Chasing Coral: recensione del documentario originale Netflix

Anche se dopo la pandemia di Coronavirus il cambiamento climatico non è più la nostra prima preoccupazione, non bisogna assolutamente abbassare la guardia su questo tema, fondamentale per il futuro di tutti noi. Fra le tante attività che possiamo fare a casa, dove saremo costretti a trascorrere ancora molto tempo, può essere dunque una buona idea la visione di Chasing Coral, documentario originale Netflix diretto da Jeff Orlowski e incentrato sulla sempre più preoccupante scomparsa delle barriere coralline, che rappresentano un fattore determinante non solo per l’ecosistema marino, ma per l’intero pianeta. Prima di approdare su Netflix, Chasing Coral è stato presentato nel corso dell’edizione del 2017 del prestigioso Sundance Film Festival, durante la quale ha conquistato l’ambito Audience Award.

Chasing Coral: la lotta per la salvaguardia delle barriere coralline

Sulla scia di quanto fatto con il suo precedente documentario Chasing Ice, basato su un’altra catastrofe ambientale come lo scioglimento dei ghiacciai, Orlowski analizza tramite riprese marine, ricerche scientifiche e preziose interviste a luminari del settore il dramma che si sta verificando nei nostri oceani. Come già sappiamo, lo sregolato utilizzo di combustibili fossili e, più in generale, l’adozione di uno stile di vita ad alto impatto ambientale almeno in tutto l’Occidente, hanno dato vita a un progressivo riscaldamento globale, che a sua volta comporta la sparizione di una porzione impressionante delle barriere coralline nel mondo. Negli ultimi tre decenni, si è perso ben il 50% dei coralli mondiali. Questo porta non solo a devastanti conseguenze per l’ecosistema marino (all’interno delle barriere coralline, trovano riparo e cibo circa il 25% degli organismi marini), ma anche alla perdita di una protezione per eventi atmosferici anomali, come mareggiate e tifoni.

Difficile non emozionarsi di fronte a riprese acquatiche di spietato splendore, in cui si testimonia il cambiamento dei fondali marini negli ultimi anni. Ci si sofferma soprattutto sullo sbiancamento dei coralli, un fenomeno assimilato a quello della febbre e che consiste nella rottura del rapporto simbiotico fra le alghe e i polipi di un corallo, con la conseguente morte (riconoscibile dal bianco al posto degli straordinari colori che vediamo solitamente) dell’organismo.

Fra preoccupazione e speranza

Orlowski riesce ad amalgamare le sue meravigliose immagini con un preciso ed esauriente approfondimento sull’importanza dei coralli, che scongiura sia il pericolo di un eccesso di tecnicismo sia quello di segno opposto, cioè la semplificazione di un tema particolarmente complesso. Si resta ammaliati dalla rappresentazione di una sorta di megalopoli acquatica, all’interno della quale la proliferazione della vita è garantita proprio dalla coabitazione e dalla cooperazione di specie diverse.

Non mancano alcuni problemi a livello narrativo, soprattutto quando ci si sofferma eccessivamente sulle esperienze personali delle due figure principali di Chasing Coral, cioè l’agente pubblicitario Richard Vevers e il cosiddetto Coral Nerd Zackery Rago. Assistiamo però anche a un climax dei più disparati sentimenti, che vanno dalla legittima preoccupazione per una situazione sempre più vicina al punto di non ritorno (le previsioni degli studiosi indicano un probabile ulteriore aumento del riscaldamento globale nei prossimi mesi e un conseguente deterioramento della barriere coralline) alla granitica e forse utopica speranza di un miglioramento della situazione, auspicata anche dal ricercatore John Veron.

Insieme alla preoccupazione per una situazione che sta minando alla radice il nostro ambiente, Chasing Coral ci lascia quindi un messaggio di fiducia, rammentandoci che ogni momento è buono per modificare le nostre abitudini, rigenerare il nostro rapporto con la natura e soprattutto prestare attenzione alle disperate suppliche di soccorso che la Terra ci sta mandando.

Valutazione
7/10

Verdetto

Fra speranza e preoccupazione, attingendo da oltre 500 ore di riprese e beneficiando del parere di illustri esperti in materia, Jeff Orlowski fa luce sulla desolante situazione delle barriere coralline, fondamentali per l’equilibrio ambientale.

Marco Paiano

Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per N3rdcore. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.