Boys from County Hell: recensione del film di Chris Baugh

Boys from County Hell: recensione del film di Chris Baugh

All’interno del ricco programma del Trieste Science+Fiction Festival 2020, prima edizione interamente online della più celebre manifestazione dedicata al cinema di fantascienza, c’è spazio anche per l’horror, e in particolare per Boys from County Hell, opera di Chris Baugh che si confronta con il filone vampiresco andando alle sue origini, e più precisamente a Bram Stoker e al suo Dracula.

Lo spunto di partenza è semplice, ma non banale: nello sperduto villaggio di Six Mile Hill in Irlanda (che nella realtà corrisponde alla cittadina di Slaghtaverty), si trova la tomba di Abhartach, protagonista di una leggenda orale che pare abbia ispirato proprio Stoker nella creazione della sua opera più celebre. Secondo la tradizione, lo scrittore ha soggiornato proprio a Six Mile Hill, per visitare questo fantomatico sepolcro. Gli abitanti del posto cavalcano furbescamente queste leggende, attirando (pochi) turisti del mistero e cercando di spremere più soldi possibili dalla loro passione. Uno di questi è Eugene Moffat (Jack Rowan), che occupa il suo tempo al pub o in scherzi ai malcapitati turisti. Tutto cambia quando il padre di Eugene viene coinvolto in un progetto per la costruzione di una tangenziale, che porterà all’abbattimento della tomba di Abhartach. Ma il vampiro è pronto al risveglio e alla vendetta.

Boys from County Hell: il vampirismo fra commedia e folk horror
Boys from County Hell

Per atmosfere, stile e ambientazione, Boys from County Hell si propone come una sorta di epigono del cinema di Edgar Wright, strizzando però l’occhio anche all’immaginario horror anni ’80 (La trilogia de La casa su tutti) e al filone del folk horror, che, grazie anche a opere come Midsommar – Il villaggio dei dannati, sta vivendo un momento particolarmente felice. Nelle battute iniziali, siamo accolti da un umorismo squisitamente demenziale, che gioca con intelligenza con i cliché del genere e con la letteratura vampiresca. Ci sarebbero quindi tutti gli ingredienti per una spassosa commedia dell’orrore, senza particolari pretese ma dalla sicura presa sul pubblico. Peccato però che Chris Baugh si allontani ben presto da questa suggestione, puntando sempre più sul dramma e sul puro orrore, e trasformando di conseguenza Boys from County Hell in un racconto molto più convenzionale di quanto speravamo.

Pur all’interno di questi rodati binari, Baugh dimostra di saperci fare dietro la macchina da presa, e di essere in grado di trasportare di gestire la tensione e le atmosfere anche sulla durata tipica di un lungometraggio (Boys from County Hell è basato su un corto da lui stesso diretto). Si rimane però spiazzati da un’opera che sembra ripetutamente contraddire se stessa, senza riuscire a trovare una propria precisa direzione. Troppo sopra le righe per spaventare e troppo serioso per divertire: esattamente il contrario di quanto sono riusciti a fare Sam Raimi, Wright e John Landis con il suo Un lupo mannaro americano a Londra.

Un peccato, perché nonostante quest’incertezza narrativa Boys from County Hell può contare su personaggi convincenti, soprattutto per le dinamiche familiari che li coinvolgono, e su qualche apprezzabile twist a livello di intreccio, che tengono viva l’attenzione dello spettatore.

La rappresentazione della provincia rurale

In bilico fra ambizione e compiaciuto trash, Boys from County Hell finisce per assestarsi nella via di mezzo, senza arrivare né all’infamia, né alla lode. Un horror che si prefiggeva il compito di profanare tombe, tradizioni e credenze popolari trova paradossalmente il suo aspetto più riuscito quando tratteggia la vita rurale di provincia, con la sua ossessione di rimanere agganciata a quelle poche ma sicure fonti di introito e con la sua tipica paura di affrontare il cambiamento e il progresso, perché questo significherebbe sbilanciarsi verso una direzione troppo incerta. Resta quindi la sensazione che quel folklore che si cercava di contrastare è ancora troppo accogliente per essere lasciato andare.

Valutazione
6/10

Verdetto

Pur attestandosi su livelli più che dignitosi dal punto di vista dell’intrattenimento e della tensione, Boys from County Hell paga la mancanza di una precisa direzione narrativa, non riuscendo mai a trovare la giusta miscela fra commedia e folk horror.

Marco Paiano

Marco Paiano