Ghostbusters: Legacy Ghostbusters: Legacy

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Ghostbusters: Legacy: recensione del film di Jason Reitman

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In un’ideale classifica dei filoni del passato più sfruttati dal cinema e dalla serialità contemporanea, le prime due posizioni sarebbero sicuramente ad appannaggio degli anni ’80, oggetto di un revival apparentemente senza fine, e del cinema di Steven Spielberg, che gli anni ’80 li ha preconizzati, per poi superarli a destra nel decennio successivo con Hook – Capitan Uncino e Jurassic Park. Tanti i potenziali eredi di questi universi, pochi coloro che sono veramente riusciti a intercettare il loro spirito. Uno di questi è abbastanza sorprendentemente Ghostbusters: Legacy, terzo capitolo ufficiale della saga degli acchiappafantasmi che, come rimarcato dal titolo italiano (per una volta più efficace dell’originale Ghostbusters: Afterlife), lavora proprio sul tema dell’eredità, a partire dalla scelta del regista Jason Reitman, figlio dell’Ivan Reitman che fu dietro alla macchina da presa per i primi due episodi della serie.

I pericoli dietro l’angolo per questo progetto erano svariati: dall’attrazione per gli anni ’80 che sembrava ormai alle corde, all’atavica difficoltà di proseguire un franchise fermo da molti anni e già vanamente rispolverato dal fallito tentativo di reboot al femminile di Paul Feig, passando per la scelta di mettere in secondo piano i grandi vecchi Bill Murray, Dan Aykroyd, Ernie Hudson e Sigourney Weaver per fare spazio a una nuova generazione di giovanissimi protagonisti. Rischi brillantemente evitati dal più giovane dei Reitman, guardando proprio a quello Steven Spielberg che apparentemente non aveva nulla da spartire con la saga degli acchiappafantasmi, più demenziale e dissacrante rispetto alle magiche avventure per ragazzi portate al successo dal cineasta americano.

Ghostbusters: Legacy, l’eredità degli acchiappafantasmi nel sorprendente film di Jason Reitman

La Summerville di Ghostbusters: Legacy ricorda da vicino l’Astoria de I Goonies, vuoto a rendere che diventa terreno fertile per la magia dell’adolescenza. La provincia americana si trasforma anche di nuovo in un viaggio verso l’ignoto, con quella minacciosa montagna che domina Summerville così simile alla Torre del Diavolo, indimenticabile scenario di Incontri ravvicinati del terzo tipo. L’oggetto del più classico scontro generazionale fra ragazzi e adulti non è però un alieno come E.T., ma il lascito del compianto Egon Spengler, passato a miglior vita come il suo interprete Harold Ramis, a cui Ghostbusters: Legacy dedica un lungo e appassionato omaggio. La morte di Egon e le ristrettezze economiche spingono infatti la figlia Callie (Carrie Coon) a trasferirsi nella sua isolata abitazione, insieme ai nipoti dell’acchiappafantasmi Trevor (Finn Wolfhard) e Phoebe (Mckenna Grace).

Giunti a Summerville, gli eredi rinvengono alcuni oggetti appartenuti al geniale Egon, come la trappola per fantasmi e l’iconica Ecto-1. Proprio mentre Trevor e Phoebe cercano di fare nuove amicizie in una noiosa cittadina di provincia, una serie di strani fenomeni naturali anticipa il ritorno di una minaccia ectoplasmatica da un lontano passato. Con i superstiti della leggendaria battaglia di New York del 1984 ormai irrintracciabili o indisponibili, i nuovi acchiappafantasmi possono apparentemente contare solo sull’aiuto di Mr. Grooberson (Paul Rudd) giovanile e simpatico professore della nuova scuola di Phoebe. Ma mai dare niente per scontato, perché Ghostbuster si rimane per tutta la vita. Fra avventura e nostalgia, omaggi e commoventi ricordi, paure e risate, si consuma il passaggio di testimone verso una nuova generazione di acchiappafantasmi, con davanti un futuro tutto da scrivere.

Un ponte tra passato e presente

Ghostbusters: Legacy

Ghostbusters: Legacy non rinnega mai la propria natura di operazione nostalgia. Lo dimostrano le comparsate più o meno lunghe dei vecchi eroi, che rispolverano i tormentoni cari ai fan di lunga data, ma anche i continui richiami all’oggettistica fondamentale per la mitologia della saga, alle vecchie spalle dei protagonisti e ai nemici di sempre. Come avviene per i Jedi in Star Wars: Il risveglio della Forza, gli ex Ghostbusters si muovono sul sottile filo che separa le leggende dalle meteore ormai dimenticate. Le gesta di Egon, Peter, Ray e Winston appartengono infatti a un passato ormai lontanissimo, da rivisitare attraverso i video dell’epoca su YouTube.

Ma è su questa frattura apparentemente insanabile fra vecchio e nuovo che Reitman basa la sua toccante riflessione sul concetto di eredità, ricorrendo allo spirito indie con cui ha dato vita a film come Juno e Tully per la sua personale rilettura di un vero e proprio blockbuster della commedia. Un’operazione delicatissima, che il più giovane dei Reitman porta a termine nel migliore dei modi, senza limitarsi a un mero richiamo estetico agli anni ’80, ma riprendendo invece lo spirito scanzonato e allo stesso tempo umano che pervadeva le migliori opere di quell’irripetibile periodo. Gli omaggi all’epoca (le VHS, Cujo, addirittura Velluto blu) sono volutamente pretestuosi e solo parzialmente giustificati dall’arretratezza provinciale, ma assolvono pienamente al compito di costruire un ideale ponte fra passato e presente.

Grazie a Ghostbusters: Legacy la saga è ancora viva

Ghostbusters: Legacy

Proprio come accaduto nel già citato Star Wars: Il risveglio della Forza, Ghostbusters: Legacy fa letteralmente incetta di personaggi, battute e dinamiche dei capitoli precedenti. Una scelta netta e precisa, che per molti sarà una prova della mancanza di fantasia alla base del nuovo corso della saga, mentre altri, fra cui il sottoscritto, la considereranno una via più che dignitosa per fare ripartire un franchise in naftalina ormai da troppi anni, in una sorta di rima cinematografica col film del 1984.

Grazie anche alle prove dei giovani protagonisti, con Mckenna Grace che svetta su tutti trasformandosi in un vero e proprio clone del nonno Egon dal punto di vista estetico e caratteriale,  Ghostbusters: Legacy riesce in un’impresa considerata per troppo tempo impossibile, cioè dare un futuro agli acchiappafantasmi. Come nel cinema di Spielberg e di altri maestri del periodo come John Hughes, Richard Donner e Rob Reiner (espliciti punti di riferimento di Jason Reitman), al termine della visione (che prosegue anche durante i titoli di coda: restate seduti fino alla fine!) si ha la chiara sensazione che ci sia molto altro da scoprire e raccontare sui nuovi personaggi, mentre i vecchi possono finalmente essere riconsegnati alla leggenda che meritano, dopo aver ricevuto il più vibrante e rispettoso tributo possibile.

Ghostbusters: Legacy arriverà nelle sale italiane il 18 novembre, distribuito da Sony Pictures.

Ghostbusters: Legacy

Overall
7.5/10

Verdetto

Fra omaggi e ardite riproposizioni di scene cult, commoventi ricordi e sbarazzina ironia, Ghostbusters: Legacy adempie perfettamente al proprio compito, costruendo un ponte fra passato e presente e regalando di nuovo un futuro a una saga amata dagli spettatori di tutte le età.

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Oscar 2022: tutte le nomination per la notte più attesa dell’anno

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Oscar 2022

Sono state annunciate le nomination agli Oscar 2022, i riconoscimenti indubbiamente più attesi dell’annata cinematografica. A dominare su tutti è Il potere del cane di Jane Campion, che ha conquistato ben 12 nomination. A seguire, Dune di Denis Villeneuve con 10 e West Side Story e Belfast, appaiati a 7. Per quanto riguarda il comparto attoriale, non sono una sorpresa le nomination per Javier BardemBenedict CumberbatchAndrew GarfieldWill SmithDenzel Washington fra gli uomini, come quelle di Jessica Chastain e Kristen Stewart fra le donne. Stupisce invece l’assenza di Lady Gaga dalle candidature agli Oscar 2022. La sua prova in House of Gucci non è bastata a regalarle una nomination che in molti si aspettavano.

L’Italia ha buoni motivi per festeggiare: Paolo Sorrentino ha infatti conquistato la nomination per il miglior film internazionale grazie al suo È stata la mano di Dio, mentre Enrico Casarosa ha ottenuto la candidatura nella sezione dedicata al miglior film d’animazione con il suo Luca. Da non sottovalutare inoltre la nomination per Massimo Cantini Parrini, candidato per i costumi del musical Cyrano. Di seguito, l’elenco completo delle nomination agli Oscar 2022, che saranno assegnati il prossimo 27 marzo.

Oscar 2022: tutte le nomination

È stata la mano di Dio

Foto di Gianni Fiorito

Miglior film

  • Belfast (Kenneth Branagh)
  • I segni del cuore – CODA (Sian Heder)
  • Don’t Look Up (Adam McKay)
  • Drive My Car (Ryusuke Hamaguchi)
  • Dune (Denis Villeneuve)
  • Una famiglia vincente – King Richard (Reinaldo Marcus Green)
  • Licorice Pizza (Paul Thomas Anderson)
  • Nightmare Alley (Guillermo del Toro)
  • Il potere del cane (Jane Campion)
  • West Side Story (Steven Spielberg)

Migliore regista

  • Kenneth Branagh – Belfast
  • Ryusuke Hamaguchi – Drive My Car
  • Paul Thomas Anderson – Licorice Pizza
  • Jane Campion – Il potere del cane
  • Steven Spielberg – West Side Story

Migliore attrice protagonista

Miglior attore protagonista

  • Javier Bardem – Being the Ricardos
  • Benedict Cumberbatch – Il potere del cane
  • Andrew Garfield – Tick, Tick… BOOM!
  • Will Smith – Una famiglia vincente – King Richard
  • Denzel Washington – Macbeth

Migliore attrice non protagonista

  • Kirsten Dunst – Il potere del cane
  • Aunjanue Ellis – Una famiglia vincente – King Richard
  • Ariana DeBose – West Side Story
  • Jessie Buckley – The Lost Daughter
  • Judi Dench – Belfast

Miglior attore non protagonista

  • Kodi Smit-McPhee – Il potere del cane
  • Troy Kotsur – I segni del cuore – CODA
  • Ciarán Hinds – Belfast
  • J. K. Simmons – Being the Ricardos
  • Jesse Plemons – Il potere del cane

Miglior sceneggiatura originale

  • Belfast
  • Don’t Look Up
  • Una famiglia vincente – King Richard
  • Licorice Pizza
  • La persona peggiore del mondo

Miglior sceneggiatura non originale

  • I segni del cuore – CODA
  • Drive My Car
  • Dune
  • The Lost Daughter
  • Il potere del cane

Miglior film internazionale

  • Drive My Car (Ryūsuke Hamaguchi)
  • Flee (Jonas Poher Rasmussen)
  • È stata la mano di Dio (Paolo Sorrentino)
  • Lunana: A Yak in the Classroom (Pawo Choyning Dorji)
  • La persona peggiore del mondo (Joachim Trier)

Miglior film d’animazione

  • Encanto
  • Flee
  • Luca
  • I Mitchell contro le macchine
  • Raya e l’ultimo drago

Migliore fotografia

  • Dune
  • Nightmare Alley
  • Il potere del cane
  • Macbeth
  • West Side Story

Miglior montaggio

  • Don’t Look Up
  • Dune
  • Una famiglia vincente – King Richard
  • Il potere del cane
  • Tick, Tick… BOOM!

Migliore scenografia

  • Dune
  • Nightmare Alley
  • Il potere del cane
  • Macbeth
  • West Side Story

Migliore colonna sonora

  • Don’t Look Up
  • Dune
  • Encanto
  • Madres Paralelas
  • Il potere del cane

Miglior canzone originale

  • Be Alive (Una famiglia vincente – King Richard)
  • Dos Oroguitas (Encanto)
  • Down to Joy (Belfast)
  • No Time to Die (No Time to Die)
  • Somehow You Do (Four Good Days)

Migliori effetti visivi

  • Dune
  • Free Guy
  • No Time to Die
  • Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli
  • Spider-Man: No Way Home

Miglior sonoro

  • Belfast
  • Dune
  • No Time to Die
  • Il potere del cane
  • West Side Story

Migliori costumi

  • Crudelia (Jenny Beavan)
  • Cyrano (Massimo Cantini Parrini)
  • Dune (Jacqueline West and Bob Morgan)
  • Nightmare Alley (Luis Sequeira)
  • West Side Story (Paul Tazewell)

Miglior trucco e acconciatura

Miglior documentario

  • Ascension
  • Attica
  • Flee
  • Summer of Soul
  • Writing with Fire

Migliore cortometraggio documentario

  • Audible
  • Lead Me Home
  • The Queen of Basketball
  • Three Songs for Benazir
  • When We Were Bullies

Migliore cortometraggio

  • Ala Kachuu
  • The Dress
  • The Long Goodbye
  • On My Mind
  • Please Hold

Miglior cortometraggio d’animazione

  • Affair of the Art
  • Bestia
  • Robin Robin
  • Boxballet
  • The Windshield Wiper
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Razzie Awards 2022: le candidature per i peggiori film dell’anno

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Razzie Awards 2022

Sono state annunciate le nomination ai Razzie Awards 2022, riconoscimenti dedicati al peggio che il cinema ha saputo offrire nel corso dell’annata precedente. La cerimonia di consegna di questi temutissimi premi si terrà il 26 marzo cioè, come da tradizione, la sera prima degli Oscar. Non mancano le sorprese, come le diverse candidature per il film Netflix La donna alla finestra e per la sua protagonista Amy Adams, quelle a Jared Leto e Ben Affleck e a Space Jam: New Legends. Ma a meritare la palma di star più sbertucciata dell’annata è sicuramente Bruce Willis, che conquista addirittura una categoria dedicata solo alle sue performance nella passata stagione cinematografica. Di seguito, tutte le nomination ai Razzie Awards 2022.

Le nomination ai Razzie Awards

La donna alla finestra

Peggior film

  • Diana the Musical (adattamento Netflix)
  • Infinite
  • Karen
  • Space Jam: New Legends
  • La donna alla finestra

Peggior attore protagonista

  • Scott Eastwood (Dangerous)
  • Roe Hartrampf (Diana the Musical)
  • LeBron James (Space Jam: New Legends)
  • Ben Platt (Caro Evan Hansen)
  • Mark Wahlberg (Infinite)

Peggiore attrice protagonista

Peggiore attrice non protagonista 

  • Amy Adams (Caro Evan Hansen)
  • Sophie Cookson (Infinite)
  • Erin Davie (Diana the Musical)
  • Judy Kaye (Diana the Musical)
  • Taryn Manning (Every Last One of Them)

Peggior attore non protagonista

  • Ben Affleck (The Last Duel)
  • Nick Cannon (The Misfits)
  • Mel Gibson (Dangerous)
  • Gareth Keegan (Diana the Musical)
  • Jared Leto (House of Gucci)

Peggiore coppia sullo schermo

  • Ogni membro goffo del cast in qualsiasi numero musicale lirico (o coreografato) (Diana the Musical)
  • LeBron James e ogni personaggio Warner Cartoon (o prodotto Time-Warner) che dribbla nel film (Space Jam: New Legends)
  • Jared Leto con la sua faccia di lattice da 17 libbre, i suoi vestiti geek o il suo ridicolo accento (House of Gucci)
  • Ben Platt e qualsiasi altro personaggio che si comporta come lui, cantando tutto il giorno come se fosse normale (Caro Evan Hansen)
  • Tom & Jerry (aka Itchy & Scratchy) (Tom & Jerry the Movie)

Peggior prequel, remake, plagio o sequel

  • Karen (involontario remake di Crudelia)
  • Space Jam: New Legends
  • Tom & Jerry the Movie
  • Twist (remake in salsa rap di Oliver Twist)
  • La donna alla finestra (plagio de La finestra sul cortile)

Peggior regista 

  • Christopher Ashley (Diana the Musical)
  • Stephen Chbosky (Caro Evan Hansen)
  • Coke Daniels (Karen)
  • Renny Harlin (The Misfits)
  • Joe Wright (La donna alla finestra)

Peggior sceneggiatura

  • Joe DiPietro – Diana the Musical
  • Coke Daniels – Karen
  • Kurt Wimmer and Robert Henny – The Misfits
  • John Wrathall and Sally Collett – Twist
  • Tracy Letts – La donna alla finestra

Peggiore interpretazione di Bruce Willis in un film del 2021

  • Bruce Willis / American Siege
  • Bruce Willis / Apex
  • Bruce Willis / Cosmic Sin
  • Bruce Willis / Deadlock
  • Bruce Willis / Fortress
  • Bruce Willis / Midnight in the Switchgrass
  • Bruce Willis / Out of Death
  • Bruce Willis / Survive the Game

Per essere sempre aggiornati sui Razzie Awards, vi invitiamo a consultare il sito ufficiale.

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Douglas Trumbull è morto: il regista ed effettista ci lascia a 79 anni

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Douglas Trumbull

«Mio padre, Douglas Trumbull, è morto la notte scorsa dopo un’importante battaglia di due anni contro il cancro, un tumore al cervello e un ictus. Era un genio assoluto e un mago e i suoi contributi all’industria del cinema e degli effetti speciali vivranno per decenni e oltre. Ha creato gli effetti speciali visivi per il 2001 Odissea nello spazio, Incontri ravvicinati del terzo tipo, Blade Runner, Star Trek e The Tree of Life. Ha diretto Silent Running e Brainstorm. Mia sorella Andromeda ed io lo abbiamo visto sabato e gli abbiamo detto che lo amiamo, invitandolo a godersi e abbracciare il suo viaggio nel Grande Oltre. Ti voglio bene papà, mi mancherai di sicuro!». Con questo commosso e appassionato post su Facebook, la figlia Amy ha annunciato la scomparsa a 79 anni di Douglas Trumbull, celebre regista ed effettista statunitense.

Fra i tanti lavori di Trumbull, si annoverano pietre miliari della fantascienza, come 2001: Odissea nello spazio, Incontri ravvicinati del terzo tipo e Blade Runner, capolavori per i quali ha contribuito agli effetti speciali, permettendo a registi del calibro di Stanley Kubrick, Steven Spielberg e Ridley Scott di firmare opere scolpite indelebilmente nell’immaginario collettivo.

Douglas Trumbull: addio a un maestro degli effetti speciali

In una carriera a Hollywood concentrata soprattutto fra anni ’60 e anni ’80, Douglas Trumbull si è distinto come uno degli effettivi più abili, capace di diventare davvero un valore aggiunto per i progetti a cui ha preso parte. Da non sottovalutare inoltre il suo contributo come regista, per cult come 2002: la seconda odissea e Brainstorm – Generazione elettronica. La fantascienza era il suo habitat naturale, perché gli permetteva di sprigionare tutta la sua fantasia e il suo genio visionario, senza però rinunciare al realismo che contraddistingueva la sua opera. A lui dobbiamo la sontuosa scena della Porta delle Stelle di 2001: Odissea nello spazio, ma anche alcune delle trovate visive più efficaci di Blade Runner.

Dopo essersi allontanato dall’industria cinematografica, si dedica alla sperimentazione nell’ambito dei luna park e dei parchi a tema, sviluppando attrazioni che nel corso degli anni hanno intrattenuto centinaia di migliaia di persone, fra le quali citiamo il Back to the Future Ride degli Universal Studios di Los Angeles. Prima della malattia e della prematura scomparsa, Douglas Trumbull riesce a collaborare con un altro maestro come Terrence Malick, con cui firma The Tree of LifeVoyage of Time, progetti che gli permettono nuovamente di dare vita a tutta la sua creatività.

Una carriera che è già storia del cinema, suggellata da 3 nomination all’Oscar (per gli effetti speciali di Incontri ravvicinati del terzo tipo, Star Trek e Blade Runner) e da due statuette per il merito tecnico-scientifico (nel 1993) e per il Premio Gordon E. Sawyer nel 2012. Oggi finisce il suo viaggio nel cinema, ma comincia quello fra le stelle che ha più volte intrapreso coi suoi film.

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