Godzilla II – King of the Monsters: recensione del film di Michael Dougherty

Godzilla II – King of the Monsters: recensione del film di Michael Dougherty

A cinque anni di distanza da Godzilla di Gareth Edwards e a due dall’uscita di Kong: Skull Island, il MonsterVerse di Warner Bros. giunge alla sua terza rappresentazione con Godzilla II – King of the Monsters, nuovamente incentrato sul kaijū più conosciuto e apprezzato del cinema giapponese. La regia è affidata a Michael Dougherty, che dopo le commedie del brivido La vendetta di Halloween e Krampus – Natale non è sempre Natale ha l’occasione di misurarsi con un faraonico budget da 200 milioni di dollari e con un franchise che dopo quasi 70 anni non ha ancora perso la sua attrattiva nei confronti degli spettatori. Godzilla II – King of the Monsters segue cronologicamente l’opera di Edwards, ma se ne distanzia per quanto riguarda i personaggi, tutti nuovi tranne quelli impersonati da Ken Watanabe, David Strathairn e Sally Hawkins, e soprattutto per l’atmosfera, decisamente meno riflessiva e più improntata all’azione rispetto al predecessore.

Il mondo che avevamo lasciato in preda al caos dopo la sconfitta dei MUTO per mano di Godzilla ha imparato ad accettare la presenza dei cosiddetti Titani, mostri mitologici fuoriusciti dalle viscere della Terra dopo un riposo di millenni. L’agenzia cripto-zoologica MONARCH si occupa della protezione e dello studio di questi giganteschi esseri, subendo però l’assalto da parte di un manipolo di eco-terroristi, intenzionati a lasciare i Titani liberi di seminare morte e distruzione, in modo da ridurre drasticamente i danni causati all’ambiente dal suo più grande problema: il genere umano. In questo contesto, si intreccia la vicenda della famiglia Russell, costituita dalla star di Stranger Things Millie Bobby Brown, al suo esordio sul grande schermo, e dai suoi genitori separati, interpretati da Kyle Chandler e Vera Farmiga.

Godzilla II – King of the Monsters: più azione, meno introspezione
Godzilla II - King of the Monsters

La paranoia complottista di Godzilla viene sostituita da un importante sottotesto ambientalista, che trasforma i kaijū, nati in Giappone come risposta all’incubo nucleare, in dolorosa soluzione al comportamento autodistruttivo dell’uomo. Un ragionamento lucido e fortemente collegato all’attualità, che in una certa misura accomuna le motivazioni dei protagonisti dell’opera di Dougherty a quelle del sorprendente villain Thanos, che in Avengers: Infinity War e in Avengers: Endgame decreta la fine del genere umano come unica possibile soluzione al problema della sovrappopolazione e del degrado ambientale. Godzilla II – King of the Monsters cerca inoltre di fondere l’introspezione umana e familiare tipica del cinema di Steven Spielberg con un approccio fracassone e spettacolare al monster movie, portato recentemente al successo da opere come Pacific Rim e Jurassic World.

Il risultato è nettamente sbilanciato sul versante dell’intrattenimento, sia per l’imponente impianto scenico delle lunghe (e a tratti ripetitive) battaglie fra i mostri, che ruba la scena a tutto ciò che lo circonda, sia per la scarsa caratterizzazione della componente umana del racconto, che ondeggia costantemente fra l’inconsistenza dei personaggi e le loro confusionarie azioni. Nonostante l’espressività di Vera Farmiga e il talento di Millie Bobby Brown, non adeguatamente valorizzate dalla scrittura dei loro personaggi, abbiamo spesso la sensazione che le vicende degli esseri umani siano un mero riempitivo, utile solamente a riprendere fiato fra un’epica battaglia fra mostri e quella successiva. L’esatto contrario di quanto realizzato dal già citato Spielberg, che invece si è dimostrato più volte un maestro nel rappresentare persone ordinarie alle prese con eventi straordinari.

Michael Dougherty si fa perdonare gran parte dei problemi narrativi con le spettacolari scene di lotta

Godzilla II - King of the Monsters

Le carenze di Godzilla II – King of the Monsters in fase di scrittura sono compensate dagli agognati momenti di lotta. Godzilla si trova a ribadire il suo ruolo di Re dei mostri, combattendo con il rettile alato Rodan,la falena benevola Mothra e il suo principale antagonista, cioè King Ghidorah, enorme essere a tre teste chiaramente ispirato a Cerbero. Paradossalmente, la chiarezza che viene spesso a mancare nelle vicende che coinvolgono gli umani, dando vita a un racconto a tratti confusionario, è invece il maggior pregio dei combattimenti fra i mostri. Dougherty apprende la lezione del già citato Jurassic World, e riesce con la potenza delle immagini e con la coreografia delle battaglie a stabilire un valido e coerente rapporto di forze fra Godzilla e i suoi rivali.

In un’atmosfera cupa e piovosa, ideale per nascondere il più possibile alcuni piccoli difetti della CGI, gli spettatori diventano così, a prescindere dall’effettiva età, dei bambini all’interno di un ideale parco di divertimenti, in cui mostri feroci e spaventosi, ma con una moralità decisamente più marcata di quella degli esseri umani, lottano fra loro per la sopravvivenza e per la supremazia. Non mancano momenti di pura epica, che fanno passare in secondo piano sia la scarsa empatia per la famiglia Russell, sia qualche ridondanza di troppo all’interno degli stessi scontri, che però si assestano sempre su elevatissimi livelli qualitativi.

Godzilla II – King of the Monsters: un capitolo interlocutorio del MonsterVerse

Come terzo capitolo di un universo cinematografico, Godzilla II – King of the Monsters appare eccessivamente slegato dai propri predecessori. Senza avventurarsi in scomodi e ingenerosi paragoni con il Marvel Cinematic Universe e con la certosina cura dei dettagli e della programmazione di Kevin Feige e soci, si fatica a intravedere dove questo MonsterVerse voglia andare a parare e, al di là del sottotetto ambientalista, manca una vera e propria trama che renda coerenti e amalgamate fra loro le varie opere. L’abilità con cui Dougherty è riuscito a caratterizzare ogni mostro (e, per quanto riguarda Ghidorah, anche le diverse teste) ci lascia ben sperare per il futuro di questo universo cinematografico, che già il 22 maggio 2020 sarà chiamato alla prova del nove con il crossover Godzilla vs. Kong, gustosamente anticipato durante i titoli di coda.

Il MonsterVerse in Home Video

  • Verdetto

3

Sommario

Godzilla II – King of the Monsters abbandona le velleità politiche del primo capitolo e si concentra sull’azione più pura e spettacolare, peccando nella caratterizzazione e nell’approfondimento dei personaggi umani.

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Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per Cinematographe - Film Is Now ed Empire Italia. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.