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Halloween Kills: recensione del film con Jamie Lee Curtis

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Fin dal suo esordio sul grande schermo in Halloween – La notte delle streghe, Michael Myers ha rappresentato un male silenzioso e strisciante, radicato nella società americana. John Carpenter ha utilizzato il mostro e la sua iconica maschera per toccare un nervo scoperto della popolazione statunitense dell’epoca, che dietro a una facciata di benessere e serenità celava l’ancestrale timore per la propria sicurezza. I tanti sequel del capostipite della saga hanno insistito, con risultati altalenanti, su questo tema, associando di volta in volta alla figura di Myers una riflessione sullo spirito dei tempi. A ridare lustro e vitalità alla saga è arrivato poi David Gordon Green, che con il suo Halloween del 2018 ha tagliato i ponti con il passato, riallacciandosi direttamente a Carpenter. Un progetto portato avanti con Halloween Kills, che si concluderà poi nel 2022 con Halloween Ends.

L’intento del primo capitolo della trilogia di David Gordon Green era manifesto: da una parte, il ritorno di Michael Myers insieme all’intramontabile Laurie Strode di Jamie Lee Curtis, veri e propri pilastri della saga; dall’altra, il desiderio di cogliere il sentimento di rinnovata sensibilità nei confronti dei personaggi femminili, affiancando alla prima vera scream queen altre due generazioni di donne, cioè la figlia Karen (Judy Greer) e la nipote Allyson (Andi Matichak). Halloween Kills riparte pochi minuti dopo la conclusione del precedente capitolo, ma guarda ancora oltre, cogliendo il sentimento di sfiducia verso le istituzioni diffuso ormai in tutto il mondo, incanalandolo in una caccia al mostro indirizzata verso il redivivo Myers, che come in tutti i capitoli della saga dimostra potersi sovrumani sia in termini di forza, sia dal punto di vista della resistenza agli attacchi.

Halloween Kills: violenza e critica sociale nel nuovo capitolo della saga

Halloween Kills

David Gordon Green non si ferma però qui, e con un efficace incipit si insinua nella mitologia della saga, concentrandosi su vecchi e nuovi personaggi che si sono imbattuti nella furia di Michael Myers durante il suo primo ritorno ad Haddonfield. Rivediamo così il dottor Sam Loomis (con un recast del compianto Donald Pleasence) e soprattutto comprendiamo l’impatto della tragedia di 40 anni prima sulla cittadina, costantemente in bilico fra la voglia di dimenticare e il desiderio di ricordare le vittime del mostro. Sui cittadini di Haddonfield, in larga parte inconsapevoli degli eventi del capitolo precedente e del ritorno di Myers, aleggia un’atmosfera sinistra, simile a quella di Derry, ambientazione delle diverse incarnazioni di It (i palloncini che vediamo nei primi minuti non sono un caso). Il ciclo del male non si arresta, e ciò che è successo prima o poi si ripeterà. Meglio farsi trovare pronti.

Da qui la scelta spiazzante di Halloween Kills. Con Laurie impegnata con i postumi degli eventi del capitolo precedente, con Karen e Allyson al suo fianco, l’attenzione si sposta sui cittadini di Haddonfield, determinati a farsi giustizia da soli. Su tutti, spicca Tommy Doyle (Anthony Michael Hall), salvo solo grazie al provvidenziale aiuto di Laurie nel 1978. Un tipico bar americano diventa teatro di un ritrovo dei nemici di Michael Myers, che nel frattempo comincia la sua mattanza, fatta di omicidi sempre più brutali e spettacolari sulla strada della sua prima casa, dove il male ha avuto inizio. Il regista mette in scena una versione decisamente estrema del pluriomicida, che non si ferma letteralmente davanti a niente, lasciando alle sue spalle, senza distinzioni di genere, età ed etnia, un impressionante numero di corpi straziati. Una scelta narrativa ed espressiva che rende Halloween Kills uno dei capitoli più violenti dell’intera saga.

Il destino di Laurie e Michael

Anche se l’azione centellinata di Carpenter è lontana anni luce, insieme alla suspence che si respira nel primo impareggiabile capitolo della serie, Halloween Kills è un’opera forte di diversi spunti interessanti, ben al di sopra della media degli slasher contemporanei. Apprezzabile è innanzitutto la volontà del regista di attingere alle atmosfere degli anni ’70 senza trasformare il racconto in un mero omaggio, ma creando anzi una suggestiva continuità fra passato e presente. Ancora più sorprendente è il dilemma etico e morale che David Gordon Green pone allo spettatore: da una parte uno dei villain più temuti della storia del cinema, che è letteralmente la personificazione del male; dall’altra, i vendicativi e poco lucidi cittadini di Haddonfield, mossi più dal desiderio di dare sfogo ai loro istinti violenti che dalla volontà di fermare il pluriomicida. Impossibile prendere le parti di Myers, ma molto difficile parteggiare per questa rancorosa e disorganizzata folla.

Fra i due litiganti, si pone la famiglia Strode, atavicamente connessa a Myers. Mentre prosegue l’introspezione di Laurie, anche su un letto di ospedale, non si può dire altrettanto di Karen e Allyson, spesso lontane dal centro dell’azione e prese dal legittimo sconforto per la situazione dei loro cari. Qualche perplessità anche sulla gestione da parte di David Gordon Green di alcuni momenti chiave, come la breve sequenza in cui Michael appare senza maschera e l’ennesima inspiegabile resurrezione del mostro. Due scene dall’altissimo potenziale, che il regista mette però in scena in maniera anticlimatica, optando per dei poco ispirati ralenti. Ben più suggestivi invece i richiami alle location principali della serie (come la casa del piccolo Michael) che rafforzano il tema del male radicato in uno specifico luogo.

I pregi di Halloween Kills

Halloween Kills

Halloween Kills adempie egregiamente al proprio compito di capitolo centrale di una trilogia, evitando di disperdere i buoni spunti messi in campo dal proprio predecessore e preparando il terreno per l’epico e conclusivo scontro fra Laurie e Michael che con ogni probabilità vedremo in Halloween Ends. A margine di tutto questo, il regista riesce anche a intercettare un disagio sociale che dal termine delle riprese (cioè fine 2019) è diventato sempre più urgente e allarmante. Come sempre, Michael Myers è solo una faccia del male che alberga in tutti noi.

Dopo la presentazione fuori concorso a Venezia 78, alla presenza della stessa Jamie Lee Curtis, Halloween Kills debutterà al cinema il 21 ottobre, distribuito da Universal Pictures.

Overall
7.5/10

Verdetto

Halloween Kills prepara il terreno per il capitolo conclusivo della trilogia, inserendo elementi di critica sociale nella nuova sanguinolenta comparsa di Michael Myers.

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Abigail: trailer, trama e cast del film di Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett

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Abigail

Il 16 maggio arriverà nelle sale italiane Abigail, nuovo horror firmato da Matt Bettinelli-Olpin e Tyler Gillett, già autori di alcuni terrificanti successi dell’horror moderno come Finché morte non ci separi, Scream e Scream VI. Il film è scritto da Stephen Shields (Hole – L’abisso, Zombie Bashers) e Guy Busick (Scream, Finché morte non ci separi), abili tanto nella creazione di atmosfere horror quanto nella gestione di abbondante e sanguinolento black-humour.

La protagonista del film è la giovanissima attrice e cantante irlandese Alisha Weir, nota soprattutto per la sua prova in Matilda The Musical, che qui veste i panni di Abigail, una dodicenne con la passione della danza, figlia di un misterioso e inquietante personaggio della malavita. La ragazza viene rapita da un gruppo di malviventi, intenzionati a ottenere un ingente riscatto. Rinchiusi in una villa isolata insieme all’ostaggio, il gruppo si rende però ben presto conto che la ragazza è una persona tutt’altro che ordinaria.

Nei panni dei rapitori ci sono Melissa Barrera (Scream, Sognando a New York – In the Heights), Dan Stevens (Gaslit, Legion), Kathryn Newton (Ant-Man and the Wasp: Quantumania, Freaky), William Catlett (Black Lightning, True Story), Kevin Durand (Resident Evil: Retribution, X-Men le origini – Wolverine) e Angus Cloud (Euphoria, North Hollywood). Completa infine il cast Giancarlo Esposito, universalmente conosciuto per la sua interpretazione di Gus Fring in Breaking Bad e Better Call Saul. Diamo un’occhiata a quello che ci aspetta attraverso il trailer.

Il trailer ufficiale italiano di Abigail

Questa la sinossi ufficiale del film:

Dopo che un gruppo di aspiranti criminali ha rapito una ballerina dodicenne, figlia di un potente personaggio della malavita, tutto ciò che devono fare per riscuotere un riscatto di 50 milioni di dollari è sorvegliarla durante la notte. In una villa isolata, i rapitori iniziano a sparire uno dopo l’altro e scoprono, con crescente orrore, di essere rinchiusi con una ragazzina non comune.

In conclusione, ecco il poster ufficiale del film, dal 16 maggio nelle sale italiane grazie a Universal Pictures.

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Let It Be: il film sui Beatles dall’8 maggio su Disney+

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Let It Be, film del 1970 sui Beatles di Michael Lindsay-Hogg, debutterà l’8 maggio in esclusiva su Disney+, tornando così disponibile dopo oltre 50 anni. Uscito nel pieno dello scompiglio per lo scioglimento dei Beatles, Let It Be viene ora riportato alla luce grazie al restauro e nel contesto delle rivelazioni fatte in The Beatles: Get Back, docuserie di Peter Jackson.

Il film contiene immagini non incluse in The Beatles: Get Back e porta gli spettatori negli studi e sul tetto della Apple Corps a Londra nel gennaio del 1969. Qui i Beatles scrivono e registrano l’album omonimo, ma è anche il momento dell’ultima esibizione dal vivo del gruppo, improvvisata sul tetto della stessa società. Con il pieno sostegno di Lindsay-Hogg, Apple Corps ha incaricato la Park Road Post Production di Peter Jackson di eseguire un meticoloso restauro del film, a partire dal negativo originale in 16 mm e con la stessa tecnica di rimasterizzazione del suono applicata a Get Back.

Il film ha come protagonisti John Lennon, Paul McCartney, George Harrison e Ringo Starr, con un’apparizione speciale di Billy Preston.

Let It Be dall’8 maggio su Disney+

Let It Be

Michael Lindsay-Hogg ha raccontato: «Let It Be era pronto per l’ottobre/novembre 1969, ma uscì solo nell’aprile 1970. Un mese prima dell’uscita, i Beatles si sciolsero ufficialmente. Così la gente andò a vedere Let It Be con la tristezza nel cuore, pensando: “Non vedrò mai più i Beatles insieme. Non avrò mai più quella gioia”, e questo rese molto più cupa la percezione del film. Ma, in realtà, quante volte capita di vedere artisti di questa levatura lavorare insieme per trasformare in canzoni ciò che sentono nella loro testa?

E poi si arriva al momento sul tetto, e si vede il loro entusiasmo, il senso di amicizia e la pura gioia di suonare di nuovo insieme come gruppo e di sapere, come facciamo ora, che era l’ultima volta, e lo vediamo con la piena comprensione di chi erano e sono ancora e con un po’ di commozione. Sono rimasto sbalordito da quello che Peter è riuscito a fare con Get Back, utilizzando tutte le riprese che avevo fatto 50 anni prima».

Questo invece il commento di Peter Jackson:

«Sono assolutamente entusiasta che il film di Michael, Let It Be, sia stato restaurato e venga finalmente riproposto dopo essere stato non disponibile per decenni. Sono stato così fortunato ad aver avuto accesso agli outtakes di Michael per Get Back e ho sempre pensato che Let It Be fosse necessario per completarne la storia. In tre parti, abbiamo mostrato Michael e i Beatles mentre giravano un nuovo documentario innovativo, e Let It Be è proprio quel documentario, il film che uscì nel 1970.

Ora penso a tutto questo come a una storia epica, finalmente completata dopo cinque decenni. I due progetti si sostengono e si valorizzano a vicenda: Let It Be è il culmine di Get Back, mentre Get Back fornisce un contesto vitale mancante per Let It Be. Michael Lindsay-Hogg è stato immancabilmente disponibile e gentile mentre realizzavo Get Back, ed è giusto che il suo film originale abbia l’ultima parola… con un aspetto e un suono di gran lunga migliori rispetto a quelli del 1970».

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IF – Gli amici immaginari: trailer, trama e cast del film di John Krasinski

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IF - Gli amici immaginari

Il 16 maggio arriverà nelle sale italiane IF – Gli Amici Immaginari, film di John Krasinski con protagonista Ryan Reynolds. Una commedia a sfumature fantastiche adatta a tutta la famiglia, che oltre a Ryan Reynolds e allo stesso John Krasinski è forte della presenza nel cast di Cailey Fleming e Fiona Shaw. John Krasinski, noto universalmente per la sua prova come attore nell’acclamata serie televisiva The Office, torna alla regia dopo i successi di A Quiet Place – Un posto tranquillo e del seguito A Quiet Place II. Ryan Reynolds, che a breve vedremo anche in Deadpool & Wolverine, è reduce invece da Come ti ammazzo il bodyguard 2 – La moglie del sicario, Red Notice e The Adam Project.

A dare le voci ai personaggi che riflettono l’incredibile potere dell’immaginazione di un bambino ci sono invece Phoebe Waller-Bridge, Louis Gossett Jr., Steve Carell e molti altri. L’edizione italiana del film potrà invece contare sulle voci di doppiatori d’eccezione come Ciro Priello e Pilar Fogliati. Diamo un’occhiata a quello che ci aspetta con il trailer ufficiale del film.

Il trailer ufficiale italiano di IF – Gli Amici Immaginari

Questa la sinossi ufficiale del film:

Scritto e diretto da John Krasinski, IF – Gli amici immaginari è l’incredibile e magica storia di una bambina e della sua capacità di vedere gli IF, cioè gli amici immaginari di tutte le persone. Grazie a questo suo insolito superpotere, si imbarcherà in una magica avventura per ricongiungere gli IF dimenticati con i loro bambini.

In conclusione, ecco il poster ufficiale italiano del film, che arriverà in sala il 16 maggio, distribuito da Eagle Pictures.

IF - Gli amici immaginari
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