Guida romantica a posti perduti: recensione del film di Giorgia Farina

Guida romantica a posti perduti: recensione del film di Giorgia Farina

Scrivi la recensione senza averlo visto? Ho letto le recensioni degli altri. In questo scambio, che accidentalmente sintetizza anche uno dei principali problemi del giornalismo culturale italiano, c’è il cuore del personaggio di Allegra, interpretato dalla bravissima Jasmine Trinca in Guida romantica a posti perduti, terzo lavoro di Giorgia Farina. Allegra soffre purtroppo di attacchi di panico, che progressivamente l’hanno portata a evitare tutte le situazioni in cui questi eventi si possono presentare, come i grandi spazi aperti. Come conseguenza di ciò, la donna vive una non-vita artificiosa, in cui si spaccia come blogger di viaggi pur non uscendo mai di casa ed evita un effettivo coinvolgimento nel rapporto con Michele (Andrea Carpenzano, già visto ne Il campione).

Un’esistenza fatta di menzogne e priva di un reale scopo, che trova inaspettatamente un modo di accendersi. Dopo una colossale sbronza di lui, Allegra incontra infatti il suo vicino di casa Benno, impersonato da un Clive Owen alle prese con una deliziosa performance in inglese e in italiano. Anche la vita Benno è fatta di bugie: conduce un programma televisivo dove finge di capire i pensieri e le parole degli intervistati, perché dopo diversi anni non ha ancora voluto imparare la lingua, e soprattutto dissimula, nonostante le pressioni della moglie (Irene Jacob), il suo grave problema con l’alcool, che gli provoca pericolose amnesie. Il fortuito incontro fra queste due anime spezzate dà vita a un’avventura fra Italia e Inghilterra, in compagnia dell’incantevole golden retriever Maurice, sulle tracce della Guida romantica a posti perduti, che Allegra non ha mai voluto visitare con il suo Michele.

Guida romantica a posti perduti: il malinconico road movie di Giorgia Farina

Guida romantica a posti perduti

A 5 anni di distanza da Ho ucciso Napoleone, Giorgia Farina mette in scena un dolceamaro road movie, in cui il viaggio è allegoria del percorso interiore dei protagonisti e le varie tappe sono piccoli passi verso il ritorno alla normalità. Fra chiese allagate, città disabitate e aquapark abbandonati, i due capiscono di non avere più niente da perdere e cominciano una faticosa risalita. Lo fanno comunicando come possono (l’italiano di Benno è discutibile, l’inglese di Allegra pessimo) e aiutandosi a vicenda nelle rispettive problematiche. Nessuno può comprendere meglio di Allegra, quasi rassegnata a sentirsi estranea al suo stesso mondo, le ripetute amnesie di Benno. Viceversa, Benno che ha fatto dell’inganno uno stile di lavoro è la persona ideale per fare comprendere ad Allegra che la sua attività di blogger è solo un’idealizzazione della vita che vorrebbe vivere.

Dove non arrivano le parole, arrivano gli sguardi, i gesti e i silenzi di Jasmine Trinca e Clive Owen, che trasformano la loro chimica in narrazione, in una sorta di riuscito mix fra le coppie di protagonisti di Lost in Translation e Il sorpasso, pur senza la componente sentimentale del primo e gli aspetti più goliardici del secondo. C’è tanta verità in quel continuo ritorno alla bottiglia per l’inglese, come nella ripetuta fuga dai problemi di Allegra, accomunati dalla solitudine di chi è troppo bizzarro e fuori posto per essere compreso. Dall’unione di due diverse solitudini germoglia però lentamente il desiderio di rivalsa e di scendere finalmente a patti con i propri difetti e con le proprie paure.

Fra disagio e riscatto

Guida romantica a posti perduti

Fra posti perduti e posti dimenticati, la malinconia si trasforma in tenerezza, grazie anche all’abilità della Farina di rappresentare gli spazi più desolati, trasformandoli in vuoti a rendere per l’anima. Una purezza di sguardo e di messa in scena che trae forza dalla reale esperienza della regista, che ha trascorso gli ultimi anni in giro per il mondo, coinvolta in progetti rivolti principalmente ai ragazzi. Distaccandosi dai toni da black comedy dei suoi primi lavori, la regista dimostra di saper toccare nervi scoperti di tutti noi, fra la malinconia per ciò che è stato e il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere. Questa sincerità di fondo di Guida romantica a posti perduti rende perdonabili, o comunque meno visibili, alcuni problemi narrativi, come la ridondanza di alcune situazioni o alcune forzature nei rapporti fra i protagonisti e i rispettivi compagni di vita.

Resta però l’appagamento per un racconto che scalda il cuore, percorrendo strade decisamente poco convenzionali per il nostro cinema e usando la malinconia non come ricattatorio strumento narrativo, ma come naturale contrappunto emotivo. Il tutto con un cast dal respiro internazionale e con un’invidiabile fedeltà ai propri personaggi, che ci conduce a un finale sfumato e allo tempo conclusivo, che ha il calore di una carezza e la forza della ritrovata libertà.

Guida romantica a posti perduti arriverà in sala il 24 settembre, distribuito da Lucky Red.

Valutazione
7/10

Verdetto

Giorgia Farina mette in scena un malinconico road movie, che affonda le proprie radici nella solitudine e nel disagio emotivo. Nonostante qualche battuta a vuoto nella sceneggiatura, il film lascia il segno per la purezza del suo sguardo e per l’ottimo lavoro degli interpreti.

Marco Paiano

Marco Paiano