And Tomorrow the Entire World: recensione del film di Julia von Heinz

And Tomorrow the Entire World: recensione del film di Julia von Heinz

Un passaggio della Costituzione tedesca recita, la Repubblica Federale Tedesca è uno Stato federale democratico e sociale. Tutti i tedeschi hanno diritto alla resistenza contro chiunque intraprenda a rimuovere l’ordinamento vigente, se non sia possibile alcun altro rimedio. La parola che più attira in questo articolo della Costituzione tedesca è la parola resistenza. Secondo la Treccani, la parola resistenza è l’azione e il fatto di resistere, il modo e i mezzi stessi con cui si attuano. Secondo un altro vocabolario, il Vocabolario nomenclatore compilato da Palmiro Premoli, un vocabolario che snoda il senso delle parole mostrandone la similarità concettuale, la parola resistenza si rivela attraverso le seguenti parole: materia, energia, riparo, contrasto, difesa, fatica, attrito. La resistenza è un elemento materico, poiché per configurarsi necessita non sono dell’ideologia, di una dottrina, di una ortodossia, ma di un corpo, per potersi difendere, per fare attrito, contrasto, riparo, costa fatica ed energia. 

Julia von Heinz dirige And Tomorrow the Entire World (Und morgen die ganze Welt), un film piuttosto imprudente, quasi deleterio per la tematica che affronta. La regista comincia con una frase, estrapolata direttamente dalla Costituzione tedesca, per dichiarare fin da subito il proprio punto di vista, e la sua militanza nel movimento antifascista tedesco. La sua idea di resistenza passa attraverso la propria esperienza personale e il suo intento di raccontare lo scarto ideologico tra l’antifascismo e il nazismo contemporaneo in Germania. Pur non riuscendoci. 

And Tomorrow the Entire World: il film di Julia von Heinz

And Tomorrow the Entire World

La storia ci porta nella vita di Luisa, studentessa di giurisprudenza, con una ricca famiglia alle spalle, che sceglie di lasciare l’agio di una vita nobile per entrare in una comune di Antifa. Questo collettivo ha due anime: da un lato è abitato da attivisti pacifici il cui desiderio è manifestare e unirsi per combattere l’estrema destra, dall’altro questa comune ha al suo interno alcuni individui la cui missione è quella di fermare la continua ascesa dei neonazisti in tutta la Germania anche con la violenza più efferata. Luisa si trova al centro di un’impasse ideologica. La concretizzazione del fascismo – e politico e sociale – può giustificare la violenza contro di esso? Come si declina la resistenza?

And Tomorrow the Entire World è un tentativo malriuscito di descrivere quanto sia deprecabile l’uso della violenza nella lotta di classe. Purtroppo la sottile critica che viene costruita all’interno della narrazione può essere facilmente fraintesa, considerato che il film, nonostante la fattualità con cui consegna allo spettatore le idee contrastanti che stanno alla base delle due fazioni in opposizione, rimane ambiguo nel suo sostegno al gruppo di antifa, soprattutto verso una parte del gruppo. Nonostante il tempo e l’ambientazione in cui questa opera si inserisce, una contemporaneità che inevitabilmente ci permette di sentire questo film attuale, vicino, questa storia di attivismo ha moltissime voragini narrative. 

And Tomorrow the Entire World non provoca riflessioni importanti

And Tomorrow the Entire World

Fin dalle prime scene lo sguardo è concentrato solo su Luisa. Lei è il punto di vista su tutta la storia, non ci sono alternative, non c’è condivisione, non ci sono cambi di direzione. Anche questa scelta, inesorabilmente, è una postura, è una presa di posizione politica. Non mostrare mai nessun altro sguardo, nessun altro punto di vista in una storia che vive di posizioni, di fazioni, di lotte, di ruoli e di scambi di potere, è limitante. Questa incapacità di adottare un racconto inclusivo, pluridimensionale, porta la storia, man mano che il film procede, ad una imbarazzante inerzia narrativa. And Tomorrow the Entire World non provoca riflessioni importanti, non genera idee, sensazioni o immagini laceranti. Quel che rimane è una fotografia sparuta dell’estremismo ideologico. 

Tornando al Vocabolario nomenclatore e alla parola resistenza, possiamo quindi affermare che all’interno del film, l’idea che veicola la parola resistenza non viene rispettata né iconizzata. La resistenza è riparo, difesa, è attrito. All’interno dell’opera di Julia von Heinz non c’è nulla di tutto questo. L’unica sensazione che permane è un certo fastidio nel vedere la storia cadere verso il vuoto, e semantico e narrativo, e una certa tendenza a rimanere nell’ambiguità, nell’incertezza drammatica. 

Valutazione
5/10

Verdetto

And Tomorrow the Entire World è un tentativo malriuscito di descrivere quanto sia deprecabile l’uso della violenza nella lotta di classe: non provoca riflessioni importanti, non genera idee, sensazioni o immagini laceranti. Resta una fotografia sparuta dell’estremismo ideologico. 

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.