It – Capitolo due: recensione del film tratto dal capolavoro di Stephen King

It – Capitolo due: recensione del film tratto dal capolavoro di Stephen King

Fra i romanzi più complessi da adattare per il grande schermo, una menzione particolare la merita certamente It di Stephen King. Oltre 1200 pagine, divise in due piani temporali distanti oltre 26 anni, con sette protagonisti principali, un’infinità di caratteri secondari e la storia di un’unica inafferrabile entità maligna che viene sviscerata in ogni minimo dettaglio. Inevitabile quindi dover fare delle scelte, e anche dolorose, nella cernita del materiale da inserire in un film. Con questa premessa, dopo il convincente primo capitolo, spostato temporalmente rispetto al romanzo negli anni ’80 per cavalcare furbescamente l’ondata di revival per il periodo, Andrés Muschietti torna alla carica con It – Capitolo due, incentrato sui sette celebri perdenti da adulti e sul loro ritorno a Derry per affrontare nuovamente il malefico pagliaccio Pennywise (nuovamente interpretato da Bill Skarsgård), messo solamente alle corde 27 anni prima.

Jessica Chastain (Beverly Marsh), James McAvoy (Bill Denbrough), Bill Hader (Richie Tozier), Isaiah Mustafa (Mike Hanlon), Jay Ryan (Ben Hanscom), James Ransone (Eddie Kaspbrak) e Andy Bean (Stan Uris). Questi i protagonisti (insieme alle loro giovani controparti, di ritorno per qualche flashback) di un film corale ed emozionante, che sfiora le tre ore di durata senza mai annoiare, rendendo un buon servizio al libro e compensando le carenze dell’omonima miniserie televisiva del 1990, che, soprattutto nella seconda parte, tolto l’iconico Pennywise di Tim Curry, lasciava a desiderare. Un lavoro abbastanza riuscito, ma non privo di difetti, il più evidente dei quali è la palpabile volontà di raccattare il maggior numero possibile di spunti del capolavoro di King senza curarsi troppo del risultato d’insieme, con un conseguente caos narrativo, soprattutto per i neofiti di questo memorabile racconto.

It – Capitolo due: il ritorno a Derry dei perdenti
It - Capitolo due

Dopo un prologo fedele al romanzo, che vede fra i protagonisti l’attore e cineasta francese Xavier Dolan, arriva la chiamata a raccolta di Mike, unico dei perdenti rimasto a Derry, che mette i suoi vecchi amici di fronte alla necessità di onorare il patto di sangue fatto anni prima e tornare in città per chiudere definitivamente i conti con Pennywise. I perdenti rimasti, ognuno con una vita lontana da quella della piccola cittadina che hanno lasciato, si trovano costretti a immergersi nei loro ricordi e a confrontarsi nuovamente con un’entità paranormale apparentemente impossibile da fermare.

Muschietti adotta un approccio per certi versi contraddittorio, riprendendo alcuni dettagli della struttura narrativa di It, come le serrate successioni di sequenze su ognuno dei protagonisti, ma cambiando radicalmente la personalità di alcuni di loro. Mentre Beverly ha una degna interprete nella Chastain, che pur con il freno a mano tirato ci consegna una donna affascinante e di grande carattere, e Hader mette la sua irresistibile verve comica a servizio dell’istrionico Richie, Mustafa, Ryan e Bean appaiono decisamente troppo rigidi e bidimensionali per esaltare le personalità dei rispettivi personaggi. Paradossalmente, di fronte a It – Capitolo due, rischiano così di rimanere spaesati sia gli amanti del racconto di King, che vedono i propri amati personaggi comportarsi in maniera radicalmente diversa rispetto a quanto potrebbero aspettarsi, sia i profani del racconto, che rischiano di avere davvero pochi elementi per inquadrare i protagonisti, anche a causa di un introduzione decisamente sbrigativa.

It – Capitolo due: il difficile equilibrio fra fedeltà e tradimenti al libro di Stephen King

It - Capitolo due

Mentre la mancanza di fedeltà di alcuni passaggi del film rispetto all’opera letteraria è una scelta ampiamente comprensibile, in quanto ogni opera cinematografica basata su un romanzo deve tradire la propria ispirazione quando necessario e trovare una propria autosufficienza, è più difficilmente perdonabile la mancanza di coerenza interna rispetto al capitolo precedente. Se non fosse per le apparizioni dei piccoli perdenti, in certi casi modificati digitalmente per la repentina crescita degli interpreti, It e It – Capitolo due potrebbero tranquillamente essere visti come due lavori slegati fra loro, che non forniscono continuità ai temi e ai personaggi. Il legame fra i perdenti adulti e quelli bambini è debole al punto che raramente riconosciamo quei ragazzi che ci avevano convinto nel lavoro precedente. Un problema ancora più grave perché arriva in un’epoca in cui, fra TV e universi cinematografici, la serialità ha assunto notevole importanza nel mondo dell’audiovisivo.

L’incertezza di Muschietti nel trattamento del libro si nota anche dal punto di vista dei contenuti. Si fatica a comprendere la scelta di inserire in maniera decisamente frettolosa alcuni degli spunti più importanti del libro, in una sorta di fan service a metà che potrebbe non soddisfare né i lettori né i profani. Dopo il primo capitolo, continuano per esempio i rimandi alla tartaruga, personaggio fondamentale per King ma mai sviscerato da Muschietti. Un altro dettaglio come il rito di Chüd, ignorato dalla miniserie del 1990, è invece inserito in questo secondo capitolo cinematografico, ma in una maniera raffazzonata al punto che ne snatura il senso. Un altro importante tema come la progressiva perdita di memoria di ciò che è successo da parte dei protagonisti, toccante metafora dell’abbandono del bambino in noi con il passaggio all’età adulta, è soltanto accennato, e mai in sequenze ricche di pathos.

It – Capitolo due convince per la sua componente horror

Ben più convincenti sono le scelte di Muschietti per quanto riguarda l’azione pura. Come nel precedente capitolo, il cineasta argentino ci regala delle notevoli sequenze horror, scatenando la sua fantasia e sfruttando perfettamente un ottimo Skarsgård. Le apparizioni di Pennywise ai perdenti e la tensione che permea le sequenze più sanguinolente riscattano i passaggi narrativi più deboli e aiutano nel non facile intento di rendere costantemente godibile un horror di 170 minuti di durata. Una menzione particolare la merita certamente l’attesissimo confronto finale, che, pur con la discutibile scelta di umanizzare in certi passaggi il concentrato di malvagità di It, stupisce a più riprese e ci regala alcuni momenti visivamente notevoli, facendoci dimenticare la pietosa scazzottata con un ragno di gomma che chiudeva la miniserie.

I tre migliori attori del lotto, Hader, McAvoy e la Chastain, rubano la scena al resto del cast, caratterizzando in maniera più che convincente i rispettivi personaggi, ma a rimanere impresso nel cuore e nella mente è il cameo di Stephen King in persona, che con grande autoironia gioca con le critiche che spesso subisce (quei discussi finali) e anticipa uno dei passaggi più riusciti di tutta l’opera. L’universo kinghiano, che con il passare degli anni ha contaminato in maniera significativa anche l’immaginario cinematografico, è inoltre citato in diverse occasioni, in particolare con due gradevoli omaggi a Shining e Stand by Me – Ricordo di un’estate.

Una nuova occasione sprecata

It - Capitolo due

It – Capitolo due rispetta le attese, regalando una conclusione adrenalinica e spettacolare a quello che, con più di 700 milioni di dollari di incassi in tutto il mondo, rimane al momento l’horror dal migliore risultato commerciale della storia del cinema. Da lettori affezionati e nostalgici, ci sarebbe piaciuto assistere a una maggiore introspezione dei personaggi e, più in generale, a una narrazione che, invece che procedere per accumulo di sequenze spaventose e velati rimandi al romanzo, indagasse sul fascino dell’infanzia e sul mistero della crescita, facendoci rivivere sul grande schermo un’epopea adolescenziale che ha indelebilmente segnato il nostro immaginario. Anche se resta la sensazione di una nuova grande occasione sprecata, ci accontentiamo però di quello che ci viene dato, cioè un horror carico di tensione e suggestione, forte di alcune sequenze che tormenteranno sicuramente il sonno di molti spettatori e capace di restituirci almeno parzialmente la magia dell’opera di King.

It – Capitolo due arriverà nelle sale italiane il 5 settembre, distribuito da Warner Bros.

  • Verdetto

3

Sommario

Anche se It – Capitolo due si rivela un onesto e godibile prodotto di genere, si fatica a digerire l’affollamento di contenuti e rimandi al romanzo, che può rivelarsi controproducente sia per i lettori sia per i profani del mondo di Stephen King.

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Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per Cinematographe - Film Is Now ed Empire Italia. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.