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I due Papi: recensione del film con Anthony Hopkins e Jonathan Pryce

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In quella sorta di piccolo filone contemporaneo sulla figura del Papa, inaugurato da Daniele Luchetti con Chiamatemi Francesco – Il Papa della gente, proseguito da Paolo Sorrentino con il suo The Young Pope (a cui seguirà fra poche settimane The New Pope) e seguito anche da Wim Wenders con il suo documentario Papa Francesco – Un uomo di parola, si inserisce Fernando Meirelles con il suo I due Papi, con l’intento di rappresentare il complesso rapporto fra Jorge Mario Bergoglio, attualmente in carica come Papa Francesco, e Joseph Ratzinger, divenuto Papa emerito dopo il suo abbandono del soglio pontificio nel 2013.  A dare volto e corpo a queste fondamentali figure della Chiesa e della storia recente, Jonathan Pryce e il premio Oscar Anthony Hopkins, autori di prove intense e mimetiche che li pongono fra gli osservati speciali della prossima stagione dei premi.

I due Papi: il conflittuale rapporto fra Ratzinger e Bergoglio
I due Papi

Che cosa accomuna e che cosa divide Papa Benedetto XVI, esponente dell’ala più rigida e conservatrice della Chiesa, e Papa Francesco, che invece fin dall’inizio del suo mandato si è distinto per le sue piccole ma importanti aperture su temi come l’omosessualità e la contraccezione? Questo è il quesito che si pone Meirelles, e anche il punto di partenza per un racconto denso e ambizioso, che i due protagonisti si caricano letteralmente sulle spalle. Il conflittuale rapporto fra Ratzinger e Bergoglio ha inizio nel 2005, durante il conclave che ha portato all’elezione di Benedetto XVI.

Come in una partita di calcio (sport che ha una particolare rilevanza nel racconto), il regista brasiliano contrappone fin dal principio i due schieramenti. Da una parte, l’inflessibile e trafficone Ratzinger, che da politico consumato tesse la sua tela fatta di strategie e alleanze, con il chiaro intento di sedere sul trono di Pietro. Dall’altra, l’unico suo vero avversario, l’umile e riservato Bergoglio, quasi a disagio per la stima che gli altri cardinali provano per lui, decisamente più simpatico del collega agli occhi dello spettatore. La celeberrima fumata bianca segna l’inizio del pontificato di Benedetto XVI, che coincide con un periodo particolarmente difficile per la Chiesa. Nel giro di pochi anni, infatti, il Papa deve fronteggiare un brusco calo di fedeli e lo scandalo della pedofilia nel clero, già raccontato sul grande schermo in pregevoli opere come Il clubIl caso Spotlight.

Fra conservatorismo e progressismo

I due Papi

Dopo questo piccolo assaggio, l’occasione per un vero e proprio confronto fra i due arriva nel 2013, quando Bergoglio si reca a Roma per chiedere a Benedetto XVI il permesso per abbandonare il proprio ruolo, trovando un Papa provato dal punto di vista fisico e mentale, nel pieno del turbamento che porterà alla sua rinuncia al ministero petrino, dopo più di 700 anni dall’unico altro caso nella storia. Inizia così un intenso duello dialettico ed emotivo fra i due: il conservatore Ratzinger contro il progressista Bergoglio. Due posizioni apparentemente inconciliabili, ma che lentamente trovano un terreno comune nella fede, nell’amore per la Chiesa e anche in passioni terrene come la musica, il calcio e il ballo. Il cuore de I due Papi sta proprio nella recitazione in sottrazione di Hopkins e in quella al limite del passivo-aggressivo di Pryce e nel lavoro dei due attori sulle sfumature dei rispettivi personaggi.

Lo sguardo di Meirelles è costantemente sbilanciato su Francesco. Nonostante i ripetuti flashback sui risvolti più discussi della gioventù di Bergoglio, come i suoi legami con la dittatura argentina, si arriva davvero a un passo dall’agiografia per la sua rappresentazione di salvatore della Chiesa, con tanto di metafore stucchevoli a base di ponti da costruire in contrapposizione a muri che si innalzano. Poco ci viene invece detto sul passato di Ratzinger, e il suo processo di umanizzazione a base di pizza e condivisione di momenti triviali con il suo collega è tanto repentino quanto poco credibile. A tratti, si ha la sensazione di essere di fronte a un prodotto più simile a un buddy movie senile a sfondo religioso che a un biopic rigoroso sulle figure più importanti della Chiesa degli ultimi 15 anni.

I due Papi: lo sguardo pavido di Meirelles

I due Papi

Gli stessi dialoghi fra i due papi sono piacevoli e ben scritti, ma si fermano sempre un attimo prima di toccare i nervi scoperti del clero, con la conseguente frustrazione da parte di chi si sarebbe aspettato un pizzico di coraggio in più. Spiace non vedere sfruttata la bravura di due tali interpreti (come quella del nostro Libero De Rienzo, ridotto a segretario-macchietta) per una critica alla Chiesa e alle sue problematiche che vada oltre a un rapido scambio di accuse e battute o a un audio furbescamente azzerato nel momento in cui si affronta il tema della pedofilia. A ribadire l’atteggiamento pavido di Meirelles arriva addirittura anche un momento alla Lost in Translation – L’amore tradotto, con un’ultima confidenza fra i due sottratta alle orecchie dello spettatore.

Semplificando all’estremo, possiamo dire che I due Papi è per Francesco e Benedetto quello che è stato Bohemian Rhapsody per Freddie Mercury: una celebrazione fin troppo indulgente e ovattata di due storie personali estremamente complesse e stratificate. Restano le performance magistrali di Hopkins e Pryce e l’affascinante contrapposizione fra due modi diametralmente opposti di intendere la vita e la fede, ma da un cineasta che con City of God ci aveva regalato uno struggente e raggelante quadro della malavita brasiliana era lecito aspettarsi un’opera più incisiva e pungente.

Dopo un breve passaggio in sale selezionate, I due Papi sarà distribuito su Netflix a partire dal 20 dicembre.

Overall
5.5/10

Verdetto

Nonostante due interpreti d’eccezione, I due Papi non riesce mai a spiccare il volo e a scalfire la superficie del contrasto fra progressismo e conservatorismo nella Chiesa.

Focus

Netflix: tutte le nuove uscite che vedremo a gennaio 2022

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Netflix inaugura il 2022 con il ritorno di tre serie particolarmente amate dal pubblico, cioè Ozark (quarta stagione), After Life e Snowpiercer (entrambe al terzo ciclo di episodi). Fra i reality, spazio alla terza stagione di Too Hot to Handle, mentre fra i film originali in arrivo sulla piattaforma spicca il dramma storico Monaco: sull’orlo della guerra. Di seguito, l’elenco completo di quello che vedremo a gennaio su Netflix.

Tutto ciò che vedremo a gennaio 2022 su Netflix

After Life

1 gennaio

  • Incastrati (serie originale, stagione 1)
  • Manifest (serie non originale, stagioni 1-3)
  • The Big Bang Theory (serie non originale, stagione 12)
  • The Good Doctor (serie non originale, stagione 4)
  • Sicario (film non originale)
  • Operazione amore (serie non originale, stagione 3)
  • Superstore (serie non originale, stagione 6)
  • Nessuno come noi (film non originale)
  • Love etc. (film non originale)
  • Passengers – Mistero ad alta quota (film non originale)
  • Percy (film non originale)
  • The Reader – A voce alta (film non originale)
  • Orders to Kill (film non originale)
  • Restless Natives (film non originale)
  • The Conquest of Everest (film non originale)
  • The Cruel Sea (film non originale)
  • Le Diable Par La Queue (film non originale)
  • Convoy (film non originale)
  • Intruder (film non originale)
  • The Iron Maiden (film non originale)
  • Così come sei (film non originale)
  • Amici come prima (film non originale)
  • Se son rose… (film non originale)
  • S.W.A.T.: Sotto assedio (film non originale)
  • Ti presento Sofia (film non originale)
  • 12 Soldier (film non originale)

2 gennaio

  • For Life (serie non originale, stagione 1)

3 gennaio

  • Bad Boys for Life (film non originale)

4 gennaio

  • Action Pack – Squadra in azione (serie animata originale, stagione 1)

5 gennaio

6 gennaio

  • The Club (serie originale, stagione 1 parte 2)
  • El Paramo – terrore invisibile (film originale)
  • Uncle Drew (film non originale)

7 gennaio

  • Mother/Android (film originale)
  • Una festa esagerata (film non originale)
  • Puoi baciare lo sposo (film non originale)
  • Classe Z (film non originale)
  • Hype House (serie non originale, stagione 1)

10 gennaio

  • Undercover (serie originale, stagione 3)
  • I magnifici sette (film non originale)

11 gennaio

  • L’origine du monde (film originale)

12 gennaio

  • How I Fell in Love With a Gangster (film originale)

13 gennaio

  • The Journalist (serie originale, stagione 1)
  • Brazen (film originale)
  • Photocopier (film originale)

14 gennaio

  • After Life (serie originale, stagione 3)
  • Archive 81 – Universi alternativi (serie originale, stagione 1)
  • The House (serie animata originale, stagione 1)
  • Riverdance – L’avventura animata (film originale)
  • El comediante (film originale)

18 gennaio

  • DOTA: Dragon’s Blood: Book (serie anime originale, stagione 2)

19 gennaio

  • Too Hot to Handle (reality originale, stagione 3)
  • Viaggi prelibati: Messico (docuserie originale, stagione 1)

20 gennaio

  • Il trattamento reale (film originale)
  • Midnight Asia: Mangia · Balla · Sogna (docuserie originale, stagione 1)

21 gennaio

  • Ozark (serie originale, stagione 4)
  • Monaco: sull’orlo della guerra (film originale)

25 gennaio

  • Snowpiercer (serie originale, stagione 3)
  • Neymar – Il caso perfetto (miniserie originale)

27 gennaio

  • Soy Georgina (serie originale, stagione 1)

28 gennaio

  • Getting Curious with Jonathan Van Ness (serie originale, stagione 1)
  • La donna nella casa di fronte alla ragazza dalla finestra (serie originale, stagione 1)
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Don’t Look Up: recensione del film con Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence

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Don't Look Up

Il cinema di Adam McKay è incentrato sui mediocri. Dei mediocri che a volte diventano pretesti per racconti demenziali, come il suo esordio Anchorman – La leggenda di Ron Burgundy e le successive collaborazioni con Will Ferrell, ma che in altri casi si trasformano in feroci e sfrenate satire sul mondo e sulla società, come nel caso de La grande scommessaVice – L’uomo nell’ombra e della sua ultima fatica Don’t Look Up, disponibile dall’8 dicembre nelle sale italiane e su Netflix dal 24 dello stesso mese. Un progetto esaltato da un cast stellare, che comprende ben 5 premi Oscar (Leonardo DiCaprioJennifer Lawrence, Mark Rylance, Cate BlanchettMeryl Streep) e altri formidabili interpreti del calibro di Timothée Chalamet, Jonah Hill, Ron Perlman, Rob Morgan e Tyler Perry.

Dopo la tragicomica ricostruzione della crisi finanziaria del 2007-2008 e l’inquietante ricostruzione della parabola politica di Dick Cheney, Adam McKay mette di nuovo al centro del mirino le istituzioni, che si trovano costrette ad affrontare l’imminente impatto della Terra con una cometa di circa 9 chilometri di diametro, capace di distruggere la vita su tutto il pianeta nel giro di pochi minuti. Leonardo DiCaprio e Jennifer Lawrence, nei panni rispettivamente del professore di astronomia Randall Mirby e della sua studentessa Kate Dibiasky, sono i rappresentanti della scienza, impegnata a fornire ai governi e ai cittadini dati inoppugnabili con i quali prendere decisioni importanti e urgenti.

Dall’altra parte, la Presidente USA Janie Orlean (una trumpiana Meryl Streep), il suo arrogante figlio Jason (Jonah Hill), la presentatrice Brie Evantee (una sontuosa Cate Blanchett, pur sepolta da chili di trucco) e il guru della tecnologia Peter Isherwell (Mark Rylance in un bizzarro incrocio fra Steve Jobs, Mark Zuckerberg ed Elon Musk). Un manipolo di pericolosi incompetenti contro la più pericolosa minaccia globale. Cosa può andare storto?

Don’t Look Up: un tragicomico sguardo sul nostro prossimo futuro

Don't Look Up

Cr. NIKO TAVERNISE/NETFLIX © 2021

Adam McKay è nato con la commedia, è stato forgiato come sceneggiatore dai suoi anni al Saturday Night Live e sa che attraverso la risata e un delicato equilibrio fra satira e grottesco si può ironizzare e fare riflettere su ogni cosa, come ci ha insegnato Stanley Kubrick col suo immortale Il dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba. Non stupisce quindi che questo regista statunitense, sempre più abile e tagliente, usi nuovamente il ridicolo e l’eccesso per mettere alla berlina tutte le categorie umane che ci circondano. In un curioso mix fra lo scenario di Idiocracy e la trama di Deep Impact, quasi tutti ne escono con le ossa rotte.

La rappresentazione più feroce è dedicata alle figure più potenti. Conosciamo quindi una politica più interessata alle elezioni di metà mandato che a un cataclisma mondiale, che non esita a sminuire la minaccia e a soffiare sull’ignoranza e sugli estremismi, lanciando un movimento che invita a non guardare in alto (da qui il titolo Don’t Look Up), in opposizione a chi implora di alzare lo sguardo per osservare con i propri occhi l’arrivo della cometa.

Immancabile poi la critica ai giganti della tecnologia, con il tycoon di Mark Rylance che riassume tutte le caratteristiche più sinistre dei giganti del tech, come l’impatto sulla nostra vita (la capacità degli algoritmi di prevedere i nostri futuri passi attraverso la piena conoscenza delle nostre attività), i collegamenti con la politica (Peter Isherwell è un finanziatore della campagna presidenziale di Janie Orlean) e il desiderio di impattare su ogni aspetto della nostra esistenza (l’app che propone buffi video di animali quando rileva ansia o malinconia).

Fra satira e parodia

Don't Look Up

Cr. NIKO TAVERNISE/NETFLIX © 2021

In filigrana, emergono chiaramente i tre principali bersagli di Don’t Look Up: una classe politica cinica e totalmente priva di visione del futuro, coccolata dai colossi della finanza e della tecnologia; lo stato attuale dell’informazione sul Covid, con gli scienziati che a causa della pressione di negazionismi e riduzionisti faticano sempre di più a fare emergere la verità, e che anche quando ci riescono finiscono per essere inglobati dal sistema (si veda l’ascesa del personaggio di Leonardo DiCaprio nello star system e sui media, in una parabola che ricorda quella di tanti virologi negli ultimi mesi); infine, la minaccia mondiale che è costantemente sotto i nostri occhi, ben documentata dai ricercatori e nonostante ciò ignorata dalla stragrande maggioranza delle persone, cioè il cambiamento climatico, la vera cometa che si sta avvicinando alla Terra.

Muovendosi lungo queste direttrici, Adam McKay mette in scena una commedia spassosa e impertinente, che gioca con i cliché del cinema di fantascienza degli ultimi decenni (esilarante soprattutto il personaggio di Ron Perlman, vera e propria parodia dell’eroismo e della mascolinità sulla scia del Bruce Willis di Armageddon – Giudizio finale) e trova alcune notevoli intuizioni comiche in sceneggiatura, come le ripetute gag sugli snack fatti pagare alla Casa Bianca (vero e proprio trauma per il personaggio di Jennifer Lawrence) o la previsione dell’algoritmo sul futuro della Presidente Janie Orlean (sia al cinema che a casa, non alzatevi prima della fine dei titoli di coda!).

Il cast di Don’t Look Up

Don't Look Up

Cr. NIKO TAVERNISE/NETFLIX © 2021

Con le sue precedenti opere, Adam McKay ci aveva presentato soluzioni originali e di forte impatto dal punto di vista registico, come la crisi dei mutui subprime spiegata da Margot Robbie dentro una vasca da bagno ne La grande scommessa o il racconto che ricomincia letteralmente da capo in Vice – L’uomo nell’ombra. Con Don’t Look Up, il regista dà vita a un’opera decisamente lineare, che abbraccia quasi sempre l’assurdo e che trova proprio nei momenti più drammatici i suoi pochi momenti di debolezza. È questo il caso del personaggio di Jennifer Lawrence, che duella in bravura con Leonardo DiCaprio per buona parte del racconto prendendo le parti della logica e della razionalità, per poi mostrare la corda nel momento in cui si cerca di attribuirle sfumature più cupe e malinconiche.

Lo stesso Leonardo DiCaprio sembra a tratti faticare a rendere il disagio di un uomo di scienza perso fra ricerca e inaspettata popolarità, nucleo familiare e avance di una Cate Blanchett che interpreta alla perfezione l’essenza della falsità e dell’arrivismo. Da attore di sconfinato talento e impareggiabile carisma, DiCaprio riesce però anche a rubare la scena a tutti i colleghi, con un’esplosione di ira e di sdegno che è già antologia della storia recedente del cinema e grazie a cui metterà con ogni probabilità un’ennesima nomination all’Oscar nel suo prestigioso curriculum.

Mentre il già citato Il dottor Stranamore teneva dritta la barra sulla satira e sull’assurdo, trovando paradossalmente l’essenza dei personaggi e del loro contesto, Adam McKay ritrae in più di un’occasione la mano, cercando una non necessaria sponda drammatica (come i troppi stacchi sulle reazioni della popolazione mondiale agli eventi) invece di puntare senza indugi sul suo meraviglioso ensemble, che funziona invece a meraviglia soprattutto quando si muove sopra le righe.

Don’t Look Up: un monito sul prossimo futuro

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Don’t Look Up adempie comunque al proprio compito, lasciandoci più dubbi che certezze e più disagio che piacevolezza, nonostante le tante risate che regala. Questo perché, come evidenzia brillantemente il poster, l’opera di Adam McKay è basata su fatti realmente possibili e su scene squisitamente demenziali che sono molto meno improbabili di quanto crediamo. Fino a qualche anno fa, sarebbe stato difficile anche solo pensare a un Presidente degli Stati Uniti che invita a guardare in basso e a non credere agli allarmismi, a un’imminente catastrofe ignorata in favore del profitto e a un colosso tecnologico che dichiara esplicitamente di voler conoscere tutti i nostri pensieri per venderci la soluzione a bisogni che non sapevamo di avere.

Oggi sappiamo invece che tutto questo è realistico, se non addirittura probabile. Se c’è ancora la possibilità di salvarci dall’autodistruzione, la ricetta passa sicuramente da quello che ci mostra e ci suggerisce Don’t Look Up. Non ci resta quindi che smettere di dividerci in assurde fazioni, mettere da parte il trending topic del giorno e cominciare a costruire un futuro migliore. Senza mai smettere di guardare in alto.

Overall
8/10

Verdetto

Don’t Look Up è l’ennesimo gioiello esilarante e pungente della carriera di Adam McKay. Un cast stellare e in ottima forma mette in scena una storia talmente bizzarra e surreale da essere perfetta per la nostra confusa epoca. Un monito sul prossimo futuro da non sottovalutare e di cui fare tesoro.

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Netflix: tutte le nuove uscite che vedremo a dicembre 2021

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È stata la mano di Dio

Netflix si prepara a concludere un’annata straordinaria con diverse uscite particolarmente attese, sia sul fronte dei film che in ambito seriale. Per quanto riguarda il cinema, abbiamo ben tre pezzi grossi, destinati a fare la differenza nel corso della prossima stagione dei premi: Il potere del cane di Jane Campion, È stata la mano di Dio di Paolo SorrentinoDon’t Look Up di Adam McKay, con Leonardo DiCaprio, Jennifer Lawrence e Cate Blanchett. Fra le serie, grande attesa per le stagioni finali de La casa di carta e Lost in Space e per la seconda stagione di The Witcher. Di seguito, l’elenco completo di quello che vedremo a dicembre su Netflix.

Tutto ciò che vedremo a dicembre 2021 su Netflix

Netflix

Cr. NIKO TAVERNISE/NETFLIX © 2021

1 dicembre

  • Il potere del cane (film originale)
  • Il serpente verde (film originale)
  • Wyatt Earp (film non originale)
  • The Cleanse (film non originale)
  • I giovani uccidono (film non originale)
  • Paura nella notte (film non originale)
  • La tigre nell’ombra (film non originale)
  • A noi le inglesine! (film non originale)
  • Virus letale (film non originale)
  • Vendetta nel sole (film non originale)
  • Unbroken: Path to Redemption (film non originale)
  • Alissa (film non originale)
  • Allons z’enfants (film non originale)
  • C’era una volta in Messico (film non originale)
  • Hellegat (film non originale)
  • Le bugie nel mio letto (film non originale)
  • Het einde van de reis (film non originale)
  • Il ciclone (film non originale)
  • Il postino (film non originale)
  • In viaggio con papà (film non originale)
  • Pensavo fosse amore… invece era un calesse (film non originale)
  • Tre uomini e una gamba (film non originale)
  • Troppo forte (film non originale)
  • Viaggi di nozze (film non originale)
  • Lost in Space (serie originale, stagione 3)
  • The 100 (serie non originale, stagione 7)
  • New Amsterdam (serie non originale, stagione 2)
  • Archer (serie non originale, stagione 12)
  • Kemono Jihen (serie non originale, stagione 1)
  • Kayko and Kokosh (serie non originale, stagione 1)
  • Masha e Orso (serie non originale, stagione 4)
  • 44 gatti (serie non originale, stagione 4)

2 dicembre

  • The Whole Truth (film originale)
  • Single per sempre? (film originale)
  • Coyotes (miniserie originale)

3 dicembre

  • Cobalt Blue (film originale)
  • Mixtape – Una cassetta per te (film originale)
  • Verbrande brug (film non originale)
  • Rolande met de bles (film non originale)
  • La casa di carta (serie originale, stagione 5 parte 2)
  • Barbie e Chelsea – Il compleanno perduto (film non originale)
  • Jurassic World – Nuove avventure (serie originale, stagione 4)
  • Exploring the Snow: Capitolo finale (documentario non originale)

6 dicembre

  • David e gli elfi (film originale)
  • Joker (film non originale)
  • Johnny English colpisce ancora (film non originale)
  • Voir (docuserie originale, stagione 1)

7 dicembre

  • Centaurworld: Il mondo dei centauri (serie originale, stagione 2)
  • Go Dog Go (serie originale, stagione 2)
  • Nicole Byer: BBW (Big Beautiful Weirdo) (stand-up comedy originale)

8 dicembre

  • Titans (serie originale, stagione 3)
  • Carolin Kebekus: The Last Christmas Special (stand-up comedy originale)

9 dicembre

  • Asakusa Kid (film originale)
  • The Sinner (serie non originale, stagione 3)
  • Shaman King (serie originale, stagione 1 parte 2)
  • É O AMOR: La famiglia Camargo (reality show originale)

10 dicembre

  • The Unforgivable (film originale)
  • Back To the Outback- Ritorno alla natura (film originale)
  • Dos (film originale)
  • Virtualmente reale (film originale)
  • The Enemies (film non originale)
  • Brugge, die stille (film non originale)
  • Aranyak (serie originale, stagione 1)
  • How to Ruin Christmas (serie originale, stagione 2)
  • Saturday Morning All Star Hits! (serie originale, stagione 1)

11 dicembre

  • Inspector Koo (serie originale, stagione 1)
  • The Hungry and the Hairy (show originale, stagione 1)

12 dicembre

  • Blinded by the Light – Travolto dalla musica (film non originale)

14 dicembre

  • StarBeam: Un’avventura per l’anno nuovo (film originale)
  • Russell Howard: Lubricant (stand-up comedy originale)
  • The Future Diary (reality show originale)

15 dicembre

  • È stata la mano di Dio (film originale)
  • Elite – Storie brevi: Phillipe Caye Felipe (serie originale, stagione 1)

16 dicembre

  • Natale in California – Luci della città (film originale)
  • A Naija Christmas (film originale)
  • Aggretsuko (serie non originale, stagione 4)
  • Pallino e le meraviglie della barriera corallina (documentario originale)

17 dicembre

  • The Witcher (serie originale, stagione 2)
  • Decoupled – Divorziare (serie originale, stagione 1)

20 dicembre

  • Elite – Storie brevi: Samuel Omar (miniserie originale)

21 dicembre

  • Nemici a Natale (film originale)

22 dicembre

  • Emily in Paris (serie originale, stagione 2)

24 dicembre

  • Don’t Look Up (film originale)
  • Il fulmine Murali (film originale)
  • A 1000 Km dal Natale (film originale)

25 dicembre

  • Stories of a Generation con Papa Francesco (miniserie originale)

31 dicembre

  • Cobra Kai (serie originale, stagione 4)
  • Stay Close (serie originale, stagione 1)
  • Queer Eye (reality show originale, stagione 6)
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