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Ferie d’agosto: recensione del film di Paolo Virzì

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«Voi intellettuali v’atteggiate tanto, parlate così sofistici, state sempre a analizzà, a criticà, a giudicà… Ma la sa qual è la verità? La verità è che non ce state a capì più un cazzo, ma da mo!», dice il Ruggero Mazzalupi del compianto Ennio Fantastichini in una scena chiave di Ferie d’agosto di Paolo Virzì. Un film centrale nella filmografia del regista livornese (il suo secondo, se escludiamo il primo progetto giovanile Paso Doble), che arriva in un contesto politico e sociale ben preciso, ovvero il 1996 della nascita del primo Governo Prodi, a seguito della caduta del primo Governo Berlusconi. Una coincidenza provvidenziale e parzialmente involontaria (il film è stato scritto nel 1994 e girato nel 1995), che tuttavia ha il merito di acuire lo scontro ideologico alla base di questa pungente e profetica analisi sociale.

Al centro del racconto ci sono due gruppi familiari, entrambi in vacanza nell’apparentemente tranquilla isola di Ventotene, già ambientazione per La messa è finita di Nanni Moretti. Da una parte c’è il nucleo guidato dal giornalista Sandro Molino (Silvio Orlando), che si contraddistingue per una morale progressista e inclusiva (sono presenti una coppia di donne e una vera e propria famiglia allargata) ma anche per un malcelato senso di superiorità sulla componente più sempliciotta e volgare della società. A rappresentare perfettamente questo segmento la famiglia Mazzalupi, guidata dal proprietario di due armerie Ruggero (Ennio Fantastichini) e contraddistinta dal qualunquismo politico e ideologico e da un ostentato disprezzo per gli intellettuali e per le principali norme di civiltà.

I due gruppi di turisti si ritrovano a soggiornare in due ville adiacenti e manifestano fin da subito disprezzo reciproco. Gli animi si esacerbano quando viene involontariamente ferito un venditore ambulante extracomunitario, a causa di un c0lpo d’arma da fuoco stupidamente sparato da Ruggero.

Ferie d’agosto: un lucido e profetico ritratto dell’Italia degli ultimi decenni

Ferie d’agosto è indubbiamente figlio della lunga e florida tradizione della commedia all’italiana, capace di coniugare efficace intrattenimento con una riflessione aspra e amara sulla società e sugli stessi spettatori. Nell’approccio narrativo di Paolo Virzì e del suo fidato co-sceneggiatore Francesco Bruni è però evidente anche l’amore per la grande commedia corale americana, a partire dal mai abbastanza citato Il grande freddo, non a caso particolarmente caro a entrambi. Il regista lavora sui personaggi, sulle loro fragilità e sul loro squallore, senza giudicarli e rappresentando nel bene e nel male tutta la loro umanità, come in tutto il suo cinema successivo, a partire da Ovosodo, passando per La prima cosa bella e arrivando fino al recente Siccità.

Al centro del racconto in questo caso c’è una contrapposizione sociale, che non si limita alla politica ma abbraccia tutti gli altri aspetti della vita, sapientemente tratteggiati da Virzì. Da una parte i Molino, che accettano senza particolari problemi la mancanza di corrente elettrica, trascorrono le serate cantando e parlando di arte e dimostrano la loro apertura mentale, che fa convivere Sandro con l’ex compagno della sua fidanzata Cecilia (interpretata da Laura Morante) e quest’ultima con Francesca (Antonella Ponziani), vecchia fiamma del personaggio di Silvio Orlando.

I Molino non mancano però di prendersi gioco dei Mazzalupi, che al contrario di loro fanno carte false per avere accesso alla televisione (e soprattutto alle trasmissioni berlusconiane, come Non è la Rai), sono tutti benestanti, disprezzano apertamente minoranze e stranieri e hanno un rapporto molto più torbido e malsano con l’amore, come dimostra la passione di Ruggero per la cognata Marisa (Sabrina Ferilli), sposata con il suo mediocre socio Marcello (Piero Natoli).

Fra idealismo e antipolitica

Ferie d'agosto

Una tensione insanabile, alimentato da continui episodi apparentemente insignificanti come il mancato spegnimento del motore di una barca, il vestiario o il rumore serale. A trasformare la tensione in vero e proprio conflitto non può che essere il nemico per eccellenza dei reazionari, cioè lo straniero, incarnato dal personaggio dello scomparso Oumar Ba. Un demenziale scherzo di Ruggero per poco non si trasforma in tragedia, portando i Molino a costituirsi parte civile per difenderlo nel pieno della stagione vacanziera, con evidente insofferenza del brigadiere interpretato da Rocco Papaleo.

La disputa porta a un confronto diretto fra i Molino e i Mazzalupi, che degenera rapidamente in scontro politico. I primi accusano apertamente i secondi di fascismo e atteggiamento di stampo mafioso, i secondi sostengono la propria distanza dalla politica, rimarcando però la loro abnegazione lavorativa e il totale scollamento degli intellettuali dal paese reale. In un’affollata tavola, durante una torrida serata estiva in una piccola isola laziale, si raffigura la sintesi politica e sociale degli ultimi 30 anni, che Virzì e Bruni hanno saputo leggere con disarmante anticipo e con invidiabile lucidità.

Da una parte il peggior conservatorismo camuffato da antipolitica, che nasconde i propri scheletri in armadi sempre più fitti mostrando sempre il proprio lato più presentabile. Dall’altra la crisi della sinistra a seguito della dissoluzione del PCI, arroccata su posizioni vetuste, a favore degli ultimi solo a parole e superata a destra dagli avversari politici nella difesa dei penultimi. Un duello al ribasso, responsabile di buona parte dei problemi italiani degli ultimi decenni.

Ferie d’agosto e la critica ai progressisti italiani

Ferie d'agosto

È evidente che Virzì e Bruni parteggino per i Molino, esseri umani migliori da ogni punto di vista e protagonisti dei momenti più dolci di Ferie d’agosto, come la rivelazione della gravidanza di Cecilia. Allo stesso tempo, i due autori riservano alcune delle più incisive bordate proprio alla fazione a loro più vicina, come a sottolineare che essa sia l’unico segmento sociale con una remota possibilità di redenzione. Emblematici in questo senso i personaggi di Mauro (Silvio Vannucci) e Roberto (Gigio Alberti), rappresentati con un curioso mix di nullafacenza, spirito da latin lover fine a se stesso e il tipico atteggiamento da guru basato sul nulla che oggi siamo abituati a vedere su LinkedIn.

È proprio la famiglia Mazzalupi quella più intrisa dell’umanità cara a Virzì. Su di lei aleggia sempre il presagio di una tragedia mai concretizzata (scelta che forse avrebbe reso Ferie d’agosto ancora più potente), ci sono due matrimoni in crisi (una silenziosa e una manifesta, con doppio tradimento fisico e intellettuale) e addirittura un tentativo di suicidio da parte della piccola Sabrina, figlio anche della familiarità del padre con le armi e del suo atteggiamento autoritario, ma sventato proprio dallo stesso Ruggero in un raro quanto efficace slancio di sensibilità e comprensione.

L’imminente sequel di Ferie d’agosto

Ferie d'agosto

Come nelle vacanze raccontate da Carlo ed Enrico Vanzina nelle loro commedie (altrettanto rivelatrici della società italiana), i drammi narrati in Ferie d’agosto si concludono alla villeggiatura, con un extracomunitario che paga per tutti con un foglio di via, coi Molino che tornano a cercare di riempire i loro vuoti e coi Mazzalupi protagonisti di una fragile pace, almeno fino al prossimo conflitto. Sulle loro vite alita però lo stesso spirito di incompiutezza e insoddisfazione che ha realmente afflitto l’Italia stanca e perennemente in decrescita felice degli ultimi anni.

Non è quindi un caso che Paolo Virzì e Francesco Bruni 28 anni dopo abbiano deciso di andare a trovare nuovamente questi personaggi nel sequel Un altro Ferragosto, in uscita nelle sale italiane il 7 marzo 2024 grazie a 01 Distribution. Un seguito di cui purtroppo non faranno parte gli scomparsi Ennio Fantastichini, Piero Natoli, Evelina Gori, Mario Scarpetta e Oumar Ba, ma che ci permetterà di esplorare nuovamente l’universo di questi personaggi tanto respingenti quanto tristemente familiari.

Overall
8/10

Verdetto

Con Ferie d’agosto, Paolo Virzì firma un amaro e fedele ritratto degli ultimi 30 anni della società italiana, intercettando i mutamenti ideologici e politici che ci hanno condotto alla triste situazione attuale.

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IF – Gli amici immaginari: trailer, trama e cast del film di John Krasinski

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IF - Gli amici immaginari

Il 16 maggio arriverà nelle sale italiane IF – Gli Amici Immaginari, film di John Krasinski con protagonista Ryan Reynolds. Una commedia a sfumature fantastiche adatta a tutta la famiglia, che oltre a Ryan Reynolds e allo stesso John Krasinski è forte della presenza nel cast di Cailey Fleming e Fiona Shaw. John Krasinski, noto universalmente per la sua prova come attore nell’acclamata serie televisiva The Office, torna alla regia dopo i successi di A Quiet Place – Un posto tranquillo e del seguito A Quiet Place II. Ryan Reynolds, che a breve vedremo anche in Deadpool & Wolverine, è reduce invece da Come ti ammazzo il bodyguard 2 – La moglie del sicario, Red Notice e The Adam Project.

A dare le voci ai personaggi che riflettono l’incredibile potere dell’immaginazione di un bambino ci sono invece Phoebe Waller-Bridge, Louis Gossett Jr., Steve Carell e molti altri. L’edizione italiana del film potrà invece contare sulle voci di doppiatori d’eccezione come Ciro Priello e Pilar Fogliati. Diamo un’occhiata a quello che ci aspetta con il trailer ufficiale del film.

Il trailer ufficiale italiano di IF – Gli Amici Immaginari

Questa la sinossi ufficiale del film:

Scritto e diretto da John Krasinski, IF – Gli amici immaginari è l’incredibile e magica storia di una bambina e della sua capacità di vedere gli IF, cioè gli amici immaginari di tutte le persone. Grazie a questo suo insolito superpotere, si imbarcherà in una magica avventura per ricongiungere gli IF dimenticati con i loro bambini.

In conclusione, ecco il poster ufficiale italiano del film, che arriverà in sala il 16 maggio, distribuito da Eagle Pictures.

IF - Gli amici immaginari
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Challengers: trailer, trama e cast del film di Luca Guadagnino

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Challengers

Il 24 aprile arriva nelle sale italiane Challengers, nuovo film di Luca Guadagnino basato su una sceneggiatura di Justin Kuritzkes. Il film ha per protagonisti Zendaya, Josh O’Connor e Mike Faist e racconta un torbido triangolo amoroso, che si sviluppa nell’arco di diversi anni dentro e fuori dal campo di tennis. Amici, ambizione, ossessione ed erotismo si intrecciano in una storia in cui gli equilibri e i rapporti di forza si modificano costantemente, proprio come nel tennis.

Il team creativo di Guadagnino include diversi suoi collaboratori abituali come il direttore della fotografia Sayonbhu Mukdeeprom, la scenografa Merissa Lombardo, il montatore Marco Costa e il costumista Jonathan Anderson. La colonna sonora del film è invece firmata da Trent Reznor e Atticus Ross. I produttori del film sono Amy Pascal, Luca Guadagnino, Zendaya e Rachel O’Connor, con Bernard Bellew coinvolto invece nel ruolo di produttore esecutivo. Gustiamoci una piccola anteprima di quello che ci aspetta attraverso il trailer ufficiale italiano.

Challengers: il trailer ufficiale italiano del film di Luca Guadagnino con Zendaya

Questa la sinossi ufficiale del film:

Dal visionario regista Luca Guadagnino arriva Challengers, con protagonista Zendaya nel ruolo di Tashi Duncan, un’ex prodigio del tennis diventata allenatrice: una forza della natura che non ammette errori, sia dentro che fuori dal campo. Sposata con un fuoriclasse reduce da una serie di sconfitte (Mike Faist), la strategia di Tashi per la redenzione del marito prende una piega sorprendente quando quest’ultimo deve affrontare sul campo l’oramai rovinato Patrick (Josh O’Connor), un tempo suo migliore amico ed ex fidanzato di Tashi. Mentre il loro passato e il loro presente si scontrano e la tensione sale, Tashi dovrà chiedersi quale è il prezzo della vittoria.

Vi ricordiamo che Challengers arriverà nelle sale italiane il 24 aprile, distribuito da Warner Bros. In conclusione, ecco il poster ufficiale italiano del film.

Il poster ufficiale italiano di Challengers, film di Luca Guadagnino con Zendaya, Josh O'Connor e Mike Faist.
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Cannes 2024: il programma della 77a edizione del Festival

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Furiosa: A Mad Max Saga

È stato annunciato il programma del Festival di Cannes 2024, che si terrà dal 14 al 25 maggio. Come anticipato dai vari rumor, si tratta di un’edizione arricchita dalla presenza di autori importantissimi del calibro di Francis Ford Coppola (in concorso con Megalopolis), David Cronenberg (in gara con The Shrouds), George Miller (fuori concorso con Furiosa: A Mad Max Saga) e Kevin Costner, in arrivo sulla Croisette con il primo capitolo del suo nuovo sontuoso progetto western, Horizon: An American Saga. In concorso ci saranno inoltre Yorgos Lanthimos con Kinds of Kindness e Paolo Sorrentino, presente con il suo nuovo film Parthenope, che al di là dei grandi nomi coinvolti (Gary Oldman, Isabella Ferrari, Silvio Orlando, Luisa Ranieri, Stefania Sandrelli) è ancora avvolto nel mistero.

Di seguito l‘elenco completo dei film selezionati per il concorso (la cui giuria sarà presieduta da Greta Gerwig), per un Certain Regard (con presidente di giuria Xavier Dolan) e per le altre sezioni.

Cannes 2024: il Concorso

  • The Apprentice (Ali Abbasi)
  • Motel Destino (Karim Aïnouz)
  • Bird (Andrea Arnold)
  • Emilia Perez (Jacques Audiard)
  • Anora (Sean Baker)
  • Megalopolis (Francis Ford Coppola)
  • The Shrouds (David Cronenberg)
  • The Substance (Coralie Fargeat)
  • Grand Tour (Miguel Gomes)
  • Marcello Mio (Christopher Honeré)
  • Feng Liu Yi Dai (Caught by the Tides) (Jia Zhang-Ke)
  • All We Imagine As Light (Payal Kapadia)
  • Kind of Kindness (Yorgos Lanthimos)
  • L’amour ouf (Gilles Lellouche)
  • Diamant Brut (Wild Diamond) (Agathe Riedinger)
  • Oh Canada (Paul Schrader)
  • Limonov – The Ballad (Kirill Serebrennikov)
  • Parthenope (Paolo Sorrentino)
  • Pigen Med Nålen (The Girl with the Needle) (Magnus Von Horn)
  • Le Deuxième Acte (The Second Act) (Quentin Dupieux) – Film d’apertura

Un Certain Regard

  • Norah (Tawfik Alzaidi)
  • The Shameless (Konstantin Bojanov)
  • Le Royaume (Julien Colonna)
  • Vingt Dieux! (Louise Courvoisier)
  • Les Procès du chien (Who Let the Dog Bite?) (Lætitia Dosch)
  • Gou Zhen (Black Dog) (Guan Hu)
  • The Village Netx to Paradise (Mo Harawe)
  • September Says (Ariane Labed)
  • L’histoire de souleymane (Boris Lojkine)
  • On Becoming a Guinea Fowl (Rungano Nyoni)
  • Boku No Ohisama (My Sunshine) (Hiroshi Okuyama)
  • Santosh (Sandhya Suri)
  • Viet and Nam (Truong Minh Quy)
  • Armand (Halfdan Ullman Tøndel)

Cannes 2024 – Fuori concorso

  • Furiosa: A Mad Max Saga (George Miller)
  • Horizon, An American Saga (Kevin Costner)
  • She’s got no name (Chan Peter Ho-Sun)
  • Rumours (Evan Johnson, Galen Johnson, Guy Maddin)

Midnight screenings

  • The Surfer (Lorcan Finnegan)
  • Les femmes au balcon (Noémie Merlant)
  • Twilight of the Warrior Walled In (Soi Cheang)
  • I, the executioner (Seung Wan Ryoo)

Cannes 2024 Première

  • Miséricorde (Alain Guiraudie)
  • C’est pas moi (Leos Carax)
  • Everybody loves Touda (Nabil Ayouch)
  • En Fanfare (The Matching Bang) (Emmanuel Courcol)
  • Rendez-vous avec pol pot (Rithy Panh)
  • Le roman de Jim (Arnaud Larrieu, Jean-Marie Larrieu)

Special screenings

  • La belle de Gaza (Yolande Zauberman)
  • Apprendre (Claire Simon)
  • L’invasion (The Invasion) (Sergei Loznista)
  • Ernest Cole, photographe (Ernest Cole, lost and found) (Raoul Peck)
  • Le fil (Daniel Auteuil)

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