Il gioco delle coppie: recensione del film di Olivier Assayas

Il gioco delle coppie: recensione del film di Olivier Assayas

Dopo i successi di Sils Maria e Personal Shopper, Olivier Assayas torna a riflettere sulla contemporaneità e sulle sue contraddizioni con Il gioco delle coppie, pungente e divertita riflessione sulla doppiezza della nostra esistenza, sempre più in bilico fra ciò che condividiamo con il prossimo e ciò che realmente proviamo nella nostra intimità. Una premessa non lontana da quella di Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, che Assayas interpreta però in maniera totalmente diversa, riuscendo a mantenere un tono leggero anche nelle situazioni più cupe e lasciando al tempo stesso che ad affiorare sia sempre la forza dei dialoghi. Il gioco delle coppie (Doubles vies il titolo originale) riesce così nel non facile intento di deridere l’ipocrisia e la falsità dei protagonisti, mettendo contemporaneamente in scena una lucida e amara rappresentazione dell’editoria moderna, affossata dall’inesorabile declino del cartaceo e da un digitale che non riesce a compensarne le perdite.

Il gioco delle coppie: la pungente e amara commedia di Olivier Assayas

Il gioco delle coppie

Alain (Guillaume Canet) è il direttore di una prestigiosa casa editrice francese. Fra i suoi autori preferiti c’è il fraterno amico Léonard (Vincent Macaigne), che ha appena completato un romanzo autobiografico. Mentre Alain è dubbioso sul potenziale successo dell’opera, la moglie Selena (Juliette Binoche), celebre attrice, si dimostra fiduciosa sulla qualità del manoscritto. Fra segreti e tradimenti e rivelazioni e pacificazioni, si snoda un brillante ritratto dell’industria culturale e dei rapporti sentimentali contemporanei. Un’opera apparentemente slegata dai precedenti lavori del regista, ma che in realtà ne perpetua le riflessioni sullo smarrimento di una generazione e sul controverso rapporto di quest’ultima con i cambiamenti tecnologici e culturali con cui deve confrontarsi.

Il gioco delle coppie: doppie vite, doppi amori e doppia morale

Il gioco delle coppie

Ne Il gioco delle coppie, a emergere è il quadro di una società sempre più camuffata e devitalizzata, che nasconde sotto la patina dell’apparenza i propri sogni infranti e le proprie frustrazioni per una vita non sempre appagante. Come i più celebri e inquietanti serial killer, anche i personaggi di Assayas lasciano indizi e suggerimenti espliciti per essere smascherati. Accade per esempio che uno scrittore metta nero su bianco le sue esperienze sessuali più scabrose, descrivendo con dovizia di particolari i luoghi e le persone coinvolte, modificando però anche i suoi momenti più intimi in modo da indossare l’agognata maschera dell’intellettuale. Succede inoltre che due coniugi traditori mettano in evidenza i segnali delle loro tresche, certi del fatto che anche il partner abbia almeno uno scheletro nel proprio armadio.

Doppie relazioni sentimentali, doppie esistenze e doppie etiche, che Assayas dipinge con una profondità di sguardo e di rappresentazione e con una raffinatezza di scrittura tali da spingerci a parteggiare per dei protagonisti biasimevoli, ma al tempo stesso umani, reali e comprensibili, proprio per la loro atavica mediocrità. Personaggi profondamente radicati in una società sempre più frivola ed evanescente, in cui le tradizionali gerarchie culturali ed editoriali sono continuamente sconvolte da una digitalizzazione sfrenata, conservando però un certo appeal nei confronti del proprio pubblico di riferimento, che Assayas riesce sagacemente a inquadrare.

Un pregevole tassello nella carriera di un cineasta intelligente e raffinato

Il gioco delle coppie è un racconto di rara freschezza, che con una delicata disillusione rappresenta sia lo smarrimento della decadente borghesia sia l’irriverente e appassionata volontà di emergere da parte dei nativi digitali. Fra spassosi dialoghi, pregevoli giochi meta-cinematografici (splendida l’autoironia con cui Juliette Binoche gioca con la propria carriera) e una speranza che nonostante un panorama desolante continua timidamente a emergere, quest’opera, presentata in concorso a Venezia 2018, si rivela l’ennesimo pregevole tassello nella filmografia di uno dei più intelligenti cineasti contemporanei, capace come pochi di raccontare noi stessi attraverso i cambiamenti della società, e viceversa.

Valutazione
7.5/10

Verdetto

Il gioco delle coppie conferma la statura artistica di Olivier Assayas, che si concentra sulla scrittura di personaggi irresistibili nella loro imperfezione, simbolo dei vizi e delle contraddizioni della società in cui viviamo.

Marco Paiano

Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per N3rdcore. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.