Una vacanza fuori di testa: recensione del film con Jim Carrey

Una vacanza fuori di testa: recensione del film con Jim Carrey

Una vacanza fuori di testa (Copper Mountain il titolo originale) è un film del 1983 di David Mitchell, capace di rovinare irrimediabilmente il ricordo di due icone dell’infanzia dei nati a cavallo fra anni ’80 e ’90 come Jim Carrey e Alan Thicke (l’indimenticabile padre della famiglia Seaver di Genitori in blue jeans). I due sono infatti riusciti incredibilmente ad avere delle ottime carriere nel cinema e nella televisione, nonostante abbiano partecipato nella prima fase del loro percorso nella recitazione a questo scempio, in grado di stroncare sul nascere i sogni di gloria di chiunque.

Una vacanza fuori di testa non è altro che un lungo e grottesco spot pubblicitario per il club med di Copper Mountain, rifugio di montagna che fa da sottotitolo e ambientazione a un film lungo 60 tediosissimi minuti. Importanti minuti della vostra unica vita, che nessuno vi restituirà.

Una vacanza fuori di testa: Jim Carrey non basta per salvare un film

Una vacanza fuori di testa

Il film è composto per più della metà della sua già breve durata da canzoni cantate da ospiti più o meno famosi in un improvvisato palco all’interno del club e da imitazioni di Jim Carrey completamente scollegate dal resto della pellicola. I pochi minuti rimanenti sono dedicati alla “trama” del film, che comunque riporto per dovere di recensore.

I due amici Bobby Todd (Jim Carrey) e Jackson Reach (Alan Thicke) si recano al club med di Copper Mountain per alcuni giorni di vacanza all’insegna dello sci e delle belle ragazze. Bobby è impacciato con le donne e non riesce a interfacciarsi con loro senza sembrare un pazzo, mentre Jackson millanta di essere un provetto sciatore. Bobby va a caccia di donne collezionando una lunga serie di figuracce e insuccessi, Jackson propone sfide sciistiche, finendo per essere costantemente sconfitto. Stenterete a crederci, ma non c’è davvero altro.

Per tutto il film aspetterete invano un sussulto, una scossa, una scena che vi faccia sganasciare dalle risate per la sua inadeguatezza e grossolanità, magari un cameo di un giovane Alberto Tomba che si prende gioco degli altri protagonisti con il suo celebre accento bolognese, ma purtroppo non accadrà nulla di tutto questo. Sarete soli contro il nulla più totale, guardando il tempo residuo del film, che si accorcerà molto più lentamente di quanto vorreste. Neanche le smorfie del già bravo Jim Carrey riusciranno a strapparvi un sorriso.

Una vacanza fuori di testa: un film inqualificabileUna vacanza fuori di testa

Mi risulta difficile capire come questo film possa essere stato pensato, realizzato, distribuito e addirittura doppiato in italiano e pubblicato in qualche rarissima copia in DVD. A parte l’inconsistenza della trama e della sceneggiatura, anche tutto il resto è inqualificabile: negli interni la fotografia è costantemente sfocata, gli effetti sonori sono inesistenti, il montaggio è stato fatto a colpi di accetta, senza alcun senso di continuità e gli attori secondari vagano in scena visibilmente spaesati e anche un po’ impauriti per quello che sta avvenendo intorno a loro.

Nonostante non ci siano segni tangibili della sua presenza e del suo operato, il regista e sceneggiatore David Mitchell esiste realmente, e ha avuto addirittura la possibilità di girare altri 8 film (!), dimostrando inoltre una chiara predilezione per il mondo dello sci con la regia di altre due pellicole sul tema, ovvero Ski School 2 e Ski Hard.

Una vacanza fuori di testa: una catastrofe che si fa fatica a definire cinematograficaUna vacanza fuori di testa

Per gli appassionati di sci che dovessero accidentalmente imbattersi in Una vacanza fuori di testa, segnaliamo il cameo dell’ex campione di sci Jean-Claude Killy, nella parte di se stesso.

In conclusione possiamo dire che Una vacanza fuori di testa è una catastrofe che si fa fatica a definire cinematografica, in quanto di cinematografico non ha praticamente nulla. Un’opera senza né capo né coda, consigliata solo ai completisti della carriera di Jim Carrey e agli Indiana Jones del cinema trash.

  • Verdetto

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Sommario

Una vacanza fuori di testa non è niente di più che un lungo spot pubblicitario per un rifugio di montagna, che neanche l’estro di Jim Carrey riesce a salvare dallo sfacelo totale.

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Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per Cinematographe - Film Is Now ed Empire Italia. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.