Trieste Science+Fiction Festival 2020 Trieste Science+Fiction Festival 2020

Eventi

Trieste Science+Fiction Festival 2020: tutti i vincitori

Pubblicato

il

Martedì 3 novembre è terminato il Trieste Science+Fiction Festival 2020, prima edizione interamente online della principale manifestazione italiana dedicata alla fantascienza. Un’edizione che ha indubbiamente conquistato il cuore degli appassionati e degli addetti ai lavori, proponendo opere di altissime qualità e dalle più disparate tematiche, in grado di farci riflettere sul mondo in cui viviamo e su quello in cui vivremo. Al termine del festival, sono stati assegnati i prestigiosi premi della manifestazione. Li trovate di seguito, insieme alla sinossi e alla motivazione della scelta da parte della giuria.

I vincitori del Trieste Science+Fiction Festival 2020

Sputnik

Premio Asteroide del Trieste Science+Fiction Festival 2020: Sputnik di Egor Abramenko (Russia)

Il Premio Asteroide elegge il miglior film di fantascienza, horror e fantasy riservato alle opere prime, seconde o terze di registi emergenti, raggruppate nella sezione Neon del festival. Il premio è stato assegnato da una giuria internazionale composta dal fumettista e scrittore Bepi Vigna, dallo sceneggiatore e scrittore Javier S. Donate e dal produttore e sceneggiatore Brendan McCarthy.

Motivazione

Ad una notevole opera prima che con intelligenza e scene autenticamente spaventose osserva con perizia la burocrazia egocentrica e oppressiva dell’Unione Sovietica negli anni ’80, nel fallimento di riconoscere i pericoli dell’arrivo di una creatura aliena.

Sinossi

Nel 1983, in piena Guerra Fredda, nella fase finale di rientro la sala di controllo perde contatto con la navetta Orbit-4, che scompare dai radar assieme ai suoi occupanti. La navetta, tuttavia, riesce ad atterrare: a bordo c’è il corpo mutilato del comandante della missione, mentre l’altro membro dell’equipaggio viene trovato ancora in vita e portato in una base scientifica segreta, tenuto sotto costante osservazione. La neuropsicologa Tatiana Klimova viene incaricata di indagare i motivi dell’amnesia del cosmonauta, ma vedrà presto coi suoi stessi occhi la strana e terribile creatura che si nasconde all’interno del suo corpo.

Come True

Menzione Speciale Premio Asteroide Trieste Science+Fiction Festival 2020: Come True di Anthony Scott Burns (Canada)

Motivazione

Per le attente e precise scelte espressive, volte a rappresentare la perdita di controllo della protagonista, sospesa tra sogno e realtà, che in alcune scene si traducono in momenti di grande impatto emotivo.

Sinossi

Sogni oscuri perseguitano Sarah, un’adolescente intelligente, premurosa e ribelle. Tutte cose difficili a 18 anni e che le hanno causato problemi a scuola e a casa, dove non può tornare. Non sapendo dove andare, sul muro del bar del suo quartiere legge un annuncio per la ricerca di volontari per uno studio sul sonno. Dopo una sola seduta sotto l’occhio vigile di un gruppetto di scienziati, Sarah comincia a vedere nel periodo di veglia cose che appartengono ai suoi sogni. Le visioni peggiorano e prima che lei, o qualcuno degli scienziati, riesca ad agire… diventa l’inconsapevole tramite verso una nuova e terrificante scoperta.

The Trouble with Being Born

Premio Méliès d’argent – Lungometraggi Trieste Science+Fiction Festival 2020: The Trouble with Being Born di Sandra Wollner (Austria, Germania)

Il concorso è organizzato in collaborazione con la Méliès International Festivals Federation (MIFF) ed è riservato ai lungometraggi di genere fantastico di produzione europea. La Giuria 2020 del premio Méliès d’argent è formata dal compositore Pino Donaggio, dalla direttrice del Far East Film Festival Sabrina Baracetti e dal regista Martin Turk.

Motivazione

Un film poetico e controverso, un’opera che parte da una spunto fantascientifico per presto dirottarsi al di fuori delle coordinate del genere inserendosi in un ambito decisamente “d’autore”. Complesso, allusivo, pone molte domande su temi quali la solitudine e soprattutto l’amore in tutte le sue forme (anche quelle più morbose) riuscendo a creare un ritmo e un’atmosfera che affascinano e inquietano allo stesso tempo.  Dopo aver apprezzato tutti i film in concorso, i giurati hanno indicato come vincitore del Méliès d’argento il film diretto dalla regista Sandra Wollner “The Trouble with Being Born”.

Sinossi

Elli è un’androide che vive con un uomo che chiama papà. Passano insieme l’estate: di giorno nuotano nella piscina, mentre la notte lui la porta a letto. Elli condivide con lui i ricordi e tutto quello che lui le programma di ricordare: memorie che significano tutto per lui, ma niente per lei. Tuttavia, una notte Elli si dirige verso il bosco spinta dall’eco di un vago ricordo. La storia di una macchina e dei fantasmi che tutti ci portiamo dentro.

Trieste Science+Fiction Festival 2020

Menzione speciale Premio Méliès d’argent – Lungometraggi Trieste Science+Fiction Festival 2020: Post Mortem di Péter Bergendy (Ungheria)

Motivazione

Un horror cupo che si basa su un’ottima messa in scena e una bellissima ambientazione storica. Siamo nel primo dopoguerra ai tempi dell’epidemia della spagnola e il terrore si diffonde in un villaggio di contadini. Il realismo dei loro volti, la macabra e gelida presenza dei morti in mezzo ai vivi sono da brivido. I cadaveri siano i veri protagonisti. La menzione speciale è attribuita ad un film che si inserisce pienamente nel concetto di genere: “Post Mortem” di Péter Bergendy.

Sinossi

A seguito delle distruzioni causate dalla Prima guerra mondiale e dalla febbre spagnola, innumerevoli spiriti sono rimasti intrappolati nel nostro mondo. Tomas, un giovane giramondo che si occupa di fotografie artistiche di cadaveri, incontra una ragazzina orfana, Anna, e finisce in un piccolo villaggio ungherese durante il gelido inverno del 1918. Mano a mano che impara a conoscere la vita e gli abitanti del paese, sente di dover scappare: solo una visione notturna e la certezza dell’esistenza dei fantasmi lo trattengono. Con l’aiuto degli strumenti a sua disposizione, decide di indagare le intenzioni dei fantasmi e di trovare un modo per liberarsene.

Premio Méliès d’argent – Cortometraggi Trieste Science+Fiction Festival 2020: The Recycling Man di Carlo Ballauri (Italia)

Il concorso è organizzato in collaborazione con la Méliès International Festivals Federation (MIFF) ed è riservato ai cortometraggi di genere fantastico di produzione europea. Il premio è assegnato al cortometraggio che riceve il maggior numero di voti dal pubblico.

Sinossi

In un quartiere suburbano, affollato ma solitario, un ragazzo immobilizzato su una sedia a rotelle combatte la noia spiando i suoi vicini e conosce Sarah. La nuova amicizia viene interrotta quando un uomo minaccia la ragazza con un cacciavite.

 

Premio RAI4 Trieste Science+Fiction Festival 2020: Post Mortem di Péter Bergendy (Ungheria)

RAI4, media partner di Trieste Science+Fiction Festival 2020, assegna il Premio RAI4 al miglior film della selezione ufficiale Neon.

Motivazione

La ricostruzione storica impeccabile nello scenario della pandemia ‘Spagnola’ che ha travolto il Mondo nel 1919, è potente e sconvolgente per la casuale analogia con l’attuale presente. Il tema di fondo coniuga brillantemente l’immaginario folclorico, la superstizione contadina, l’universo magico-religioso con l’esperienza tecno-scientifica d’inizio 900 tra fotografia e fonografia, per produrre un horror di grande qualità tra realismo ed echi del cinema espressionista. Con questi presupposti, per aver attualizzato sapientemente un genere classico come quello dei fantasmi, il premio RAI4 è assegnato a “Post Mortem” di Péter Bergendy.

Mortal

Menzione Speciale Premio RAI4 Trieste Science+Fiction Festival 2020: Mortal di André Øvredal (Norvegia, USA, UK)

Motivazione

In un meraviglioso paesaggio scandinavo, il mistero e il soprannaturale irrompono lentamente innescando un viaggio interiore e la fuga di un’insolita coppia dalle minacce degli ottusi inseguitori stranieri. La Norvegia, si riappropria con intelligenza e senza complesso d’inferiorità

della propria mitologia e il risultato è una sorprendente visione che strappa il mantello patinato all’immaginario dominante nell’universo fantasy dei supereroi nordamericani. Per questi motivi e nella speranza che il regista sia capace di resistere alle sirene Marvel e DC, la menzione speciale RAI4 va a “Mortal” di André Øvredal.

Sinossi

Eric, un giovane escursionista americano nelle terre desolate della Norvegia occidentale, uccide accidentalmente e inspiegabilmente un adolescente, venendo poi arrestato. Prima di essere interrogato, incontra Christine, una giovane psicologa che cerca di capire cosa sta davvero succedendo: è lei l’unica che gli crede e si interessa a lui. Presto si fa viva l’Ambasciata americana che vuole estradare Eric, ma lui riesce a fuggire assieme a Christine. Durante la fuga, braccato dalle autorità norvegesi e americane, scoprirà finalmente chi, o che cosa, è.

Trieste Science+Fiction Festival 2020

Premio Nocturno Nuove Visioni: Meander di Mathieu Turi (Francia)

Riconoscimento assegnato ad un’opera significativa e originale per l’evoluzione del cinema di genere da Nocturno, la principale rivista italiana dedicata al cinema di genere.

Motivazione

Ci sono film che ti conquistano perché sanno proiettarti in un’atmosfera claustrofobica e di grande tensione, ci sono film che ami per la bellezza dei loro mostri, quelli che giocano con le aspettative e dagli incubi ti trasportano in un sogno….e poi c’è il film che sa essere tutte queste cose insieme.

Sinossi

Dopo aver accettato un passaggio da uno sconosciuto, Lisa si risveglia in un cunicolo. Al polso ha un braccialetto con un conto alla rovescia: capisce subito che ogni 8 minuti il fuoco brucia una sezione di quel labirinto. Per sopravvivere, non ha quindi altra scelta che strisciare verso le parti sicure. Per scoprire perché si trova la e come uscirne, Lisa dovrà affrontare i ricordi della figlia morta…

Premio CineLab Spazio Corto: Guinea Pig di Giulia Grandinetti e Andrea Benjamin Manenti

Il premio è organizzato in collaborazione con il DAMS (Discipline delle arti della musica e dello spettacolo), Corso di studi interateneo Università degli Studi di Udine e Università degli Studi di Trieste, ed è riservato al miglior cortometraggio italiano presentato nella sezione Spazio Italia | Spazio Corto. Il premio è stato assegnato da una giuria composta dagli studenti Davide Beraldo, Mattia Cantarutti e Alessandro Dambrosi.

Motivazione

Dopo una lunga discussione e analisi di tutti i cortometraggi presentati si è deciso di premiare “Guinea Pig” di Giulia Grandinetti e Andrea Benjamin Manenti. Secondo la giuria il cortometraggio spicca per maggior completezza rispetto alle altre opere presentate, ciò si è deciso prendendo in considerazione l’ottima fotografia, un compartimento di design audio e colonna sonora davvero ottimi e delle interpretazioni notevoli. Non si manca di sottolineare l’apprezzamento nei confronti dell’idea, molto buona e perfettamente in linea con lo spirito fantascientifico del Festival. È stato inoltre apprezzato lo spirito artistico con cui si è deciso di procedere.

Sinossi

In un mondo dove il governo ha abolito ogni sorta di contatto fra essere umani, da quello visivo a quello sessuale, i cittadini sono sottoposti a un test annuale di controllo per verificare il progresso dell’empatia e dell’attrazione sessuale.

Pubblicità

Eventi

Festival di Cannes 2024: Palma d’oro ad Anora, tutti i premi

Pubblicato

il

Festival di Cannes 2024

Il Festival di Cannes 2024 è giunto alla conclusione. La giuria, presieduta da Greta Gerwig e formata da Juan Antonio Bayona, Ebru Ceylan, Pierfrancesco Favino, Lily Gladstone, Eva Green, Hirokazu Kore-eda, Nadine Labaki e Omar Sy, ha decretato i premi del Concorso ufficiale della manifestazione. L’ambitissima Palma d’oro, assegnata l’anno scorso ad Anatomia di una caduta, è andata ad Anora di Sean Baker, regista statunitense già noto per Tangerine, Un sogno chiamato Florida e Red Rocket. Emilia Pérez di Jacques Audiard, dato fra i favoriti, si accontenta invece del Premio della giuria e del premio alla migliore interpretazione femminile, assegnato ex-aequo alle quatto protagoniste Karla Sofía Gascón, Selena Gomez, Adriana Paz e Zoe Saldana.

Kinds of Kindness di Yorgos Lanthimos conquista il premio per la migliore interpretazione maschile (Jesse Plemons), mentre l’iraniano Mohammad Rasoulof riceve la menzione speciale per il suo The Seed of the Sacred Fig. Soddisfazioni anche per Payal Kapadiya (Grand Prix Speciale della Giuria per All We Imagine as Light), Miguel Gomes (Prix de la mise en scène per Grand Tour) e Coralie Fargeat (Prix du scénario per The Substance). Restano invece a bocca asciutta Francis Ford Coppola con il suo titanico Megalopolis, David Cronenberg con The Shrouds, Paul Schrader con Oh, Canada e il nostro Paolo Sorrentino con la sua ultima fatica Parthenope.

Tutti i premi del Festival di Cannes 2024

  • Palma d’oro: Anora di Sean Baker
  • Grand Prix Speciale della Giuria: All We Imagine as Light di Payal Kapadiya
  • Prix de la mise en scène: Miguel Gomes per Grand Tour
  • Prix du scénario: Coralie Fargeat per The Substance
  • Menzione speciale: Mohammad Rasoulof per The Seed of the Sacred Fig
  • Prix d’interprétation féminine: Karla Sofía Gascón, Selena Gomez, Adriana Paz e Zoe Saldana per Emilia Pérez
  • Prix d’interprétation masculine: Jesse Plemons per Kinds of Kindness
  • Premio della giuria: Emilia Pérez di Jacques Audiard
  • Palma d’oro onoraria: George Lucas, Meryl Streep e lo Studio Ghibli
Continua a leggere

Eventi

Venezia 2024: Sveva Alviti madrina dell’81ª Mostra del Cinema

Pubblicato

il

Sveva Alviti

L’attrice Sveva Alviti condurrà le serate di apertura e di chiusura dell’81. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia, diretta da Alberto Barbera. Sarà lei ad aprire l’81. Mostra nella serata di mercoledì 28 agosto 2024 in occasione della cerimonia di inaugurazione e a guidare la cerimonia di chiusura sabato 7 settembre, in occasione della quale saranno annunciati i Leoni e gli altri premi ufficiali.

Nata a Roma, Sveva Alviti inizia precocemente a studiare recitazione, portando avanti in parallelo la carriera da modella, che la porta presto a New York. Nel 2009 debutta a Broadway come protagonista dello spettacolo teatrale The Interrogation e nel 2011 partecipa alla 68. edizione della Mostra di Venezia con il cortometraggio Alice, diretto da Roberto de Paolis. Nel 2012 recita in Niente può fermarci di Luigi Cecinelli e Buongiorno Papà di Edoardo Leo. L’anno successivo è in Cam Girls di Mirca Viola e porta al Teatro Quirino di Roma uno spettacolo interamente dedicato a Monica Vitti, ispirato al film Dramma della gelosia.


Nel 2017 è protagonista di Dalida, biopic di Lisa Azuelos sulla celebre icona francese, ruolo che le è valso la nomination come miglior attrice emergente ai Cesar 2018. Nel 2018 Sveva Alviti è invece la protagonista femminile del film Lukas, accanto a Jean Claude Van Damme. Recita poi in Love Addict con Michael Madsen, in Tra le onde di Marco Amenta e in Entres les Vagues di Anaïs Volpé. Dopo il debutto alla regia con il cortometraggio Les jour d’après, è nel film Netflix AKA, in cui interpreta la protagonista femminile.

Sveva Alviti condurrà le serate di apertura e di chiusura di Venezia 2024

La madrina dell’81ª Mostra del Cinema Sveva Alviti. Credits: Raffaele Mariniello.
La madrina dell’81ª Mostra del Cinema Sveva Alviti. Credits: Raffaele Mariniello

Questa la dichiarazione di Sveva Alviti:

«Il cinema per me è quanto di più vero possa esistere per raccontare le persone, le loro storie e per aiutarci a guardare nel profondo la quotidianità che stiamo vivendo. Sono sinceramente onorata di poter essere la madrina dell’81ª Mostra del Cinema e vorrei ringraziare la Biennale di Venezia il Direttore Alberto Barbera con il Presidente Pierangelo Buttafuoco per avermi voluto al loro fianco».

Dal 15 settembre sarà nella seconda stagione di Nudes, prodotta da Rai Fiction, e nell’autunno 2024 prenderà parte a un progetto americano sul MeToo, intitolato The other side of Fame. L’attrice si appresta inoltre a dirigere Walking Through the fire, documentario nel quale si parlerà di donne, di dipendenze e di depressione.

Continua a leggere

Eventi

Mostra del Cinema di Venezia: Alberto Barbera confermato direttore fino al 2026

Pubblicato

il

Il Consiglio di Amministrazione della Biennale di Venezia, presieduto da Pietrangelo Buttafuoco, ha confermato Alberto Barbera Direttore Artistico del Settore Cinema per gli anni 2025 e 2026. Si rinnova così un sodalizio che continua ininterrottamente dal 2012, impreziosito da un ulteriore triennio di direzione fra il 1999 e il 2001. Un riconoscimento che certifica l’ottimo lavoro svolto da Alberto Barbera negli ultimi anni, grazie a cui la Mostra del Cinema di Venezia è diventata un punto fermo per la stagione cinematografica e per la corsa ai principali premi, arrivando a battagliare alla pari con il Festival di Cannes.

Alberto Barbera direttore artistico per altri due anni

Alberto Barbera
Alberto Barbera sul red carpet della Mostra del Cinema di Venezia

Il Presidente della Biennale Pietrangelo Buttafuoco ha così commentato la notizia:

«Ho provato immediata sintonia con Alberto Barbera e ho grande rispetto per la competenza, la professionalità e la passione da lui dimostrate negli anni alla conduzione della Mostra d’Arte Cinematografica tali da riuscire ad accrescere il prestigio del più antico festival al mondo. Sono vivamente lieto che La Biennale di Venezia possa proseguire con lui questo percorso».

Alberto Barbera nel 2022 ha ottenuto il Tributo speciale dai Gotham Awards di New York. Nel 2021 gli è stato invece conferito dalla storica rivista Variety l’International Achievement in Film Award. Entrambi i riconoscimenti sono stati attribuiti allo stesso tempo a La Biennale di Venezia. Dal 2020 fa inoltre parte dell’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, che attribuisce i premi Oscar. Dal 2019 è stato inserito da Variety fra le 500 persone più influenti al mondo dell’industria dello spettacolo. Nel 2000 è stato insignito del titolo di Chevalier des Arts et des Lettres, riconoscimento culturale della Repubblica Francese. A partire dal 1982 ha iniziato la collaborazione con il Festival Internazionale Cinema Giovani (oggi Torino Film Festival), diventandone poi Direttore dal 1989 al 1998. Nel 2002 è divenuto consulente per il Museo Nazionale del Cinema di Torino e da giugno 2004 sino a dicembre 2016 ne è stato il Direttore.

Continua a leggere
Pubblicità

    Copyright © 2024 Lost in Cinema.