

  • Ritorno al Bosco dei 100 Acri
  • Avengers: Infinity War
  • First Man – Il primo uomo
  • Ready Player One
  • Solo: A Star Wars Story

Miglior sonoro

  • Bohemian Rhapsody
  • Black Panther
  • First Man – Il primo uomo
  • Roma
  • A Quiet Place – Un posto tranquillo

Miglior montaggio sonoro

  • Bohemian Rhapsody
  • Black Panther
  • First Man – Il primo uomo
  • Roma
  • A Star Is Born

Migliori costumi

  • La ballata di Buster Scruggs (Mary Zophres)
  • Black Panther (Ruth Carter)
  • Il ritorno di Mary Poppins (Sandy Powell)
  • La favorita (Sandy Powell)
  • Maria regina di Scozia (Alexandra Byrne)

Miglior trucco e acconciatura

  • Maria regina di Scozia (Jenny Shircore, Marc Pilcher e Jessica Brooks)
  • Border – Creature di confine (Goran Lundstrom e Pamela Goldammer)
  • Vice (Greg Cannom, Kate Biscoe e Patricia Dehaney)

Miglior documentario

  • Free Solo (Jimmy Chin ed Elizabeth Chai Vasarhelyi)
  • Hale County This Morning, This Evening (RaMell Ross)
  • Minding the Gap (Bing Liu)
  • Of Fathers and Sons (Talal Derki)
  • RBG (Julie Cohen e Betsy West)

Miglior cortometraggio documentario

  • Black Sheep (Ed Perkins)
  • End Game (Rob Epstein e Jeffrey Friedman)
  • Lifeboat (Josefine Kirkeskov)
  • A Night at the Garden (Marshall Curry)
  • Period. End of Sentence. (Rayka Zehtabchi)

Miglior cortometraggio live action

  • Detainment (Vincent Lambe)
  • Marguerite (Marianne Farley)
  • Fauve (Jeremy Comte)
  • Mother (Rodrigo Sorogoyen)
  • Skin (Guy Nattiv)

Miglior cortometraggio d’animazione

  • Animal Behaviour (David Fine e Alison Snowden)
  • Bao (Domee Shi)
  • Late Afternoon (Louise Bagnall)
  • One Small Step (Andrew Chesworth e Bobby Pontillas)
  • Weekends (Trevor Jimenez)

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Scissione: il teaser trailer della seconda stagione della serie Apple TV+

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Scissione

È online il teaser trailer della seconda stagione di Scissione, inquietante distopia thriller sul mondo del lavoro distribuita su Apple TV+, acclamata dalla critica e vincitrice di un Emmy. Diretta e prodotta esecutivamente da Ben Stiller e creata, scritta e prodotta esecutivamente da Dan Erickson, la seconda stagione, composta da 10 episodi, farà il suo debutto su Apple TV+ il 17 gennaio 2025 con il primo episodio, seguito da nuove puntate ogni venerdì fino al 21 marzo.

La seconda stagione riunisce il cast del primo ciclo di episodi, tra cui Adam Scott, Britt Lower, Tramell Tillman, Zach Cherry, Jen Tullock, Michael Chernus, Dichen Lachman, John Turturro, Christopher Walken e Patricia Arquette. Debutta inoltre nella serie Sarah Bock. Gustiamoci una piccola anteprima di quello che ci aspetta.

Il teaser trailer della seconda stagione di Scissione, dal 17 gennaio su Apple TV+

Questa la sinossi ufficiale della serie:

In Scissione, Mark Scout (Adam Scott) guida un team di lavoro della Lumon Industries i cui dipendenti sono stati sottoposti a una procedura di scissione, che divide chirurgicamente i loro ricordi professionali da quelli personali. Questo audace esperimento di “equilibrio tra lavoro e vita privata” viene messo in discussione quando Mark si ritrova al centro di un mistero da svelare che lo costringerà a confrontarsi con la vera natura del suo lavoro… e di se stesso. Nella seconda stagione, Mark e i suoi amici scoprono le terribili conseguenze derivanti dall’aver giocato con la barriera della separazione, che li trascinerà ulteriormente lungo un percorso di guai e dolore.

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Captain America: Brave New World: il trailer del film Marvel

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Captain America: Brave New World

È online il trailer ufficiale di Captain America: Brave New World, nuovo film Marvel diretto da Julius Onah, con protagonisti Anthony Mackie, Danny Ramirez, Shira Haas, Xosha Roquemore, Carl Lumbly, Giancarlo Esposito, Liv Tyler, Tim Blake Nelson e Harrison Ford. Il film arriverà nelle sale italiane il prossimo 12 febbraio, distribuito da Disney. Gustiamoci una piccola anteprima di quello che ci aspetta.

Il trailer ufficiale di Captain America: Brave New World

Questa la sinossi ufficiale del film:

Dopo aver incontrato il neoeletto Presidente degli Stati Uniti Thaddeus Ross, interpretato da Harrison Ford al suo debutto nel Marvel Cinematic Universe, Sam si ritrova nel bel mezzo di un incidente internazionale. Deve scoprire le ragioni di un efferato complotto globale prima che il mondo intero sia costretto a vedere rosso.

Questo nuovo capitolo del franchise presenta Anthony Mackie nei panni di Capitan America. Falcon, interpretato da Mackie nei precedenti film dell’MCU, ha assunto ufficialmente il ruolo di Capitan America nel finale di The Falcon and The Winter Soldier, serie originale disponibile su Disney+. Il film è prodotto da Kevin Feige e Nate Moore, mentre Louis D’Esposito e Charles Newirth sono i produttori esecutivi.

In conclusione, ecco il poster ufficiale del film che, lo ricordiamo, arriverà nelle sale italiane il 12 febbraio.

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Shelley Duvall è morta: l’attrice statunitense aveva 75 anni

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Shelley Duvall

All’età di 75 anni, è morta l’attrice statunitense Shelley Duvall, universalmente conosciuta per il ruolo di Wendy Torrance in Shining e per il suo lungo sodalizio artistico con Robert Altman. A dare la notizia è Variety, che riporta come fonte il partner di Shelley Duvall, Dan Gilroy. Il decesso dell’attrice è dovuto a complicazioni del diabete di cui soffriva. Dan Gilroy ha così omaggiato la sua memoria:

La mia cara, dolce, meravigliosa vita, compagna e amica ci ha lasciato la scorsa notte. Troppa sofferenza ultimamente, ora è libera. Vola via, bellissima Shelley.

La carriera di Shelley Duvall

Shelley Duvall

Shelley Duvall debutta sul grande schermo nel 1970 grazie proprio a Robert Altman, che la scrittura per il suo Anche gli uccelli uccidono. Il regista statunitense la ingaggia anche per i suoi successivi film I compari, Gang, Nashville, Buffalo Bill e gli indiani, Tre donne (grazie al quale l’attrice conquista il prestigioso Prix d’Interprétation féminine al Festival di Cannes) e Popeye – Braccio di Ferro, in cui Shelley Duvall recita accanto a Robin Williams nell’iconica parte di Olivia, la fidanzata di Braccio di ferro.

Nel mentre, prende parte a Io e Annie di Woody Allen e soprattutto al film che diventerà la sua croce e delizia, Shining di Stanley Kubrick. Nel capolavoro tratto dall’omonimo romanzo di Stephen King, Shelley Duvall consegna alla storia del cinema un’interpretazione struggente e disperata, in cui sfoggia tutta la sua espressività, reggendo il confronto con un sontuoso Jack Nicholson. La sua prova è però stata ottenuta attraverso comportamenti al limite della violenza psicologica da parte del regista, che ha costretto l’attrice a un numero spropositato di ciak, spingendola deliberatamente al limite fisico e mentale. Durante un’intervista all’Hollywood Reporter, la stessa interprete ha raccontato le conseguenze indelebili sulla sua salute mentale dello stress causato dalla lavorazione di Shining.

Nonostante ciò, Shelley Duvall riesce a lavorare anche con Terry Gilliam (I banditi del tempo), Tim Burton (Frankenweenie), Steven Soderbergh (Torbide ossessioni) e Jane Campion (Ritratto di signora), prima del definitivo allontanamento dalle scene interrotto solo dalla partecipazione al B-movie The Forest Hills, ultima sua apparizione sul grande schermo.

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