Il meglio deve ancora venire: recensione del film con Fabrice Luchini

Il meglio deve ancora venire: recensione del film con Fabrice Luchini

Dopo il successo di Cena tra amici (il cui remake italiano, Il nome del figlio, è stato diretto da Francesca Archibugi) Matthieu Delaporte e Alexandre de la Patellière dirigono una nuova commedia degli equivoci divertente e intensa, Il meglio deve ancora venire, interpretata da Fabrice Luchini e Patrick Bruel.

César e Arthur sono due amici di vecchia data. Il primo è un uomo d’affari squattrinato, un signore elegante, godereccio, che ama la vita, il secondo è un medico, preciso, puntuale, incapace di godere di qualsiasi cosa. Due facce della stessa medaglia, complementari a vicenda, la cui amicizia risiede nella loro fondamentale differenza. All’inizio della storia, Arthur, ricercatore all’Istituto Pasteur, viene a sapere che il suo amico César è affetto, senza saperlo, da una malattia incurabile. Angosciato dalla triste notizia, Arthur convoca César per informarlo ma, quel giorno, Arthur commette un lapsus irreparabile e anziché capire che è lui ad essere condannato, César comprende il contrario. César, uomo vitale, energico e imprevedibile, decide di far vivere ad Arthur gli ultimi giorni più belli della sua vita, tra Parigi, il sud della Francia e Bombay.

Il meglio deve ancora venire: il film con Fabrice Luchini

Il meglio deve ancora venire

Delaporte e de la Patellière si prodigano in un racconto che non scivola mai nel sentimentalismo, o nella retorica, o nel facile pietismo. Lo spettatore non è ricattato da una storia patetica sulla malattia, anzi è intrattenuto in modo potente e sagace da una storia che usa la mortalità come espediente per sancire un rapporto d’amicizia già saldo, che a volte subisce gli effetti di una vecchia vernice. L’amicizia è al centro di questa commedia, una forma di amore “che ha il vantaggio di essere certo”, secondo i protagonisti.

La commedia è senza dubbio il genere prediletto di la Patellière e Delaporte, che scelgono di discutere di temi importanti e anche rischiosi con una leggerezza e una schiettezza dialettica ammirevoli. Questa strana coppia per quasi tutto il film si rapporta e si punzecchia a colpi di battute spumeggianti, spesso ridicole e l’equivoco che muove tutta la storia non perde mai la sua verve: le complicazioni che ne conseguono diventano sempre più buffe.

Matthieu Delaporte e Alexandre de la Patellière dirigono una commedia degli equivoci divertente e intensa

Il meglio deve ancora venire

La Patellière e Delaporte celebrano la vita, l’ironia, l’amicizia, e il risultato dell’ottima riuscita del film è conferito anche, ovviamente, dall’altissimo livello interpretativo degli attori, Fabrice Luchini e Patrick Bruel. I due attori assieme formano una coppia unica, vibrante, sempre in sintonia, che non prevaricano mai l’altro, sono speculari, incredibilmente divertenti. In particolare Luchini è dotato di un talento stupefacente. Ma questa non è affatto una novità: Confidenze troppo intime, Nella casa, Molière in bicicletta, La corte sono solo alcuni dei film che hanno reso Luchini un attore versatile, apprezzato e riconosciuto per le sue capacità istrioniche.

La domanda che sorge guardando il film è: come si può far ridere con il lutto? Per i due registi, che hanno intrapreso quasi un percorso di autoanalisi per avvicinarsi ai loro personaggi e poterli concepire, nulla è più divertente di quello che fa realmente paura, quindi è il dramma l’unica materia valida della commedia. Sembra un’affermazione antitetica ma osservando il film non si può fare altro che essere d’accordo con loro. Il meglio deve ancora venire è un film sull’amicizia e la morte: proprio per questo celebra come non mai la vita, mostra la luce nel buio più tenebroso, le fenditure negli attimi pesti della vita.

Il meglio deve ancora venire arriverà nelle sale italiane ad aprile 2020, distribuito da Lucky Red.

Valutazione
6.5/10

Verdetto

La Patellière e Delaporte celebrano la vita e l’amicizia attraverso un film sulla malattia che non scivola mai nel sentimentalismo, nella retorica o nel facile pietismo.

Lucia Tedesco

Lucia Tedesco

Scrittrice compulsiva. Appassionata di Cinema, Filosofia e Politica.