Bent – Polizia criminale: recensione del film con Sofia Vergara

Bent – Polizia criminale: recensione del film con Sofia Vergara

Per uno dei tanti eventi difficilmente spiegabili all’interno della distribuzione italiana, uno scialbo direct-to-video come Bent – Polizia criminale nel 2018 ha goduto di un inaspettato passaggio nelle sale italiane, anche se in un periodo tradizionalmente arido di nuove uscite come quello estivo. Come prevedibile, siamo di fronte a un prodotto povero di mezzi e soprattutto di idee, che si appoggia stancamente a un canovaccio crime ampiamente rodato, se non ormai logoro, e a qualche star dalla fama calante, ma comunque in grado di richiamare l’attenzione dello spettatore.

Bent – Polizia criminale: una scialba rivisitazione del crime thriller

Danny Gallagher (Karl Urban) è un ex detective della narcotici, arrestato dopo una tragica missione, durante la quale ha perso la vita il suo socio. Uscito di prigione, Danny comincia a indagare su quanto gli è successo e soprattutto e su Driscoll (John Finn), cioè il malavitoso che lo ha incastrato. Ad aiutarlo i  questo difficile compito, ci sono l’agente segreto Rebecca (Sofia Vergara) e il suo vecchio mentore Jimmy (Andy Garcia).

Fin dai primi minuti di Bent – Polizia criminale, si fatica a credere che la regia di questo dozzinale e amorfo thriller sia di Bobby Moresco, che in passato è stato capace di conquistare il premio Oscar per la migliore sceneggiatura originale, grazie al suo lavoro su Crash: Contatto fisico. L’opera di Moresco non si allontana purtroppo da uno schema comune a molti prodotti direct-to-video statunitensi, che spesso si contraddistinguono per un approccio rigorosamente low budget e privo di qualsiasi spunto originale. Il racconto ruota intorno a Karl Urban (Éomer ne Il signore degli anelli), alla star di Modern Family Sofia Vergara e a un Andy Garcia lontano parente del carismatico e raffinato interprete che abbiamo ammirato in opere come Il padrino – Parte III e Ocean’s Eleven.

Per lunghi tratti, Bent – Polizia criminale è quanto di più trito e ritrito si possa rintracciare nel panorama del crime thriller odierno: un intreccio all’altezza di un episodio di una mediocre serie televisiva poliziesca, un’atavica sciatteria nella messa in scena, una scenografia rozza e minimale e soprattutto dei personaggi scritti male e peggio interpretati da attori chiaramente svogliati, fra i quali si distingue Karl Urban, incapace di un minimo guizzo espressivo e di fornire tridimensionalità al proprio personaggio.

Un’azzeccata parte finale non basta a salvare un prodotto mediocre

Bent - Polizia criminale

Proprio quando ci si avvicina al baratro, nel momento in cui anche lo spettatore più paziente e volenteroso ha drasticamente abbassato la propria soglia di attenzione e ha controllato qualche volta di troppo il minutaggio residuo, Bent – Polizia criminale ha però un imprevedibile sussulto, che arriva attraverso una scelta narrativa solitamente catastrofica, cioè un vero e proprio secondo finale, appiccicato in maniera sgraziata e posticcia al primo.

Ciò che inizialmente appare come un inutile proseguimento della noia dello spettatore regala invece quegli apprezzabili momenti di tensione e azione che erano mancati nei precedenti minuti di Bent – Polizia criminale: gli interpreti ritrovano per un attimo la verve perduta, i dialoghi e la messa in scena generano suspense e la violenza finalmente deflagra. Sicuramente troppo poco per salvare dalla bocciatura un prodotto nato male e portato avanti con approssimazione e pigrizia da tutte le parti in causa, ma anche abbastanza per scuotere lo spettatore dal tedio e per alleviare la sensazione di insoddisfazione verso un’opera mediocre, insignificante e priva di personalità.

Valutazione
4.5/10

Verdetto

Bent – Polizia criminale è un prodotto scialbo e privo di qualsiasi spunto originale, salvabile solamente per l’ultimo accettabile atto.

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Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per Cinematographe - Film Is Now ed Empire Italia. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.