Amants (Lovers): recensione del film di Nicole Garcia

Amants (Lovers): recensione del film di Nicole Garcia

La prima inquadratura di Amants ci porta nella camera da letto di due ragazzi. La macchina da presa è lenta, silenziosa, si muove con un passo felpato verso i loro corpi nudi avvolti in un lenzuolo nero, che li divora, li abbraccia, li nasconde e li divide allo stesso tempo. Il pallore della loro pelle è evidente, un chiarore delicato, caduco, mortale, preludio del sesso, preludio tragico e fiero. I protagonisti di Amants, film diretto da Nicole Garcia e in concorso alla 77a edizione della Mostra del Cinema di Venezia, sono Lisa (Stacy Martin) e Simon (Pierre Niney), giovani e innamorati.

Lisa è una cameriera, Simon è un pusher. Le loro vite così differenti eppure così intrecciate vengono sconvolte da una tragedia, un cocktail di droghe che porta un amico comune verso un’overdose letale. Simon impaurito per le conseguenze scappa senza mai voltarsi, lasciando Lisa sola senza alcuna speranza di ritrovarsi. Dopo anni si rincontrano, diversi, cambiati, con nuovi desideri e nuove prospettive, ma i sentimenti riaffiorano. 

Amants: il film di Nicole Garcia

Amants

Diviso in tre capitoli, e anche in tre luoghi differenti (Parigi, l’Oceano Indiano e Ginevra), il nuovo film di Nicole Garcia contiene diversi sapori, thriller, noir e dramma, che si muovono sinuosamente all’interno della storia. Questa triade struttura e sottende una geografia sentimentale a cui fanno eco i tre atti, come anche i tre personaggi principali. Purtroppo, al di là della tripartizione narrativa e geografia, Amants non convince né dal punto di vista narrativo né dal punto di vista visivo. Il personaggio di Lisa è bidimensionale, non ha una luce propria, non ha ombre, vive in funzione solo degli uomini con cui si relaziona, suo padre in primis, poi il suo compagno Simon e poi suo marito, Leo.

La storia segue i tre personaggi principali e ciò che viene mostrato non giustifica, non esprime, non esteriorizza i desideri più profondi; non c’è nulla oltre il brivido del momento, non c’è niente che denoti un progresso narrativo, le scene non scavano, non cercano a fondo nella psiche dei protagonisti; per questo la narrazione è esile, piatta, incolore, sopravvive sullo schermo grazie a quel che poco che racconta negli attimi iniziali, questo tenue e goffo sentimento tra i due amanti. Nulla più. L’amore è la loro discolpa, la motivazione, il pretesto, l’attenuante. I personaggi sono mossi da molecole di emotività passeggera, da sprazzi di passione, da momentaneo ardore, momentanea rabbia, fugaci sentimenti, come fugaci ricordi.

Non c’è polso, non c’è cuore, l’amore è un assente imperdonabile

Amants è costruito come una bellissima prigione inespugnabile, un’architettura asfittica che non permette in alcun modo al personaggio di Lisa di evadere dalla sua atonalità. Nonostante i cambiamenti che attraversano la sua vita, diversi luoghi, diversi tempi, diverse condizioni di vita, il personaggio di Lisa non progredisce, non si sviluppa. Il suo asservimento per Simon è tale che viene quasi scambiato per amore. Questa abnegazione sentimentale può essere curiosa, tenera e interessante ma solo per un momento. Quando Amants cambia tono si trasforma in qualcosa di molto più plumbeo, e i sentimenti dapprima integri, evidenti diventano foschi, insidiosi e nocivi. 

Per certi versi ricorda un bellissimo film di Bigas Luna, Son de mar, ma è un parallelismo fin troppo eccessivo. I due amanti di Son de mar sono divisi da qualcosa di più effimero – per quanto il mare come argine possa definirsi tale – ma il centro della narrazione è focalizzato sul ritorno: quando si ritrovano il filo rosso che li lega è palpabile, è corrosivo, è talmente dirompente da rendere inutile ogni discorso, ogni spiegazione è lasciata fuori dallo schermo. Sono insieme, ed è una poesia visiva ogni attimo che bruciano per educarsi alla forma dei loro nuovi corpi.

Amants non ha nulla di tutto questo, non c’è polso, non c’è cuore, l’amore è un assente imperdonabile, la passione è congestionata da una trama senza direzione. Cosa resta di Amants? Un bacio sbocciato dopo anni di lontananza, un rapporto sorretto dalla solitudine reciproca, il ricordo di un amore bruciato dalla paura. 

Valutazione
4.5/10

Verdetto

Amants di Nicole Garcia è un film senza polso, senza cuore, in cui la passione è congestionata da una trama senza direzione. 

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.