Stand By Me: Wil Wheaton rivela gli abusi emotivi subiti dai genitori

Stand By Me: Wil Wheaton rivela gli abusi emotivi subiti dai genitori

Fra i tanti adattamenti dei romanzi di Stephen King, Stand by Me – Ricordo di un’estate è ancora uno dei più riusciti, nonché una delle opere cinematografiche che meglio ha saputo fotografare le gioie e i dolori del difficile passaggio fra infanzia e adolescenza. Il merito di tutto ciò è sicuramente da attribuire alle pagine del romanziere americano e all’abilità nell’adattamento da parte del regista Rob Reiner, ma anche alle strepitose interpretazioni dei quattro piccoli protagonisti: Wil WheatonCorey FeldmanJerry O’Connell e il compianto River Phoenix. Proprio Wil Wheaton, interprete del protagonista e narratore Gordon “Gordie” Lachance, nel corso di un’intervista a Yahoo! Entertainment ha rivelato la fragile condizione emotiva in cui si trovava durante le riprese del film, scaturita a suo dire anche da alcuni abusi subiti da parte dei suoi genitori.

Wil Wheaton e Stand by Me: “Avevo un’incredibile tristezza negli occhi”

Nel corso dell’intervista, Wil Wheaton ha rivelato che è stato forzato a recitare dai genitori:

Non volevo fare l’attore quando ero bambino. I miei genitori mi hanno costretto a farlo, mia madre me lo ha fatto fare. Mia madre mi ha insegnato ad andare nella sua agenzia e dire all’agente dei bambini: “Voglio fare quello che fa la mamma” (la madre di Wil Wheaton era un’attrice, ndr). Attraverso una combinazione di un incredibile abuso emotivo da parte di mio padre e molte manipolazioni, usando me, mia madre mi ha messo in quel posto.

Wil Wheaton ha continuato facendo un parallelo fra lui e il suo personaggio, entrambi distanti emotivamente dai genitori:

Tutto questo mi ha messo esattamente nel posto giusto per interpretare Gordie, perché l’esperienza di Gordie rifletteva molto la mia esperienza. Eravamo entrambi invisibili nelle nostre case. Avevamo entrambi un fratello che era il bambino d’oro. Eravamo entrambi il capro espiatorio della famiglia. Quindi, quando guardo Stand by Me adesso, non posso ignorare l’incredibile tristezza nei miei occhi. E non posso ignorare la realtà che è stata quella tristezza, quell’isolamento che penso mi abbia dato ciò di cui Gordie aveva bisogno per prendere vita. Penso che Rob Reiner lo abbia capito.

L’attore ha chiuso con queste parole:

Immagino di voler diventare uno scrittore, così da diventare Gordie. Non ho mai realizzato fino ai miei 40 anni di essere Gordie, perché io ero Gordie.

Marco Paiano

Marco Paiano