John Wick 3 – Parabellum: recensione del film con Keanu Reeves

John Wick 3 – Parabellum: recensione del film con Keanu Reeves

Al termine del secondo capitolo della saga, avevamo lasciato John Wick in fuga da tutto e da tutti, con una taglia da 14 milioni pendente sulla sua testa e soprattutto con la scomunica da parte della Gran Tavola, dovuta all’imperdonabile infrazione da parte del killer di una delle regole auree dell’organizzazione, che proibisce di uccidere qualcuno all’interno dell’Hotel Continental. John Wick 3 – Parabellum riparte esattamente da quel momento, mettendoci di fronte al disperato tentativo di sopravvivenza da parte di John, a cui Winston ha concesso solamente un’ora di vantaggio prima dell’inizio della caccia all’uomo ai suoi danni.

Fra inseguimenti a cavallo e viaggi intorno al mondo, misteri e risposte, ritorni di volti noti della serie come Ian McShane, Lance Reddick e Laurence Fishburne e nuovi ingressi di interpreti del calibro di Halle Berry e Anjelica Huston, John Wick 3 – Parabellum ci propone nuovamente il campionario di martellante azione e impressionante violenza che contraddistingue la serie, intrattenendo lo spettatore ed espandendo al tempo stesso i confini di questo cupo e torbido universo.

Preparare la guerra
Keanu Reeves nella parte di John Wick

«Si vis pacem, para bellum», dicevano i latini, sottintendendo con una frase che in italiano possiamo tradurre «se vuoi la pace, prepara la guerra» che il miglior modo per fare tornare il più rapidamente possibile la pace è essere ben armati e pronti a difendersi in caso di attacco. Non a caso, Parabellum è anche il nome dato ad alcune cartucce per armi da fuoco, che, come da tradizione della saga, vengono abbondantemente usate nel corso di questo terzo episodio delle avventure di John Wick. Il regista Chad Stahelski fa nuovamente valere il suo passato da stunt-man per registi del calibro di John Carpenter, Sam Raimi e le sorelle Wachowski, affidandosi alla fisicità e alla glaciale maschera di Keanu Reeves per un concentrato di azione e adrenalina, che fa delle uccisioni in serie un vero e proprio spettacolo all’interno dello spettacolo.

Anche le più brevi sequenze action di John Wick 3 – Parabellum brillano per la coreografia e impongono allo spettatore il massimo della concentrazione, in modo da non perdere neanche una delle morti, sempre più fantasiose e spettacolari, e ulteriormente esaltate da un sonoro immersivo, che a tratti riesce a fare quasi percepire il rumore dei crani spappolati e delle membra dilaniate dalla furia del protagonista. A modo suo, John Wick rispetta il motto latino che dà il titolo al film, abbandonando definitivamente i propositi di vendetta del primo capitolo in favore di una legittima difesa personale e dell’ancestrale istinto di sopravvivenza.

John Wick 3 – Parabellum amplia l’universo della saga

John Wick 3 - Parabellum

John Wick 3 – Parabellum è un prodotto ormai maturo e consapevole, che gioca non solo con i propri espliciti modelli (il cinema di arti marziali di Hong Kong in particolare), ma anche e soprattutto con la stessa mitologia della serie. Keanu Reeves diventa la trasposizione puramente action di un supereroe: immune non soltanto ai colpi dei nemici, ma anche a impatti che manderebbero al camposanto la stragrande maggioranza degli esseri umani, nonché accettabile anche quando scorrazza a cavallo per le strade di New York. Difficile poi non sorridere nel momento in cui i cani, origine della furia distruttiva di John nel primo capitolo, diventano carnefici, supportando il protagonista e un’efficace Halle Berry in battaglia.

Pur con la caratteristica ironia di fondo, e con un’estetica della violenza che supporta costantemente il racconto, John Wick 3 – Parabellum rischierebbe di naufragare nel mare della ridondanza. Questo pericolo è sapientemente disinnescato in fase di sceneggiatura dalla scelta di estendere l’universo di John Wick e di rendere partecipe lo spettatore degli intrighi e dei misteri su cui si poggia la Gran Tavola e il suo complesso sistema di pegni e onore. Come nelle scatole cinesi, scopriamo così che i personaggi che credevamo centrali all’interno di questa torbida organizzazione di sicari devono a loro volta sottostare a elementi ancora più potenti, capaci di cancellare in breve tempo il loro piccolo posto al sole. Giova inoltre a John Wick 3 – Parabellum la varietà di location, con il deserto del Marocco che conferisce un notevole cambio di sfumature e atmosfere al racconto.

John Wick 3 – Parabellum gode ancora una volta di uno strepitoso Keanu Reeves

Keanu Reeves e Halle Berry

John Wick 3 – Parabellum riesce nell’intento di apportare piccole aggiunte alla saga rimanendo a essa fedele, e soprattutto garantendo allo spettatore l’intrattenimento puro e viscerale che ha contraddistinto i precedenti episodi. Un pregio che però mette a nudo un potenziale difetto della saga, soprattutto in chiave futura. Mentre prendiamo sempre più confidenza con il mondo intorno a John, con il contorto codice d’onore che regola la Gran Tavola e con la grottesca commistione fra tecnologia moderna e strumenti di comunicazione del secolo scorso, è proprio il personaggio di John Wick a rimanere paradossalmente imperscrutabile e carente di dettagli che aumentino ulteriormente l’empatia nei suoi confronti. Con la sua espressività e con il suo magistrale utilizzo del corpo e della gestualità, Keanu Reeves è per ora riuscito a compensare le carenze e a riempire in prima persona già che la sceneggiatura non ci racconta, ma quanto durerà?

John Wick 3 – Parabellum uscirà nelle sale italiane il 16 maggio, distribuito da 01 Distribution.

  • Verdetto

3.5

Sommario

John Wick 3 – Parabellum si rivela un ulteriore passo in avanti per una saga che è ormai un punto di riferimento dell’action contemporaneo, ampliando l’universo in cui si muove il protagonista e offrendo allo spettatore il solito spettacolare campionario di violenza e azione.

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Marco Paiano

Fondatore di Lost in Cinema e collaboratore per Cinematographe - Film Is Now ed Empire Italia. Amo il cinema in ogni sua forma, anche quelle meno riuscite. La prendo come viene.