Idiocracy: recensione del film con Luke Wilson e Terry Crews

Idiocracy: recensione del film con Luke Wilson e Terry Crews

Sempre più spesso, fra il serio e il faceto, ci capita di discutere con amici e familiari sul progressivo istupidimento della popolazione mondiale, accentuato dai social e dal loro ingente carico di odio represso e fake news. C’è un limite al livello di bassezza umana, sociale e civile che possiamo raggiungere o siamo destinati a colare lentamente a picco? Una possibile risposta ci arriva dal poco conosciuto Idiocracy, commedia demenziale americana del 2006, che fra una risata e l’altra dipinge un quadro tutt’altro che roseo, e ogni giorno più inquietante, della nostra civiltà.

Idiocracy è scritto e diretto dal creatore di Beavis and Butt-head Mike Judge, e ha per protagonisti alcuni volti noti di cinema e TV come Luke Wilson (Old School), Maya Rudolph (Saturday Night Live), Dax Shepard (Impiegato del mese) e Terry Crews (I mercenariBrooklyn Nine-Nine).

Idiocracy: il distopico e demenziale futuro dell’umanità
Idiocracy - Lost in Cinema

Nel 2005, l’esercito americano seleziona l’archivista Joe Bauers (Luke Wilson) e la prostituta Rita (Maya Rudolph) per un esperimento di ibernazione della durata di un anno. A seguito dell’incarcerazione del responsabile del progetto, le capsule che contengono i due protagonisti vengono tragicomicamente dimenticata, rimanendo così abbandonate per 500 lunghi anni.

Nel 2505, a causa del drastico calo del quoziente intellettivo medio, dovuto alla maggiore facilità di procreazione da parte degli individui più stupidi, la Terra è sprofondata nel disastro più totale, vittima di una crisi scientifica e ambientale e sommersa da montagne di rifiuti non smaltiti. Proprio una frana di una di queste montagne provoca l’apertura delle capsule contenenti Joe e Rita. I due si ritrovano così privi di riferimento in un’epoca popolata da idioti, vittime inoltre di scherno e sospetto da parte del prossimo per il loro linguaggio démodé; con l’aiuto dell’avvocato Frito (Dax Shepard) dovranno lottare contro le inefficienze sociali e l’idiozia incalzante per cercare di fare ritorno a casa.

Fantascienza o sinistro presagio?Idiocracy - Lost in Cinema

Nel panorama asfittico e appiattito della commedia americana contemporanea, Idiocracy rappresenta una delle poche meritevoli eccezioni per la sua capacità di intrattenere con una comicità di grana grossa ma al tempo stesso di fare anche riflettere sulle storture e sui problemi della nostra civiltà. Mike Judge mette infatti in campo tutto il suo corrosivo umorismo, dando vita a quella che è innanzitutto una critica alla società americana (programmi televisivi ben oltre il limite del demenziale, sistema sanitario iniquo e inadeguato, pubblicità sempre più invadente), ma che possiamo certamente estendere a tutta la civiltà occidentale.

La società messa in scena da Idiocracy è quanto di più agghiacciante possiamo immaginare. Una popolazione inebetita davanti allo schermo televisivo, incapace di ragionare sui problemi che la circondano, un totale scempio dell’ambiente, sintetizzato dall’utilizzo agricolo della bevanda energetica Brawndo al posto dell’acqua, il potere politico in mano a personaggi che appaiono come una fusione fra wrestler e concorrenti di reality show (vedasi l’esilarante Presidente Dwayne Camacho dell’irresistibile Terry Crews). Una realtà alternativa certamente caricaturale e forzata per fini comici, ma che ogni giorno che passa, nel progressivo degrado di istituzioni e dibattito pubblico, ci appare sempre più sinistra e futuribile.

Fra commedia e critica sociale

Idiocracy - Lost in Cinema

Nonostante dall’equazione manchi del tutto il fenomeno dei social, difficilmente prevedibile nel 2006, il soggetto di Idiocracy ci appare oggi non soltanto brillante e originale ma anche illuminante dal punto di vista antropologico, proprio per le deviazioni sociali che mette abilmente in luce fra una gag e l’altra. A ciò si abbina inoltre una perfetta gestione dei tempi comici da parte di regista e interpreti, che rende godibili anche i momenti in cui si sfonda apertamente la porta della demenzialità più assoluta, come nell’assurdo duello finale per la libertà del protagonista Joe, nel frattempo ribattezzato Non Sicuro per un’incomprensione con un terminale automatizzato.

Peccato però che le ottime premesse iniziali perdano progressivamente mordente, principalmente a causa della scelta da parte di Mike Judge di privilegiare gli aspetti più umoristici rispetto a quelli di critica sociale. Anche se Idiocracy rimane costantemente godibile, difendendosi anche dal punto di vista degli effetti speciali e dell’ispirata colonna sonora di Theodore Shapiro, ci rimane la sensazione che con un pizzico di coraggio in più nel portare avanti i temi più impegnati si sarebbero potuti toccare livelli di amara distopia non lontani da quelli di Terry Gilliam. Ciò che ci troviamo davanti basta invece soltanto per poco meno di un’ora e mezza di generose risate e per provare un sottile ma tangibile senso di inquietudine per ciò che potremmo diventare senza un solido argine a scelte politiche, economiche, scientifiche e ambientali ogni giorno più allarmanti.

Idiocracy: l’idiozia al potereIdiocracy - Lost in Cinema

Rivelatosi un inappellabile fiasco al momento dell’uscita, anche a causa di una distribuzione limitata e di un marketing praticamente nullo, Idiocracy si rivela oggi un film decisamente ben invecchiato, capace di colpirci nei suoi momenti più riusciti quanto (se non di più) gran parte delle pellicole impegnate – o presunte tali – made in USA. Una grezza ma preziosa perla del panorama cinematografico contemporaneo, che fra una gag surreale e l’altra e con un campionario di grotteschi personaggi ci mette di fronte a una preoccupante realtà in cui l’idiozia è definitivamente andata al potere, invitandoci con un sorriso a fare in modo che ciò non avvenga per davvero.

Idiocracy: curiosità

La 20th Century Fox per un periodo ha realmente messo in commercio la bevanda Brawndo che nel film distrugge le piantagioni.

Nella fantomatica macchina nel tempo agognata da Joe, è possibile vedere una foto che ritrae Charlie Chaplin nei panni di Adolf Hitler, chiaro riferimento al suo capolavoro Il grande dittatore.

Il personaggio di Beef Supreme, che si scontra con Joe nell’atto conclusivo, è interpretato da Andrew Wilson, fratello di Luke e Owen.

Quando Joe scappa dalla prigione, passa accanto a una DeLorean, ovvero la celeberrima macchina che consente di viaggiare nel tempo in Ritorno al futuro.

  • Verdetto

3.5

Sommario

Idiocracy è una commedia demenziale capace di intrattenere e al tempo stesso di farci riflettere su un ipotetico futuro, che ogni giorno ci appare sempre più realistico, in cui la stupidità è salita al potere.

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Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per Cinematographe - Film Is Now ed Empire Italia. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.