Gli occhi di Tammy Faye Gli occhi di Tammy Faye

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Gli occhi di Tammy Faye: recensione del film con Jessica Chastain

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I biopic americani sono sempre più frequentemente un’occasione per riflettere sulle storture della società statunitense a partire da una singola bizzarra esistenza. Da The Wolf of Wall Street a Tonya, senza dimenticare Judy e The Irishman, i progetti recenti di questo tipo sono svariati, e spesso coincidono con un discreto successo nel corso della stagione dei premi. Si inserisce perfettamente in questo solco Gli occhi di Tammy Faye, film di Michael Showalter con protagonista Jessica Chastain scelto per aprire la Festa del Cinema di Roma 2021. Protagonista del racconto è la celebre telepredicatrice Tammy Faye Bakker, che nel corso di una carriera iniziata nei primi anni ’70 e bruscamente interrotta alla fine degli anni ’80 ha dato vita al più imponente network televisivo religioso degli Stati Uniti, portando la fede sul piccolo schermo in modo del tutto personale, senza mai lasciarsi ingabbiare da dogmi ed estremismi.

Gli occhi di Tammy Faye: ascesa, caduta e redenzione di una telepredicatrice

Gli occhi di Tammy Faye

Ascesa, caduta, redenzione. Sono queste le tappe obbligate de Gli occhi di Tammy Faye, che si poggia interamente sulla sontuosa performance di Jessica Chastain, coinvolta anche come produttrice con la sua Freckle Films. Con una dizione studiata in ogni minimo dettaglio, un sorriso capace di sostenere Tammy anche nei momenti più duri e degli occhi così luminosi da riuscire a nascondere le ombre della vita della protagonista, l’attrice statunitense si carica letteralmente il film sulle spalle, centrando una prova incredibilmente sfaccettata, efficace anche nelle varie sequenze di canto e anche quando il suo viso è sepolto sotto chili di trucco prostetico. Difficile che una prova attoriale del genere, completa sotto tutti i punti di vista, venga ignorata per la prossima edizione degli Oscar.

Purtroppo, anche una performance maiuscola come quella di Jessica Chastain non basta per dare a Gli occhi di Tammy Faye la forza e l’intensità che questo racconto avrebbe meritato. Per tutta la durata di un biopic che abbraccia circa 30 anni di storia americana e varie fasi della vita della protagonista, ammiriamo la facciata impeccabile e radiosa facciata di Tammy, faticando però a scorgere i tanti coni d’ombra che circondano la sua parabola, come le modalità di finanziamento del PTL Club dei coniugi Bakker, la loro discutibile gestione dei profitti e soprattutto il lato oscuro del marito Jim, interpretato in maniera quasi macchiettistica da un Andrew Garfield totalmente fuori parte. Imperdonabile poi la scelta di non approfondire la rivoluzione apportata dai coniugi Bakker al linguaggio televisivo, prodromica alla diffusione della più bieca televisione commerciale e a svariate tipologie di imbonitrici del piccolo schermo, come l’italiana Wanna Marchi.

Un biopic parziale e superficiale

In un contesto così vacuo e raffazzonato, fatica a emergere anche il vero intento de Gli occhi di Tammy Faye, cioè la rivalutazione in ottica sociale e progressista della protagonista. In un ambiente di conservatori bigotti, Tammy Faye fu una delle poche persone a sfidare i pregiudizi di genere e non solo, sfidando il patriarcato dell’ambiente religioso, dando ripetutamente spazio nei suoi programmi ad argomenti tabù come le protesi peniene e sostenendo la comunità LGBT con azioni memorabili, come l’intervista al ministro cristiano gay Steven Pieters, affetto da AIDS nel momento dell’esplosione della pandemia. Ma tutto questo affiora soltanto parzialmente nell’opera di Michael Showalter, che non riesce a replicare la pregevole commistione di atmosfere trovata precedentemente con The Big Sick – Il matrimonio si può evitare… l’amore no.

Lontano da qualsiasi riflessione sulle dinamiche del potere mediatico e sulla sua commistione con la fascinazione religiosa, Gli occhi di Tammy Faye tergiversa sui problemi coniugali di Tammy e Jim, si ferma alla superficie di ogni tema toccato e si abbandona, al motto di “non è finita finche non è finita”, a un epilogo eccessivamente consolatorio, dirottando sui titoli di coda un altro aspetto interessante dell’esistenza della protagonista, cioè la lotta con la malattia che l’ha stroncata nel 2007, condivisa in televisione e nei suoi libri autobiografici. Un ulteriore elemento che avrebbe potuto raccontare la naturale empatia del pubblico nei confronti di Tammy, sacrificato in nome di una limitante di una donna in bilico fra la parte di drag queen e quella di diva mancata della musica.

Da segnalare il più riuscito documentario del 2000 narrato da RuPaul The Eyes of Tammy Faye, sul quale si basa il film di Showalter. Gli occhi di Tammy Faye sarà distribuito prossimamente nelle sale italiane.

Gli occhi di Tammy Faye

Overall
5/10

Verdetto

La superba prova di Jessica Chastain non basta a salvare un biopic piatto e mai graffiante, che si ferma alla superficie della vita di una donna prismatica e fondamentale per la storia della televisione americana.

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Abigail: trailer, trama e cast del film di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett

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Abigail

Il 16 maggio arriverà nelle sale italiane Abigail, nuovo horror firmato da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, già autori di alcuni terrificanti successi dell’horror moderno come Finché morte non ci separi, Scream e Scream VI. Il film è scritto da Stephen Shields (Hole – L’abisso, Zombie Bashers) e Guy Busick (Scream, Finché morte non ci separi), abili tanto nella creazione di atmosfere horror quanto nella gestione di abbondante e sanguinolento black-humour.

La protagonista del film è la giovanissima attrice e cantante irlandese Alisha Weir, nota soprattutto per la sua prova in Matilda The Musical, che qui veste i panni di Abigail, una dodicenne con la passione della danza, figlia di un misterioso e inquietante personaggio della malavita. La ragazza viene rapita da un gruppo di malviventi, intenzionati a ottenere un ingente riscatto. Rinchiusi in una villa isolata insieme all’ostaggio, il gruppo si rende però ben presto conto che la ragazza è una persona tutt’altro che ordinaria.

Nei panni dei rapitori ci sono Melissa Barrera (Scream, Sognando a New York – In the Heights), Dan Stevens (Gaslit, Legion), Kathryn Newton (Ant-Man and the Wasp: Quantumania, Freaky), William Catlett (Black Lightning, True Story), Kevin Durand (Resident Evil: Retribution, X-Men le origini – Wolverine) e Angus Cloud (Euphoria, North Hollywood). Completa infine il cast Giancarlo Esposito, universalmente conosciuto per la sua interpretazione di Gus Fring in Breaking Bad e Better Call Saul. Diamo un’occhiata a quello che ci aspetta attraverso il trailer.

Il trailer ufficiale italiano di Abigail

Questa la sinossi ufficiale del film:

Dopo che un gruppo di aspiranti criminali ha rapito una ballerina dodicenne, figlia di un potente personaggio della malavita, tutto ciò che devono fare per riscuotere un riscatto di 50 milioni di dollari è sorvegliarla durante la notte. In una villa isolata, i rapitori iniziano a sparire uno dopo l’altro e scoprono, con crescente orrore, di essere rinchiusi con una ragazzina non comune.

In conclusione, ecco il poster ufficiale del film, dal 16 maggio nelle sale italiane grazie a Universal Pictures.

Abigail

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Let It Be: il film sui Beatles dall’8 maggio su Disney+

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Let It Be, film del 1970 sui Beatles di Michael Lindsay-Hogg, debutterà l’8 maggio in esclusiva su Disney+, tornando così disponibile dopo oltre 50 anni. Uscito nel pieno dello scompiglio per lo scioglimento dei Beatles, Let It Be viene ora riportato alla luce grazie al restauro e nel contesto delle rivelazioni fatte in The Beatles: Get Back, docuserie di Peter Jackson.

Il film contiene immagini non incluse in The Beatles: Get Back e porta gli spettatori negli studi e sul tetto della Apple Corps a Londra nel gennaio del 1969. Qui i Beatles scrivono e registrano l’album omonimo, ma è anche il momento dell’ultima esibizione dal vivo del gruppo, improvvisata sul tetto della stessa società. Con il pieno sostegno di Lindsay-Hogg, Apple Corps ha incaricato la Park Road Post Production di Peter Jackson di eseguire un meticoloso restauro del film, a partire dal negativo originale in 16 mm e con la stessa tecnica di rimasterizzazione del suono applicata a Get Back.

Il film ha come protagonisti John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, con un’apparizione speciale di Billy Preston.

Let It Be dall’8 maggio su Disney+

Let It Be

Michael Lindsay-Hogg ha raccontato: «Let It Be era pronto per l’ottobre/novembre 1969, ma uscì solo nell’aprile 1970. Un mese prima dell’uscita, i Beatles si sciolsero ufficialmente. Così la gente andò a vedere Let It Be con la tristezza nel cuore, pensando: “Non vedrò mai più i Beatles insieme. Non avrò mai più quella gioia”, e questo rese molto più cupa la percezione del film. Ma, in realtà, quante volte capita di vedere artisti di questa levatura lavorare insieme per trasformare in canzoni ciò che sentono nella loro testa?

E poi si arriva al momento sul tetto, e si vede il loro entusiasmo, il senso di amicizia e la pura gioia di suonare di nuovo insieme come gruppo e di sapere, come facciamo ora, che era l’ultima volta, e lo vediamo con la piena comprensione di chi erano e sono ancora e con un po’ di commozione. Sono rimasto sbalordito da quello che Peter è riuscito a fare con Get Back, utilizzando tutte le riprese che avevo fatto 50 anni prima».

Questo invece il commento di Peter Jackson:

«Sono assolutamente entusiasta che il film di Michael, Let It Be, sia stato restaurato e venga finalmente riproposto dopo essere stato non disponibile per decenni. Sono stato così fortunato ad aver avuto accesso agli outtakes di Michael per Get Back e ho sempre pensato che Let It Be fosse necessario per completarne la storia. In tre parti, abbiamo mostrato Michael e i Beatles mentre giravano un nuovo documentario innovativo, e Let It Be è proprio quel documentario, il film che uscì nel 1970.

Ora penso a tutto questo come a una storia epica, finalmente completata dopo cinque decenni. I due progetti si sostengono e si valorizzano a vicenda: Let It Be è il culmine di Get Back, mentre Get Back fornisce un contesto vitale mancante per Let It Be. Michael Lindsay-Hogg è stato immancabilmente disponibile e gentile mentre realizzavo Get Back, ed è giusto che il suo film originale abbia l’ultima parola… con un aspetto e un suono di gran lunga migliori rispetto a quelli del 1970».

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IF – Gli amici immaginari: trailer, trama e cast del film di John Krasinski

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IF - Gli amici immaginari

Il 16 maggio arriverà nelle sale italiane IF – Gli Amici Immaginari, film di John Krasinski con protagonista Ryan Reynolds. Una commedia a sfumature fantastiche adatta a tutta la famiglia, che oltre a Ryan Reynolds e allo stesso John Krasinski è forte della presenza nel cast di Cailey Fleming e Fiona Shaw. John Krasinski, noto universalmente per la sua prova come attore nell’acclamata serie televisiva The Office, torna alla regia dopo i successi di A Quiet Place – Un posto tranquillo e del seguito A Quiet Place II. Ryan Reynolds, che a breve vedremo anche in Deadpool & Wolverine, è reduce invece da Come ti ammazzo il bodyguard 2 – La moglie del sicario, Red Notice e The Adam Project.

A dare le voci ai personaggi che riflettono l’incredibile potere dell’immaginazione di un bambino ci sono invece Phoebe Waller-Bridge, Louis Gossett Jr., Steve Carell e molti altri. L’edizione italiana del film potrà invece contare sulle voci di doppiatori d’eccezione come Ciro Priello e Pilar Fogliati. Diamo un’occhiata a quello che ci aspetta con il trailer ufficiale del film.

Il trailer ufficiale italiano di IF – Gli Amici Immaginari

Questa la sinossi ufficiale del film:

Scritto e diretto da John Krasinski, IF – Gli amici immaginari è l’incredibile e magica storia di una bambina e della sua capacità di vedere gli IF, cioè gli amici immaginari di tutte le persone. Grazie a questo suo insolito superpotere, si imbarcherà in una magica avventura per ricongiungere gli IF dimenticati con i loro bambini.

In conclusione, ecco il poster ufficiale italiano del film, che arriverà in sala il 16 maggio, distribuito da Eagle Pictures.

IF - Gli amici immaginari
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