Ravenna Nightmare Film Fest 2020: tutti i vincitori del festival

Ravenna Nightmare Film Fest 2020: tutti i vincitori del festival

Si è concluso il Ravenna Nightmare Film Fest 2020, diciottesima edizione della manifestazione dedicata al cinema di genere, che quest’anno si è svolta interamente online. Al termine del festival, c’è stata la tradizionale consegna degli ambiti premi in palio, cioè l’Anello d’Oro al Miglior Film Lungometraggio e l’Anello d’Argento al Miglior Film Cortometraggio. Entrambi i premi sono opera del Maestro Orafo ravennate Marco Gerbella e rappresentano il riconoscimento della classifica stilata in base ai voti del pubblico, che quest’anno ha visionato le opere in concorso su MyMovies.it. Questi i due riconoscimenti del pubblico del Ravenna Nightmare Film Fest 2020:

  • L’Anello d’Oro al Miglior Film Lungometraggio va a Spice Boys di Vladimir Zinkevich
  • L’Anello d’Argento al Miglior Film Cortometraggio va a Un coeur d’or di Simon Fillot.

I vincitori del Ravenna Nightmare Film Fest 2020

Woman of the Photographs

Per la sezione Lungometraggio, è stato assegnato anche il Premio della critica alla Miglior Regia di Lungometraggio. Quest’anno la prestigiosa giuria del festival era formata da: Luca Infascelli, sceneggiatore di Lasciami andare; Pedro Armocida, direttore artistico del Pesaro Film Festival e critico cinematografico de Il GiornaleBoris Sollazzo, direttore artistico del Linea d’Ombra film Festival e critico cinematografico di Rolling Stones; Paolo Nizza, Mister Paura su Sky Cinema; Emanuele Sacchi, critico cinematografico di MYmovies.it e FilmTv e Simone Soranna, inviato di Sky Cinema e caporedattore di LongTake.it

Il Premio della Critica alla Miglior Regia del Concorso Internazionale Lungometraggi va a: Woman of the photographs di Takeshi Kushida, con una menzione speciale a Luz: the Flower of Evil di Juan Diego Escobar Alzate. Queste le motivazioni della giuria:

Decretiamo che il vincitore del Concorso Internazionale Lungometraggi sia The Woman of the photographs, per la delicatezza dello stile e la potenza dello sguardo. Un film che grazie alle sua estetica geometrica e accattivante riesce a trasmettere un senso di disagio, estasi e incanto. Pensiamo anche che Luz: the Flower of Evil, debba ricevere una menzione speciale da parte della giuria, per il coraggio della regia. Un film, fra il pop e il visionario, che farà ancora molto parlare di sé per la sua aura di poesia, misticismo e violenza.

Marco Paiano

Marco Paiano